Legambiente

Tremezzina: Legambiente interviene sulla Variante

Tremezzina-08Una lettera aperta in vista della prossima Conferenza dei servizi, auspica non venga fatta una “strada veloce”.

Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, e Costanza Panella, circoli Legambiente del Lario, Val d’Intelvi, Porlezza, Como, Lecco, Lario orientale, hanno scritto, lunedì 26 ottobre, una lettera aperta al sindaco del Comune di Tremezzina, Mauro Guerra, ai Comuni coinvolti dal progetto di variante stradale e al prefetto di Como, prima della Conferenza dei servizi del prossimo 29 ottobre.

«Su questa sponda di Lario non c’è né ferrovia né superstrada, e la strada storica ha i problemi che conosciamo – ammettono gli ambientalisti che però ribadiscono, al sindaco di Tremezzina –. Per noi il progetto va modificato, allineandolo alle criticità presentate dagli enti istituzionali, in particolare dalla Soprintendenza ai beni culturali e paesaggistici, cosa che ci pare da lei condivisa: pertanto le chiediamo di presentare e far valutare da esperti proposte migliorative che possono essere realizzate non solo senza aumentarne i costi, ma forse anche diminuendoli».

«La scelta di un profilo da ‘strada veloce’ (velocità di progetto pari a 100 km/h) produce vantaggi irrisori considerata il modesto sviluppo della variante (percorrere quel tratto stradale alla velocità di progetto significa risparmiare solo 1,5 minuti rispetto ai tempi richiesti da una normale strada extraurbana), ma in compenso aumenta sensibilmente i costi e la rigidità del progetto che, anche in ragione dei vincoli legati ad ampiezza della sagoma e raggi di curvatura, comporta maggiori impatti su un versante particolarmente acclive e paesaggisticamente sensibile qual è quello della costa lariana – prosegue lo scritto –. Ci sembra poi che si siano sottovalutate le conseguenze negative in termini di aumento di traffico indotto da una infrastruttura di maggiore capacità e velocità di progetto».

Il cambiamento maggiore, viene suggerito, potrebbe essere: «La soppressione delle corsie di arrampicamento nei tratti a cielo aperto. Ridurre la larghezza della strada, anche se a costo di dover ogni tanto rallentare perché si trova un camion che viaggia a 60 all’ora in salita (ma stiamo parlando di 10 km di strada, non dell’Autostrada del Sole!) significa non solo occupare meno spazio, ma anche avere minor aggetto sul versante, e quindi scarpate più ridotte e meno visibili, e meno materiale di scavo da trasportare. E quindi ridurre i costi, così da poter mettere soldi sulle gallerie naturali o artificiali e su opere di compensazione ambientale (come il progetto di Plis della Tremezzina)».

«Ci auguriamo che dalla Conferenza di servizi del 29 ottobre scaturiscano decisioni che tengano conto anche delle nostre osservazioni peraltro in gran parte condivise da molti cittadini e dalle altre associazioni locali che si sono espresse nell’incontro pubblico tenutosi a Ossuccio l’11 u.s.» termina la lettera (la lettera). [md, ecoinformazioni]

Goletta dei laghi/ criticità sul Lario

È il decimo anno che la Goletta dei laghi di Legambiente tiene sotto controllo le acque interne italiane: lo scopo è quello di completare il quadro dei rilevamenti delle ASL rispetto alla balneabilità e in particolare di verificare alcune situazioni critiche segnalate dai vari circoli locali di Legambiente.

Sul Lago di Como il monitoraggio ha riguardato 8 punti, di cui 5 sono risultati fuori dai limiti imposti dalla normativa di legge in Italia (ovvero il Dlgs 116/2008 sulla gestione della qualità delle acque di balneazione) e 3 di questi addirittura “fortemente inquinati”. Entro i limiti sono i prelievi eseguiti a Gravedona (presso la foce del torrente Liro), Como (Tavernola, presso lo scarico del Centro di Gestione Navigazione Laghi), Lezzeno (presso la foce del Rio Torto); inquinati i prelievi di Argegno (presso la foce del torrente Telo) e di Cernobbio (presso la foce del Breggia); fortemente inquinati i prelievi di Dongo (presso la foce del torrente Albano), Menaggio (presso la foce del torrente Senagra) e Como (presso lo sbocco del canale depuratore al Tempio Voltiano).

 

GolettaDeiLaghi-Como

Alla presentazione dei dati della Goletta dei laghi; da sinistra: Bruno Magatti, Michele Marciano, Mario Lucini, Lorenzo Baio.

