Coordinamento senza confini

Per iniziativa degli aderenti al coordinamento che aveva reso possibile la manifestazione antirazzista del 1 marzo a Cantù si è costituito domenica 18 aprile, nell’assemblea degli aderenti svolta nella sala Noseda della Camera del lavoro di Como, il Coordinamento senza confini. Festeggiata con i rappresentati comaschi dell’associazione la liberazione del personale di Emergency in Afghanistan.

L’assemblea ha deciso l’adesione al Comitato comasco acqua pubblica e alla manifestazione del 1 maggio mattina a Como organizzata dai sindacati. I rappresentanti delle associazioni, movimenti, sindacati, organizzazioni politiche presenti all’incontro (dall’Arci alla Cgil, dalla 3f a Emergency all’Associazione per la sinistra a tanti altri) hanno anche deciso di puntare al rafforzamento della cultura dell’antirazzismo sviluppando le iniziative sui diritti umani nelle scuole anche in collaborazione col Coordinamento comasco per la Pace. Pieno anche il sostegno all’iniziativa dell’Arci che ha proposto l’attivazione di un Osservatorio sul razzismo nella provincia di Como e uno sportello per la prima accoglienza informativa per permettere agli immigrati regolari e non di accedere pienamente ai servizi già esistenti nel territorio. Ecoinformazioni attiverà un blog per dare conto delle iniziative, delle proposte e del dibattito sul tema sviluppato dal Coordinamento senza confini.

Bandiere di Pace per Emergency

Per la manifestazione convocata da Emergency per chiedere l’immediato rilascio degli italiani e degli afgani sequestrati in Afghanistan, Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, lancia un nuovo l’appello che riportiamo integralmente.

«La manifestazione di oggi a Roma deve segnare l’inizio di un rinnovato impegno per la pace in Afghanistan. Riaprire l’ospedale di Emergency in Afghanistan e liberare i tre italiani e i sei afgani arrestati il 10 aprile sono i nostri primi obiettivi. Ma non basta.
Per questo invitiamo tutti i cittadini, tutte le associazioni, i movimenti, gli enti locali, le organizzazioni e istituzioni pubbliche e private, religiose o laiche, contrari alla guerra ad esporre da subito la bandiera della pace ai balconi delle proprie case.
La politica ha scaricato sui militari un compito impossibile. E’ davvero il tempo di cambiare strada.
In Afghanistan, dopo nove anni di guerre e fallimenti, dobbiamo passare dall’impegno militare ad un impegno politico e civile a fianco delle popolazioni vittime della guerra, dell’oppressione e della miseria.
La manifestazione di oggi deve segnare l’inizio di un rinnovato impegno per mettere fine alla guerra, alle stragi e a ogni forma di terrorismo, per proteggere la popolazione civile, per garantire i suoi bisogni vitali (diritto alla salute, diritto all’istruzione, diritto all’acqua,…), per sostenere concretamente la società civile afgana stretta nella morsa dei talebani, dei signori della guerra e dei bombardamenti (per ulteriori approfondimenti: www.afgana.org).
Torniamo dunque a sventolare la bandiera arcobaleno, simbolo della nostra volontà di pace. Appendiamo la bandiera della pace ai balconi delle nostre case e poi, tra un mese, domenica 16 maggio, con quella bandiera marciamo insieme, ancora una volta, in tanti, per la pace da Perugia ad Assisi».

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 15 aprile 2010

Al Consiglio comunale del 15 aprile la maggioranza scappa per non votare la sfiducia al cda della Ca’ d’industria. La frettolosa uscita dei consiglieri e dello stesso presidente della seduta è stata censurata dalle grida del pubblico: «Votate vigliacchi!!! Prendetevi le vostre responsabilità!!!». Leggi l’articolo

Cresce L’isola che c’è: nuovi progetti e posti di lavoro

Domenica 11 aprile, nella sede della Cooperativa il Mosaico di Bulgarograsso, si è svolta la quinta assemblea annuale dell’associazione L’isola che c’è.

Durante l’incontro, al quale  hanno preso parte una cinquantina di persone, sono state presentate le attività dell’associazione, è stato approvato il bilancio  e sono state elette le nuove cariche del Consiglio direttivo del quale, confermato presidente Marco Servettini, fanno parte Stefano Santi, Francesco Tampellini, Barbara Villa, Marco Ferrari, Filippo Pallotta, Stefano Parravicini, Simona Sabia, Giuliano Ponzin. Leggi l’articolo

Comuni razzisti. L’Unicef chiede l’intervento dell’Anci

Il Comitato di Como dell’Unicef ha diffuso la riflessione del presidente nazionale Vincenzo Spadafora sugli episodi di violazione dei diritti umani in Italia. Il testo integrale dell’appello al governo e all’Anci.

