Giorno: 28 Maggio 2015

Eletto il direttivo/ Nuove persone per I bambini di Ornella

bambini di ornellaCon la presenza di Severino Proserpio, il fondatore, oggi presidente dell’associazione sorella Les enfants de Ornella, in Italia per dare ulteriore slancio all’attività e sviluppare la più completa informazione sulle attività sempre crescenti in Senegal, si è svolta il 28 maggio nella sede nel Centro civico di Sagnino l’assemblea de I bambini di Ornella per il rinnovo del direttivo. Sono stati eletti all’unanimità Angelo Boehm, Cesare Bottai, Marino Maspes, Ettore Onano, Elena Torriero. Revisora dei conti Francesca Lillia con Antonio Arduini, Roberto Frangi.

Ma anche le persone che hanno sostenuto nel direttivo uscente l’associazione si sono impegnate a collaborare con i nuovi dirigenti in particolare nei settori del coordinamento del ruolo dei volontari e delle volontarie, per sviluppare ulteriori iniziative di raccolta fondi e in ogni altra attività dell’associazione. Significativa anche la disponibilità offerte da Claudia Cannizzzaro, Adriano Sampietro e Manuela Bartezaghi di collaborare all’associazione impegnandosi in particolare nello sviluppo di progetti che possano essere finanziate da bandi di vario genere. Nei prossimi giorni il Consiglio direttivo eleggerà il presidente, ma il prossimo appuntamento è ludico: una cena tutti insieme vecchi e nuovi dirigenti dell’associazione alla Cooperativa di Albate il 3 giugno.

Foto e video/ La vera scuola: una piazza rossa di libri del cuore

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Oltre centocinquanta persone hanno raccolto l’invito a manifestare in modo creativo contro il ddl del governo sulla scuola: abbigliate in rosso, al centro di piazza San Fedele a Como, hanno letto a voce alta brani dai “libri del cuore”. Gettonatissima la Costituzione con commenti e analisi, ma non mancavano romanzi, poesie, saggi, filosofie e fantasie: nel concerto di voci diverse si riconoscevano a tratti Shakespeare e Calvino, ma si vedevano anche Heisenberg, Wilbur Smith e Dan Brown. Una metafora plurale della scuola pubblica.

Guarda on line sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video del flash mob. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

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30 maggio/ Italia Cuba incontra Las Tunas

italia-cuba-COPCon un comunicato stampa l’associazione Italia Cuba invita a partecipare alla giornata d’incontro con la delegazione della regione cubana di Las Tunas, in arrivo sabato 30 maggio nel capoluogo lariano.

«Sabato 30 maggio sarà in visita a Como, ospite del Circolo di Como dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba in collaborazione con il Coordinamento Regionale Lombardo, una delegazione cubana di delegati della Provincia di Las Tunas, rappresentata da Nay Caballero Hernandez, delegato ICAP, Nuris Francisca Cantallops Borrego, direttrice scuola Vocacion de Arte, Dalgis Roman Aguilera, presentatrice di Tunasvision, e Istvan Ojeda Bello, giornalista del Periodico 26.

In mattinata la delegazione porterà una corona al Monumento alla Resistenza Europea con la presenza di esponenti dell’amministrazione comunale, per poi partecipare verso le ore 16.00 e  presso il salone A.Bertolio, via Lissi 6, Rebbio/Como, all’incontro pubblico “CUBA OGGI – Presente e futuro della Rivoluzione Cubana”, moderato da Gildo Caimi, Segretario del Coordinamento Regionale Lombardo dell’Associazione.

L’Associazione Nazionale di Amicizia Italia Cuba nasce nel 1961 per sviluppare l’amicizia e la solidarietà con il popolo cubano, dal 1997 i Circoli lombardi dell’Associazione sono gemellati con la provincia di Las Tunas, regione da dove proviene la delegazione e con la quale si è costruito un legame di amicizia, scambio culturale, solidarietà. Negli anni sono stati realizzati molti interventi e diversi di questi hanno visto il Circolo di Como partecipare attivamente. Le campagne di solidarietà del Circolo si sono concretizzate con numerose iniziative, quali l’Invio di attrezzature, materiale sanitario e medicine presso ospedali e centri di assistenza, la siistemazione e ristrutturazione di reparti presso ospedali e centri medici, la ricostruzione di scuole, centri per l’infanzia e per disabili, l’Interventi presso comunità rurali e l’invio di container con quaderni, giocattoli, materiale per l’igiene personale.

