Mese: Novembre 2019

Video / A-Change Feltre: l’esperienza di Miledù e Apicoltura solidale, con …..un versetto del Corano

Il racconto dell’esperienza di Miledù e Apicoltura solidale è stato molto apprezzato, e ha ricevuto un regalo prezioso, una pubblicazione di Giovanni Canova dedicata a api e miele in terra d’Arabia, della quale vi proponiamo un breve estratto:

Ape e miele hanno sempre goduto di una importanza particolare presso gli arabi, come ci testimoniano le fonti antiche. anche il Corano ne fa menzione, in un capitolo che prende nome proprio dall’ape (Cor.16, versetti 68-69).

E il signore rivelò all’ape “Fatti case nei nei monti e negli alberi, e in quel che costruiscono gli uomini. Mangia di tutti i frutti e percorri sommessa le vie che il Signore ti indica”. Dal ventre suo esce variopinta bevanda che guarisce gli uomini. Certo questo è un segno per gente che sa meditare.

24 novembre/ Issiamo le vele per dire no alla violenza sulle donne

Per la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne Annje Bonnje organizza il 24 Una giornata di vela per le donne, un percorso dove la vela si unisce alla storia dell’arte e dell’architettura del luogo, un’occasione per condividere una giornata importante e prendere un po’ di confidenza con la navigazione.

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25 novembre/ Vive e libere contro ogni violenza

«Lunedì 25 novembre 2019, Giornata internazionale contro la violenza
maschile sulle donne, faremo sentire la nostra voce. Dalle ore 7 alle ore 8 a Como saremo davanti ad alcune scuole superiori (Setificio, Teresa Ciceri, Caio Plinio II) per interviste volanti alle e agli studenti. Dalle ore 17.15 alle ore 19 vi sarà una presenza su alcuni bus cittadini per dare lettura di dati sulla violenza, di testimonianze e di una poesia dedicata a tutte le donne. Appuntamento alle ore 17 a Porta Torre per definire gruppi e bus. Chi vorrà essere con noi è la benvenuta ed il benvenuto!» [8 marzo a Como in rete con Non una di meno]

La rivolta Zapatista (e relativo caffè) a Lurago d’Erba

Giovedì 21 novembre la sala consiliare del Comune di Lurago d’Erba ha ospitato la penultima serata della rassegna storico-culturale “La Storia Siamo Noi”, avente per oggetto la sollevazione Zapatista del gennaio 1994, “una rivolta fuori dagli schemi”. Questa volta, a margine della serata era stata allestita una postazione di degustazione e vendita di caffè “zapatista”, a cura della torrefazione artigianale autogestita Malatesta di Galbiate, dove i presenti hanno potuto degustare e acquistare caffè provenienti dai territori zapatisti del Chiapas, contribuendo a sostenere le comunità locali.

Dopo la presentazione di Giovanni Molteni e l’introduzione del moderatore Federico Brugnani, ha preso la parola il relatore Roberto Cammarata, ricercatore e docente di filosofia politica all’università Statale di Milano, nonché presidente del consiglio comunale di Brescia.

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Cammarata con l’ausilio di filmati originali, prima di entrare nel vivo della sollevazione zapatista, come doverosa premessa ha dato alcuni cenni relativi alla rivoluzione messicana degli anni ’10 del secolo scorso di Pancho Villa ed Emiliano Zapata. Ha poi efficacemente illustrato il differente approccio indio al rapporto con la “madre terra” rispetto al pensiero occidentale, un approccio che ribalta il rapporto di proprietà, non la terra appartenente all’uomo ma l’uomo appartenente alla terra; approccio questo che influenza lo stesso Zapata, il cui obiettivo non è prendere il potere, ma redistribuire le terre. E proprio il filo che lega le promesse di redistribuzione della terra della rivoluzione del 1910 con la riforma agraria mai realizzata, ha condotto 80 anni dopo al levantamiento zapatista che in breve, grazie anche all’escamotage dell’uso del passamontagna a coprire il volto degli insorti, è diventata la rivolta di tutti gli oppressi e le vittime di ingiustizie; per dirla col subcomandante Marcos, la rivolta del gay a S. Francisco, del palestinese in Israele, della donna sola in metropolitana alle dieci di sera, e via dicendo. Grazie al passamontagna, Marcos diviene uguale agli altri, e contemporaneamente rivendica il diritto alle differenze mettendo in atto una rivolta che, pur partendo da basi apparentemente utopistiche, ha saputo reinventare se stessa fino a portare i propri protagonisti col volto coperto all’interno del parlamento di Città del Messico dopo una lunga marcia, e a ottenere la Dichiarazione dei diritti delle popolazioni indigene da parte delle Nazioni Unite.

