Mese: Luglio 2015

Power yoga al Bassone

poweryogaQuando, ormai due anni fa, studiavo per ottenere l’abilitazione all’insegnamento dello yoga, un giorno la mia insegnante disse, a noi aspiranti “maestri” seduti intorno in cerchio, con tutte le trepidazioni del caso: «Non importa che qui impariate i nomi di ogni posizione in sanscrito. Ma il valore della vostra presenza e la capacità di dare, sì. Chissà, una volta divenuti insegnanti, dove andrete a condividere questa esperienza: in uno studio di yoga o in una palestra, molto probabilmente; ma forse anche in una scuola, in un ospedale; o in un carcere». (altro…)

L’Anac ha dato il parere sulle paratie

facciatapalazzocernezzi«A conclusione dell’istruttoria dell’Autorità nazionale anti-corruzione avviata sul cantiere del lungolago è pervenuta oggi [lunedì 27 liglio] la comunicazione sulle risultanze – annuncia stringatamente il Comune di Como –. Da una prima lettura emergono rilievi critici sulla progettazione originaria e sulle conseguenti soluzioni giuridico-amministrative prospettate dalla perizia di variante. Nel corso delle prossime ore, gli uffici dovranno approfondire i contenuti del documento e mercoledì il sindaco incontrerà la stampa».

Arcisate-Stabio ripartono i lavori

Manca però ancora la delibera del Cipe.

In un sopralluogo al cantiere arcisate-stabio, assessore alla Mobilità e alle infrastrutture di Regione Lombardia, assieme al presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo, la consigliere Francesca Attilia Brianza e sindaci e rappresentanti del territorio, ha espresso: «Soddisfazione da parte della Regione per l’impegno assunto dal Governo riguardo alla ripresa dei lavori del collegamento ferroviario transfrontaliero Arcisate-Stabio».

Ha aggiunto però che: «Siamo in attesa della pubblicazione da parte del Cipe, della delibera assunta dal Governo, per dare il via ai lavori conclusivi dopo che il nuovo affidamento è stato reso operativo».

Con l’affidamento su potranno rimuovere i terreni con arsenico, che hanno portato al blocco dei lavori della tratta italiana, mentre quella svizzera è pienamente operativa per il piccolo tratto di ferrovia che permetterebbe di implementare i collegamenti fra Varese e Como su ferrovia e del Canton Ticino con l’aeroporto di Malpensa. Per quanto riguarda l’arsenico il terreno verrà stoccato alla cava Femar a Viggiù e in un sito a Arcisate.

Precisamente: «Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo raccordo ferroviario a doppio binario tra le linee ferroviarie Varese-Porto Ceresio (Italia) e Stabio-Mendrisio (Svizzera) e raddoppio, con abbassamento del piano del ferro a circa – 8 metri, della tratta ferroviaria Arcisate-Induno Olona. Nello specifico, nel territorio italiano si prevede la realizzazione di 8,42 km di nuova linea comprensivi di 3,5 in trincea profonda, 2 in galleria e 0,5 in viadotto. Prevista l’eliminazione di tutti i passaggi a livello, la realizzazione di una fermata di una nuova fermata al confine italo-svizzero, lato italiano (Gaggiolo) e la creazione di parcheggi di interscambio in prossimità delle stazioni e delle fermate».

«Va ricordato che Rfi, titolare dell’appalto, il 16 dicembre scorso, dopo l’annuncio della rescissione del contratto con la ditta appaltatrice ICS Salini, aveva presentato un cronoprogramma che prevedeva entro luglio 2015 la ripresa dei lavori – precisa una nota della Regione –. L’impegno è stato mantenuto e la ditta cui è stato affidato il nuovo appalto dei lavori, la Salcef, che ha lavorato anche per lo sviluppo della rete ferroviaria regionale con la Saronno-Seregno, dovrebbe avviare i lavori a breve».

«Siamo in attesa di questo ultimo passaggio da parte del Cipe, per avviare a compimento l’opera – termina Sorte –. Regione Lombardia ha fatto la sua parte, con una specifica attenzione verso i residenti. L’opera finalmente può essere completata e sarà pronta nel 2017». [md, ecoinformazioni]

CO Vadis

co vadisUna App per trovare parcheggio negli autosili di Como.

