Sostenibilità

26 febbraio/ “Energia e stili di vita, quale futuro?”: incontro con Enea Roveda

28167692_1856704747695239_6615624591572277683_nLa sera di lunedì 26 febbraio dalle 18,30, il Teatro Sociale di Como (via Bellini 3) ospiterà un incontro pubblico (gratuito e a ingresso libero) su un tema di attualità decisivo per le nostre vite: l’energia e la sostenibilità sociale e ambientale.

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24 febbraio/ San Fermo/ Cortocircuitati: la cena di commiato di CortoCircuito

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Giunta alla fine delle sue attività, la Cooperativa CortoCircuito propone una cena di commiato per la sera di sabato 24 febbraio dalle 19, allo Spazio polifunzionale di San Fermo in via Lancini 4. Tutte e tutti invitati a partecipare.

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Nella culla del benessere c’è l’aria più sporca

qualità-aria-inquinamento-151205Il rapporto annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico (Mal’Aria 2018) mette freddamente di fronte alla realtà un territorio, quello padano, che viene stancamente evocato come culla del benessere italiano e delle sue eccellenze produttive. Analizzando i dati, ci si rende infatti conto che proprio qui si respira l’aria più sporca d’Italia e d’Europa.

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20 e 21 gennaio/ IX Giornata del Riuso

24173087_1658315020855409_299128412657551158_o.jpgSabato 20 e domenica 21 gennaio allo Spazio Ratti di Como (ex chiesa di San Francesco, viale Spallino 1), torna la giornata del Riuso: due giorni di baratto, spettacoli e laboratori gratuiti; un’occasione unica per divertirsi, risparmiare e far bene all’ambiente!

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Mal d’aria: quali rimedi?

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In apertura al convegno Mal d’aria. L’inquinamento atmosferico avvelena le nostre vite –  la mattina di sabato 25 novembre nell’auditorium Bosisio della sede di Ca’ d’Industria in via Brambilla 49 a Como – Chiara Bedetti, presidente di Legambiente Como, ha espresso la soddisfazione delle associazioni promotrici nel portare tale tema all’attenzione di un incontro pubblico, peraltro assai partecipato con un centinaio di persone in sala. Oltre a Legambiente, hanno concorso all’organizzazione del convegno le associazioni Famiglia comascaCgil ComoFiab Como BiciamoLa città possibileWwf InsubriaIubilantes Rete dei camminiAssociazione Medici con l’Africa; con il patrocinio del Comune di Como e della Camera di commercio di Como.
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16 novembre/ Cammini, memoria e immagini

Giovedì 16 novembre l’Associazione Iubilantes invita a “Cammini, memoria e immagini”, una nuova articolata proposta per la scoperta lenta della città di Como e del territorio e per il loro sviluppo sostenibile.

Primo appuntamento alle ore 15.00 in Via Volta 62, palazzo  natale di Alessandro Volta, ora sede dell’ Ordine degli Ingegneri della Provincia di Como, punto di avvio delle memorie voltiane: accoglienza e visita guidata a cura dello stesso Ordine.

A  seguire,  alle ore 16:30, nella prestigiosa sede della Sala Nobel dell’Istituto Carducci, ora sede dell’Università dell’Insubria, in Viale Cavallotti 5, una doppia presentazione: “C’era unA.Volta: il cammino dell’invenzione”, Il nuovo percorso web “camminacittà” (www.camminacitta.it) dedicato ai luoghi e alla vicenda di Alessandro Volta: un  viaggio lento e accessibile alla scoperta di un grande protagonista della storia cittadina; “Memorie in foto”, il nuovo fotoarchivio web dell’Associazione Iubilantes (www.memorieinfoto.it) con immagini (In)consuete, vecchie e nuove, di luoghi, monumenti, personaggi, tradizioni:  immagini per riscoprire, ricordare e tutelare. Nell’occasione nuovo tour fotografico di tema voltiano e un interessante tour immagini dell’archivio Carducci, per la prima volta online.

Interverranno Ambra Garancini e Silvia Fasana (Iubilantes), Claudio La Corte (UICI Como), Magda Noseda (Archivio di Stato, Associazione “G. Carducci”) Vanda Franceschetti (Accademia  di B.A. “A. Galli”). La partecipazione all’iniziativa è libera e gratuita.

[VC, ecoinformazioni]

18-25 ottobre/ “Minerali clandestini”

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È stata inaugurata mercoledì 18 ottobre Minerali clandestini. L’altra faccia dei nostri smartphone, mostra itinerante che sarà presente a Como da mercoledì 18 a mercoledì 25 ottobre; alla Fondazione cardinal Ferrari (via C. Battisti, 8) nei giorni feriali e in piazza Grimoldi durante il weekend. «L’intento [di questa doppia collocazione] è quello di portare questi temi all’attenzione di tutta la città», ha sottolineato Michele Luppi de Il settimanale della Diocesi di Como alla presentazione, avvenuta alle 20 di mercoledì 18 alla Fondazione Cardinal Ferrari, alla quale è intervenuta anche Donata Frigerio Bianchi, referente dell’associazione Chiama l’Africa e curatrice dell’aspetto “documentaristico” dell’esposizione.

