Giorno: 8 Ottobre 2014

9-19 ottobre/ Festa della cooperazione albatese

uccSi apre giovedì 9 ottobre e continua fino al 19  al bar Il circolo e al ristorante pizzeria  Enoteca del soccorso in via Canturina 164–166 a Como Albate la XXVIII edizione della Festa della cooperazione albatese. Nella prima giornata alle 21 si svolgerà nella Sala Felice Villa la proiezione a cura della fotografa e giornalista Grazia Lissi. Molte le iniziative in programma, tra esse venerdì venerdì  10 alle 21 la proiezione di Quando c’era Berlinguer con un dibattito introdotto e moderato da Emilio Russo, sabato 11 ottobre alle 21 nella Sala Felice Villa Non tutti i matti vengono per nuocere presentato dal Gruppo musicale Oltre il giardino project. Leggi il programma completo.

 

11 ottobre/ Tal qual sa sôna, sa bâla

paese mille danzeSerata a sostegno di Emergency gruppo di Como con concerta a ballo con il Paese delle mille danze, le musiche e le valli dei paesi del mondo, sabato 11 ottobre alle 21 all’Area feste in via Cavallina, zona campo sportivo, a Bulgarograsso, organizzano Emergency Como, in collaborazione con il comune di Bulgarograsso, e l’associazione Concordanze, il ricavato della serata andrà a sostegno del Centro pediatrico di Bagui in Repubblica Centrafricana. Ingresso ad offerta libera a partire da 5 euro.

11 ottobre/ Sans titre (M. Bertillon)

stephanie solinasPresentazione del libro d’artista di Stéphanie Solinas al Mact & Cact Arte Contemporanea Ticino in via Tamaro 3 a Bellinzona sabato 11 ottobre dalle 11.30 alle 13, organizzata da Choisi – one at a time di Lugano.

 

«L’artista illustrerà il processo creativo e di realizzazione di questo libro, che induce a riflettere sulla propria identità, coinvolgendo il lettore in modo interattivo – spiega la presentazione, che spiega –. Stéphanie Solinas ha tratto spunto dalla ricostruzione del volto di Alphonse Bertillon, considerato l’inventore dell’antropometria segnaletica: un sistema d’identificazione, fondato sul ritratto fotografico frontale e di profilo, accompagnato dalla descrizione dei particolari somatici del soggetto da schedare, insieme alle misurazioni della testa e dei relativi segmenti corporei». [md, coinformazioni]

Introzzi replica ai sindacati

GISELLA INTROZZI1Le organizzazioni dei lavoratori si sono lamentate in una lettera aperta della mancanza di confronto e dell’uscita sulla stampa dell’assessora del Comune di Com che risponde: «Non ho rilasciato alcuna intervista, il giornale ha dato conto della mia audizione in commissione Illustrati dati e forniti chiarimenti, già presentati e discussi con le rappresentanze dei dipendenti».

 

«Rispondo alla lettera aperta ricevuta dalla rappresentanza sindacale del Comune di Como per precisare che non ho rilasciato alcuna intervista e che l’articolo apparso sulla Provincia, si basa sull’audizione svoltasi lunedì 6 ottobre nell’ambito della Commissione consiliare I, ripresa dalla giornalista presente all’incontro – replica l’assessora al Personale di Palazzo Cernezzi Gisella Introzzi –. In tale circostanza non è stato esposto alcun programma di riorganizzazione del Comune di Como. Sono invece stati forniti dati e chiarimenti sulla situazione del personale: revisione della pianta organica, dinamica di cessazioni ed assunzioni, contenuto del piano occupazionale 2014 e suo stato di attuazione. Tutti provvedimenti che sono stati, a suo tempo, presentati e discussi con i sindacati. I progetti di razionalizzazione allo studio, che non hanno effetto sui dipendenti in servizio, saranno – come è sempre avvenuto e come è stato precisato anche nel corso della seduta di lunedì – oggetto, a tempo debito, di un confronto preliminare con le rappresentanze sindacali». [md, ecoinformazioni]

