Università popolare

Auser Università popolare/ Fellineide/ Video

L’università popolare Auser di Como ha organizzato cinque videolezioni dedicate al grande regista Federico Fellini, a cura di Fabrizio Fogliato, critico cinematografico, storico del cinema, saggista, docente. Già on line le prime quattro lezioni; l’ultima è prevista per il 23 aprile.

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Università popolare/ Gli infiniti saperi

È in distribuzione il programma completo delle iniziative dell’Università popolare di Como, un libricino tascabile e grandissimo, con un’infinità di proposte culturali straordinarie. Alcune di esse sono parte di Como futuribile.

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12, 19, 26 gennaio/ I pomeriggi del venerdì a Xanadù

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Tornano allo Spazio Gloria/ Circolo Arci Xanadù i venerdì del cinema, in collaborazione con Auser università popolare. Primo appuntamento venerdì 12 gennaio con 50 primavere. A seguire, venerdì 19 gennaio, L’inganno di Sofia Coppola. Ancora da definire il film in prima visione di venerdì 26 gennaio. Consulta la programmazione dello Spazio Gloria/ Circolo Arci Xanadù.

I pomeriggi del venerdì avranno inizio alle 15,30. Seguirà alla proiezione un tè delle cinque, offerto da Arci Xanadù.
Ingresso per over 60 a 4 euro.

Un’iniziativa del progetto Connessioni Controcorrente di Arci Xanadù, Arci ecoinformazioni, Teatrogruppo Popolare con il contributo di Fondazione Cariplo e la partecipazione di Auser università popolare.

[AF, ecoinformazioni]

Stranieri, migranti: cittadini/ Emigrati, immigrati, migranti


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Il pomeriggio di mercoledì 13 dicembre, la sede dell’Associazione Carducci (in via F. Cavallotti 7 a Como) ha ospitato Emigrati, immigrati, migranti, seconda e ultima parte della lezione Stranieri, migranti: cittadini proposto da Fabio Cani e Gerardo Monizza nell’ambito di Auser Università popolare.

Partendo da dove il discorso era stato interrotto la settimana precedente (qui il resoconto), il dialogo condotto dai relatori ha illustrato i movimenti di popolazioni avvenuti a Como dal XVI secolo fino ai giorni nostri.
Al tardo Cinquecento  – primo Seicento comasco risalgono documenti che attestano casi (uno accertato; probabilmente non l’unico) di schiavitù e l’istituzione (1576) di una “contrada delli Ebrei” [il tratto dell’attuale via Indipendenza compreso tra via Luini e via Vittorio Emanuele, ndr], popolazione assai esigua ma decisamente malvista. Lo stesso si può dire per gli zingari: nonostante la presenza di gruppi rom o sinti dediti perlopiù alla metallurgia, benché nomadica, abbia rappresentato un dato costante per secoli sul territorio di Como, a essi erano infatti attribuite le peggiori dicerie, che trovano eco nella retorica del conservatorismo più xenofobo del giorno d’oggi e che spiegano l’azione persecutoria nei loro confronti, da entrambi i lati del confine italo-elvetico. Con buona pace del luogo comune che descriveva (e descrive) i “cingari” come rapitori di bambini, in Svizzera erano essi stessi a vedersi portare via i figli, con il pretesto di sottrarli alla cultura delle famiglie.

Tra il XVII e la fine del XVIII secolo –  la Rivoluzione Francese costituisce uno “spartiacque” simbolico in tal senso – cambia la percezione dei significati e dei significanti “migrante”, “straniero”, “occupante”. La dominazione spagnola narrata anche nei Promessi sposi di Manzoni non renderà giustizia all’effettiva efficienza dei governatori iberici; al contrario, l’autorità austriaca sarà oltremodo idealizzata. Si hanno comunque più informazioni dell’occupazione militare asburgica rispetto a quella spagnola: nel corso delle Cinque giornate del 1848, ci sarebbero stati tra gli 800 e i 1000 soldati al servizio di Vienna, provenienti da aree diverse di un impero vasto e multietnico e portatori di diverse lingue e diverse culture.
In questi stessi anni va affermandosi l’idea di nazione, concetto che in Italia rimarrà a lungo assai nebuloso e ambiguo, come ambiguo rimarrà il distinguo tra ciò che “può” o “non può” essere attribuibile a un'” identità italiana”. Del resto, nel periodo compreso tra il XVII e il XIX secolo, la futura provincia di Como si configura come territorio di diffusa emigrazione, peraltro legata all’attività professionale più che a una situazione di indigenza economica, e considerata come un’opportunità piuttosto che come un problema, come dimostrano le lettere inviate alle famiglie da comaschi e ticinesi emigrati in Germania, in Russia, in Svizzera o in altri paesi europei, che pur con qualche difficoltà di adattamento a diverse tradizioni, sembrano interagire agevolmente con le comunità ospitanti. Alle emigrazioni di professionisti dal territorio comasco – ticinese – intelvese è legata la tradizione dei Magistri cumacini, che pur avendo qualche fondamento storico, sarebbe stata in buona parte “mitizzata” da una narrativa politica romantica, finalizzata a giustificare un’identità nazionale in nuce.

