Pd

E questo è il fiore/ in migliaia a Como contro il fascismo di ieri e di oggi

DSCN8273.JPGLa manifestazione E questo è il fiore di sabato 9 dicembre si è svolta non al Monumento alla Resistenza come inizialmente previsto, ma nei pressi del Tempio voltiano, richiamando migliaia di persone, tra cui molti partiti, associazioni e sindacati. Presenti, tra gli altri, sei ministri (Delrio, Fedeli, Madia, Martina, Orlando, Pinotti), Laura Boldrini, presidente della Camera, Susanna Camusso, segretaria Cgil nazionale, Matteo Renzi, segretario del Pd, partito organizzatore della manifestazione che è stata condotta da Alessandro Alfieri, segretario regionale dem, dopo un’introduzione musicale del gruppo 7grani che ha anche suonato brani storici nel corso della mattinata, congedando la folla (“di diecimila persone” è stato detto dal palco, più probabilmente sulle tremila) con  Bella Ciao.

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Pd/ Attacco xenofobo

Orsenigo: “inaccettabile quanto avvenuto. piena soldarietà a como senza frontiere”. Sul blitz del gruppo di estrema destra alla riunione delle associazioni di Como che si occupano di migranti, interviene, con una dichiarazione, Angelo Orsenigo, segretario provinciale del Pd: “Come Partito democratico della provincia di Como riteniamo inaccettabile l’attacco, di chiaro stampo xenofobo, avvenuto contro la rete di associazioni Como Senza Frontiere ed esprimiamo solidarietà a chi è rimasto coinvolto.

Condanniamo senza appello azioni di questo genere che altro non fanno se non creare altri muri e contrapporre popolazioni che potrebbero benissimo convivere e integrarsi.

Il tema della grande migrazione che sta avvenendo in questi anni dai Paesi del sud del mondo non si affronta certo in questo modo. Ma i primi a capirlo devono essere coloro che sono chiamati a gestire il fenomeno in città e solo dal loro esempio nessuno si sentirà più legittimato a compiere assurde azioni del genere”.

Tremezzina

variante-tremezzina-GallerieBarriere«Confermato e messo in sicurezza il finanziamento statale per la Variante della Tremezzina» assicurano i deputati Guerra e Braga.

 

«Con l’approvazione alla Camera della legge di conversione del decreto legge n. 185/2015 viene meno il pericolo che, a causa dell’allungarsi dei tempi della definizione delle procedure riguardanti l’approvazione definitiva del progetto, l’appalto e la cantierabilità dell’opera, possano essere revocate le risorse finanziarie per 210milioni di euro stanziate dallo Stato per la realizzazione della Variante della Tremezzina sulla statale 340 Regina – affermano i deputati comaschi del Partito democratico Mauro Guerra e Chiara Braga –. Di fatto e di diritto, ora il combinato disposto dalle norme previste dal decreto legge “sblocca Italia” e dai provvedimenti che lo hanno seguito sino a quello ora approvato, offre tempo sino al 2018 per giungere a cantierare l’opera senza perdere il finanziamento».

«Grazie a questa norma prevista dal Governo – terminano i parlamentari –, ora approvata definitivamente dal Parlamento, e che raccoglie anche le richieste e sollecitazioni che abbiamo formulato in questi mesi, vi sono quindi le condizioni per proseguire il lavoro volto a consentire di superare le criticità emerse nel percorso di condivisione ed approvazione del progetto definitivo». [md, ecoinformazioni]

Pd/ Angelo Orsenigo segretario provinciale

pd29 voti per Angelo Orsenigo, 23 per Riccardo Gagliardi. Questo l’esito della votazione per il segretario provinciale del Pd all’assemblea provinciale del 14 dicembre sera alla ex Circoscirione 6 di via Grandi a Como.  Soddisfatto Stefano Fanetti, tra i sostenitori di Orsenigo,  non altrettanto Riccardo Gagliardi che ha tuttavia dichiarato di aver ottenuto un risultato migliore del previsto. Solo due gli assenti alla votazione. Si conclude così il lungo percorso per la nomina del nuovo segretario provinciale che succede a Savina Marelli.