Il successivo intervento di Jacopo della Torrefazione Malatesta, imperniato sulla descrizione del suo recente viaggio in Chiapas e anche esso supportato da documentazione fotografica, ha in parte smorzato l’ottimismo per questi risultati conseguiti, descrivendo le contromosse attuate recentemente dal potere centrale (direttamente o per mano di paramilitari) per attenuare le conquiste ottenute col levantamiento.

Insomma, una sollevazione basata su premesse più che giuste e che rispetto ad altre ha saputo adottare modalità di lotta più efficaci (a partire dal non essere rivoluzione volta a sovvertire il potere impadronendosene e sostituendolo con un contropotere, bensì ribellione tesa a rivendicare diritti e riconoscimento soprattutto culturale all’interno di un ordine costituito), ma che non per questo è immune dalle spinte reazionarie tese a ripristinare il contesto precedente.

Dopo alcuni interventi da parte del pubblico presente, la serata si è conclusa davanti alla postazione allestita dalla Torrefazione zapatista, il cui caffè è andato letteralmente a ruba. (f.b. ecoinformazioni)

Torna Arcigay a vent’anni dalla prima manifestazione lgbt

Arcigay Como sVolta Arcobaleno Aps è un’associazione di promozione sociale che si impegna a creare le condizioni per il benessere, la piena realizzazione e la piena visibilità di ogni persona gay, lesbica, bisessuale, trans e intersessuale combattendo il pregiudizio, le discriminazioni e la violenza in ogni loro forma.

Opera per la costruzione di una società laica e democratica in cui le libertà individuali e i diritti umani e civili siano riconosciuti, promossi e garantiti senza discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale, l’identità di genere e ogni altra condizione personale e sociale e in cui la personalità di ogni individuo possa realizzarsi in un contesto di pace e di sereno rapporto con l’ambiente sociale e naturale.

A vent’anni dalla prima manifestazione lgbt comasca, riapre una sede Arcigay a Como. Lo ha stabilito all’unanimità il consiglio nazionale di Arcigay, riunitosi a Bologna nello scorso weekend. In precedenza il territorio era gestito dal comitato territoriale di Varese. La sede di Arcigay Como sVolta Arcobaleno sarà presso l’Arci di via Lissi. “Lavoreremo affinché la comunità Lgbti+ comasca possa vivere in una società più libera e giusta. A vantaggio di tutte e di tutti.” – dichiara Stefano Marinetti, presidente di Arcigay Como. Il consiglio direttivo dell’associazione è composto da Cristina Di Giovanni, Anna Borrini, Federico Grammatica, Anthony Piccolo, Valentina Cervo, Beatriz Travieso e Jake Jansen Magarro. [DN]

24 novembre/ Oltre lo sguardo 2019/ L’affido

Domenica 24 novembre Como Rebbio -Voci di Donne nella Sala Associazione Lissi, via Ennodio 10 verrà proiettato il film L’affido per la rassegna di Oltre lo sguardo. Entrata con tessera di Oltre lo sguardo  valida tutte le 66 proiezioni del ciclo al prezzo di 5 euro.

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Dal 22 al 24 novembre/ Festa de l’unità d’autunno/ Pd di como

Da venerdì 22 a domenica 24 novembre a Olgiate Comasco ci saranno tre giorni di incontri, dibattiti, buona musica e ottima gastronomia per la Festa de l’Unità d’autunno del Partito democratico della provincia di Como. Si terranno da venerdì 22 a domenica 24 novembre 2019, nel centro sportivo Pineta, in via Sterlocchi, a Olgiate Comasco, organizzati dal Circolo Dino Veronelli e dalla Federazione provinciale Pd.

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22 novembre/ I ghicciai stanno scompranedo a Inverigo con Roberto Sergio Azzoni

Riscaldamento globale, cambio climatico, riduzione dei ghiacciai, inquinamento atmosferico: sono questi alcuni degli argomenti che verranno trattati all’interno della rassegna Il Pianeta sta bruciando!, organizzata dal Circolo Ambiente Ilaria Alpi, col patrocinio dei comuni di Lurago d’Erba e Inverigo.

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23 novembre/ Bergamo/ Anche l’Arci e Csf contro il golpe in Bolivia

Presidio contro il golpe in Bolivia sabato 23 novembre alle 16
davanti al Municipio di Bergamo in piazza Matteotti. «Esprimiamo ferma condanna del colpo di stato che si è realizzato in questi giorni in Bolivia, che si è concretizzato attraverso i pronunciamenti della polizia ed esercito a seguito di fiumi di violenza scatenati dall’estrema destra con pretesti strumentali di presunti brogli nelle elezioni del 20 ottobre che hanno confermato al primo turno Evo Morales presidente.