Dal 24 luglio è attiva: «CO Vadis una App gratuita [che gioca con l’assonanza col fortunato romanzo di Sinkiewicz] per conoscere in tempo reale la disponibilità di posto nei sette principali autosili cittadini. La App si può già scaricare dagli store di Android, IOs e Windows Phone e a breve sarà disponibile anche dallo store Apple. Per scaricarla è sufficiente cercarla nello store del proprio smartphone oppure seguire il link riportato sul sito di Shopincomo, il Distretto urbano del commercio di Como (shopincomo.comune.como.it)».

«Una volta lanciata, sarà sufficiente selezionare la struttura più congeniale per attivare il navigatore Gps che guiderà quindi al parcheggio – si precisa –: se durante il tragitto i posti cominciassero a scarseggiare, la stessa App ne darà avviso e proporrà di selezionare un altro autosilo. Una volta giunti a destinazione, si può infine scegliere come continuare: Co Vadis contiene, infatti, anche i riferimenti delle stazioni del bike sharing oltre ai collegamenti agli orari e alle tratte dei principali mezzi di trasporto pubblici».

«Co Vadis, tra le poche nel suo genere create e messe a disposizione da una pubblica amministrazione – viene sottolineato –, è una App innovativa sviluppata dal Comune di Como insieme al Politecnico di Milano ed è stata cofinanziata da Regione Lombardia nell’ambito del programma di intervento Como nel cuore d’Europa (con l’Europa nel cuore)». [md, ecoinformazioni]

Yarn: Thread or Story. Il racconto della bellezza made in Como

Yarn 3Mostra alle Serre di Villa del Grumello a Como, in via per Cernobbio 11, promossa da comON Creativity Sharing con il supporto di Unindustria Como, inaugurazione martedì 28 luglio alle 18 con la performance The thread of the story. Le fil de l’histoire. El hilo de la historia. Der thread der Geschichte della Compagnia Varco di Emergenza, aperta da martedì a domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 14 alle 18, chiusa il lunedì, fino al 3 settembre.

L’esposizione: «Si propone come una sorta di dietro le quinte del mondo tessile comasco per svelare risvolti e aneddoti che spesso sono sconosciuti ai più: dai personaggi famosi che hanno indossato tessuti made in Como in occasioni particolari, Yarn 2ai grandi stilisti che li hanno trasformati in abiti da sogno, senza tralasciare alcuni interessanti aspetti legati anche alla tecnologia».

«I tessuti e gli accessori sono messi a disposizione da sette importanti aziende tessili comasche, (Canepa SpA, Effepierre SpA, Girani SpA, Ratti SpA, Seride srl, Taroni SpA, Luigi Verga SpA), per raccontare la storia di chi li ha progettati, realizzati e indossati – spiegano gli organizzatori –. Come il tessuto jacquard di Effepierre, indossato da Michelle Obama, o un foulard creato da Ratti per Versace che è stato utilizzato anche per uno dei volumi della sua collana “Vanitas”. E Yarn 4ancora un disegno di Tessitura Verga stampato e dipinto a mano, inserito nella collezione di Dries Van Noten (e diventato un altro abito indossato da Michelle Obama), campioni di tessuto di Ratti degli anni ’80-’90 per Ferrè e Dior, un disegno stampato da Seride per Antonio Marras e Nicole Miller, un doppio raso di seta pura prodotto da Taroni e utilizzato per sfilate di Balenciaga e Dior (in mostra anche una poltrona rivestita da questo eccezionale tessuto), e un disegno molto complesso realizzato da Girani con un processo manuale per Stella McCartney».

Per informazioni Internet www.comon-co.it. [md, ecoinformazioni]

Approvato il Bilancio

8 COMOCOMUNENel cuore della notte dopo una maratona estenuante di settimane è stato approvato il Bilancio di previsione 2015 di Palazzo Cernezzi.

Si è conclusa con la ormai tradizionale oltranza alla fine di un percorso infinito ed estenuante di continue assemblee l’approvazione del Bilancio di previsione per il 2015 del Comune di Como nella notte fra giovedì 23 e venerdì 24 luglio.

Un passaggio che arriva al termine di un consolidato gioco delle parti, con la consueta opposizione, e ostruzionismo, delle minoranze che si sono congiunte, con emendamenti e ordini del giorno, in una battaglia, persa ai voti, comune contro il rifacimento di piazza Volta e via Garibaldi.