Macroregione e Canton Ticino/ Gaffuri: situazione di guerriglia di confine

gaffuriUna vera e propria campagna di intolleranza contro frontalieri e artigiani lombardi, richieste eccessive come il certificato penale a cittadini che lavorano duramente, da ultimo, la richiesta di chiusura di alcuni valichi secondari. Per Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e componente della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione svizzera, «con il Canton Ticino siamo in una situazione di guerriglia continua, alimentata da forze politiche che si chiamano Lega e Udc. Che rapporti vogliamo avere con costoro?». E l’occasione per sfogare il dispiacere suo e di intere popolazioni che vivono a ridosso del confine, da sempre in un rapporto di scambio con la vicina Svizzera italiana, è venuta martedì 10 novembre, durante la seduta del Consiglio regionale, nella discussione sulla risoluzione Strategia dell’Unione europea per la Regione alpina – Eusalp, votata, comunque, all’unanimità.

Un’opportunità di collaborazione che fa esultare persino il presidente Maroni, ma che di fatto per Gaffuri rischia di non avere senso, nel momento in cui «la prima nazione con cui confiniamo ci tratta in questo modo e rende tesi all’inverosimile antichi rapporti, che all’interno della macroregione alpina dovrebbero essere di buon vicinato».

Per Gaffuri, dunque, «o Regione Lombardia alza la voce e dice che così non si può più andare avanti, oppure è inutile imbellettarci parlando di Regione alpina». E proprio ricordando una dichiarazione di Maroni, il consigliere Pd ha continuato: «Se davvero facesse scioperare un giorno tutti i frontalieri, il Canton Ticino crollerebbe. Ecco perché deve essere fatta chiarezza su tutta questa vicenda».

Anche a proposito della Commissione speciale, Gaffuri è stato critico: «Dall’inizio della legislatura ci siamo incontrati una sola volta con le istituzioni ticinesi. Allora chiudiamola, perché così non serve a nulla. Oppure, cerchiamo di fare un’azione vera: la macroregione alpina porterà benefici se costruiamo ponti con i nostri principali vicini». [Ufficio stampa Pd regionale]

Cantù/ Fuori Forza nuova, dentro la civiltà con Khalid Chaouki

Khalid Chaouki Cantù

In seguito agli attacchi razzisti al parlamentare Pd Khalid Chaouki da parte di sostenitori di Forza nuova, il Pd ha organizzato a Vighizzolo di Cantù un incontro per discutere della nuova legge che permetterà ai bambini nati in Italia da genitori stranieri di avere la cittadinanza. Il dibattito si è svolto il  9 novembre, alle 21, nella sede del Centro civico di Vighizzolo di Cantù. Sono intervenuti, oltre a Chaouki, Chiara Braga, parlamentare Pd e della segreteria nazionale del partito, e Bilel Akkari dei Giovani democratici di Cantù.

Ha introdotto Filippo Di Gregorio chiarendo che quella sullo  Ius soli è una legge che vuole dare la possibilità di avere la cittadinanza a chi è nato in Italia da genitori stranieri. L’integrazione non ha solo scopi economici ma è una questione più ampia di civiltà e arricchimento culturale.

Passa la parola a Bilel Akkari, brillante studente del liceo di Cantù, ora rappresentante dei Giovani democratici di Cantù, che racconta la sua esperienza. E’ nato in Italia da genitori tunisini e inizialmente alle scuole elementari non ha avuto alcun problema di integrazione, grazie alla perfetta conoscenza della lingua e a una cultura comune. Era ancora uno dei pochi stranieri presenti a scuola, mentre nel passaggio alle medie ha visto l’aumento di ragazzi multietnici con difficoltà linguistiche e culturali che hanno causato maggiore difficoltà di integrazione. Ha notato come la paura e il pregiudizio nei confronti di questi ragazzi fossero determinati in gran parte da una scorretta educazione da parte dei genitori, rendendo i figli poco disponibili a un confronto con realtà diverse, blocco controproducente che impedisce l’arricchimento personale e culturale di ognuno, perché in un dialogo non è necessario cambiare la propria posizione ma solo aprirsi e comprendere. Ma il colore della pelle non basta a creare un’abissale differenza quando la lingua e i valori sono gli stessi. Essere italiani significa rispecchiarsi nella Costituzione e fare propri i valori in essa contenuti. Sottolinea nuovamente l’importanza di parlare correttamente la lingua del Paese e di impararla fin da bambini per facilitare la comunicazione.

