Giorno: 31 Luglio 2014

Convenzione per il rischio sfratti

facciatapalazzocernezziStanziati 440mila euro per Como per progetti di mantenimento delle locazioni.

 

«Su proposta dell’assessore al Patrimonio alla casa e alle politiche abitative Marcello Iantorno la Giunta [di Como] ha approvato ieri [mercoledì 30 luglio] lo schema di convenzione e il progetto condivisi con Regione Lombardia nell’ambito del Fondo Sostegno ai cittadini per il mantenimento dell’abitazione in locazione – spiega un comunicato del capoluogo lariano –. Como, insieme a Brescia, Bergamo, Bresso, Cesano Boscone, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Corsico, Cremona, Cusano Milanino, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Monza, Pavia, Sesto San Giovanni, Sondrio, Varese, figura tra i comuni “ad alta tensione abitativa”, ossia quelli dove si concentra il 90% degli sfratti. l fondi stanziati – per Como sono circa 440mila euro – saranno destinati a sperimentare nuove iniziative a sostegno dei cittadini, che non riescono a pagare il canone di affitto sul libero mercato e si trovano in situazione di morosità incolpevole, legata quindi a eventi che hanno modificato le reali possibilità economiche della famiglia».

«Soltanto nel 2013 il Tribunale di Como ha registrato 700 sfratti – ricorda Iantorno –. Numeri allarmanti e che impongono interventi. Da parte nostra abbiamo già iniziato a coinvolgere le associazioni dei proprietari di case e degli inquilini perché solo ragionando tutti insieme potremo trovare le soluzioni idonee a evitare gli sfratti incolpevoli. Le azioni che intraprenderemo saranno distinte tra quelle a prevenzione o sospensione di situazioni a rischio di sfratto e quelle a sostegno della ricerca di nuove soluzioni abitative, attraverso l’istituzione di un fondo di garanzia».

«Questo fondo non esaurisce le politiche per le abitazioni – termina l’assessore –, ma costituisce una prima interessante modalità utile a preparare il terreno per futuri interventi e per assicurare alle persone il diritto di vivere in abitazioni dignitose e sicure». [md, ecoinformazioni]

Cosmogonie

Cosmochrome-2003-300x300Mostra di Paolo Barlusconi a S. Pietro in Atrio, in via Odescalchi, inaugurazione sabato 2 agosto alle 18, aperta da
 martedì a venerdì dalle 15 alle 19, sabato e festivi dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19,
fino al 31 agosto.

 

«Si tratta di un progetto culturale interdisciplinare a cura di Michele Caldarelli, avviato nel 2005 in occasione dell’anno mondiale della fisica indetto dall’Unesco per celebrare il centenario della formulazione della Teoria della relatività di Einstein – spiega la presentazione –.
In mostra una serie di opere dell’artista Paolo Barlusconi e il cui argomento è il Cosmo. Un cosmo inteso come multiverso, visto, letto e interpretato mettendo a confronto le più diverse teorie in occasione di incontri, manifestazioni e convegni a carattere interdisciplinare (anche espres-samente organizzati). 
L’intenzione programmatica del progetto, ormai alla sua quindicesima tappa espositiva, è quella di sviluppare un clima di sinergia possibile fra le arti e le scienze che non trascuri alcuna disciplina e ne favorisca ispirazione reciproca proponendo interventi di fisici, astronomi, matematici, architetti, poeti, filosofi, astrofisici, musicisti…»

Per informazioni Internet www.caldarelli.it/cosmogonie.htm. [md, ecoinformazioni]

Posteggio di via Giustizia e Libertà riaperto

via giustizia e libertà como46 posti auto in più a Rebbio a «un euro all’ora con possibilità di tariffa giornaliera di 3 euro» per tutti i giorni dalle 8 alle 20.

 

«Dopo una lunga battaglia legale il Comune di Como ha ottenuto l’apertura al pubblico del parcheggio di via Giustizia e Libertà – annuncia Palazzo Cernezzi –. Da ieri [mercoledì 30 luglio], l’area di sosta – 46 i posti auto a disposizione – sarà aperta tutti i giorni dalle 8 alle 20; la tariffa oraria è di 1 euro ma è ammessa anche una sosta minima di 15 minuti al prezzo di 25 centesimi; è altresì prevista una tariffa giornaliera di 3 euro. Per il pagamento è stato posizionato un parcometro».

