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Cgil Como/ Ex ospedale Sant’Anna ideale per il centro unico di cottura

img_20180115_110744866.jpgLe organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil) e la Rsu di Como sono promotori già da tempo di un centro unico di cottura. Nella propria proposta sindacale (resa pubblica alla conferenza stampa di lunedì 15 gennaio alla sede di Cgil Como in via Italia Libera 23), individuano la scelta migliore in tal senso nell’ex ospedale Sant’Anna lungo la via Napoleona che, con un modico e mirato investimento, sarebbe ben attrezzato per la preparazione dei pasti. Inoltre, si potrebbe assicurare il mantenimento della gestione pubblica del servizio, che si è dimostrato garanzia di continuità, qualità, professionalità e garante di avere molte potenzialità per il futuro. (altro…)

Protesta a Palazzo Cernezzi

3 COMO COMUNEGenitori contro il punto unico di cottura, la maggioranza si divide, ma la proposta passa lo stesso in Consiglio comunale con l’assestamento di bilancio.

 

Preliminari

Poche le preliminari al Consiglio comunale comasco di lunedì 30 novembre. Luca Ceruti, M5s, ha chiesto di segnalare l’obbligo di pneumatici da neve o catene nelle strade d’accesso alla città e si è felicitato dell’inizio dell’attività della prima Assemblea di Zona, quella di Como Nord, anche se ci sono stati «alcuni problemi risolti durante la riunione». Alessandro Rapinese ha ricordato il capitolato per le manifestazioni natalizie per cui l’eventuale guadagno del concessionario dovrà essere «devoluto in beneficienza a soggetti concordati con l’amministrazione». E per il consigliere di Adesso Como è sospetta la scelta di destinare tali fondi a una associazione che ha come sede sociale lo stesso indirizzo di Como città dei balocchi e di Amici di Como. Per ultimo il sindaco ha relazionato all’aula sulla nuova richiesta di chiarimenti da parte di Anac sul cantiere delle paratie.

 

Mense scol2015-11-30 20.44.37astiche e assestamento di bilancio

Nel mentre una cinquantina di genitori si sono presentati in aula cercando di aprire uno striscione con scritto «Un paese civile investe in cultura. Como in cottura», invitati a ripiegarlo si sono posti prima fuori dal salone e poi hanno preso posizione nello spazio per il pubblico per seguire il dibattito consiliare, ma stranamente nessuno, neanche dall’opposizione, ha chiesto di sospendere la seduta e sentire il perché del loro arrivo in aula.

Insediata l’assemblea la discussione è ripresa sugli emendamenti all’assestamento di Bilancio, proposti dalle opposizioni, che trattavano degli investimenti per la creazione di un unico centro cottura al posto delle attuali 17 cucine comunali sparse fra tutti i quartieri cittadini.

Le minoranze hanno, a seconda delle differenti sensibilità, chiesto di stralciare i soldi per la costruzione di un unico grande centro di ristorazione, 700mila euro previsti per il 2015 e 600mila per l’anno prossimo, e di trasferire tali fondi alla manutenzione straordinaria di scuole, cimiteri e2015-11-30 20.46.57 strutture sportive.

Il dibattito sugli emendamenti si è tenuto in un’unica discussione congiunta. Per Rapinese si tratta di un «progetto folle, senza i benefici della esternalizzazione, non si potrà cambiare il fornitore e il cibo verrà comunque da fuori», mentre Laura Bordoli, Ncd, ha lamentato che si tratta di «una discussione affrontata senza dati». Con lei Sergio Gaddi, Fi, per cui vi è una «assoluta assenza di dati». «È una proposta che non piace alle famiglie, sono state raccolte 2mila firme contro che mi sono state consegnate questa sera – ha affermato Anna Veronelli – e neanche all’Istituto comprensivo di Como Prestino che ha espresso parere contrario». La consigliera di Forza Italia ha invitato quindi a: «Non forzare i tempi, non è vero che è ineluttabile». Contro l’esternalizzazione ha preso la parola Roberta Marzorati, Per Como, «il servizio attuale è ottimo», pur con la paura che con il nuovo servizio «il tempo di consegna sarà molto superiore a quello ipotizzato» e per questo ha proposto di valutare la gradualità nella riduzione delle cucine.