Riprende per un attimo la parola Filippo De Gregorio per far notare che l’assessore comunale coinvolto nelle offese al parlamentare non si è presentato a porgere le sue scuse come aveva  annunciato, in compenso molti “amici” di Forza Nuova erano nel parcheggio sottostante ad attendere l’arrivo di Chaouki. [Alla fine dell’articolo si legga la dichiarazione di De Gregorio sull’intimidazione razzista]

Quest’ultimo sorridendo prende il microfono, si alza in piedi e comincia a discutere della nuova legge. Essa è presa come una sfida nel contesto di un Paese in grande confusione, che sta vivendo una crisi. Ci sono due modi per affrontarla: il primo è cercare delle scuse per giustificarla, utilizzando come capro espiatorio chi viene da fuori che ruba il lavoro, è colpa della globalizzazione, eccetera. Oppure si può accettare la sfida delle immigrazione, ritrovando lo spirito di accoglienza dell’Italia e vederla come un’opportunità. Infatti l’Italia è il secondo Paese più vecchio dopo il Giappone.

Siamo tutti focalizzati sull’arrivo dei barconi ma non teniamo conto che i 5 milioni di stranieri presenti oggi in Italia sono arrivati negli anni ’90 perché rispondevano a una domanda di crescita e sviluppo del nostro Paese. Queste persone si sono integrate e radicate nel nostro territorio. La legge si chiama Ius soli temperato perché prevede dei criteri per concedere la cittadinanza, primo fra tutti il radicamento della famiglia nel Paese. E’ la famiglia che deve chiedere la cittadinanza per i figli, che devono già andare a scuola ed avere una reale volontà di radicamento e integrazione. Una volta maggiorenni, spetterà a loro scegliere se mantenere la cittadinanza italiana o prendere quella del Paese d’origine. Infatti alcuni stati, ad esempio la Cina, non prevedono la doppia cittadinanza. La base per la sua realizzazione è il dialogo, base del dialogo è la Costituzione e la condivisione dei suoi valori. Conclude dicendo che: «L’Italia è di chi la ama e condivide i suoi valori. Non è una questione di sangue».

Aggiunge alcune precisazioni Chiara Braga, sottolineando che la legge non toglie niente all’Italia, anzi la arricchisce. Cita una legge passata che prevedeva l’iscrizione all’anagrafe dei bambini nati in Italia solo se i genitori esibivano entrambi il permesso di soggiorno. In caso contrario, il neonato non aveva diritto ad avere un’identità riconosciuta. La nuova legge protegge anche questi casi. Inoltre è prevista una parte non meno importante che obbliga i comuni ad informare i cittadini di questa nuova possibilità di cui molti non sono a conoscenza.

Per concludere si invita il pubblico ad intervenire. Si fa avanti un ragazzo nero che vuole ringraziare tutti, felice di poter dire che anche lui, da un mese, è italiano. [Valeria Peverelli, ecoinformazioni]

L’intimidazione razzista di cui è stata fatta oggetto l’iniziativa è stata così commentata da Filippo Di Gregorio su fb: «Ieri sera, nonostante la presenza di un manipolo di esponenti della destra provenienti da fuori città, che ha dissuaso molti dal partecipare, in una sala piena abbiamo discusso con Khalid Chaouki della legge sulla cittadinanza. Un ringraziamento sentito va alle forze di Polizia e dei Carabinieri, che con grande professionalità hanno gestito una situazione potenzialmente problematica. Continuo a interrogarmi sul perché Cantù sia diventata la ridotta militare di un esercito sconfitto dalla storia come quello dei reduci di Salò. Senza farsi intimidire, ‪#‎cantuguardaavanti».‬

Leggi sulla legge approvata alla Camera il 13 ottobre anche l’articolo di ecoinformazioni con i commenti della Campagna l’Italia sono anch’io e dell’Arci.