Gli emigranti del comasco e del Ticino sono soprattutto uomini adulti, che lasciano i paesi natii periodicamente, oppure definitivamente. All’estero, riescono comunque a costruire relazioni solidaristiche gli uni con gli altri, spesso sfruttando vincoli parentali: succede così che la cooperativa di consumo di Nesso sarà fondata nel 1897 non nel paese lariano, ma a Zurigo. Esiste comunque anche una migrazione femminile, di giovani donne impiegate al servizio di notabili con residenza sul lago o nelle campagne, che spesso si trasferiscono tra diverse località europee. La Germania sembra essere il principale paese di destinazione di emigrate ed emigrati lariani, seguita da altri paesi europei; alcuni si trasferiranno però in altre zone d’Italia. Contemporaneamente alle emigrazioni continueranno però a verificarsi immigrazioni, per esempio dall’Italia meridionale o dalla Svizzera, come attestato da tradizioni altrimenti considerabili “esotiche” sulle sponde del Lario.

Con il passare del tempo, intanto, l’emigrazione lariana si “scardina” dalla connotazione professionale specifica, facendosi più indifferenziata e allargando il proprio spazio di manovra: è stato stimato che tra gli anni Ottanta del XIX secolo e la prima guerra mondiale, circa cinquantamila degli emigranti italiani imbarcati  – spesso definitivamente – verso le Americhe e l’Australia, circa cinquantamila fossero originari della zona. Prosegue però anche la tendenza opposta di Como (e dintorni) come destinazione dei flussi migratori; per esempio i profughi istriani e dalmati che saranno ben accolti sul territorio; più tardi, anche immigrati veneti o sardi riusciranno a integrarsi con relativa facilità. Non altrettanta bendisposizione incontreranno i nuovi arrivati dalla seconda metà del Novecento, prima dall’Italia meridionale e poi da Asia e Africa. I numeri di tali immigrazioni sono di fatto risibili se paragonati a quelli di grandi città italiane o (soprattutto) di altri paesi europei, eppure incontreranno una malcelata ostilità che sarà poi sfruttata da alcuni ben noti movimenti politici reazionari. Esistono limitate documentazioni fotografiche dell’immigrazione a Como (ani cita il fotoreportage del canturino Gianni Paini, realizzato per l’inchiesta di Domenico Verga a riguardo); rilevazioni statistiche sono invece state realizzate da Acli, che nel 1985 registrava 308 lavoratori stranieri in provincia di Como, 66 dei quali residenti nel capoluogo, provenienti soprattutto dall’allora Jugoslavia, dalla Spagna, dalla Svizzera e dalle Filippine. Tali dati riguardano immigrati stranieri regolarizzati, ma nei primi anni Novanta, con ‘insorgere dell'”emergenza Ticosa”, il numero dei clandestini risulta comunque limitato. Ben diverso è il caso per i frontalieri italiani in Ticino, che già a metà degli anni Settanta superavano le 30 000 persone, e che sarebbero considerevolmente aumentati negli anni successivi (almeno fino al 1971).

Che “la storia non si faccia con i numeri”, concludono Cani e Monizza, è vero fino a un certo punto: al netto di interpretazioni irrazionali e/o strumentali, esse possono rivelare la reale dimensione di un fenomeno come la migrazione in uscita o in entrata, evidenziando di contrasto tutti i fraintendimenti in buona e in cattiva fede. A proposito di fede, essa può contribuire a spiegare le modalità con cui una certa minoranza riesce a integrarsi nella comunità locale: tema che ecoinformazioni aveva già affrontato nel 2010 (nel settimanale 406, pag.24-28) e che, fatti i dovuti aggiornamenti statistici, caratterizza ancora in modo significativo le interazioni con, tra, ed entro i gruppi etno-religiosi di cui si compone la popolazione comasca. Di nuovo, una lettura ragionata dei dati può aiutare a sedare gli allarmismi; mentre cifre fuori contesto e classificazioni maniacali, come quelle che interessano i migranti/ rifugiati/ esuli/ richiedenti asilo/profughi/ “clandestini”, possono sortire effetti opposti e raramente positivi. [Alida Franchi, ecoinformazioni]

Già online sul canale di ecoinformazioni i video di Daniel Lo Cicero.

Guarda sul canale di ecoinformazioni anche tutti gli altri video di Daniel Lo Cicero dell’iniziativa.