Il Circolo di Como inoltre, in collaborazione con la S.P.T. S.p.A locale, ha inviato complessivamente 17 autobus per il trasporto pubblico e nel corso degli anni alcuni meccanici ed elettrauto volontari, iscritti al Circolo, si sono recati all’azienda trasporti di Las Tunas per fare manutenzione e aggiornare il personale locale.

Tutti i progetti sono stati realizzati grazie al lavoro volontario dei nostri associati e a fondi raccolti attraverso le quote associative, l’organizzazione e la partecipazione a eventi quali mostre, spettacoli e feste»[Roberto Borin, segretario del circolo “Vilma Espin” di Como – Associazione Italia Cuba]

 

Cartellonistica per Libeskind

libeskindLa conferenza di servizi dà parere favorevole con prescrizioni.

 

«Si è svolta questa mattina [giovedì 28 maggio] all’Autorità di bacino del Lario la conferenza di servizi per l’acquisizione dei pareri relativi alla posa di cartellonistica e alla proiezione di immagini legate al monumento Life Electric – spiega il Comune di Como –. La richiesta di Amici di Como è stata accolta ma con prescrizioni: le proiezioni su teli dovranno essere sostituite da una proiezione di foto/simulazioni del monumento che dovranno essere in scala reale; la cartellonistica, invece, dovrà essere posata ai giardini pubblici non in fronte al lago per preservarne la vista ma sul limite delle strutture di cantiere esistenti». [md, ecoinformazioni]

No alla tangenziale di Fecchio e alla Canturina Bis!

piazza garibaldi cantùCosì gli ambientalisti del Circolo Ilraia Alpi prendono posizione contro le due nuove arterie stradali: «Comprometterebbero le ultime zone verdi di Cantù».

 

Il Circolo ambientalista, che festeggia i 25 anni di attività, prende posizione contro: «I progetti delle nuove strade – previste dal PUT (Piano urbano del traffico) del Comune di Cantù – poiché avrebbero un pesante impatto ambientale».

«La tangenziale di Fecchio e la Tangenziale sud, detta Canturina Bis, se realizzate, cementificherebbero alcune tra le ultime aree verdi di Cantù, città già oggi pesantemente urbanizzata – dichiara Roberto Fumagalli, presidente del Circolo ambiente –. Infatti le nuove strade andrebbero a compromettere alcuni ettari di aree agricole che oggi garantiscono la connessione ecologica con il costituendo Parco regionale della Brughiera Briantea».

Recisamente: «Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” chiede all’Amministrazione comunale di Cantù di cancellare definitivamente le nuove strade previste dal Put, in particolare la tangenziale di Fecchio e la Canturina Bis, andando invece a preservare tutte le aree verdi rimaste». [md, ecoinformazioni]

Vanitas vs Veritas

chia san pietro in atrioSandro Chia lavori su carta, a cura di Salvatore Marsiglione, nell’ex chiesa di S. Pietro in Atrio, in via Odescalchi 3 a Como, organizza MAG con il patrocinio e il sostegno del Comune di Como, con il patrocinio di Padiglione Italia Expo Milano 2015, SistemaComo 2015, Canto della Terra, Como Culture Capital 2015, Associazione archivio Luigi Russolo, inaugurazione venerdì 29 maggio alle 18, aperta fino al 28 giugno tutti i giorni dalle 10.30 alle 19.30, martedì, giovedì e sabato fino alle 23.

 

«La mostra concepita appositamente per i magici spazi della ex chiesa di San Pietro in Atrio a Como, si caratterizza per un allestimento esclusivamente con solo opere su carta, due grandi opere con un forte impatto e 30 di dimensioni più ridotte, ma della medesima forza e surreale immaginazione, il tutto ha una linea concettuale unica, dove ogni opera è un tassello di una grande istallazione – spiega il curatore –. Come nella sua personalità, anche nelle sue opere, Sandro Chia non si prende troppo sul serio, anzi con una dose marcata d’ironia, spiega l’uomo e le sue emozioni rivisitando il quotidiano attraverso pittura e filosofia, passato e presente, inserendo parte di se in ogni dipinto. Tutte insieme vogliono gridare al mondo il desiderio di verità sulla pittura con un espresso e dichiarato equilibrio con l’estetica. Il dualismo tra i soggetti classicheggianti e le figure ironiche, tra il colore acceso e la materia che appiattita si espande quasi a sembrare non dipinta».