«Questo parcheggio è frutto di una convenzione stipulata negli anni novanta – rammenta Lorenzo Spallino, assessore all’Urbanistica del Comune di Como –. Con la vendita dell’area il parcheggio da pubblico era diventato privato ed era stato chiuso con un cancello. A più riprese alla proprietà è stato intimato di ripristinare l’uso pubblico e solo di fronte ad un’azione legale siamo finalmente riusciti a far valere le ragioni dell’amministrazione». [md, ecoinformazioni]

A’ Design Award

adesignaward-Exhibition-2011-006-300x225Mostra di 750 progetti selezionati, da 78 paesi, inaugurazione domenica 10 agosto alle 18 
al Broletto, in piazza del Duomo a Como, aperta da lunedì a domenica dalle 11 alle 14 dalle 15 alle 18, dal 4 al 24 agosto.

 

Esposizione dei: «Progetti di design premiati nell’anno 2013-2014 nel A’ Design Competition, concorso per designer organizzato da Omc Design Studios di Como.
La caratteristica più importante della mostra è la varietà e la qualità dei progetti provenienti da diverse discipline di design che abbracciano l’arte, l’arredamento, il design industriale, l’architettura, il design d’interni e la grafica».

Per informazioni tel. 031.4491943, Internet www.omcomc.com. [md, ecoinformazioni]

Nuovo Info Point a S. Giovanni

como s. giovanniBox in the Box: Una struttura, data in comodato d’uso gratuito per 6 anni dalla Camera di commercio, aperta tutti i giorni.

 

«La struttura è stata data al Comune di Como in comodato d’uso gratuito per sei anni dalla Camera di commercio, ente che attraverso Sistema Como 2015 collabora insieme allo stesso Comune per le progettualità legate ad Expo 2015 – precisa il Comune di Como –. Il primo info-point aperto in stazione risale al 2009 e anche all’epoca alla gestione aveva compartecipato la Camera di commercio. Nel 2013 sono stati 12.503 i visitatori che hanno usufruito dei servizi in stazione e nel 2014 – dati aggiornati fino al 16 luglio – 3041».

«La gestione della nuova struttura, insieme a quella di via Magistri Comacini e di altri servizi turistici come l’accoglienza al Monumento ai Caduti, alla fiera di Sant’Abbondio, è stata affidata dall’assessorato al Turismo, rappresentato da Luigi Cavadini, attraverso una gara (importo a base d’asta 104mila euro, Iva esclusa) – aggiunge lo scritto –. Dall’agosto di quest’anno e fino a dicembre 2015, per un totale di 17 mesi quindi, sarà l’associazione C-Lake Today (associazione costituita per la maggioranza da guide ed accompagnatori turistici, abilitati, del territorio) ad occuparsi del punto informazione. Inglese, francese, spagnolo, tedesco e russo le lingue garantite dall’associazione».

«L’apertura della Box in the Box – una struttura in vetro e in ferro – sarà garantita in alta stagione, da aprile a settembre, per 56 ore settimanali, con orario continuato dalle 9 alle 17 (e possibilità di variazioni in base all’orario dei treni), e in bassa stagione da ottobre a marzo per 42 ore settimanali, con orario continuato dalle 9 alle 16 (e possibilità di variazioni in base all’orario dei treni), e un giorno di chiusura – conclude la nota –. Per la predisposizione degli impianti e la posa della Box l’assessorato all’Edilizia pubblica, rappresentato da Daniela Gerosa, ha investito 35mila euro, soldi finanziati, d’intesa con gli albergatori, attraverso i fondi della tassa di soggiorno». [md, ecoinformazioni]

Un albergo a 5 stelle in via Borgovico

ex subalpinaRichiesto il cambio di destinazione d’uso da residenziale a turistico-ricettivo all’ex Subalpina.

 

«La convenzione che era stata stipulata a suo tempo aveva obiettivamente delle lacune – afferma l’assessore all’Urbanistica del Comune di Como Lorenzo Spallino –. Grazie al lavoro degli uffici, però, siamo riusciti a chiudere un accordo con la società decisamente favorevole per il Comune di Como. La società Gbh si accollerà per trent’anni gli oneri della manutenzione ordinaria e straordinaria delle aree boschive dietro la proprietà (un’area di circa 5.500 metri quadri già ceduta al Comune) e della piazza e degli spazi per la sosta delle auto (quest’ultime aree ancora da cedere)».

