futuro

Nkm0/ Europe for future, l’Europa per l’ambiente/ Braga, Grossi e Vaccaro alla Casa dei popoli

Sabato 15 settembre ore 18 all’Isola che c’è: Chiara Braga, parlamentare del Pd, e Stefano Vaccaro, fisico ambientale ed esponente di Mdp Ariticolo 1, dialogano sul tema Europe for future, l’Europa per l’ambiente. Coordina il dibattito Celeste Grossi, del Consiglio nazionale Arci. Presto on line sul canale di ecoinformazioni video di tutti gli interventi.

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17 novembre/ Parliamo di una Como diversa. Laboratorio politico

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Inizia sabato 17 novembre ad Albate, con una giornata di ascolto, di studio e di confronto, aperta a tutti e tutte, il percorso verso “una Como diversa” proposto da alcune organizzazioni politiche della sinistra – Articolo Uno Mdp, Possibile, Sinistra Italiana e Socialisti in Movimento – che hanno scelto di essere parte attiva nel processo di costruzione di un’alternativa per la Città di Como. L’incontro si svolgerà dalle 9,45 alle 17,30, nella Sala ”Felice Villa” dell’Unione circoli cooperativi, in via Canturina 202 (zona Albate), e ha l’obiettivo di mettere a fuoco il “valore” che le risorse della Città potrebbero avere in un quadro politico diverso dall’attuale. (altro…)

17-25 maggio/ Now festival, III edizione

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Sta per tornare Now, il festival del futuro sostenibile, iniziativa organizzata dall’associazione L’Isola che c’è e dalla cooperativa Ecofficine dal 2016. Il programma della terza edizione, che avrà luogo da mercoledì 16 a venerdì 25 maggio, è stato presentato in una conferenza stampa che si è tenuta giovedì 3 maggio in mattinata alla Camera di Commercio di Como, in via Parini 6. (altro…)

Officina Como si dichiara laboratorio aperto per rilanciare la città

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Un pubblico decisamente numeroso è intervenuto, nel pomeriggio del 20 aprile, alla presentazione del progetto Officina Como in via Piadeni 14. Il proposito dichiarato dell’iniziativa, presentata da Paolo De Santis [già assessore della Giunta Botta (quella delle paratie), già presidente della Camera di commercio, già animatore di tentativi politici e elettorali e sempre citato dai media ufficiali come possibile salvatore della città] e già condivisa da un elenco notevole di personalità molto note in città (tanti i politici, di diverse forze del centro e del centrosinistra, altrettante le personalità affermate della cultura a Como)  è quello di avviare uno spazio di confronto e progettazione condivisa per la Como del futuro, sulla base di una rosa di parole chiave, sul cui significato alcuni dei promotori e promotrici hanno presentato le proprie riflessioni. 

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Now Festival 2017 / Green Jobs. La sostenibilità incoraggia i giovani e il lavoro

La mattina di mercoledì 10 maggio dalle 10 alle 12.30 si è aperta alla Camera di commercio di Como la seconda edizione di Now! Festival del futuro sostenibile. Tema centrale dell’incontro Green Jobs. La sostenibilità incoraggia i giovani e il lavoro era presentare opportunità di formazione professionale aperte ai giovani che si inseriranno in un mercato del lavoro per cui la sostenibilità – economica, sociale, ambientale – è un requisito ormai imprescindibile. Si è trattato di un incontro molto partecipato, soprattutto dagli e dalle studenti delle scuole secondarie superiori comasche direttamente coinvolti in progetti di impresa sostenibile. Ha svolto il ruolo di moderatrice Marilena Lualdi, giornalista de La Provincia.