 

La situazione è quindi risultata peggiore dell’anno scorso (anche se forse nel 2014 i controlli erano stati “favoriti” dalla forte diluizione degli agenti inquinanti dovuta alle ingenti piogge), nonostante il miglioramento di alcuni settori, certificato anche dalla possibilità di balneazione concessa dall’ASL, e quindi il responsabile del settore acqua di Legambiente Lombardia, Lorenzo Baio, ha sottolineato i gravi rischi connessi a un atteggiamento di attesa a fronte della disponibilità dell’Europa a “concedere tempo” per uniformarsi alle proprie direttive. Anche se non è possibile, in base a questi rilevamenti, individuare con precisione le cause dell’inquinamento, Legambiente invita “a cambiare passo”, sopratutto per quel che riguarda i corsi d’acqua secondari, che ancora scontano i ritardi nel collettamento dei reflui fognari e da cui probabilmente derivano buona parte dei problemi del lago. È anche importante che il comune capoluogo si faccia parte attiva per l’insediamento del gestore unico delle acque; e a questo proposito il sindaco di Como, Mario Lucini, presente all’esposizione dei dati, ha dichiarato che alcuni concreti passi in avanti sono stati fatti e che tra settembre e ottobre  si dovrebbe procedere all’affidamento alla neocostituita società Comoacque del Servizio Idrico Integrato.

In conclusione, Michele Marciano, responsabile comasco di Legambiente ha caldeggiato un maggiore interessamento per tutti gli aspetti del lago, fondamentale non solo dal punto di vista della salute, ma anche da quelli della qualità della vita e di una diversa e più sostenibile mobilità. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Lario quasi completamente balneabile

goletta dei laghiPasserà anche la Goletta dei laghi dal 10 al 13 luglio: «Per monitorare la qualità delle acque, denunciare le situazione critiche e valorizzare le buone pratiche».

 

I costanti monitoraggi delle Asl di Como e Lecco garantiscono che il Lario è quasi interamente balneabile, solo nella spiaggia di S. Abbondio a S. Siro non ci si può rinfrescare, per quanto riguarda il capoluogo una ordinanza sindacale ricorda di: «Considerare tutto il territorio comunale non balneabile tranne per l’area antistante il Lido Villa Olmo».

I dati sono pubblicati sulla pagina web sulla balneabilità della Asl di Como che precisa che anche il lago di Alserio non è balneabile. Tutto a posto sulle sponde lecchesi anche se la Asl ricorda: «Data l’estrema variabilità del fenomeno della fioritura algale in relazione alle condizioni climatiche ed atmosferiche, si ribadisce che in presenza di acque torbide, schiume o mucillaggini, o con colorazioni anomale è sconsigliato immergersi». E inoltre si ricorda che: «È comunque buona norma, a tutela della salute, adottare i seguenti comportamenti: evitare di ingerire acqua durante il contatto con acque di balneazione; fare la doccia appena usciti dall’acqua provvedendo ad asciugare completamente tutto il corpo, con particolare riguardo alla testa; sostituire il costume dopo il bagno».

In questi giorni, fino al 16 luglio, «Il Cigno azzurro accenderà un faro sui laghi di Iseo, Varese, Ceresio, Maggiore, Lario e Garda».

«Inizia una tappa impegnativa perché vede come protagonisti bacini lacustri tanto splendidi quanto in pericolo – afferma Barbara Meggetto, direttrice di Legambiente Lombardia –: cementificazione, impatto turistico, scarichi abusivi e depuratori mal funzionanti sono criticità che da anni denunciamo e sulle quali l’attenzione non è mai abbastanza. Un impegno, il nostro, che vuole salvaguardare la bellezza dei nostri laghi e mettere anche in luce le buone pratiche e le eccellenza del territorio lombardi».

La Goletta dei Laghi passerà, fra gli altri, dal 6 al 9 luglio sui laghi Maggiore, Varese e Ceresio e dal dal 10 al 13 sul quello di Como. [md, ecoinformazioni]

Laghetto di Piona sotto osservazione

SS36-Piona (2)Dopo il passaggio della Goletta dei laghi per Legambiente è: «Necessario investire con urgenza in infrastrutture per la gestione integrata del ciclo dell’acqua».