«Il via libera alla proposta è arrivato ieri [mercoledì 30 luglio] dalla Giunta – dichiara una nota di Palazzo Cernezzi –. La stessa Gbh ha presentato proprio nei giorni scorsi una richiesta per un cambio di destinazione d’uso da residenziale a turistico-ricettivo di una parte dell’immobile realizzato al posto dell’ex tintostamperia Subalpina. La richiesta prevede la realizzazione di un albergo a 5 stelle con 160 camere».

«Si tratta di una proposta che sarà valutata dagli uffici – termina Spallino –. Certamente vedere che un operatore, di questi tempi, investe in strutture ricettive è cosa davvero apprezzabile e che va sostenuta. Per quanto riguarda la città è la conferma di un interesse turistico in espansione e di un’occasione economica importante». [md, ecoinformazioni]

«La società è immobile. Serve una scossa: le riforme sono la vera rivoluzione»

Tarpini-CongressoAnticipiamo l’editoriale della newsletter Cgil Como Informa.Nel Comasco – ma in generale  in Italia – sono necessari  un cambiamento di prospettiva e alcune scelte coraggiose. Per rimettere in moto l’ascensore sociale e per dare risposte alle nuove povertà sempre più dilaganti. Perché parlare oggi di segnali di ripresa «è quantomeno eufemistico». L’intervista ad Alessandro Tarpini, segretario provinciale della Cgil

Partiamo da un sito produttivo emblematico del territorio, le Ferriere Dongo. 180 persone sono in cassa integrazione e attendono gli stipendi arretrati. La proprietà, intanto, viene travolta da scandali enormi. C’è una possibilità per risolvere la situazione?
La crisi a Dongo comincia circa trent’anni fa e non è slegata da una situazione generale in cui versa la siderurgia nazionale.  In più, ci sono problemi logistici e condizioni storiche non più esistenti. Il gruppo Castiglioni non ha adottato grandi soluzioni strategiche, per non parlare delle ormai note vicende giudiziarie.  Si può sperare nella cessione della parte dedicata all’alluminio, si parla di un interessamento da parte di una ditta austriaca. La strada, purtroppo, è in salita.

Guardando la situazione attuale, è verosimile un’idea di sviluppo territoriale che possa fare a meno del settore manifatturiero?
Non sta in piedi, sotto tutti i punti di vista. Avrebbe ricadute drammatiche nel lungo periodo.  Per com’è conformato il Comasco, alcune figure professionali non avrebbero alcuna prospettiva di riconversione occupazionale e si troverebbero di fronte un’unica prospettiva: la disoccupazione.  È una questione sopravvalutata, io continuo a considerare straordinario il nostro manifatturiero. Un esempio? Conosco imprenditori abituati a girare il mondo e mi dicono che in un’economia come la nostra, definita “senza magazzino” e con i tempi di consegna dirimenti rispetto al successo di un’idea, le competenze artigianali del territorio e le sue specificità costituiscono una straordinaria eccezione rispetto al panorama mondiale. Certo, andrebbe valorizzata di più. Però, attenzione: prima si pensava che la soluzione migliore per ridurre i costi fosse andare a produrre in un’altra parte del pianeta. Oggi non è più così: i conflitti a intensità più o meno bassa e le rivendicazioni avanzate dai lavoratori dei paesi in cui si delocalizzava dimostrano che non è tutto oro quello che luccica.

Sono passati quasi due anni dall’abolizione delle province. È cambiato qualcosa nelle politiche occupazionali?
No. Nulla programmava la provincia, nulla programma la regione. Le imprese hanno imparato ormai a fare da sole.

Secondo Susanna Camusso «il governo deve spendere energie per creare posti di lavoro». In che modo?
Facendo politiche anticicliche. Esempio: gli USA sono usciti della crisi attraverso pesanti investimenti in infrastrutture, sanità e università. Noi non abbiamo il coraggio di fare lo stesso, e se continuiamo sulla strada in cui stiamo andando il risultato non cambia.
Ci sono poi “pezzi” strategici di economia in cui, pur di evitare una catastrofe, lo stato potrebbe metterci mano. La Francia, ad esempio, ha partecipazioni importanti in alcune industrie di trasporti. Noi abbiamo un patrimonio culturale che sta andando a pezzi: lo Stato non potrebbe farsene carico attraverso uno straordinario investimento di valorizzazione e conservazione? Non sarebbe un bel volano per l’economia? Io non ci vedo niente di male.