Video/ Marta risponde a Renzi: Non in mio nome

ilmanifestoJobs Act. Marta risponde a Matteo (Renzi). A fronte di una disoccupazione giovanile in costante aumento e a una precarietà dilagante, il governo chiede fiducia e una delega in bianco a Marta, precaria di 28 anni. Questa è la sua risposta. [Da Il manifesto]

 

9 ottobre/ The Life Electric/ In Biblioteca

libeskind-nottePresentazione pubblica dell’opera di Daniel Libeskind giovedì 9 ottobre alle 17.30 in Biblioteca in piazzetta Venosto Lucati 1 a Como.

 

«The Life Electric è un monumento in onore di Alessandro Volta. Sorgerà al centro del primo bacino del Lago di Como, posizionato nel tratto terminale tondo della diga foranea di fronte a Piazza Cavour. L’opera è dell’archistar Daniel Libeskind: pulita, lineare, profondamente contestualizzata all’ambiente. Alta circa 16.50 mt, ha la forma di due sinusoidi che si contrappongono e giocano reciprocamente tra curve e movimento – magnifica l’opera un comunicato del Comune di Como –. L’opera fonde gli elementi energetici e scientifici a quelli naturali. Crea un ideale terzo polo collocato tra il Faro di Brunate e il Tempio dei giardini pubblici. Entrambe le opere, non a caso, sono dedicate a Volta. Il monumento vivrà sui giochi di luce e trasparenza, in modo da incastonarsi coerentemente nello spazio circostante rispettando la profondità e i coni visivi compresi in tutto il primo bacino. I giochi di luce offriranno straordinari effetti ottici studiati perché siano tanto stupefacenti quanto delicati. Per questo la scelta è caduta su un’illuminazione a Led a variazione biodinamica, una soluzione rivoluzionaria per un monumento così importante oltre che ecocompatibile. Funzione del monumento sarà valorizzare il palcoscenico naturale del lago, delle montagne e della città, trasformando lo spazio in un allestimento architettonico e artistico».

«The Life Electric si ispira alla tensione elettrica tra due poli di una batteria, il grande dono di Volta all’umanità – ha dichiarato l’archistar Daniel Libeskind –. La forma dell’installazione trova cardine nella mia costante ricerca sulla rappresentazione architettonica dell’energia. L’opera congiunge gli elementi: luce, vento e acqua. Un’installazione, una gateway fisica e ideale aperta sul ventunesimo secolo».

«L’opera, che il celebre architetto Daniel Libeskind ha donato alla città e al Comune di Como, sarà realizzata dall’associazione Amici di Como – prosegue la nota –. L’amministrazione ha quindi avviato le procedure necessarie per consentire l’esecuzione dei lavori attraverso una sponsorizzazione. La conferenza di servizi che si è aperta martedì 23 settembre a Menaggio insieme a tutte le amministrazioni coinvolte, ha espresso il parere favorevole con le prescrizioni emerse nel parere favorevole della Soprintendenza, che riguardano la valutazione dei materiali e la valutazione di modelli reali per far meglio comprendere le dimensioni dell’opera. La compatibilità paesaggistica del monumento e la sua collocazione sono state valutate e approvate dalla conferenza».

Per maggiori informazioni e il progetto Internet www.comune.como.it. [md, ecoinformazioni]

Amo la mia città/ Libeskind senza alcun onere per la città

logointrozziAmo la mia città interviene sulla questione monumento di Daniel Libeskind ricordando che la ricchezza del volontariato e del civismo comasco non è solo quella espressa dagli Amici di Como. La lista definisce «una fantasiosa quanto fastidiosa fola» «le dichiarazioni ascoltate in questi giorni sulle ragioni che hanno ispirato l’architetto statunitense a ideare l’opera in omaggio ad Alessandro Volta» e chiede che la vicenda si concluda senza alcun onere per la città prevedendo che siano a carico dei “donatori” «le spese di manutenzione per un periodo di tempo sufficientemente esteso», che non ricada sul comune alcun  «onere di assicurazione contro i tanti imprevisti che minacciano una installazione complessa» e che venga fornita «una garanzia nell’eventualità di una necessaria rimozione del manufatto». Leggi il comunicato.