 

«Gli scarichi non depurati degli inerti e delle lavorazioni del cantiere della Galleria Monte Piazzo della SS36, sono entrati direttamente, per mesi, nel laghetto di Piona, colorandolo di giallo o di rosso o ancora, come in questi giorni, di grigio – dichiara Costanza Panella, presidente Circolo Legambiente Lario sponda orientale –. Un fatto inaccettabile, non l’unico purtroppo nell’Alto Lario, già rilevato a marzo da Arpa e sottolineato nuovamente dalla Goletta dei Laghi settimana scorsa».

SS36-Piona (1)Durante il passaggio della Goletta dei laghi è stato fatto un campionamento allo sbocco della Val Merla nel laghetto di Piona a Colico:«Riscontrando che le acque della valle del Vo e le rive del lago dove questa sfocia, dentro l’area del campeggio, erano torbide. Una situazione confermata anche dall’esito del monitoraggio che ha decretato come fortemente inquinato il punto. Anche l’Arpa, del resto, aveva rilevato in primavera presso lo scarico a lago preoccupanti valori relativi a ferro, alluminio, rame, zinco nettamente superiori al valore limite».

«Abbiamo ricevuto segnalazioni secondo cui talvolta, nella piccola valle del Vo e poi nel lago, si riversano liquami maleodoranti, forse dalle stalle a monte – termina Panella –. Un appesantimento del carico inquinante rilevato dalla Goletta a cui si aggiunge la pratica agricola dello spargimento di liquami sui terreni del Pian di Spagna e su quelli a monte in Val Chiavenna e Valtellina. A dimostrazione di come le ragioni dell’inquinamento siano molte e,di conseguenza, di quanto sia necessario investire con urgenza in infrastrutture per la gestione integrata del ciclo dell’acqua». [md, ecoinformazioni]

I risultati della Goletta dei laghi sul Lario per il 2014

balneabilità 2014«Sono necessari investimenti sul sistema fognario e depurativo» ripete Legambiente come negli scorsi anni. 13 i punti critici sui 19 rilevati lungo la costa, 11 sulla sponda lecchese e 2 su quella comasca.

 

In provincia di Lecco risultano «fortemente inquinati i campioni prelevati a Colico (le foci del fiume Adda, del torrente Inganna e del torrente al laghetto di Piona) e nella città capoluogo (le foci dei torrenti Caldone e Bione e il punto in corrispondenza dello scarico del depuratore) – precisano in un comunicato stampa gli esponenti di Legambiente –. Fortemente inquinati anche i punti di Perledo alla foce del torrente Esino e di Valmadrera alla foce del rio Torto. Le analisi indicano come inquinati il punto di Dorio presso la spiaggia LC45, quello di Bellano alla foce del torrente presso la spiaggia di Oro, quello di Mandello del Lario alla foce del torrente Meria. L’unico campione che passa l’esame è a Bellano, foce del torrente Pioverna. Rispetto all’anno scorso, sono due i nuovi punti analizzati dai tecnici della campagna a seguito delle segnalazioni dei cittadini a Sos Goletta ed entrambi hanno prodotto risultati superiori alle soglie di legge: a Colico al laghetto di Piona, a Lecco presso la foce del torrente Bione».

goletta laghi 2014«Appare migliore il riscontro ottenuto sulla sponda comasca – prosegue la nota –: fortemente inquinato risulta il punto alla foce del torrente Senagra a Menaggio, a Como è inquinato il canale del depuratore presso i giardini del mausoleo di Volta. Entro i limiti di legge rimangono il campione prelevato a Como presso il lido di Villa Olmo e quelli di Lezzeno, Cernobbio, Argegno e Dongo».

«Molte situazioni di inquinamento sono ormai croniche – precisano gli ambientalisti –. Lo dimostrano gli esempi di Colico, alla foce dell’Adda, e di Mandello del Lario, nei pressi del fiume Meria, per la sesta volta consecutiva fuori dai parametri. Da quattro edizioni risultano inquinati o fortemente inquinati invece il punto alla foce del fiume Caldone a Lecco e quello alla foce del torrente Senagra a Menaggio».