Primo relatore intervenuto è stato Andrea Trisoglio di Fondazione Cariplo, che ha presentato il bando di concorso Green Jobs, lanciato per la prima volta per l’anno accademico 2015-2016 e riproposto per l’anno in corso. Beneficiarie sono (quest’anno) 180 classi di istituti secondari superiori lombardi, a cui è offerta la possibilità di elaborare un progetto d’impresa sostenibile nel futuro, dato che “è nel futuro che passeremo il resto della nostra vita”, ha ricordato Trisoglio, parafrasando Marx (non Karl, ma Groucho).  In passato, siamo stati abituati a considerare l’innovazione sostenibile come un punto d’onore di alcune aziende virtuose: ora è tempo di cambiare mentalità e adottarla come premessa necessaria, a cui abituarsi fin dagli anni scolastici. Una possibilità nuova e impegnativa per la maggior parte delle e degli studenti italiani, la cui formazione non può più limitarsi alla preparazione accademica e “teorica”. La sfida lanciata alle e ai ai giovani partecipanti non riguarda unicamente l’aspetto progettuale in senso stretto, ma include, cosa più importante, una valutazione della sostenibilità e del vantaggio apportato dalle proposte avanzate. Gli studenti, peraltro, devono essere in grado di definire finalità e destinatari per il proprio progetto, presentare un budget, reperire partner d’impresa ed elaborare una strategia di marketing, entrando così in contatto con la necessità di sinergia e di compromesso che caratterizza l’ambiente lavorativo.

Nel corso della mattinata, è stato dato – giustamente – ampio spazio alle ragazze e ai ragazzi personalmente coinvolti nella progettazione d’impresa sostenibile. Green Jobs è un bando aperto alle classi, i cui studenti definiscono i rispettivi ruoli già nella fase iniziale. Dopo un video che illustrava alcuni progetti presentati nel corso della prima edizione di Green Jobs, sono intervenuti gli studenti delle classi quarte LSA 1 e LSA 2 dell’Isis Paolo Carcano di Como, la prima con la sua app Step App, che combina un contapassi digitale con la possibilità di ottenere sconti nei negozi del centro di Como che hanno aderito al progetto, la seconda con Bin Careful [gioco di parole tra “cestino” e “fate attenzione!”], piano di incentivazione alla raccolta differenziata entro lo stesso istituto Carcano, con la creazione di bidoni a partire da materiale riciclato e la premiazione delle classi più virtuose.
In parte diverso, ma analogo negli obiettivi, è l’approccio di IdeaImpresa, bando lanciato dalla Camera di commercio di Como e presentato al pubblico da Immacolata Tina, responsabile per l’innovazione economica. Ideaimpresa adotta ogni anno dal 2009 un tema diverso e quello di quest’anno, il benessere sociale, si combina felicemente ai principi fondativi dello stesso festival Now. Diversamente che per Green Jobs, competono piccoli gruppi di studenti (3-6 ragazzi e/o ragazze) di istituti superiori della provincia di Como, impegnati in percorsi di formazione metodologica e progettazione che della sostenibilità considerano l’aspetto “trasversale”, dunque relativo ai diversi ambiti del lavoro e della vita, quali la salute, l’alimentazione, il rapporto con l’ambiente . Prova ne sono le testimonianze chi ha aderito alla scorsa edizione del bando, come due team di studenti ed ex-studenti dell’Itis Magistri Cumacini, che hanno elaborato, rispettivamente, una app per aiutare i medici a monitorare casi di una malattia che si manifesta con eruzioni cutanee (Dermascreen) e alcuni dispositivi di assistenza a persone con disabilità, a costi limitati rispetto a quelli venduti sul mercato (Watch team). Il terzo premio ex-aequo per l’anno 2015/2016 è invece stato assegnato a Pocket school dell’Iis Jean Monnet, teso a semplificare l’organizzazione scolastica con l’aiuto del digitale, e a Stillario, progetto di promozione del territorio lariano curato da quattro studenti del quarto anno di Enaip Como. Una squadra della III T  quest’ultimo istituto, infine, ha illustrato il progetto Eau Soleil, un itinerario di turismo sostenibile in Senegal, che si combina ad altri tre progetti analoghi realizzati dai loro compagni e compagne nel contesto dell’iniziativa Alimentare lo sviluppo (leggi l’articolo di ecoinformazioni a riguardo).
Tina ha concluso ricordando l’appuntamento annuale della Giornata dell’innovazione, prevista per martedì 30 maggio al parco scientifico-tecnologico ComoNext di Lomazzo, in occasione della quale si terrà la premiazione dei progetti iscritti all’edizione in corso di Ideaimpresa.