 Due anni fa, all’incontro con Enrico Letta a Como, dicesti: «Como ha bisogno di una riflessione profonda sulla sua identità produttiva; non bastano soluzioni pratiche, è necessario che la prossima amministrazione sia in grado di volare molto alto». Secondo te, sono state rispettate le attese?
Lucini è sicuramente un bravo amministratore, un galantuomo e come lui tutta la giunta. Ha ereditato una situazione drammatica, i problemi aperti sono molti e per alcuni di essi, ricordiamo Ticosa e Paratie, ci vorrebbero più mandati per risolverli. Oggi, le risorse obbligano a fare salti mortali per garantire ai cittadini i servizi minimi. Ciò, è inevitabile, ha un prezzo ed è il calo di popolarità.  Al netto di tutto questo, ci vorrebbe però un colpo di reni.

«S’inizia a intravedere la fine della crisi». Così si dice. È vero? Quali mesi ci aspettano?
Parlare di ripresa è quantomeno eufemistico. Anzi, è controproducente per chi sta vivendo la crisi. Credo sia più corretto parlare di stabilizzazione. C’è stata una sorta di selezione darwiniana delle imprese, che a Como ha significato la perdita del 30% dell’attività  produttiva. Certo, rispetto a un anno fa non c’è più l’esplosione di una cosa nuova ogni settimana.  Non si parla delle nuove povertà: la società è immobile, chi entra in una situazione di disagio sociale, e il numero è in costante crescita, non riesce più a uscirne.

C’è una via d’uscita?
Abbiamo bisogno “come il pane” di una scossa, una rivoluzione. E per il nostro Paese la vera rivoluzione sono le riforme. Un percorso di riformismo, radicale, profondo e senza tabù. E a questo proposito, mi pare, il quadro che emerge è invece quello di un paese arroccato, profondamente conservatore. I problemi non si risolvono in poco tempo, è ovvio. Tuttavia, in questo paese sembra impossibile toccare qualcosa senza trovarsi di fronte barricate. Sembra si voglia mantenere lo status quo a tutti i costi, senza mettersi mai in discussione. La discussione di questi giorni in Senato è emblematica. Premetto: ho raccolto firme per difendere la costituzione e non sottovaluto le osservazioni sollevate sull’equilibrio dei poteri dello stato. Ciò detto, avremo pure il testo costituzionale più bello del mondo, ma ciò non ha impedito al paese di infilarsi nella situazione in cui siamo. Forse, e non voglio insinuarmi in discussioni tecniche, qualcosa va cambiato. O quantomeno, è giusto parlarne. Il discorso, ovviamente, non deve prescindere dalle colpe del sindacato. Non siamo immuni da responsabilità.

A questo proposito, che futuro vedi per la Cgil?
La nostra ragione di esistere passa da un rilancio della contrattazione: se un sindacato non si occupa del rinnovo dei contratti e dei bisogni materiali dei lavoratori è destinato a non avere più senso. Però, una grande organizzazione come la nostra deve dare risposta anche ai bisogni individuali delle persone. Le due cose devono andare necessariamente insieme, soprattutto in questo periodo.
Dobbiamo avere il coraggio di rimettere in discussione alcune questioni. Come idee di fondo, le relazioni industriali e la rappresentanza sociale sono ferme agli anni settanta. Piaccia o meno, vanno rimesse in discussione.  E basta dire “la Germania sì che funziona”. In quel paese esiste il sistema della partecipazione da parte dei lavoratori. E, a proposito di costituzione, basterebbe dare applicazione all’articolo 46. Non si potrebbe fare un tentativo serio?

All’inizio abbiamo parlato delle Ferriere di Dongo, un simbolo del nostro territorio. Oggi, sempre parlando di simboli, uscirà per l’ultima volta in edicola l’Unità. Pensi di acquistarla?
L’ho già comprata.

[Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

Ferrovia Como-Lecco: vacanze estive

ferrovia como-lecco«La storia del treno che ad agosto va in ferie! E della stazione di Camerlata che perde il… treno» è quanto denuncia il Comitato pendolari ferrovia Como-Lecco che organizza per ottobre un incontro coi sindaci del territorio per il rilancio della linea.

