11 novembre/ Pavolini a Dongo
Lorenzo Pavolini è il relatore del secondo incontro del progetto dal 28 al 28, che si terrà venerdì 11 novembre alle 21 all’Istituto Civico Musicale di Dongoin via Statale di Dongo 14.
(altro…)Lorenzo Pavolini è il relatore del secondo incontro del progetto dal 28 al 28, che si terrà venerdì 11 novembre alle 21 all’Istituto Civico Musicale di Dongoin via Statale di Dongo 14.
(altro…)Il circolo ambientale Ilaria Alpi di Bellagio dice no agli impianti sciistici sul Monte San Primo, un progetto da 5 milioni di euro per l’innevamento artificiale su un monte di 1600 m.
(altro…)Martedì 8 novembre alle ore 20:30 il circolo Arci Xanadù vi invita all’assemblea dei soci per decidere il futuro dello Spazio Gloria, di fronte alla possibilità di rinnovare l’affitto per altri 6 anni che si fa man mano più lontana per le criticità in termini di tenuta economica della struttura. L’assemblea sarà in presenza ma sarà possibile collegarsi anche via streaming.
(altro…)Lunedì 7 dalle ore 21:00 all’Arci Joshua Blues Club (via Cantoniga 11, Albate,) si terrà la presentazione del libro La guerra che fingiamo non ci sia, occasione per incontrare e dibattere con l’autrice, Maria Rita Prette.
(altro…)La piazza è una. Ma quante persone ci sono? Maurizio Landini nell’intervento finale azzecca la battuta, sbeffeggiando politicamente il decreto pericolosamente repressivo del governo Meloni: «… più di cinquanta!…»; le organizzazioni promotrici azzardano: più di centomila.
(altro…)Sono della generazione pacifista degli anni 80, cresciuta contro la guerra nucleare, per l’Europa unita e poi nei conflitti del Medio Oriente e dei Balcani. Una generazione che venti anni fa stava per promuovere la manifestazione più grande del mondo, 15 febbraio 2003, 110 milioni in piazza contro la guerra all’Iraq. Una generazione accudita da Tom Benetollo, don Tonino Bello, Ernesto Balducci, Luciana Castellina.
(altro…)Una provocazione per le destre al governo è venuta dalla piazza San Giovanni in Laterano a Roma. Maurizio Landini parlando a un oceano di pacifisti (più di 100 mila) ha autodenunciato la piazza nella manifestazione per il cessate il fuoco, senza equidistanza per l’equivicinanza. Il segretario della Cgil ha aperto il suo intervento denunciando che in essa erano «presenti più di 50 persone» e quindi, con le norme liberticide e illegali appena imposte dal governo delle destre neofasciste, ciò avrebbe dovuto determinare sanzioni per i partecipanti e gli organizzatori (Sindacati, Arci, Acli e altre 500 organizzazioni insieme alla rete Pace e disarmo).
(altro…)«I muri puliti sono un’astrazione e possono diventare una pericolosa ossessione». Per fortuna c’è chi da anni si erge, col proprio tratto e il proprio segno, in difesa della sanità mentale comunitaria: sorgendo dalla città di notte, generazioni di writers, graffitari, artisti e artiste si sono alternati a Como (e nel mondo) nel lasciare un segno prima «fastidioso, di protesta e disturbo», poi attaccandovi insieme un messaggio (spesso di denuncia sociale, ribellione, anticonformismo) e infine fondendo tutto con pennellate e tratti artistici in una forma estetica e comunicativa nuova, nata dal basso e veicolo di rivendicazioni, espressione di situazioni di disagio o politiche.
Venerdì 4 novembre, nel salone della Pinacoteca civica di Como, Andrea Rosso ha presentato Comostreetart, un libro che, con immagini e racconti, rappresenta una parte – spesso distrutta o cancellata, in ogni caso volubile e in movimento – della storia della città. Con la sapiente guida di Fabio Cani (NodoLibri editore, che con ecoinformazioni ha co-pubblicato il libro) e gli affreschi storici di Rosa De Rosa, che ha tracciato un percorso cominciato da Keith Haring (tra i primi pionieri della commistione tra segno artistico e brandizzazione commerciale), passando per Jean-Michel Basquiat, Banksy e arrivando a Blu e ai suoi frequenti passaggi “affrescatori” nella provincia, Andrea Rosso ha raccontato, lasciando spesso che siano le immagini a parlare, come la street art si sia declinata dentro e fuori la città, creando una vera e propria “scuola comasca” capace di unire la voglia di scuotere una borghese indifferenza a urticanti manifestazioni di disagio sociale, arte contemporanea: denti aguzzi, orbite dilatate, ghigni e figure distorte sono spesso protagoniste di muri, treni e edifici abbandonati, dimenticati da un’umanità in corsa. Comostreetart si occupa di illuminarne la memoria con la propria, personalissima luce. [Sara Sostini, ecoinformazioni]
Con il decreto legge n.162 del 31 ottobre, il governo delle destre introduce una nuova specie di reato: «invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica».
(altro…)