Ultima a intervenire è stata Aurora Magni, docente incaricata di Ecoefficienza, materiali e processi alla Liuc – Università Carlo Cattaneo di Castellanza (VA). Magni ha osservato quanto più facile sia criticare che non elaborare e attuare delle soluzioni concrete ai problemi del nostro tempo, lodando le e gli studenti che si sono messi in gioco per farlo. Il verde, o meglio il green nel linguaggio imprenditoriale del nostro tempo, è il colore che deve e che dovrà essere un fondamento dell’industria “4.0”, la stessa che sarà caratterizzata da una crescente automazione della produzione e della compravendita di beni e di servizi. Anche in una realtà lavorativa ed economica in cui vediamo sempre più macchine e sempre meno personale umano, è tuttavia possibile creare nuove opportunità di impiego all’insegna della sostenibilità. Magni ha portato due esempi di rilievo per il territorio comasco: quello della moda e del tessile, e quello dell’industria chimica, spesso interconnesso con la prima. Oggi, chi opera in questi settori deve sviluppare una maggior consapevolezza dei metodi di produzione, delle tecnologie e dei materiali adottati, in direzione di maggiori riciclabilità e sicurezza (per l’ambiente e per i lavoratori), da un lato, e di una sempre più limitata impronta ambientale (in senso negativo) dall’altra. E a fronte di una scarsa consapevolezza dei consumatori sulle origini dei prodotti sul mercato  – non sempre dovuta alla pigrizia: le etichette sono spesso “opache” in tal senso – sarà altrettanto importante mostrare competenze narrative, per saper descrivere efficacemente ciò che l’azienda ha da offrire, e digitali, per andare incontro a consumatori sempre più consapevoli con prodotti di qualità, rispettosi della natura e del lavoro. E queste, ancora oggi, sono competenze per cui la pur necessaria tecnologia nulla può senza l’intervento umano. [Alida Franchi, ecoinformazioni]

10 maggio / Now Festival 2017: “Green jobs: la sostenibilità incoraggia i giovani e il lavoro”

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Il primo appuntamento dell’edizione 2017 di Now!Festival del futuro sostenibile  – il secondo dopo l’anteprima del 18 aprile –  sarà ospitato dalla Camera di Commercio di Como (via Parini, 16) alle 10 di mercoledì 10 maggio.
All’incontro moderato da Marilena Lualdi de La Provincia e intitolato Green jobs: la sostenibilità incoraggia i giovani e il lavoro, interverranno: Andrea Trisoglio (Fondazione Cariplo), alcuni studenti dell’Isis Paolo Carcano, che presenteranno il loro progetto di autoimprenditorialità nell’ambito del progetto Green Jobs, Immacolata Tina (coordinatrice del bando Idea Impresa della Camera di commercio di Como, del quale verrà resa testimonianza), Aurora Magni, docente incaricata di Ecoefficienza, materiali e processi a Liuc – Università Carlo Cattaneo.

Dal programma di Now! Festival 2017:

“L’impresa del futuro non potrà orescindere da figure professionali “verdi”. Nei prossimi 5 anni sono previsti 1 milione di nuovi occupati le cui mansioni richiederanno maggiori competenze green. Formatori, aziende e fondazioni collaborano per raccogliere la sfida di preparare tecnici e manager in grado di ridurre l’impatto ambientale sulle attività produttive. Una grande opportunità soprattutto per i giovani”.

Per il programma completo di Now! Festival 2017 si può consultare il sito: www.nowfestival.it .