 

«Nonostante le continue richieste del nostro Comitato pendolari [della ferrovia Como-Lecco], anche questo agosto la linea ferroviaria Como-Lecco andrà in… ferie. Infatti per tre settimane, dal 4 al 24 agosto compreso, i treni andranno in vacanza! – denunciano gli esponenti del Comitato – Con buona pace dei pendolari-lavoratori che si dovranno organizzare diversamente per raggiungere i rispettivi luoghi di lavoro con auto o bus alternativi, i quali però compiono giri più lunghi con relativa perdita di tempo».

«Al danno si unisce la beffa di Trenord, che ha appena comunicato ai viaggiatori della Como-Lecco che per il mese di agosto pagheranno meno l’abbonamento, grazie al bonus-ritardi. Peccato che ad agosto nessuno faccia l’abbonamento mensile, visto che il treno circola solo l’ultima settimana di agosto (e l’abbonamento settimanale non gode del bonus!) – prosegue la nota –. Ma i problemi della Como-Lecco non finiscono qui: ritardi e soppressioni sono all’ordine del giorno: ad esempio nel periodo compreso tra febbraio e marzo 2014, ben 27 corse sono state soppresse per “mancanza di personale”».

«E lo scorso 23 luglio è successo di nuovo, come pure ieri 28 luglio: i treni rispettivamente con partenza da Molteno alle 7.22 e da Como alle 19.41 sono stati soppressi per lo stesso motivo – anche il 30 luglio quello delle 7.22 è stato soppresso –. In stazione a Como nessuna informazione aggiuntiva oltre alla scritta sul monitor “Cancellato” tanto è vero che poi a Lecco personale in servizio ha parlato di soppressione del treno per mancanza personale e di un servizio sostitutivo con bus arrivato a Lecco vuoto… nessuno ha avvisato del pullman sostitutivo i pendolari sono rimasti a piedi! L’Ufficio reclami di Trenord ha risposto agli utenti che hanno scritto per lamentarsi di tale soppressione “Il treno è stato soppresso causa mancanza di personale di Bordo”; la risposta poi prosegue “Purtroppo possono capitare improvvise emergenze che impediscono all’agente in servizio di presentarsi in orario al proprio treno, pertanto, se non si riesce a trovare un sostituto in tempo utile, il convoglio viene soppresso e l’informazione viene data non appena possibile…”.

«In aggiunta a tutto questo il Comitato ricorda che è oramai da ottobre 2013 che si verificano, per programmati lavori di manutenzione, ritardi talvolta superiori ai circa 10 minuti previsti da Trenord. I lavori previsti riguardano in particolar modo l’ammodernamento della stazione di Merone, che avrebbero dovuto terminare a maggio ma che sono ancora in corso» – aggiungono i pendolari –. Infine abbiamo saputo che l’inizio dei lavori di ammodernamento e di unificazione della stazione di Camerlata slitteranno ancora di 1 anno, come minimo. Infatti i lavori avrebbero dovuto iniziare lo scorso maggio, per non perdere il finanziamento di 5 milioni dei fondi europei; così era stato annunciato in pompa magna da Rfi e Regione Lombardia. Ma ora i fondi sono stati persi (!) e i lavori subiranno uno slittamento: Regione Lombardia supplirà con fondi propri, le opere verranno avviate entro il 2014 e completate entro il 2016, quindi ad Expo ormai conclusa».

«Per affrontare questi problemi e per presentare alcune proposte di miglioramento della linea, il Comitato pendolari, insieme al Circolo ambiente “Ilaria Alpi”, sta organizzando per il prossimo mese di ottobre un incontro a cui verranno invitati i sindaci interessati dal passaggio della linea (da Como a Lecco), Regione Lombardia e Trenord, dal titolo Rilanciamo la ferrovia Como-Lecco – termina lo scritto –. L’incontro sarà aperto al pubblico e alla stampa, allo scopo di avviare una seria discussione sulle possibilità di rilancio della linea Como-Lecco». [md, ecoinformazioni]

2 agosto/ Sel contro il fiscal compact

sel comoParte anche a Como la raccolta delle firme per i referendum Stop austerità contro il fiscal compact che obbliga con il pareggio di bilancio ad un’austerità ingiusta che colpisce il lavoro, riduce i servizi e così tassa in modo sempre maggiore chi è più povero. Leggi nel seguito il comunicato di Sel.
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