«Questa mostra non intende colpevolizzare nessuno», ha chiarito subito Luppi «tutti noi facciamo costante uso di smartphone e altri apparecchi tecnologici con componenti minerali, che sono oggi praticamente imprescindibili per chiunque. L’obiettivo è piuttosto quello di informare il pubblico della provenienza di tali materie prime, che arrivano fino a noi attraverso una filiera lavorativa, produttiva e commerciale che spesso vìola i confini dell’etica e della legalità».
Entrano più nello specifico i pannelli orizzontali che compongono la mostra («una scelta ben precisa, che costringe visitatori e visitatrici a guardare a terra, da dove i minerali incriminati provengono», ha puntualizzato Frigerio Bianchi; completano la mostra due specchi verticali su cui figura, accanto al nostro riflesso, la mezza silhouette di una donna ed un uomo africani con smartphone in mano, a ricordarci un’analogia con una zona del mondo che tendiamo a percepire come remota, perfino antitetica alla nostra, in parte a ragione, in parte no). Su ognuno di essi, è descritto il metodo estrattivo e distributivo di un diverso materiale, il più delle volte legato a sfruttamento, pericolo, drammatiche sperequazioni sociali, contrabbando, crimine, guerra.

Uno dei centri nevralgici dell’estrazione mineraria mondiale è la Repubblica Democratica del Congo, vastissimo paese africano a cui Frigerio Bianchi è assai legata. Proprio in Congo, vuole la leggenda, Dio disperse i minerali che portava in un secchio, che lì sarebbero rimasti. E come già discusso nell’intervista a Emanuele Pini (qui il link alla versione sintetica, qui il settimanale con l’intervista completa, pp. 22-29), le miniere congolesi sono concentrate nelle zone marginali del paese, e sono legate a doppio filo alla corruzione, alle disparità socio-economiche, all’instabilità e alla pressoché totale assenza di welfare nel paese, il cui indice di sviluppo umano figura tra gli ultimissimi al mondo.

Di questi tempi, ci preoccupiamo molto dell’origine di ciò che mangiamo, in termini di produzione e di distribuzione. Eppure, non poniamo altrettanta attenzione sulla provenienza di altri tipi di beni dei quali facciamo uso quotidiano, e in particolare dell’alta tecnologia. Questa è la lacuna che Minerali clandestini intende colmare, invitando a una riflessione approfondita sulle nostre abitudini di consumatori e di cittadini e, auspicabilmente, all’adozione di provvedimenti più equi e responsabili a livello internazionale: alcune misure sono già state adottate ma, perché possano avere ricadute positive, ci sarà bisogno di incoraggiare l’attenzione e la responsabilità del grande pubblico. L’invito è perciò quello di prendersi una mezz’ora di tempo per visitare la mostra e riflettere sui suoi contenuti, e sulle implicazioni di essi.
[Alida Franchi, ecoinformazioni]

Promuovono l’allestimento di Minerali clandestini a Como: Aifo Como, Asci Don Guanella onlus, Caritas diocesana di Como, Centro missionario guanelliano, Centro missionario diocesano di Como, Il settimanale della Diocesi di Como, Coordinamento comasco per la pace, Fondazione cardinal Ferrari, Medici con l’Africa Como onlus, Cooperativa Garabombo.

Orari e luoghi di visita: 9-12,30, 14-18,30 da mercoledì 18 a venerdì 20 e da lunedì 23 a mercoledì 25 ottobre alla Fondazione cardinal Ferrari di Como (ingresso a offerta libera), via C. Battisti 8; sabato 21 e domenica 22 ottobre la mostra sarà visibile al pubblico in piazza Grimoldi, dalle 10 alle 17.

Per info e prenotazioni:  telefono 031 296787 ‐ 333 9299792, e‐mail: ascicomo.segreteria@guanelliani.it.