Infatti per l’opposizione è inconcepibile l’investimento di 700mila euro per il rifacimento della parte occidentale della Ztl allargata, «la piazza è già a posto» ha affermato Laura Bordoli, Ncd, «uno sperpero ignobile» ha rincarato Marco Butti, Gruppo misto. Un investimento necessario per «implementare, per migliorare la nostra città – la replica del sindaco Mario Lucini, che precisa – piazza Volta viene toccata per una superficie inferiore al 10 per cento, la riqualificazione è per l’area attorno, con un arredo omogeneo e adeguato di tutto comparto, per una accentuazione dell’impronta turistica della città». «Sono contento che abbiate tenuto duro sulle piazze – ha detto Francesco Scopelliti, Ncd – è un autogol per la vostra maggioranza», «sembra che l’unico obiettivo sia piazza Volta, come se ne potesse dipendere il futuro della maggioranza» ha aggiunto Butti. Qualche critica è arrivata anche dai banchi della maggioranza. Per Eva Cariboni, Amo la mia città, all’interno di un buon bilancio che è riuscito a contenere i tagli e mantenere un occhio di riguardo al sociale l’intervento rimane: «Un grosso neo, non prioritario».

Alla fine del dibattito, dopo una decina di sedute è servita un’oltranza, voluta dalla maggioranza, per arrivare al voto sulla delibera alle 3 e 30 del mattino. Scontata la contrarietà dell’opposizione la delibera è passata con i voti della maggioranza. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Como capitale della cultura/ percorso per la seconda fase

Convocato all’ultimo momento, l’incontro (poi riconfigurato come conferenza stampa) di presentazione delle iniziative legate alla preparazione del dossier finale dei candidatura di Como a Capitale italiana della Cultura 2016-2017 si è svolto in Municipio a Como nella mattinata di giovedì 23 luglio 2015.

Fare il resoconto della presentazione è al tempo stesso facile e complicato, per questo mi sembra opportuno dividere il racconto in due parti distinte: la prima dedicata ai contenuti specifici dell’incontro; la seconda dedicata a tutti gli aspetti in discussione, detti e anche taciuti.

 

  1. I prossimi passi per la candidatura

“Un incontro aperto a tutti gli operatori culturali del territorio il prossimo 29 agosto e una serata aperta alla città all’indomani della presentazione del dossier, il 15 settembre. E ancora una pagina Facebook a sostegno della candidatura e un sito (www.comocapitaledellacultura.it) con uno spazio aperto alle proposte”. È questo, in sintesi, il percorso che i responsabili della presentazione della candidatura di Como si sono dati per la seconda fase della competizione. “Una proposta sfidante” ha detto il sindaco Mario Lucini in apertura, con una forte esigenza di condivisione.

L’“idea progettuale che si intende realizzare”, si legge sempre nel riassunto distribuito ai partecipanti all’incontro, ha per titolo “Estro armonico: le stagioni del lago”, inopinatamente ispirato dall’omonima raccolta di concerti di Vivaldi, e si propone “come l’occasione di creare un vero e proprio modello che renda la cultura protagonista dello sviluppo economico, realizzando così un vero e proprio Distretto Culturale”. Mauro Frangi, presidente di Fondazione Volta, che nel percorso ha “il compito di coordinare gli aspetti operativi della candidatura”, ha aggiunto che l’obiettivo è quello di costruire un sistema culturale più integrato, in modo da valorizzare le positive esperienze fin qui fatte.

Come procedura di partecipazione per le associazioni e le singole persone è stata presentata una “scheda” di suggerimenti e proposte che chiunque potrà compilare e sottoporre agli organizzatori tramite il sito disponibile da oggi. Come ha detto l’assessore alla Cultura, Luigi Cavadini, quanto più le proposte saranno dettagliate, tanto meglio si potrà valutarle ed eventualmente includerle nel programma (lunghezza massima della spiegazione: 500 caratteri).

L’obiettivo finale è ovviamente quello di costruire un dossier (60 cartelle in tutto) che possa vincere la competizione. La candidatura della città di Como a Capitale italiana della Cultura è sostenuta e condivisa dai Comuni di Cernobbio e Brunate, dall’Amministrazione Provinciale di Como e dalla Camera di Commercio di Como.