«I dati confermano dunque che i problemi per il lago continuano ad arrivare direttamente dai corsi d’acqua, anche quelli minori, i quali ancora scontano i ritardi nel collettamento dei reflui fognari – spiega lo scritto –. E se le analisi microbiologiche non sono rassicuranti, non lo sono neppure quelle relative allo stato ecologico: manca infatti solo un anno al 2015, quando secondo la direttiva europea 2000/60 tutti i corpi idrici devono raggiungere uno stato ecologico buono. Traguardo ancora lontano per quanto riguarda il Lario che risulta in stato sufficiente».

balneabilità como 2014Confrontando i dati delle Asl invece la situazione appare più rosea. Il Lario sembrerebbe quasi interamente balneabile, tranne per Gravedona. Certo in molte zone si è smesso di controllare la balneabilità dell’acqua, per risparmiare sulle spese dando per scontato un responso negativo, nonostante da 5 anni a questa parte l’Italia abbia fatto propria la normativa europea in materia, più permissiva rispetto a quella nazionale precedente. È questo il caso di gran parte del primo bacino prospiciente Como, dove solo ultimamente si è ripreso a controllare Villa Olmo. Inoltre l’Asl comasca sottolinea che «i punti non indicati si considerano non balneabili» e che ovviamente «il giudizio di idoneità nel corso della stagione balneare».

Nel Comasco sono poi balneabili i laghi del Piano, Segrino, Montorfano, la parte comasca del Ceresio, non è balneabile quello di Alserio e quello di Pusiano risulta balneabile tranne che per il Molo Pre Campel a Bosisio Parini.

Le acque sono controllate tutto l’anno «per il monitoraggio algale e dal 1° aprile al 30 settembre per il controllo microbiologico – spiega il sito istituzionale dell’Asl di Como –.

La stagione balneare ha inizio il 1° maggio e termina il 30 settembre di ogni anno.

I punti di campionamento ed il balneabilità lecco 2014relativo calendario dei prelievi vengono fissati nel mese di febbraio
e ufficializzati dal Ministero della Salute per tutta la stagione balneare dell’anno in corso».

Cosa controllano le Asl? «Ispezione visiva, temperatura dell’aria e dell’acqua, pH, ossigeno disciolto; vengono effettuate analisi per presenza di enterococchi, escherichia coli, alghe tossiche e loro tossine». È quindi balneabile «un punto del lago già codificato dove i prelievi hanno dato esito favorevole per tutti i parametri», mentre non lo è uno «dove i prelievi hanno dato esito sfavorevole anche per un solo parametro considerato». I risultati dei prelievi possono essere consultati sul Portale acque del Ministero della salute.

La Goletta dei laghi manda invece una squadra di tecnici e le «analisi chimico-fisiche vengono effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo mentre i campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile entro le 24 ore dal prelievo». «Come da normativa il punto di monitoraggio è fissato dove si prevede il maggior afflusso di bagnanti o il rischio più elevato di inquinamento in base al profilo delle acque di balneazione – specificano –. I parametri presi in considerazione sono gli stessi previsti per i controlli sulla balneazione in base al Decreto Legislativo del 30 maggio 2008 n° 116». I risultati sono consultabili sul sito della Goletta sezione Analisi.

Foto conf stampa Lecco«Il nostro compito è quello di individuare le criticità dei bacini lacustri con particolare attenzione non solo a dove sappiamo esserci maggiore afflusso di bagnanti, ma soprattutto dove intravediamo un rischio più elevato di inquinamento, così come viene indicato dal decreto legislativo 116/2008 – afferma Barbara Meggetto, portavoce della Goletta dei laghi, in una conferenza stampa a Lecco martedì 1° luglio – Purtroppo la depurazione e il collettamento delle acque reflue non emergono quasi mai come priorità nell’agenda politica degli enti locali. A dare il cattivo esempio sono per primi i capoluoghi con depuratori ormai inadeguati e mal funzionanti e addirittura reti fognarie incomplete».

«È proprio il caso della città di Como – prosegue Enzo Tiso del locale circolo di Legambiente – dove basta una pioggia abbondante per trasformare piazza Cavour in una distesa di liquami. Questo perché esistono ancora tratti in cui convivono acque bianche e acque nere, oltre a scarichi non depurati nei corsi d’acqua della città. Problemi conosciuti ormai da anni e che le passate amministrazioni hanno sempre sottovalutato. Ci attendiamo dal nuovo governo locale un deciso cambio di rotta».

«Per rimanere sulle grandi città – aggiunge Pierfranco Mastalli, presidente del Circolo di Legambiente di Lecco –, Lecco pur avendo una rete fognaria ormai capillare, soffre di alcune storiche mancanze, innanzitutto la ormai nota situazione del depuratore, insufficiente sia per quanto riguarda la ricezione che lo scarico delle acque. Non meno emblematica la vicenda del torrente Caldone il cui campione risulta per l’ennesima volta sopra i limiti di legge senza che ne sia stata individuata la causa». [md, ecoinformazioni]

Goletta dei Laghi a favore del libero accesso alla riva del lago

Blitz BellanoTre blitz in due giorni a Bellano e Varenna per la tutela delle spiagge lacustri.