Le violenze e il processo golpista, evidentemente preordinati già da lunga data, non si sono fermati nemmeno alla richiesta dell’Osa, accettata da Morales, di indire nuove elezioni.Malgrado le dimissioni di Morales, le destre proseguono con le violenze caratterizzate platealmente in senso razzista, nei confronti di membri del governo, autorità, esponenti sostenitori del partito “MAS” comprese popolazioni indigene contadine, che sono 3/4 della popolazione boliviana.
La destra si è impadronita degli organi istituzionali calpestando qualsiasi parvenza di legalità e rispetto degli ordinamenti del Paese.
Questo avviene mentre una campagna di disinformazione internazionale giustifica il colpo di stato ordito sotto la regia degli Usa, secondo un copione messo in scena già più volte e in vari modi in America Latina per stroncare i processi democratici e di cambiamento.
Anche fra gli osservatori meno benevoli nei confronti dell’esperienza del “MAS” viene rilevato che la crisi politica in Bolivia giunge dopo tredici anni di straordinario progresso sociale, civile ed economico (quasi il 5% di crescita annua) che non ha precedenti sia nella storia della Bolivia e sia nel mondo attuale.
Ciò non è bastato evidentemente alla oligarchia boliviana la quale non è più disposta a tollerare le politiche di redistribuzione della ricchezza, di promozione sociale nei confronti delle categorie più povere nonché l’emancipazione delle popolazioni indigene contadine dopo secoli di emarginazione ed oppressione.
D’altro canto l’imperialismo Usa e la finanza internazionale, pur di mettere le mani sulle ricchezze minerarie della Bolivia, divenute strategiche e per colpire la ripresa dei movimenti democratici e sociali in America Latina (Ecuador, Cile, Argentina, Brasile etc..), nella loro strategia di dominio hanno scelto un’altra volta di fare affidamento sulla violenza e sulle componenti più reazionarie e screditate, quasi a dimostrare che – anche a livello mondiale – siamo all’incompatibilità drastica tra neoliberismo da una parte e democrazia dall’altra.
Quello che è in gioco è il futuro della Bolivia, ma anche il futuro di tutti noi.
Chiamiamo pertanto ad una mobilitazione esprimendo il pieno sostegno al legittimo Presidente Evo Morales, chiedendo il rispetto dei risultati elettorali e diffidando i colpisti ed i loro complici a interrompere òe azioni di violenza e repressione contro la POPOLAZIONE INDIGENA e CONTADINA.
Per tutte queste ragioni noi cittadini boliviani residenti a Bergamo, promuovono un presidio da tenersi sabato 23 novembre, a partire dalle ore 16, davanti al Municipio piazza Matteotti 3 a Bergamo.
Invitiamo a tutte le organizzazioni politiche, sociali, culturali e religiose italiane ed straniere a esprimere solidarietà sostenendo attivamente questa giornata di mobilitazioni, contro il COLPO di STATO e la repressione contro i movimenti sociali e politici progressisti».

Promuovono: gli attivisti boliviani del MAS IPSP ITALIA Bergamo.
Aderiscono: ARCI-Bergamo; Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi) – Bergamo, Sinistra Italiana – Bergamo; Rifondazione Comunista – Lombardia e Bergamo; Potere Al Popolo- Nazionale e Bergamo; Sindacato Generale di Base; Unione Sindacale di Base – Lombardia e Bergamo; lista civica “Sinistra per un’Altra Seriate”; Unione Inquilini Bergamo; Comitato Antisfratti-Diritto alla Casa-Brescia; lista civica “Bergamo in Comune”, Carc – Bergamo, Centro Sociale “28 Maggio” (Rovato),Como Senza Frontiere.

Video / Terre di frontiera – il lavoro oltre confine

Il terzo appuntamento del progetto GenerAZIONI@ComUnità con gli studenti del Liceo Terragni di Olgiate è stato dedicato ad un aspetto molto importante della storia economica e sociale del territorio: il frontalierato. 50 studenti e studentesse – molto attenti e coinvolti – hanno ascoltato l’introduzione storica di Fabio Cani, presidente di Arci ecoinformazioni, ed i contributi “sul campo” di Giuseppe Augurusa, responsabile nazionale dei lavoratori frontalieri CGIL, e Roberto Cattaneo, volontario di Ada e responsabile provinciale dei lavoratori frontalieri Uil. I video integrali della conferenza

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