 

  1. Intorno alla candidatura: detto e non detto

Riassunto nei suoi contenuti essenziali, il percorso verso la seconda fase della competizione sembra assodato, ma il lavoro da fare sarebbe molto e non è chiaro esattamente quale siano gli obiettivi: mettere insieme un calendario di eventi, più o meno coordinati? oppure fare qualcosa di più? e chi precisamente ha in mano le leve decisionali?

Poiché l’incontro/conferenza stampa non è stato “rituale”, ma uno scambio franco – e a volte anche ruvido – di opinioni e giudizi contrastanti, qualche elemento aggiuntivo è possibile fornirlo.

Il tavolo delle decisioni politiche è ovviamente centrato sul Comune di Como (il ruolo dei due Comuni “sostenitori”, Cernobbio e Brunate, appare sinceramente assai subordinato; l’Amministrazione Provinciale viene da tutti considerata ormai una pura parvenza istituzionale; d’altronde la Camera di Commercio che pure viene continuamente associata ai promotori della candidatura sembra essere poco considerata); il braccio organizzativo è Fondazione Volta; ma il vero significato di questa operatività “oscilla” a seconda dei momenti e delle risposte, e se a volte sembra ridotto a mera “esecutività”, altre si espande fino a comprendere le decisioni nel merito.  Del resto, è il presidente di Fondazione Volta a dire in modo chiaro che in questa fase l’obiettivo è “vincere la competizione”, tutto il resto verrà poi, e quel che è stato prima va messo da parte; a questo scopo non è nemmeno fuori luogo un po’ di “riserbo” sulle vere idee alla base del progetto (non si possono mica scoprire tutte le proprie carte?!).

Il tempo che resta davanti è poco e – nonostante le reiterate affermazioni che comunque vada la competizione, questo processo è ormai avviato e porterà comunque degli effetti positivi – dalla presentazione del primo dossier ad oggi ben poco è stato fatto, anche e soprattutto nella direzione del coinvolgimento della città e delle associazioni. Su questo processo è lecito in effetti nutrire qualche dubbio. Nessuna “consultazione” è stata avviata, nessuna verifica operativa. Il tanto sbandierato “processo partecipativo”, se si limita a scheda da compilare on-line, appare poco più che un simulacro di se stesso. Il rischio è quello che ci si accontenti di poche “eccellenze” ormai date per scontate. L’appello a fare squadra rischia in questo modo di essere puramente formale: il tipo e le modalità di gioco sembrano decisioni già prese.

C’è poca chiarezza anche sulla questione delle “strutture” a cui pure il bando ministeriale annette molta importanza. A una mia domanda precisa in questo senso, l’assessore Cavadini ha risposto riproponendo i nomi del Politeama e dell’ex Casa del Fascio. Se è questo che si intende con un rafforzamento delle strutture culturali della città, sarebbe più onesto ammettere che l’intenzione è quella di rimandare tutto alle calende greche: tempi e costi di una ristrutturazione del Politeama sono fuori di qualsiasi ipotesi praticabile (anche astraendo dall’assoluta incertezza sulla sua possibile destinazione: anche a questo potrebbe servire la partecipazione, cioè a sondare esigenze e bisogni e ipotesi progettuali); mentre il recupero dell’ex Casa del Fascio a una migliore fruibilità è un problema annoso, che non si è ancora riusciti a sbrogliare e che comunque avrebbe un impatto probabilmente marginale sulla “quotidianità” culturale cittadina.

C’è  altrettanta poca chiarezza sulla sostenibilità economica delle varie iniziative, e del progetto in generale: “il milione” di euro promesso dal bando (ma è solo un ipotetico tetto massimo) non serve certo a risolvere i molti problemi sul tappeto, mentre ipotesi alternative e complementari faticano a farsi strada (nemmeno le esplicite domande in questo senso sono riuscite ad acquisire elementi utili).

Se l’appuntamento per la verifica (reale e non solo virtuale) con la città è fissato il 29 agosto è evidente che non c’è nessun interesse ad aprire un confronto vero.

Su tutto aleggia l’invito a “guardare avanti”, a “non perdersi in polemiche” (che ovviamente sono sempre “sterili”) sul passato, a “cogliere un’occasione” che si è resa disponibile.