La prossima Como : il sogno… e la realtà

luca-micheliniMolte le persone intervenute all’incontro indetto da ecoinformazioni la sera di giovedì 11 novembre alla sala del Cna, La prossima Como – il sogno, introdotto da Fabio Cani, co-direttore della testata. A ognuno dei relatori e delle relatrici sono stati lasciati circa cinque minuti per esporre le proprie considerazioni sull’impatto dell’amministrazione uscente e le proprie aspettative sul futuro di questa città, intesa come urbs – cioè nella sua dimensione spaziale – e anche, soprattutto, come civitas, ossia come comunità al contempo  aggregata e pluriversale: una distinzione concettuale che Cani, citando le Etimologie di Isidoro da Siviglia, ha voluto sottolineare.

Numerosi gli interventi, preceduti (oltre che dal breve video introduttivo Bread and Roses, un omaggio al cinema di Ken Loach e alla solidarietà mostrata dalla popolazione comasca nei mesi estivi), dall’introduzione di Cani,  imperniata su sette punti fondamentali: la complessità irriducibile del concetto di città, a cui abbiamo già accennato, i fallimentari – e talvolta decisamente visionari – piani urbanistici del passato, l’impossibilità di pianificare e applicare un modello di città alla di per sé multiforme dimensione urbana, l’irrealizzabile (e inauspicabile) “brandizzazione” di Como verso un modello “monodimensionale”, nella fattispecie turistico, quando è ovvio che una città non è fatta (solo) dei turisti che la visitano; l’apertura della città verso la realtà circostante (ed esterna), a scongiurare l’auto-percezione di una “città-fortezza” che protegge dal resto del mondo senza interagirvi; l’inarrestabile fenomeno dell’invecchiamento (più in generale, della ulteriore diversificazione)  della popolazione urbana, che altrove in Europa ha già portato a una riconsiderazione degli spazi cittadini: un processo che in Italia, o perlomeno a Como, sembra faticare ad avviarsi. Infine, in considerazione della sempre minor distanza spazio-temporale che ci separa dalla “prossima Como”, Cani rimarca la necessità di concentrarsi sul processo, piuttosto che sul risultato finale. La stessa complessità di una dimensione cittadina rende impossibile applicare qualsiasi piano alla lettera, senza aspettarsi sviluppi almeno in parte imprevisti.

Anche Alberto Bracchi, architetto, ha presentato in sette punti le proprie idee relative all’innovazione urbana che potrebbe, e dovrebbe, interessare Como nel prossimo futuro. Processi di rimodernamento dovrebbero riattivare la città intesa, appunto, come organismo complesso. Visto il fallimento delle grandi opere urbanistiche, appare preferibile orientarsi su piccoli progetti diffusi, utili e concretamente realizzabili (opinione condivisa da Gianluigi Fammartino di Paco, anch’egli architetto, che sottolinea come una buona amministrazione urbana si riconosca dalla capacità di rendere utile ciò che ha già ha disposizione), attenti all’ambiente e alle risorse che esso offre, nel rispetto della poliedricità intrinseca della dimensione cittadina (che, peraltro, è in grado di accogliere innovazioni in scala ridotta). La realizzazione di tali “micro-opere” dovrebbe, secondo Bracchi, ricorrere alla sperimentazione, intesa come banco di prova della loro fattibilità e fruibilità e come “antidoto” a quelle che l’architetto definisce “esplosioni di scontentezza”, provenienti o da grandi opere rivelatesi controproducenti, o da opere riuscite, ma essenzialmente superflue, o percepite come tali. Esempi “positivi” potrebbero essere la riqualificazione del cineteatro Politeama, una valorizzazione dello spazio Gloria che è penalizzato da una situazione periferica lungo una via dal traffico piuttosto intenso, o ancora la realizzazione di una stazione unica a Camerlata. Per attuare questi piccoli interventi, certo, è necessario rilanciare la dimensione del dialogo tra l’amministrazione e la cittadinanza: un aspetto essenziale su cui, forse, non si è sufficientemente insistito nel corso degli ultimi quattro anni.