Stranieri, migranti: cittadini. Unione di popoli, tradizioni e culture in terra comense/ Coloni, barbari, invasori. Dalla fondazione di Como al domino austriaco

Inscription with dedication to deities, Detail of Celtic alphabet, from Prestino, Como province
L’iscrizione di Prestino in alfabeto leponzio, V sec.a.C.

«Solo l’anno scorso abbiamo ripreso a considerare Como una “città di migrazioni”; eppure la storia locale, e non solo locale, è segnata dagli spostamenti di popolazioni che si spostano in cerca di risorse, o di migliori condizioni di vita» Così Gerardo Monizza ha introdotto, nel pomeriggio di mercoledì 6 dicembre, Coloni, barbari, invasori. Dalla fondazione di Como al domino austriaco, primo di due incontri del ciclo Stranieri, migranti: cittadini. Unione di popoli, tradizioni e culture in terra comense (il  secondo è previsto per il pomeriggio di mercoledì 13 dicembre) condotti da Monizza e da Fabio Cani sul tema delle migrazioni a Como e organizzati da Auser università popolare all’Associazione Giosuè Carducci (via F. Cavallotti 7 a Como).

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11 maggio/ Gioco d’azzardo, dove finisce il gioco e inizia il rischio?

Nell’ambito della campagna Quando il gioco si fa duro, l’iniziativa promossa per prevenire e contrastare le forme di dipendenza dal gioco d’azzardo, mercoledì 11 maggio alle 15.30 si terrà l’incontro Gioco d’azzardo. Dove finisce il gioco e inizia il rischio? all’Università Popolare di Como in viale Cavallotti 7 per affrontare il tema.

Ingresso libero e gratuito.

Momenti di Gloria/ Il cinema che racconta lo sport

momenti-di-gloriaIl Circolo Arci Xanadù in collaborazione con ecoinformazioni, Uisp Como, Rugby Como, Inter Club Kayunga, Università Popolare, Medici con L’Africa e con il patrocinio del Comune di Como, promuove una rassegna di cinema e sport dove il tema dell’integrazione e dell’inclusione sociale, dell’eguaglianza di genere, della lotta contro le discriminazioni e razzismo, nonché della determinazione individuale a spingersi ai limiti e raggiungere il massimo, è promosso attraverso una selezione di affascinanti storie di personaggi fuori dagli schemi, che hanno osato per le proprie idee, le proprie passioni e i propri ideali. Momenti di Gloria si svolgerà allo Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como in quattro appuntamenti: 23 ottobre, 5, 12 e 19 novembre.

Venerdì 23 ottobre alle 20.30 verrà inaugurata la mostra fotografica Rock Vertigo del fotografo-alpinista Massimo Malpezzi, seguita dalla presentazione del libro Il Club Alpino Operaio di Como con l’autore Giuseppe Vaghi, l’editore Fabio Cani (Nodo Libri) ed Erio Molteni, presidente del Cao comasco. Alle 21.30 verrà proiettato il film-documentario Ninì di Gigi Giustiniani (Premiato al Trento Film Festival), preceduto da un incotro proprio con il regista che dialogherà con Alberto Cano, curatore della rassegna comasca La montagna nel cinema.

Giovedì 5 novembre alle 20.30 sarà presentato il libro Gigi Meroni – Una vita a tutto campo con l’autore Pierluigi Comerio, l’editore Carlo Pozzoni e con la partecipazione di Maria Meroni, sorella del campione. Sarà presente per un omaggio musicale alla memoria di Meroni anche il cantautore Luca Ghielmetti, co-autore insieme a Filippo Andreani della canzone Gigi Meroni finalista alle targhe Tenco 2015. Alle 21.30 proiezione del documentario Gigi Meroni – il ragazzo che giocava un altro gioco.

Giovedì 12 novembre alle 21 proiezione dl film Il terzo tempo di Enrico Maria Artale. Il film segue il riscatto di Samuel, un ragazzo che non ha avuto nulla dalla vita ma che, passando attraverso il carcere minorile e grazie all’amore per una ragazza, riesce a portare alla vittoria la sua squadra di rugby. Il rugby come metafora della vita e della voglia di tornare a sperare, in una pellicola dove lo sport fa da sfondo ad un racconto di formazione e di sentimenti. Prima della proiezione incontro con esponenti del Rugby Como.

Giovedì 19 novembre alle 20.30 incontro-reading con Italo Nessi (Medico, presidente di Medici con L’Africa Como e di Inter Club Kayunga) che proporrà la narrazione delle olimpiadi del 1968 in Messico e quella della creazione degli Inter Campus ugandesi alternando brevi video al parlato a più voci. A seguire, proiezione del film Glory Road di James Gartner, che narra la storia della squadra di basket universitario americano Miners, allenata dal coach Don Haskins, che per la prima volta nella storia si presentò al campionato del 1965-66 con sette giocatori di colore. Nonostante i pregiudizi razziali e le continue canzonature, i Miners riuscirono a raggiungere il campionato nazionale.