Per informazioni 328.7521463, e-mail info@marsiglioneartsgallery.com, Internet www.magcomo.it. [md, ecoinformazioni]

Riorganizzazione degli uffici a Palazzo Cernezzi

comunecomoLa Giunta Lucini cambia l’organigramma del Comune di Como e la valutazione dei dirigenti.

 

«Razionalizzazione della struttura attraverso l’eliminazione delle attuali aree e accorpamento per aree tematiche dei settori; spostamento di competenze ed eliminazione di duplicazioni; creazione di quattro settori trasversali all’intera struttura direttamente funzionali al segretario generale (“Organizzazione, Programmazione e Controlli”, “Affari generali” “Gestioni economico-finanziarie” e “Sistemi Informativi, Controllo di gestione e Commercio”) che ne rafforzano la funzione di coordinamento; attribuzione di funzioni dirigenziali al segretario generale nel settore dell’organizzazione, ossia del personale, della programmazione e dei controlli di legge previsti sugli atti e in materia di trasparenza e anti-corruzione» questo è quanto si propone il centrosinistra alla guida di Palazzo Cernezzi.

La Giunta Lucini ha approvato la nuova organizzazione della macchina comunale che entrerà in vigore con il prossimo primo giugno.

«L’ente deve garantire una maggiore efficienza e allo stesso tempo i cittadini devono sapere con più chiarezza chi fa cosa nell’erogazione dei servizi – afferma l’assessora alle Risorse umane e all’organizzazione Savina Marelli –. La macchina comunale deve orientarsi verso una maggiore efficienza ed efficacia, rafforzando la capacità di mobilitare le competenze che ci sono e il fare squadra per il raggiungimento degli obiettivi. Per fare solo due esempi le ordinanze ai sensi del Codice della strada d’ora in poi saranno in capo ad un unico soggetto che sarà la Polizia locale e per quanto riguarda l’occupazione di suolo pubblico, le richieste legate a motivi commerciali, quindi per bar, ristoranti e negozi, faranno capo al Suap, mentre tutte le altre richieste saranno gestite dalla Polizia locale».

Nello specifico: «Nell’ambito della riorganizzazione alcuni settori sono stati accorpati ad altri e ad esempio, il settore Politiche giovanili sarà accorpato ai servizi scolastici e alla partecipazione; l’arredo urbano alle reti, strade ed acque; la lotta all’evasione passa sotto le Gestioni economiche e finanziarie; le opportunità di finanziamento saranno gestite dagli Affari generali; il Suap passa sotto l’urbanistica; le concessioni cimiteriali saranno gestite dal Patrimonio».

Cambia anche la valutazione dei dirigenti.

«L’obiettivo è stato rendere il sistema di valutazione più pulito, più semplice e più lineare – prosegue Marelli –. Ogni dirigente avrà una potenziale indennità di risultato di partenza, che sarà diversa in relazione alla maggiore o minore complessità e/ strategicità degli obiettivi che gli vengono affidati; ci sarà una differenziazione tra misurazione e valutazione degli obiettivi; viene tolto l’aumento e il decremento sul punteggio finale che finora era in capo al sindaco che sarà assegnato al Nucleo di valutazione; non tutto il fondo stanziato per le indennità di risultato sarà assegnato ai dirigenti ma lo sarà solo sulla base dei risultati ottenuti. In particolare l’indennità di risultato sarà maggiormente e più chiaramente legata al raggiungimento degli obiettivi e ai comportamenti organizzativi dei dirigenti. Questo nuovo sistema porterà, infine, anche a definire più chiaramente gli obiettivi e le prestazioni richieste al dirigente anche in termini di management e di miglioramento dell’attività ordinaria, tenendo presente che il fine ultimo è migliorare i servizi al territorio e alla collettività». [md, ecoinformazioni]

Statuto Provincia/ Baruffini: «I comuni avranno tutto il tempo che vorranno per esaminare lo statuto

Copia_di_BARUFFINI_2.jpg_1517388527Il consigliere provinciale Mirko Baruffini ribadisce così la posizione espressa ieri dalla Presidente Maria Rita Livio in risposta al recente intervento di alcuni amministratori locali di area PD sul nuovo documento in fase di approvazione.