«L’Italia ha ratificato il 27 maggio del 1991 la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, che nel 2009 ha compiuto 20 anni. Venti anni fa il nostro paese sancì l’inviolabilità dei diritti dei bambini ed il superiore interesse del fanciullo, il suo diritto alla protezione ed all’uguaglianza. A venti anni di distanza colpisce come alcune istituzioni del nostro paese violino sistematicamente la Convenzione  lasciando in noi grande sconcerto e deplorazione. Quali sono le colpe di quei bambini se i loro genitori, in evidenti situazioni di difficoltà familiare, non riescono a pagare le rette e sono costretti a guardare il piatto pieno di altri compagni nelle mense scolastiche? Sono queste le amministrazioni e i sindaci vicini ai cittadini? Quelli che si fanno carico di tutti, senza escludere nessuno? In casi come questi è sempre una sconfitta per le istituzioni, nazionali o locali che siano, il non essere in grado di tutelare i più deboli, creando di fatto una discriminazione verso i più poveri. Leggi il testo

Incredulità per le inverosimili accuse a Emergency

L’Associazione Silvano Saladino – Onlus  esprime viva preoccupazione per le notizie che giungono dall’Afganistan a proposito dell’arresto, in quel Paese, di tre operatori umanitari di Emergency nei cui confronti il governo afgano ha formulato gravissime accuse di terrorismo, accuse che solo nelle ultime ore sembrano avviate a un ridimensionamento.

 Lungi dal prendere posizione nell’inevitabile dibattito politico che la vicenda suscita, l’Associazione ricorda di essere direttamente impegnata, sin dalla sua costituzione, nel programma di assistenza sanitaria a popolazioni da decenni martoriate dalla guerra e di essersi assunto l’onere dell’edificazione e della gestione di un centro di Emergency di primo soccorso a Darband, nord-est dell’Afganistan.

Resta forte l’incredulità e lo sconcerto di fronte ad accuse tanto gravi quanto inverosimili proprio perché formulate nei confronti di operatori di una Organizzazione che da anni si batte nel mondo contro guerre, violenze e sopraffazioni ai danni delle popolazioni civili, conquistandosi la stima e l’affetto dei tanti assistiti. Leggi il comunicato

Per l’acqua pubblica il 19 aprile a Como

Il Comitato comasco per l’acqua pubblica organizza  lunedì 19 aprile alle 20.45 nella Sala Noseda in via Italia Libera 23 a Como un incontro per costituire il Comitato provinciale di Como a sostegno del referendum nazionale per l’abrogazione delle leggi che obbligano alla privatizzazione dei servizi idrici.

Durante la serata saranno definite le questioni organizzative inerenti la raccolta firme e raccolte proposte e disponibilità in modo da coordinare la campagna referendaria. Leggi il comunicato

Centinaia per la Ca’ d’industria

Soddisfazione dei sindacati per la partecipazione allo sciopero e manifestazione di mercoledì 7 aprile dei lavoratori della Ca’ d’industria «è stato un corteo molto partecipato, colorato e pacificamente chiassoso – ha dichiarato Matteo Mandressi, segretario Fp Cgil di Como –, hanno preso parte alla manifestazione tanti lavoratori della Ca’ d’Industria e non solo, molti parenti degli utenti della Fondazione, alcuni consiglieri comunali».  Leggi l’articolo

No alla privatizzazione

Sciopero e manifestazione per i lavoratori della Ca’ d’Industria che rafforzano la loro protesta contro la privatizzazione del servizio mensa.

Il ritrovo è fissato per mercoledì 7 aprile alle 10 davanti ai cancelli di via Brambilla 61 a Como. L’invito dei dipendenti, in sciopero per la prima volta in quasi duecento anni di storia dell’istituzione comasca al servizio degli anziani, è alla mobilitazione di  tutti i cittadini di Como, ai parenti degli ospiti ed ai sostenitori del gruppo di Facebook “Giù le mani dai nostri nonni e dalla Cà D’ Industria per manifestare la propria contrarietà all’affidamento ad un’azienda esterna della preparazione di circa 1050 pasti al giorno e al trasferimento di 32 dipendenti dalla fondazione alla impresa appaltatrice.

Il cda della Ca’ d’industria rispetti il Consiglio comunale

Il consiglio di amministrazione della Cà d’Industria per Paco non deve decidere niente fino a quando non finisce il dibattito in Consiglio comunale.

Dopo la sospensione della seduta speciale sulla Ca’ d’industria a Palazzo Cernezzi non si trova un accordo sulla data per riprendere il dibattito sulla delibera che chiede la «revisione della posizione recentemente assunta in merito all’esternalizzazione della cucina» e di «garantire, per il futuro, la salvaguardia delle gestione diretta (in house) di tutte le funzioni collegate direttamente alle persone».  Leggi l’articolo

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