 

A Bellano con uno striscione con scritto «La riva è di tutti… e lasciateci passare» il circolo Legambiente Lario sponda orientale e la Goletta di laghi, che sta toccando le sponde del Lario, hanno effettuato domenica 29 giugno un blitz davanti al Lido di Bellano.

«Vogliamo richiamare l’attenzione di tutti per l’ennesima volta sul bene comune che sono le rive del lago – afferma Costanza Panella, presidente Circolo Legambiente Lario sponda orientale –. Questa è una piccola significativa testimonianza di un esproprio in nome del Comune, che è titolare della concessione demaniale. In altri Comuni della sponda orientale, come nella vicina Dervio, è possibile percorrere lunghi tratti ininterrotti lungo la riva a piedi o in bicicletta. Perché a Bellano non ancora?»

«E non è l’unico impedimento che il Cigno Verde fa notare: la passeggiata a lago di Bellano incontra infatti dapprima il cancello del porto con il cartello di divieto di accesso, poi il ristorante del lido, infine il Circolo vela – spiega un comunicato –. Un percorso che non solo andrebbe reso praticabile nella parte già esistente, ma che potrebbe anche continuare, secondo Legambiente, con opportune opere, verso sud fino all’imbocco della mulattiera per Rivalba e verso nord fino a Oro raccordandosi così al tratto del Sentiero del Viandante che collega le frazioni alte».

«È importante ribadire che le spiagge sono tutte demaniali, quindi pubbliche e possono essere date in concessione ai privati o ai Comuni in via eccezionale – aggiunge Barbara Meggetto, portavoce della Goletta dei laghi –. La nostra preoccupazione, e speriamo anche delle Amministrazioni comunali rivierasche, è che le concessioni siano solo l’eccezione e che in tal caso i cittadini paghino solo i servizi offerti. Il passaggio sulla battigia deve essere sempre garantito a tutti».

fotoLunedì 30 giugno l’equipaggio della Goletta dei laghi è sbarcato alla spiaggia del Moel Sott a Varenna, con una piscina gonfiabile, un bambolotto e uno striscione: «Per chiedere la tutela dell’unica spiaggetta libera rimasta. A minacciarla è il progetto, reso pubblico recentemente, della creazione di una piscina galleggiante a lago. Il timore di Legambiente è che l’ennesima porzione di riva venga sottratta al patrimonio comune».

«Perché con il lago a disposizione, tutto balneabile come dice l’Asl, si pensa ad una piscina foto (1)nell’acqua lacustre? – chiede Meggetto –. Vorremmo soprattutto sapere come si regolamentano queste strutture, per capire il ruolo che l’Amministrazione comunale deve esercitare a tutela dell’accesso alla riva e del lago. D’altra parte questo intervento non sarebbe né l’unico né il peggiore previsto a Varenna, ma è significativo di una visione del turismo insostenibile ormai non solo dal punto di vista ambientale».

Un altro blitz è stato fatto anche a Olivedo di Varenna per mantenere alta l’attenzione sul progetto turistico auspicato dall’amministrazione: «Esponendo su cartelli il racconto in chiave favolistica scritto da una cittadina per denunciare gli stravolgimenti a cui si vuole sottoporre l’area lacuale».

foto (2)«Non possiamo fare a meno di considerare inqualificabile l’atteggiamento di una amministrazione che nel Documento di piano rivendica e persegue un obiettivo di trasformazione permanente di un paesaggio, quello del Lario, che è il più celebrato della Lombardia – scrive Damiano Di Simine, presidente regionale di Legambiente, in una lettera all’assessora al Territorio di Regione Lombardia Viviana Beccalossi –. Chiediamo alla Regione di intervenire per fermare i due ambiti di trasformazione che, in spregio dei pareri e delle richieste rilasciati da vari enti, compresa la stessa Regione, prevedono interventi di potenziamento dell’offerta turistica, di realizzazione di parcheggi interrati e subacquei, di una nuova marina nautica, di riqualificazione della fascia di lungo lago». [md, ecoinformazioni]

Goletta dei laghi sul lago di Como

GolettaDal 29 giugno al primo luglio: «Campagna ambientalista sul Lario per monitorare la qualità delle acque, denunciare le situazione critiche e valorizzare le buone pratiche».

