Diritti/ La Giunta di Como vara il Testamento biologico

testamentobiologicoL’assessore alla Legalità Marcello Iantorno può a ragione dichiarsi soddisfatto. Finalmente qualcosa si muove per i diritti al Comune di Como con un documento che l’assessore giudica «dal forte valore simbolico». Sembra certa l’approvazione  del Consiglio comunale che già aveva approvato una mozione presentata dal consigliere del M5s Luca Ceruti. Del “Fine vita” e dei diritti a esso connessi si parlerà il 3 marzo dalle 15 alle 18 in Biblioteca a Como nel convegno Eutanasia, suicidio assistito e trattamenti di fine vita: deontologia professionale e eventuali profili di responsabilità.

«Su proposta dell’assessore Marcello Iantorno, la giunta comunale di Como del 2 marzo ha approvato una proposta di delibera relativa al testamento biologico. Il provvedimento, che sarà sottoposto all’esame del consiglio comunale – e che fa seguito ad una mozione del consiglio stesso – prevede l’approvazione del regolamento per l’istituzione del registro delle dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari (Dat).La Dichiarazione Anticipata di Trattamento è un documento strettamente personale con il quale una persona capace di intendere e volere esprime anticipatamente la propria volontà in merito ai trattamenti sanitari e medici che intende – oppure non intende – accettare nel momento in cui dovesse trovarsi in condizioni tali da non potere autonomamente manifestare il proprio volere circa l’applicazione di tali trattamenti alla sua persona. Il Registro, che non è pubblico, sarà riservato ai cittadini residenti nel Comune di Como. Il contenuto del testamento biologico non sarà rivelato ma i firmatari mediante un’autodichiarazione indicheranno il notaio o il fiduciario o il depositario della Dat. Il Regolamento è composto da 6 articoli che regolano l’istituzione del registro, i soggetti abilitati alla registrazione, le modalità di iscrizione, le modalità di tenuta del registro, la cancellazione dal registro e la modifica della dichiarazione ed infine le modalità di accesso al registro. “In assenza di una specifica previsione legislativa – sottolinea l’assessore Iantorno – tale proposta ha un valore puramente simbolico ma forte e si fonda sulla volontà di offrire una risposta ad una diffusa domanda sociale di poter dare un rilievo esterno alle manifestazioni di volontà dei cittadini.Diversi comuni italiani, sia pure in forme diverse, hanno istituito il registro anche come invito e sollecitazione al Parlamento per legiferare nel rispetto dei principi della nostra Costituzione, principi in vari casi già applicati dai giudici”». [Dal Notiziario comunale]

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