«A proposito del “monumento Libeskind” – La posizione di Amo la mia città (Amc). La crisi insegna che occorre sapere trasformare i rischi in opportunità. Ma le opportunità non attentamente valutate possono diventare rischi (paratie e Ticosa docent).

Como è una città ricca. Ricca di energie, di capacità creative, di slancio solidaristico. Decine e decine di associazioni sono lì a dimostrarlo, occupandosi di dare assistenza a chi è in situazione di difficoltà e disagio, di rendere la città più bella e pulita, di prendersi cura di anziani o bambini, di portare solidarietà fuori dai nostri confini.

La scelta di “Amici di Como” di operare per il bene della città si inserisce felicemente in questo contesto operoso. Rendere più bella la città, aiutare l’amministrazione nella realizzazione o il completamento di opere che – causa tagli nei trasferimenti statali, aggravati da complicazioni burocratiche che appesantiscono ogni iter – il Comune non riesce a sostenere autonomamente. Guardiamo certamente con gratitudine all’intervento che ha permesso la fruizione di parte del lungolago reso inagibile da imperdonabili errori di passate amministrazioni. Il dono della scultura di Daniel Libeskind è così l’ultima, in ordine di tempo, di realizzazioni significative per la città. Un progetto a favore di Como che ha lo stesso valore dell’impegno che altri cittadini manifestano con altre modalità, spesso in modo anonimo ma con altrettanta generosità.

È importante che questo dono, questo contributo al ben-essere della città avvenga in armonia con la città stessa, senza spingere a dannose forzature capaci solo di sollevare forti contrapposizioni. E l’amministrazione comunale non dovrebbe essere messa nella condizione di schierarsi a favore o contro l’installazione della scultura in uno dei luoghi più simbolici della città. A sostenere un cosiddetto fronte degli innovatori in contrapposizione a presunti conservatori.

Il giudizio sul valore artistico della scultura esula completamente da queste considerazioni e crediamo possa difficilmente essere ricondotto ad una valutazione unanime. Non è quindi su questo aspetto che vale la pena di soffermarsi, anche se le dichiarazioni ascoltate in questi giorni sulle ragioni che hanno ispirato l’architetto statunitense a ideare l’opera in omaggio ad Alessandro Volta, alla luce del progetto Gazprom di San Pietroburgo, suonano come una fantasiosa quanto fastidiosa fola.

Ora è indispensabile, per rispetto nei confronti dell’intera cittadinanza, che l’installazione della scultura – donata alla città – avvenga davvero e completamente in condizioni di totale gratuità. E che nessun onere, né presente né futuro, né diretto né indiretto, sia messo a carico della collettività.

Nessun onere di manutenzione per un periodo di tempo sufficientemente esteso, nessun onere di assicurazione contro i tanti imprevisti che minacciano una installazione complessa, una garanzia nell’eventualità di una necessaria rimozione del manufatto.

Pensiamo che queste siano le condizioni minime che debbano accompagnare l’impegno dei donatori nei confronti della città, affinché il loro gesto non prevarichi la cittadinanza che non ha avuto né il modo, né il tempo di valutarne le conseguenze». [Amo la mia città]

Riorganizzazione dipendenti Comune di Como, contrari i sindacati

facciatapalazzocernezzi«Nel merito – scrivono in una lettera aperta Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl e la rappresentanza sindacale –  non capiamo la scelta di eliminare le categorie basse, come se fossero lavoratori di serie B; non condividiamo la scelta di puntare solo su alcune fasce senza aver chiarito quale sia il progetto che sostiene tale decisione. Sicuramente non ci rasserena il discorso di eliminazione delle stesse coniugato con il termine “razionalizzazione” per quanto riguarda la refezione scolastica. Per ulteriori considerazioni attendiamo di essere urgentemente convocati e che ci venga fornita la proposta»