2-5 luglio/ Festa de l’Unità

fresta unità maslianico 2015«Quattro serate di festa con buona cucina, servizio bar, musica dal vivo, eventi culturali e dibattiti politici» all’Area feste, in via Burgo di fianco al campo sportivo, a Maslianico organizzate dal Partito democratico di Como e del Basso Lario. Cucina e bar aprono alle 19. Per il programma Internet www.facebook.com.

Pd contro l’omofobia del parroco di Arosio

pdcomo«Gravi, inaccettabili, offensive ed omofobe sono le parole pronunciate dal parroco di Arosio – dichiara Paolo Gerra, esponente del movimento lgnt comasco e componente dell’assemblea Pd di Como –. Per quello e come è stato detto, ad esempio, l’Isis condannerebbe a morte. Ebbene noi gay no, perché amiamo tutti. Anche lei reverendo parroco ma non permettiamo che si affermino tali considerazioni».

 

«Rimango inoltre attonito e allibito dalle difensive dei parrocchiani. In un luogo di culto dove si dovrebbe insegnare ad amare anche il diverso, si insegna invece ad odiarlo in tutte le sue forme – termina Gerra –. Sono a disposizione ad un incontro chiarificatore con Lei nonché disponibile ad organizzare anche un incontro con i suoi parrocchiani dedicato alla teoria gender e su tutto ciò che vorrà sapere in specifico sulla realtà e sulla tematica lgbt e sul Ddl Scalfarotto». [md, ecoinformazioni]

Il Pd europeo contro l’assoluzione incivile di Calderoli

jscalderoliLa scandalosa assoluzione di Roberto Calderoli anima la protesta anche nelle sedi europee del Partito democratico. Il fisico comasco Stefano Vaccaro, segretario del Pd del Lussemburgo ha sottoscritto, insieme ai segretari del Pd di Berlino e di Bruxelles, il documento del segretario del Pd di Londra e Regno Unito ai senatori del Partito democratico che hanno votato nella Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del 4 febbraio contro la ministra Kyenge non comprendendo il tenore razzista e incivile degli insulti a lei rivolti dall’esponente del partito di estrema destra Lega Nord. Leggi nel seguito il testo della lettera.

«Gentili Senatore Moscardelli e Senatore Cucca,

Mi chiamo Roberto Stasi e sono il segretario del Circolo PD Londra & UK.

Vi scrivo questa mia, a nome di tutti gli iscritti ed amici del Circolo PD Londra & UK e di altri circoli PD in Europa, per esprimervi il nostro rammarico, disappunto e vergogna per la decisione che la Giunta delle Elezioni e delle Immunità Parlamentari ha adottato, in data 4 febbraio 2015, in merito alle “opinioni” espresse dal Senatore Roberto Calderoli nei confronti dell’allora Ministro On. Kyenge.

Sapere, che all’interno dell’organo di decisione, si sono pronunciati senza esprimere una posizione di dissenso, alcuni senatori eletti nelle file del nostro partito, quel Partito Democratico che anche noi, qui da Londra, rappresentiamo, ci amareggia non poco.

E ancor più ci amareggia, leggendo i resoconti della seduta, che di quelle espressioni, considerate ovunque offensive e razziste, non sia stata menzionata nessuna parola di condanna o di stigmatizzazione.

Mi permetto di aggiungere inoltre che questo fatto assume connotazione maggiormente negativa se si pensa che a pronunciale sia stato un senatore, un uomo delle istituzioni, prima che un cittadino.

Entrambi voi, Senatori, difendete le “opinioni” del Senatore Calderoli, giustificandole come “presenti all’interno di un contesto politico”. A quale contesto politico fate riferimento? Non e’ forse quello di attacchi razzisti, di minacce che un Ministro, nel pieno delle sue funzioni, ha ricevuto dal primo giorno del suo mandato?

Vorrei ricordarvi che a seguito di altre simili minacce, l’allora Ministro Kyenge e’ stata sottoposta a delle misure di protezione, ha intrapreso cause legali a titolo personale (senza il sostegno legale del PD), per chiedere la condanna soprattutto di coloro che, come rappresentanti di Istituzioni nazionali e locali in tutta Italia, si sono scagliati contro di lei con epiteti e frasi violenti e razziste. La stampa del Regno Unito in quei giorni stigmatizzava il comportamento e le dichiarazioni del Senatore Calderoli verso un membro del Governo: per l’Europa intera leggere quelle parole è stato un vero schock.