«Le proposte emerse in questi giorni – spiega Baruffini – sono utili e saranno oggetto di confronto nelle assemblee dei Sindaci, già programmate dalla Presidente per il 10 e il 18 giugno”. Di tutt’ altro tenore, invece, secondo Baruffini, l’intervento del consigliere provinciale Domiziana Giola: «Ancora una volta – prosegue Baruffini – la segretaria dell’ex consigliere regionale Gianluca Rinaldin, invece di dare un contributo costruttivo all’attività istituzionale, manipola fatti e situazioni inventandosi una polemichetta al giorno per ritagliarsi un briciolo di visibilità mediatica». E ribadisce: «I Comuni avranno tutti il tempo che vorranno per esaminare il nuovo Statuto della Provincia e le loro eventuali osservazioni saranno tenute in debita considerazione». [aq, ecoinformazioni]

Saladino/ La scuola vera interessa poco

saladinoBruno Saladino, insegnante figlio d’arte, preside per decenni, esponente dell’Altra Europa, sicuramente non renziano, non si allinea all’opinione delle sinistre concordi contro il ddl della “buona” scuola. Il suo punto di vista parte dall’esperienza e invita a evitare semplificazioni che vorrebbero addossare ai dirigenti ogni responsabilità e a sfuggire il tema della valutazione del lavoro dei docenti.

«Lo scontro violento che si è acceso nel Paese sulla figura del Preside mi è parso da subito del tutto ingiustificato, fuorviante, riduttivo e strumentale. Per certi versi persino volgare (Preside sceriffo, gerarca, faraone….).
Da anni mi chiedo quando i nostri governanti, le nostre forze politiche, i nostri sindacati cominceranno a occuparsi di quello che avviene dentro la scuola, dentro le aule che ogni mattina, alle otto, ospitano docenti e discenti. Mi sono ormai convinto che della scuola vera  interessa davvero poco…. salvo agli utenti e alle loro famiglie giusto nel periodo del loro transito nell’istituzione. Faccio qualche esempio: il centenario modello 5+3+5 alla base del sistema formativo nazionale non regge più di fronte alle urgenze poste dalla modernità. Sul 5+3 iniziale si dovrebbe  lavorare per allineare la scuola italiana a quella dei Paesi più avanzati. E poi ancora: quali discipline insegnare, quali rivisitare, quali introdurre? Come insegnarle? Non possiamo delegare questi temi alle riviste socio-psico-pedagogiche; se ne deve fare carico l’intera comunità nazionale perché ne va del suo futuro…. Ancora: il mantra dell’oggettività (ovvero gli auspicati criteri oggettivi da adottare per le assunzioni, per le valutazioni, per l’attribuzione del merito …) potrà in eterno opporsi a qualunque tentativo di “misurazione” delle prestazioni, degli standard, dei risultati conseguiti, del merito?  È questa un’oggettività che mi piace definire paralizzante: chi valuta il valutatore? e chi valuta il valutatore del valutatore? e chi valuta il valutatore del…. All’infinito… fino allo Spirito Santo. Salvo l’obiezione di qualche purista che anche sullo Spirito Santo ha qualcosa da ridire.
Ridurre il tema scuola ai “poteri” che la riforma attribuirebbe al Preside è davvero mortificante. Anche perché questi poteri sono enfatizzati e distorti dalla demagogia elettorale. Solo chi non conosce la scuola può ipotizzare che una collegialità di tipo assembleare potrebbe farla funzionare. Oggi stiamo parlando dell’introduzione di una timida, a mio avviso insufficiente, quota di managerialità nella gestione di un Istituto. Ma anche su questo che Dio ci salvi! Ancora una volta vecchi e logori slogan hanno il sopravvento. Una semplificazione mediatica prevale su qualsiasi tentativo di discussione critica. E negli indicatori internazionali continuiamo ad essere tra gli ultimi.
Tutta colpa dei Presidi. [Bruno Saladino per ecoinformazioni]

Licata e Maietta/ Perché la scuola di Renzi non è buona ed è ideologica

flcAbbiamo chiesto a Giacomo Licata e Rosaria Maietta, rispettivamente segretario uscente e nuova segretaria della Flc della Cgil di Como, di riassume le motivazioni, nel merito delle questioni riguardanti la scuola, che rendono inaccettabile l’attuale proposta del governo già approvata alla Camera e ora al vaglio del Senato.