In effetti, nel corso dell’incontro, diverse persone hanno denunciato, in varie declinazioni, un diffuso senso di esclusione che colpisce soprattutto le aree periferiche, con particolare incidenza su alcune categorie sociali. Gli studenti, rappresentati la sera di venerdì da Lorenzo Baldino, sono un esempio: il ponte recentemente realizzato all’incrocio tra via Badone e via Pasquale Paoli, non sembra soddisfare una reale necessità, tanto più che è stato realizzato senza un precedente confronto con i diretti interessati; spostandoci dal particolare al generale, Como appare carente in termini di welfare studentesco: i trasporti sono scarsi, la tessera “Io Studio” offre in pratica scarsi vantaggi, la specificità degli studenti è complessivamente tenuta in scarsa considerazione. Tutto questo non aiuta a tamponare il tasso di abbandono precoce dell’istruzione scolastica (17,33%), un record negativo in Lombardia, conclude Baldino. Ida Sala (Como dal Basso) mette in luce un’analoga situazione di esclusione per quanto riguarda le persone con disabilità, alle quali (ancora troppo spesso) sono negati l’accesso e la fruibilità di spazi aperti al pubblico, come nel caso del multisala (per non ripetere l’esempio del ponte di Rebbio). Soluzioni o situazioni ghettizzanti nei confronti di persone con disabilità fisiche o mentali non devono e non possono essere ammissibili, e devono essere superate dove, ad oggi, sussistono. Questo imperativo diventa ancora più pressante tenendo in considerazione il rapido invecchiamento della popolazione cittadina, non soltanto a Como, come ha affermato, dati Oms alla mano, Manuela Serrentino: o si interviene tempestivamente per rendere lo spazio urbano più accessibile, o questo si rivelerà gravemente inadeguato in un futuro non molto lontano. Due giorni dopo l’elezione di Donald J. Trump negli Stati Uniti (certo non il primo populista eletto negli ultimi anni, e probabilmente non l’ultimo), i rischi politici di un’emarginazione diffusa appaiono evidenti, come ha constatato Enzo d’Antuono (Arci): bisogna prevenire o contrastare lo scontento che spinge gli “esclusi” a votare “con la pancia”, spesso in modo miope.
E gli “invisibili” a Como sono tanti, hanno osservato Luca Michelini e Manuel Tavares Azevedo. Troppi, per rimanere tali, riapparire nei momenti di maggior criticità ed essere, erroneamente, identificati come “fonte di problemi”. Il picco di migrazioni che ha interessato la nostra città nell’estate 2016 non ha introdotto a Como la questione migratoria, che esisteva da tempo: semmai, ha contribuito a svelare una prolungata negligenza nei confronti di essa. Una débacle non indifferente che, nonostante la buona volontà e i concreti risultati delle centinaia di persone intervenute a sostegno dei e delle migranti, tradisce la persistente resistenza verso il confronto, il dialogo e l’inclusione. Pessimista Bruno Saladino, che fa riferimento alla frustrazione accumulata intorno alla questione delle paratie e a una difficoltosa, insufficiente interazione tra la giunta e la cittadinanza. Una condizione già esistente nel 2012, beninteso, ma che l’amministrazione Lucini non ha saputo cambiare di segno.