Quando parlate di contesto politico, dovreste ricordare la storia, cari Senatori! Erano forse “opinioni” quelle espresse da parte di partiti e movimenti antisemiti prima della seconda guerra mondiale nei confronti degli ebrei, definiti e raffigurati come ratti, oppure caricature, non molto dissimili da quelle di cui anche la nostra On. Kyenge e’ stata vittima? Pensate, Senatori, gli anni dell’apartheid del Sud Africa e negli Stati Uniti, oppure alla più vicina propaganda fascista verso i territori africani colonizzati. Anche quelle erano “opinioni” dunque, alla luce dei recenti fatti.

Ogni qualvolta intervenite in aula, cari Senatori, vorrei che pensaste a quello che la storia ci ha insegnato e lasciato. Vorrei che capiste che non potete permettervi di essere come la pancia molle della società, come dei goliardici al bar. Piuttosto dovreste dare l’esempio. A noi tutti.

Come Senatori e come senatori del PD voi avete il dovere di fare la differenza; lo dovete anche in base al codice etico del PD, la carta dei valori di questa nostra comunita’, dove diciamo che “Le donne e gli uomini del Partito Democratico considerano il pluralismo una ricchezza e scelgono il confronto democratico come metodo per ricercare sintesi condivise. […] Si impegnano perché […]  i diritti e le libertà si impongano sul razzismo e sulla violenza. Contrastano ogni forma di discriminazione nel nome dell’uguaglianza sostanziale. Il contributo delle donne e degli uomini immigrati è caratteristica propria dell’identità del Partito Democratico, che con loro si propone come un’esperienza politica aperta ed interculturale. “

Come vi sentireste se i cittadini o altri politici si rivolgessero a voi con epiteti simili, e i vostri colleghi lo giustificassero? Non dovreste sentirvi offesi, visto che queste sono opinioni giustificate dal contesto politico, no? Che brutto precedente, che occasione mancata per mostrare la nostra diversita’.

Spero che tutto il Partito Democratico, che tutto il gruppo PD al Senato, decidano di ritornare su questa decisione, per il rispetto alle tante donne e uomini immigrati nel nostro Paese e per il rispetto a tutta la comunita’ del Partito Democratico in Italia e all’estero.  

Vi ringrazio per la vostra attenzione».

[Roberto Stasi, Segretario Circolo Pd Londra & Regno Unito, Francesco Cerasani Segretario Circolo PdBruxelles, Federico Quadrelli, Segretario Circolo Pd Berlino, Stefano Vaccaro, segretario del Circolo Pd Lussemburgo].

Variante della Tremezzina

tremezzinaRegione Lombardia stanzia 21 milioni di euro con il passaggio di un emendamento in Commissione bilancio. Per Gaffuri: «Un passo avanti».

 

«È stato approvato oggi in Commissione bilancio del Consiglio regionale della Lombardia un emendamento alla legge di stabilità regionale che prevede lo stanziamento di 21 milioni di euro per la realizzazione della variante della Tremezzina alla Statale Regina – spiega un comunicato del Partito democratico regionale lombardo –. Lo stanziamento, valido per i prossimi tre anni, copre in parte la quota che la Regione deve garantire per la realizzazione dell’opera, dopo che il Governo ha garantito il proprio impegno finanziario per 220 milioni sui 330 necessari con lo Sblocca Italia. L’impegno regionale si articola così: un milione nel 2015 e dieci per ognuno dei due anni successivi. L’emendamento è stato votato da tutte le forze politiche ad eccezione dei 5 Stelle che si sono divisi: Stefano Buffagni ha votato contro mentre Eugenio Casalino ha votato a favore».

«Ci attendevamo un segnale dalla Regione ed è arrivato – afferma il consigliere regionale del Partito democratico Luca Gaffuri, che attacca –. Le risorse non sono ancora sufficienti a coprire il terzo che spetta a Palazzo Lombardia ma sono un passo avanti verso la realizzazione di questa importante opera. Stupisce ancora una volta l’atteggiamento dei 5 Stelle, in particolare di Buffagni» che però è da sempre contro la Variante della Tremezzina. [md, ecoinformazioni]

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