E le critiche sono arrivate anche dai banchi della maggioranza. Di «scelta frettolosa, andava dettagliata dei costi e dei benefici», ha parlato Gioacchino Favara, Pd, «manca un Business Plan e vi è l’incertezza sui costi reali, non c’è una valutazione puntuale supportata dai dati» ha aggiunto Eva Cariboni, Amo la mia città, «avrebbe dovuto esserci una maggiore condivisione» ha rincarato per Paco-Sel Luigi Nessi, che ha aggiunto «vogliamo che il servizio resti pubblico per tutti i bambini», il «centro unico di cottura non era certo fra le nostre priorità» ha concluso la collega di gruppo Celeste Grossi.

Ma la maggioranza è comunque convinta della propria scelta. «Non si possono più rinnovare 44 contratti a tempo determinato – ha detto Marco Tettamanti di Como civica –. Le attuali cucine sono inadeguate per quanto riguarda la prevenzione incendi e le norme igienico sanitarie». E il centro unico tutelerebbe i 77 posti di lavoro a tempo indeterminato e eviterebbe l’esternalizzazione del servizio. Anche la proposta di un passaggio graduale non sarebbe fattibile «era stata fatta l’ipotesi di via Fiume, Zezio, Tavernola e via Isonzo», ma bisognerebbe mettere in conto i costi di ristrutturazione delle strutture e avere un personale di almeno un centinaio di persone «e non possiamo assumere».

La maggioranza si è divisa quindi sulla votazione degli emendamenti dove Cariboni e Favara hanno sostenuto le proposte di cambiamento del documento assieme alle opposizioni e spesso Paco-Sel e il consigliere del Pd Raffaele Grieco si sono astenuti, ma non ne è passato nessuno.

Sono quindi stati approvati due ordini del giorno. Il primo presentato da Rapinese chiede di relazionare al consiglio degli esiti degli incontri con i cittadini. Il secondo della maggioranza chiede invece una verifica «dell’attuale situazione delle cucine esistenti e della loro condizione» e «della situazione futura degli attuali dipendenti», ma non solo si chiede anche di valutare le «possibilità alternative all’eventuale punto unico» di via Isonzo a Prestino oltre che un «confronto con la cittadinanza». «Serve solo a lavarvi la coscienza!» ha detto Marco Butti, Gruppo misto, uscendo poi dall’aula assieme a tutte le altre minoranze, e Favara, per protesta.

Nel frattempo il sindaco ha incontrato, ormai dopo la mezzanotte, quando in aul2015-11-30 23.57.21a è stata votato di proseguire ad oltranza da quasi tutta la maggioranza, i cittadini ancora presenti dopo aver preso la parola scusandosi per non essere intervenuto in aula in serata avendo già preso la parola nella seduta precedente ammettendo: «Si tratta di una scelta complessa e difficile che non porta consensi, una situazione non procrastinabile per un altro anno». Un incontro a tratti concitato in Sala stemmi per cui Veronelli ha chiesto una sospensione della seduta, per permettere la partecipazione anche dei consiglieri comunali, non concessa però dal presidente.

Alla votazione finale dell’assestamento di bilancio, comprendente gli investimenti per il punto unico di cottura, la maggioranza ha approvato la delibera dividendosi però, con Paco-Sel che si è astenuta e Cariboni e Favara che hanno votato contro assieme alle opposizioni. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Parcheggi rosa? Sì, ma in abbonamento

comuneTutti d’accordo a Palazzo Cernezzi per l’introduzione di posti riservati alle neomamme proposta dall’opposizione, primo firmatario Ceruti, ma probabilmente non saranno gratuiti bensì in abbonamento. Il voto finale giovedì 19 dicembre. (altro…)

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