«Non ci appassionano le battaglie ideologiche. Non ci interessano le dietrologie. Troviamo sbagliato utilizzare strumentalmente la discussione accesa sulla scuola per dichiarare guerra al governo. Il dibattito nazionale sulla scuola merita rispetto, merita l’attenzione e la partecipazione di tutti gli attori coinvolti e l’auspicio è che lo scontro duro tra le lavoratrici e i lavoratori della conoscenza, l’atteggiamento rigido e autoritario del governo, generi comunque una stagione di interesse pubblico per il tema centrale dell’istruzione e della formazione pubblica.

Perdonerete questo preambolo, lo riteniamo necessario perché vorremmo che le riflessioni e le contestazioni al disegno di legge venissero considerate nel merito, senza che vi siano affibbiate valutazioni generate dalla polemica politica.

Il Ddl  non ci convince per ragioni che si vogliono qui sinteticamente analizzare.

Autonomia, Valutazione, Merito. Questi tre concetti vengono utilizzati dalla propaganda filo-governativa per costruire la narrazione attorno al DdL “La buona scuola”. E come si fa a contestare questi tre assi strategici! Potremmo ritrovarci d’accordo nell’individuazione dei tre obiettivi da raggiungere, tuttavia le ragioni della nostra contestazione si affermano sulle modalità con cui questi obiettivi si vogliono perseguire.

L’autonomia scolastica è affrontata nell’art. 2 del DDL e, grazie al lavoro delle commissioni e alle proposte portate dalle organizzazioni sindacali durante le audizioni parlamentari, si è riusciti, in questo unico caso, a migliorare sensibilmente la proposta del governo che ha scambiato l’autonomia scolastica con l’autonomia decisionale del Dirigente scolastico.

Bene l’articolazione in merito all’introduzione dell’organico dell’autonomia funzionale alle esigenze didattiche, organizzative e progettuali delle istituzioni scolastiche come emergenti dal piano triennale dell’offerta formativa. Tuttavia, riteniamo si debba sviluppare e sostenere (cosa non fatta in questi ultimi 15 anni) l’impianto previsto dal Regolamento dell’autonomia (DPR 275/99), ovvero che:

– il Consiglio (con la presenza di tutte le componenti) detta gli indirizzi;

–  il Collegio elabora il Pof per gli aspetti didattici e tecnico professionali;

–  il dirigente scolastico partecipa a entrambi gli organismi e può orientare/influenzare le decisioni;

–  il Consiglio di istituto “adotta” il Pof valutando solo lo scostamento fra indirizzi dettati e Pof elaborato, ma non intervenendo sulle scelte didattiche.

Invece con l’attuale formulazione dell’art. 3 del DdL si declassa la didattica che viene subordinata all’organizzazione, perché le scelte del Collegio Docenti vengono subordinate sia al dirigente scolastico che al Consiglio di Istituto (anche in materia didattica, che è il cuore dell’autonomia).

Sul piano organizzativo, lo spostamento del baricentro sul Consiglio d’Istituto, lungi dal rinforzare la partecipazione della componente genitoriale e docente, in realtà lascia le cose come stanno: per dare voce a genitori e studenti occorre rendere possibile la formazione di organismi che abbiano la facoltà di esprimere pareri obbligatori e vincolanti sul percorso di costruzione del Pof.

Per quanto riguarda i temi della Valutazione e del Merito occorre realizzare un’operazione verità. Il testo del DDL, affronta le due questioni esclusivamente negli articoli 9 e 13. Quello che colpisce è che, dopo decenni di dibattito sulla costruzione di un sistema di valorizzazione professionale e premialità si decide di liquidare questi due importanti temi delegando alla figura del dirigente scolastico ogni scelta. Vengono assegnati al DS nuovi poteri che sostanzialmente gli consentirebbero di scegliere i docenti funzionali all’organico dell’autonomia e di distribuire risorse economiche a un numero residuo di personale (200 milioni di euro da suddividere per le 10 mila istituzioni scolastiche del territorio nazionale).