L’ingresso agli eventi è riservato ai soci Arci. Intero 7 euro – ridotto (under 18 – over 65 e studenti) 5 euro. Info http://www.spaziogloria.it

 

2 agosto/ Bologna>Como Anniversario della strage

Quest’anno ricorre il 35esimo anniversario della Strage di Bologna.

L’Associazione Università Popolare di Como Auser e NodoLibri hanno mantenuto viva la memoria dei fatti e delle persone coinvolte, di tutte le vittime; soprattutto delle tre vittime comasche: Carlo, Annamaria e Luca Mauri.

2agosto2015

Anche quest’anno si vuole riportare l’attenzione dei comaschi sui giorni dell’agosto 1980. Per narrare ai giovani alcune storie che non conoscono e le vite di tre giovani loro concittadini, Gerardo Monizza ha scritto un libro 2 agosto 1980 Bologna Como – Diario doloroso.

Sul testo è stato costruito un evento in piazza San Fedele nella giornata di domenica 2 agosto (dalle 9 alle 21): un “coro” circolare di leggii, uno per ogni ora (tranne quello dei minuti 25, l’ora della strage: 10.25) sembra un orologio. Su tutti i leggii alcuni brani tratti dal libro. I passanti si fermano leggere anche  trasferendosi da un leggio all’altro.

Non sono previsti discorsi né parole.

È stato concesso il Patrocinio della Città di Como, Assessorato alla legalità che ha organizzato, per la giornata di sabato 1 agosto la proiezione del film: “La linea gialla”. Ore 15 in Biblioteca Comunale ingresso gratuito.

24 maggio/ Una montagna di libri al Sociale

Una giornata speciale, dalla mattina al tramonto, per festeggiare i libri e i piccoli editori locali. Al foyer del Teatro Sociale di Como (piazza Verdi), dalle 10 alle 18.30, una montagna di libri da guardare, scoprire, leggere e anche comprare (con forti sconti).

Una giornata intensa con incontri, presentazioni, proiezioni, letture, racconti, immagini e canzoni. Una giornata di festa per grandi e piccoli; tutti insieme a sfogliare e parlare di libri, ma anche a giocare (c’è una battaglia navale) e a discutere con autori ed editori.
Gli “Editori del Lago di Como e Associati” portano al Foyer del Teatro Sociale molti titoli del loro catalogo; l’Università Popolare legge testi di autori che narrano di Como, del Lario e del Ticino; tre fotografi (Gin Angri, Max&Douglas, Carlo Pozzoni) presentano immagini del Teatro Sociale; gli autori si raccontano e si confrontano; Luca Ghielmetti narra con la sua voce storie e poesie in musica. L’ingresso è libero.

Gli editori presenti: Babyguide • Carlo Pozzoni Fotoeditore • CesareNani • Dominioni Editore • Editoriale Lariana • Edizioni Tecnografica • Giampiero Casagrande Editore • Ibis • L’ora d’Oro • NewPress Edizioni • NodoLibri • Società Archeologica Comense • Storia Di Como • Xenia

In collaborazione con Teatro Sociale di Como e con Università Popolare, Como e Amici dei Musei, Como

Il programma: UnaMontagnaDiLibri

ecoinformazioni on air/ Ztl/ A Como non ci sono solo commercianti

PiazRoma0Il servizio del 27 febbraio di Gianpaolo Rosso per Radio popolare. Ascolta il servizio. Strana città Como nella quale l’idea di costruire un muro davanti al lago con infinito sperpero di denaro pubblico ha impiegato anni per trovare opposizione di piazza mentre il piccolo ampliamento della Ztl deciso dalla giunta Lucini ha provocato la rivolta di un gruppo di commercianti convinti che l’obbiettivo unico del Comune debba essere salvaguardare e sviluppare il commercio.

A loro l’amministrazione, consapevole di non aver gestito al meglio la fase preparatoria del provvedimento,  ha offerto un ramoscello d’ulivo chiarendo che la trasformazione in atto è sperimentale e saranno valutare tra sei mesi le eventuali criticità,  ma senza nessuna intenzione di tornare indietro.

Intanto Università popolare e  Nodo Libri  propongono domenica 2 marzo alle 9,45 una visita nel cuore della polemica,  a piazza Roma, per sottrarla al ruolo di ostaggio della contesa sulla Ztl in atto e la lista Como Civica organizza domenica 16 marzo al Broletto una giornata di studio invitando operatori culturali, esperti di temi urbani e semplici cittadini al confronto e allo scambio di opinioni sul futuro di questo brano di città. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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