Bruno Magatti, assessore alle politiche sociali e all’ambiente, ammette la disparità che sussiste tra la domanda e l’offerta di welfare a Como. Tuttavia, non solo di amministratori è fatta una città, ma anche di strutture pubbliche (da riadattare) e capitale umano (da valorizzare). C’è molto su cui è ancora necessario intervenire, e intervenire in modo puntuale, in particolare sul fronte lavorativo. Allo stato delle cose, però, i mezzi appaiono limitati, messi alla prova da poche, impegnative sfide.
L’uscente amministrazione Lucini, è pur vero, ha registrato anche alcuni importanti successi: pensiamo per esempio al settore ambientale. La giunta uscente ha introdotto importanti innovazioni in tal senso, quali l’ampiamento della Ztl, la messa a disposizione di un servizio di bikesharing e, soprattutto, l’introduzione della raccolta differenziata in città nel 2014. Partendo da un 78° posto  tra le città italiane più attente all’ambiente, Como ha guadagnato nel 2015 la quarantacinquesima posizione in classifica, riporta Chiara Bedetti, a capo del presidio Legambiente Angelo Vassallo, facendo riferimento al rapporto ecosistema urbano emanato da Legambiente lo scorso anno. Un progresso significativo, afferma Bedetti, che evidenzia tuttavia la necessità di investire maggiormente sui trasporti pubblici, ancora poco o per niente vantaggiosi per chi abita in quartieri periferici come Sagnino e, in mancanza di autobus, si trova di fatto costretto a fare affidamento sull’auto per raggiungere Como in serata. «Nella loro “inconsistenza”, i sogni mettono tutti d’accordo», osserva Bedetti, «ben più difficile è parlare di ambiente in modo concreto». Se Como intende raggiungere un punteggio ancora migliore, pertanto, bisognerà prefiggersi obiettivi raggiungibili in pratica, e non soltanto in teoria.

Concordi nella sostanza con Bedetti, Riccardo Gagliardi e Stefano Martinelli differiscono però nell’approccio, molto più propenso all’immaginario e al “sogno”, verso la Como del prossimo futuro.
Secondo Gagliardi, che ha paragonato la realtà urbana di Como a quelle “analoghe” di Verbania e Lugano, le idee non sono meno importanti delle risorse materiali e finanziarie nel portare avanti un progetto e, da questo punto di vista, Como ha mostrato segnali incoraggianti e innovativi. Si potrebbe addirittura pensare, azzarda Gagliardi, di traslare il modello della “grande Lugano” al territorio di Como e limitrofi; per farlo, però, si ripresenta la necessità di potenziare i servizi pubblici di una città che non si esaurisce nello spazio della città murata. L’obiettivo è ambizioso ma, secondo Gagliardi, più ancora che il raggiungimento degli obiettivi conta la tensione verso di essi. Dello stesso parere Martinelli, che ha ricordato l’importanza dei sogni propriamente detti, anche quelli dei bambini, che non conoscono le barriere del materiale e del razionale, re-insegnando agli adulti a guardare oltre e a riacquistare la speranza nel futuro.

Ultimo ma non ultimo l’intervento (video) di Francesco Vignarca, coordinatore della Rete nazionale per il disarmo. Secondo lui, una città non può limitare la propria azione entro i confini municipali: bisogna guardare oltre, come fece a suo tempo Giorgio La Pira, sindaco di Firenze, invitando i primi cittadini di grandi e importanti metropoli a dialogare per la pace internazionale. Le città sono contemporaneamente attrici e destinatarie della guerra o della pace: un esempio calzante ne è la situazione dei migranti che ha coinvolto “frontalmente” Como, anche in conseguenza di una risposta politica (non solo locale, non solo italiana) polarizzata sull’aspetto della sicurezza. Una scelta che non penalizza soltanto il settore dell’accoglienza in senso stretto, ma anche il welfare in senso lato, nel momento in cui le risorse economiche vengono canalizzate verso le spese militari. La città di Como non è rimasta chiusa in se stessa, e può davvero giocare un ruolo decisivo nel cambiamento, non soltanto (ma anche) in termini di amministrazione locale. L’augurio con cui Vignarca ha concluso il ciclo di interventi di venerdì è quello che la futura amministrazione comasca non sottovaluti il ruolo che questa città può rivestire, attivamente, nello scenario internazionale. [Alida Franchi, ecoinformazioni]

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