Siamo di fronte a conseguenze che rischiano di compromettere tutele e diritti fondamentali. Per portare avanti l’offerta formativa della singola istituzione scolastica si vuole affermare il principio che ogni scuola, a dire il vero ogni preside, debba poter scegliere il docente (più capace? più Idoneo? più Adeguato? più asservito).

“Basta graduatorie e punteggi” affermano alcuni renziani straripanti di boria e tracotanza! Ora, il principio sarebbe anche affascinante. Tuttavia occorre necessariamente costruire levelli di intermediazione che prevedano la salvaguardia di diritti fondamentali (ad esempio la legge 104 finalizzata all’assistenza al disabile). O forse si vuole rendere la scuola pubblica un luogo neutro e impermeabile a diritti previsti da norme superiori ed estesi a tutti i lavoratori? Ci preoccupa l’approccio semplicistico, per certi aspetti ideologico, con cui il testo del disegno di legge affronta il tema della mobilità professionale.

E, ovviamente, non possiamo non stigmatizzare la totale assenza di previsione di una fase negoziale relativamente alla mobilità. Oggi il tema della mobilità è squisitamente contrattuale. Si vuole renderlo discrezionale e gestito unilateralmente dall’amministrazione per il tramite del dirigente scolastico.

Per non parlare della cosiddetta premialità. Ancora in questa occasione, con l’articolo 13 (Valorizzazione del merito del personale docente) si delega al preside la facoltà di decidere a chi distribuire il premio ,che consisterebbe comunque in una cifra non superiore alle 20 mila euro per istituzione scolastiche e che al netto delle tasse significherebbero poco più di 10 mila euro.

Anche in questo caso l’approccio è stato ideologico e demagogico. “Mai più fannulloni e assenteisti” oppure “Premi ai più meritevoli” affermano, grondanti di orgoglio, gli esperti governativi. Peccato che lo scenario che si prospetta preveda pochi soldi per pochi eletti e il fannullone prenderà lo stesso stipendio del 95% del personale che non avrà accesso al premio individuale.

La libertà d’insegnamento ed il lavoro docente ne saranno pesantemente condizionati. n questo modo è destinata a deperire la dimensione cooperativa, collegiale e non competitiva del lavoro docente, che è la forza della nostra scuola.

Il Ddl mortifica l’autonomia professionale dei docenti perché la valorizzazione viene ridotta ad un premio erogato da un dirigente che diventa autorità salariale (caso unico nel lavoro pubblico e anche nel privato). Il salario è materia contrattuale e non deve essere trattata in un Ddl. Non è sufficiente e probabilmente rischia di avere conseguenze peggiorative proporre un Comitato di valutazione con genitori e studenti.

Le materie attinenti al rapporto di lavoro (salario, formazione, orario, premialità) debbono essere trattate in sede negoziale. Questa richiesta è stata avanzata a gran voce dai lavoratori e non è stata accolta.

In merito alle stabilizzazioni dei precari, giudichiamo insufficiente e inadeguato il piano assunzioni previsto dal governo perché non fornisce risposte a tutti i precari aventi titolo (quindi iscritti Gae, abilitati Pas, Tfa della seconda fascia, idonei del concorso, laureati in scienze della formazione primaria): coloro che in questi anni hanno garantito il funzionamento delle scuole, hanno conseguito costosi titoli di abilitazione tramite percorsi istituiti dallo stesso Miur e hanno più di 36 mesi di servizio. Devono essere stabilizzati a tempo indeterminato prima di bandire un nuovo concorso. Su questo serve un decreto legge urgente.

Vogliamo un confronto e un dialogo vero, crediamo che molte delle materie trattate dal Ddl vadano ricondotte dentro la loro cornice naturale, il Contratto nazionale. Le nostre proteste non sono un rigurgito conservatore, denotano invece la nostra voglia di partecipazione e codeterminazione alla ricostruzione della Scuola pubblica». [Giacomo Licata e Rosaria Maietta, Cgil Como]

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