Il rischio, però, è quello che una flebile speranza nasconda i reali problemi della città e della sua cultura.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

 

Una delegazione a Tokamachi

facciatapalazzocernezziPer i 40 anni di gemellaggio con la città giapponese Palazzo Cernezzi invia una delegazione in Giappone. A ottobre i rappresentanti del sol levante sul Lario.

«Nell’anno dei festeggiamenti per i 40 anni del gemellaggio tra Como e la città di Tokamachi, venerdì 24 luglio una delegazione ufficiale partirà dal Lario alla volta del Giappone – annuncia il Comune di Como –. La delegazione è composta dal presidente del Consiglio comunale Stefano Legnani, dalla consigliera Laura Bordoli, dalla consigliera Eva Cariboni, dal vicepresidente dell’associazione Famiglia comasca Adriano Giudici. Insieme a loro anche Laura Clerici, la bambina che negli anni Settanta scrisse una lettera al sindaco di Tokamachi, dopo essere rimasta colpita da un articolo di giornale che parlava della volontà di attivare il gemellaggio e Akiko Izawa , presidente dell’associazione cittadina Miciscirube e aiuto interprete».

«Fino al 28 luglio la delegazione, che rientrerà il 31 luglio, sarà a Tokamachi e quindi si sposterà poi a Tokyo – spiega la nota –. A Tokamachi i rappresentanti presenzieranno all’inaugurazione della triennale d’arte The Echigo-Tsumari ed il 27 luglio è prevista una cerimonia per festeggiare l’anniversario del gemellaggio. I rappresentanti della municipalità di Tokamachi saranno ospiti di Como in ottobre».

«Il legame nacque a inizio degli anni Settanta: le due città erano accomunate da un’importante tradizione tessile e il 27 febbraio 1975 i due sindaci dell’epoca Antonio Spallino e Yoshikazu Kasuga firmarono il patto di gemellaggio – ricorda Palazzo Cernezzi –. Nel corso degli anni molte delegazioni hanno reciprocamente fatto visita alle due città e il legame si è rafforzato coinvolgendo sempre più soggetti in vari ambiti: economico, commerciale, culturale, educativo, artistico e sportivo». [md, ecoinformazioni]

Gestore unico del servizio idrico integrato (Sii).

acquaMartedì 21 luglio il Consiglio provinciale comasco all’unanimità: «Ha ratificato la proposta, già approvata nella seduta del 9 luglio scorso dalla Conferenza dei Comuni dell’Ambito territoriale ottimale (Ato) con 84 voti favorevoli su 84 Comuni presenti al voto».

«Il Gestore unico della Provincia di Como è previsto che sia Como acqua srl, società in house dei Comuni e dalla Provincia, totalmente pubblica. Il periodo previsto per la convenzione è di 20 anni – annuncia Villa Saporiti –. Sempre nella seduta del 21 luglio in Consiglio provinciale ha approvato all’unanimità la proposta di Piano tariffario del servizio idrico intergrato e il Piano di convergenza tariffaria acquedotto domestico, anche questi approvati nella seduta del 9 luglio scorso dalla Conferenza dei Comuni dell’Ato con 74 voti favorevoli su 87 Comuni votanti».

«L’obiettivo è quello di raggiungere all’allineamento, attraverso un percorso graduale di eventuali aumenti, a un un’unica tariffa per tutti i Comuni della Provincia entro il 2019 – si precisa –. In particolare, per le utenze domestiche dei residenti si parla di 0,516 per l’acquedotto (10,425 per la quota fissa), 0,142 per le fognature (7,818 per la quota fissa) e 0,412 per la depurazione (7,818 per la quota fissa)».

La tariffe saranno comunque aggiornate di anno in anno le previsioni e, «in un’ottica di agevolazione e di sostegno alle attività produttive e a nuclei familiari in condizioni socio-economiche disagiate, varranno valutati in seguito possibili sconti per i grandi consumatori industriali e tariffe sociali».

Le tariffe e gli adeguamenti sono disponibili in Internet www.ato.como.it. [md, ecoinformazioni]

Approvato lo schema di donazione dell’opera di Libeskind

Libeskind01Mercoledì 22 luglio la Giunta Lucini ha approvato: «Lo schema di donazione della scultura Life Electric di Daniel Libeskind». «Il via libera all’accettazione della donazione è un passaggio obbligato che consente ora di procedere con la posa del monumento» spiega Palazzo Cernezzi.

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