VIII Festival della fotografia etica a Lodi. Impressioni quasi-istantanee

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Si è aperto sabato 7 e si concluderà domenica 29 ottobre il Festival della fotografia etica di Lodi, giunto quest’anno alla sua VIII edizione. Qui un accorato invito a posteriori a visitare l’evento:

Operatori e analisti del mondo dei media concordano nel riconoscere all’immagine il primato dell’impatto comunicativo in questa fase storica segnata, per non dire “governata”, dalla tecnologia del tempo reale. Tra campagne politiche condotte a raffiche incrociate di tweet, videostorie effimere sui social media e intere relazioni  – professionali o affettive – condotte sulle piattaforme di messaggistica istantanea, i contenuti si avvicendano rapidamente e senza soluzione di continuità. Per mantenere alta l’attenzione, diventa imperativo condensare “tutto e subito”, cercando – ottimisticamente – di trovare un punto di equilibrio tra la qualità e la quantità, tra la frequenza e la persistenza dell’informazione. Evitando, nel frattempo, spiacevoli fraintendimenti.

E l’immagine come medium comunicativo è, quasi per definizione, più accessibile del linguaggio verbale, parlato e soprattutto scritto.  I sensi, generalmente, processano uno stimolo esterno più velocemente dell’intelletto. Perciò, un’economia della comunicazione centrata sull’immagine rischia (intende?) cominciare ed esaurirsi in essa, assorbendo tutta l’attenzione, riducendo al minimo – intenzionalmente o meno –  la rielaborazione razionale, la ricerca di implicazioni che l’immagine suggerisce, senza mostrare apertamente, o viceversa veicolando significati estranei alla realtà.

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Un’iniziativa come il Festival della fotografia etica parte da tali presupposti per restituire coerenza nella relazione tra ciò che si vede e ciò che realmente è, attirando l’attenzione dell’occhio con fotografie tanto schiette ed eloquenti quanto esteticamente raffinate, consolidando la consapevolezza con la parola scritta, e avviando un percorso di riflessione, e magari di impegno personale, anche a osservazione avvenuta.
Questo il fil rouge che mette in relazione tra loro autori le cui estrazioni e sensibilità etica e artistica sarebbero altrimenti assai differenti le une dalle altre; autori tra cui vanno inclusi non soltanto i fotografi in quanto tali, ma anche chi si è occupato della documentazione didascalica dei lavori presentati nelle sedi del festival (le didascalie sono parte integrante e per nulla subordinata della rassegna) e di chi è stato capace di creare un percorso coerente nella sua ampiezza geografica, cronologica e tematica, che parte da un reportage sui “voli della morte” di cui furono vittima migliaia di desaparecidos argentini negli anni di dittatura militare per arrivare fino ai drammi contemporanei dell’individuo, del gruppo e della società, con qualche più raro e prezioso momento di felicità. Si tratti di appassionata denuncia o intima condivisione, l’obiettivo fotografico e la descrizione didascalica riescono, quasi senza eccezione, a creare un legame di empatia tra osservatore e soggetto, attraverso l’invisibile ma presente medium del fotografo.

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Impossibile riassumere in un elenco i reportages , i concorsi tematici e gli scatti (con didascalia) “più impressionanti”  (qui il programma completo di quest’anno), per evidenti questioni di quantità, equità e soggettività nel giudizio. Inammissibile la possibilità di osservare  – e ascoltare, poiché anche di incontri e di dibattiti si compone l’iniziativa – i contributi senza uscirne emotivamente e razionalmente scossi, senza il bisogno di denunciare e di correggere per quanto possibile i torti subìti dalla giustizia e perfino dalla logica ovunque nel mondo. Imperdibile l’evento, che val bene una giornata a Lodi, bella cittadina a meno di due ore da Como. Anche nella nostra città, peraltro, il concetto di “fotografia etica” ha trovato, soprattutto in tempi recenti, ampie e ammirevoli possibilità di espressione, a ulteriore incoraggiamento per una visita a questo meritevole “fuori porta”.
[Alida Franchi, ecoinformazioni – la foto a metà articolo è tratta dal reportage Destino Final di Giancarlo Ceraudo, in esposizione al festival di quest’anno]

Qui le informazioni su raggiungibilità, biglietti e tariffe

Qui i contatti utili

 

5 ottobre / incontro di valutazione L’isola che c’è 2017

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Alle 21 di giovedì 5 ottobre, presso la sede operativa di L’isola che c’è e della cooperativa Ecofficine (via Regina Teodolinda 61) si terrà un incontro di valutazione inerente all’ultima edizione de L’isola che c’è, tenutasi sabato 16 e domenica 17 dello scorso settembre.

L’invito è rivolto a persone, organizzazioni e istituzioni locali coinvolte nella Fiera, per poter realizzare un’analisi dell’evento e di eventuali migliorie il più possibile rappresentativa, e la partecipazione è aperta a tutti coloro che vogliono contribuire in modo diretto ed esplicito al percorso della rete comasca di economia solidale.

Chi fosse interessato a dare un riscontro non potendo presenziare all’incontro di giovedì può compilare l’apposito questionario digitale.

Per ulteriori informazioni
Tel: 331.6336995, 031.6872170 – Email: fiera@lisolachece.org
Qui la pagina Facebook dell’evento

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