 

«Seconda tappa del viaggio della Goletta dei laghi, la campagna nazionale di Legambiente per il monitoraggio dello stato di salute dei bacini lacustri italiani, realizzata con il contributo del Consorzio obbligatorio oli usati e di Novamont – spiega un comunicato –. Dal 29 giugno all’1 luglio la Goletta accenderà i riflettori sul lago di Como per individuare le criticità che minacciano l’ecosistema lacuale, individuate anche grazie alle segnalazioni ricevute dai cittadini tramite il servizio SOS Goletta per indicare le situazioni a rischio».

traversata«Le situazioni di inquinamento sono ancora troppe, in particolare a causa degli scarichi abusivi diretti e della depurazione inefficiente – dichiara Barbara Meggetto, portavoce della Goletta dei laghi –. Lungo il nostro itinerario affronteremo i molti problemi che affliggono i territori attorno ai laghi, a partire dalla continua cementificazione delle coste e dalla perdita di biodiversità. Ma Goletta è anche la campagna che mette in evidenza chi ha saputo favorire nel proprio territorio uno sviluppo sostenibile contro qualunque forma di sfruttamento».

«Al centro dell’attività informativa di Legambiente ci sarà il monitoraggio scientifico – sottolinea una nota – condotto dai tecnici dell’associazione, che andranno a caccia dei punti più critici anche sulla base delle segnalazioni ricevute dai cittadini tramite il servizio SOS Goletta (mail a sosgoletta@legambiente.it o sms / mms al 346.007.4114)».

 

Programma

Domenica 29 giugno, a Bellano (Lc) sul lungolago, dalle 10 alle 14: stand della Goletta e presentazione del Cantiere della Bellezza;

Lunedì 30 giugno, a Bellagio (Co), alle 12: incontro con l’assessore all’ambiente del Comune a 5 Vele;

I risultati del monitoraggio della Goletta dei laghi saranno presentati martedì 1 luglio alle 11 nel Comune di Lecco.

 

Le tappe della Goletta dei Laghi

25-28 giugno: lago d’Iseo, Lombardia;

28 giugno-1 luglio: lago di Como, Lombardia;

2-5 luglio: lago Maggiore, Lombardia, Piemonte;

5-8 luglio: lago di Garda, Lombardia, Veneto;

9-10 luglio: lago Trasimeno e lago di Piediluco, Umbria, Toscana;

12-16 luglio: laghi Canterno, Albano, Nemi, Martignano e Bracciano, Lazio;

17 luglio: lago di Porta, Toscana;

18 luglio: Oasi di Polverina, Toscana;

22-24 luglio: laghi della Sicilia;

25-28 luglio: laghi della Sila, Calabria;

30-31 luglio: lago Pertusillo, Basilicata;

Per informazioni Internet www.legambiente.it/golettadeilaghi. [md, ecoinformazioni]

Quanto è inquinato il Lario: i risultati del monitoraggio della Goletta di Legambiente

goletta dei laghi legambienteDodici i punti critici rilevati lungo la costa, 5 sulla sponda comasca e 7 su quella lecchese. Sotto accusa anche quest’anno i corsi d’acqua che arrivano al lago. Legambiente: «Pochi miglioramenti, il lago continua ad essere inquinato. Sono necessari investimenti sul sistema fognario e depurativo» (altro…)

Fiori da Como e Cantù in memoria delle vittime innocenti delle mafie

2013-03-16 10.32.35La primavera sboccia, e Firenze il sedici marzo è stata invasa da fiori. Alcuni avevano un nome, tracciato su di un petalo o di uno stelo. Ce n’erano di tutti i colori e di tutte le grandezze, ed hanno inondato la città di «fresco profumo di libertà» che si oppone al puzzo della complicità con tutte le mafie. Fiori per ricordare le vittime innocenti, e rappresentare la corresponsabilità di ogni manifestante nel farne memoria, in occasione della diciottesima Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie che si è svolta il 16 marzo a Firenze. Più di centocinquantamila persone si sono stretti in un abbraccio attorno ai famigliari delle vittime, camminando con loro, ricordando ognuno di loro per nome esprimendo il proprio impegno antimafia. In centocinquanta persone sono scese da Como e Cantù, con due pullman organizzati dal coordinamento provinciale di Libera Como e il gruppo di Verso Libera Cantù. 

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