Scrivono i sindacati: « Scriviamo una lettera aperta sulla riorganizzazione del Comune di Como poichè l’assessora Introzzi, che si era impegnata formalmente a confrontarsi con la rappresentanza sindacale prima di rendere nota la riorganizzazione, ha, invece, scelto di comunicare ai giornali ciò che intende fare.
Questo atteggiamento non rappresenta sicuramente un passo distensivo nelle difficili relazioni tra Introzzi, sindacati e dipendenti comunali: non ascoltare cosa hanno da dire i Rappresentanti dei lavoratori significa assumere delle decisioni verticistiche, elaborate solo concettualmente senza tenere conto dei suggerimenti di chi lavora quotidianamente per offrire servizi alla cittadinanza.
Nel merito: non capiamo la scelta di eliminare le categorie basse -come se fossero lavoratori di serie B -, le quali costituiscono un tassello importante per la macchina comunale; non condividiamo la scelta di puntare solo su alcune fasce senza aver chiarito quale sia il progetto che sostiene tale decisione. Sicuramente non ci rasserena il discorso di eliminazione delle stesse coniugato con il termine “razionalizzazione” per quanto riguarda la refezione scolastica.
La rappresentanza sindacale ricorda che, ad oggi, il costo complessivo del buono pasto per il Comune di Como è inferiore a quanto c’è sul mercato provinciale e che, per un’ottimizzazione del servizio, chiede da tempo incontri per confrontarsi sulla proposta di accorpamento dei punti cottura, questa sì una vera razionalizzazione, non ottenibile, sicuramente, con l’esternalizzazione del servizio che ci vede totalmente contrari.
Per ulteriori considerazioni attendiamo di essere urgentemente convocati e che ci venga fornita la proposta». [aq, ecoinformazioni]

E’ nato il presidio di Libera a Cantù

libera__Nel pomeriggio di sabato 11 ottobre, all’oratorio di via Matteotti a Cantù, a seguito di un percorso intrapreso da circa due anni, si è ufficialmente costituito il presidio Libera Cantù, dedicato a Gianluca Congiusta e Lollò Cartisano due vittime di mafia calabresi, di cui i ragazzi del canturino conobbero i famigliari. La giornata di sabato si è poi conclusa con la testimonianza di Mario Congiusta, padre di Gianluca e con un aperitivo con i prodotti di Libera Terra.

Scuole al Gloria per Comizi d’amore

comizi d'amore2Circa duecento studenti delle scuole medie superiori di Como e provincia, hanno partecipato nella mattinata di mercoledì 8 ottobre, all’iniziativa dedicata principalmente agli istituti di istruzione superiore della rassegna su Pier Paolo Pasolini Una disperata vitalità. Presenti il liceo classico Volta e l’istituto Da Vinci-Riapamonti di Como ed il liceo scientifico G. Terragni di Olgiate Comasco. Gli studenti hanno assistito alla proiezione del videomaggio Cinema in forma di mito. Miti e mitologie nel cinema di Pasolini presentato dall’autore Mario Bianchi e successivamente alla proiezione del film-documentario Comizi D’amore di Pasolini introdotto dalla professoressa Nora Calzolaio. Prima del termine, è interventuto anche Roberto Villa, fotografo ed esperto di comunicazione che lavorò con Pasolini sul set del film Il fiore delle mille e una notte. La rassegna Una disperata vitalità è parte del progetto L’Albero del cinema di Arci Xanadù, ecoinformazioni ed Associazione i Lunedì del cinema realizzato con il contributo di Regione Lombardia. [Jlenia Luraschi, ecoinformazioni]

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