La lingua dell’isola

image002L’intervento di Antonia Barone e Gianpaolo Rosso che apre l’edizione 2009 de Le pagine arcobaleno.

Una delle caratteristiche che dà il segno della reale innovazione introdotta da L’isola che c’è nella cultura e nella politica lariana sta nell’evidente corto circuito tra due speranze apparentemente antitetiche che, invece, contemporaneamente segnano l’attività dell’associazione.
Da un lato la volontà di sviluppare un legame forte con la terra, con l’agricoltura locale per realizzare quella filiera corta capace di garantire il ripristino di un positivo e fecondo rapporto di amicizia e stima tra produttori e consumatori. Dall’altro la capacità di promuovere una filiera molto più lunga, in grado di metterci in relazione con persone e prodotti di ogni parte del mondo, quella del Commercio equo e solidale.
Così le zucchine prodotte in Brianza parlano la stessa lingua dei tappeti del Marocco. È la lingua della simpatia e della solidarietà nella quale ogni parola serve a comunicare, non rozzamente a esprimere semplicemente la propria identità presuntuosamente ritenuta migliore di altre.
Lo stesso linguaggio è quello che abbiamo parlato tutti insieme, ciascuno con la propria arricchente peculiarità, sabato 5 settembre a Cernobbio al forum di Sbilanciamoci! dal titolo significativo Uscire dalla crisi con un nuovo modello di sviluppo. L’impresa di un’economia diversa, che si è svolto contemporaneamente al seminario Ambrosetti dove i grandi dell’economia, pur affondando nel pantano della crisi da loro creata, hanno continuato a ripetere le loro altisonanti e arroganti certezze.
Noi abbiamo scelto la lingua de L’isola con la quale cerchiamo di scrivere ogni anno le Pagine arcobaleno. In questa lingua, la stessa del Pensare globalmente, agire localmente, c’è anche il futuro.
Il tempo giusto per immaginare un pianeta Terra popolato ovunque da persone sobriamente felici.

No ai bavagli, sì alla Pace

colombaL’associazione PeaceLink di volontariato dell’informazione ( www.peacelink.it ) e il portale satirico “Mamma!” (www.mamma.am) hanno lanciato la campagna di mobilitazione spontanea “No ai bavagli, si’ alla pace”, invitando i cittadini a realizzare azioni nonviolente contro la disinformazione e le guerre.

“No ai bavagli, si’ alla pace” e’ una campagna per l’invito dei cittadini all’azione diretta contro la disinformazione e la propaganda che condizionano la vita delle persone, e spesso la espongono a gravi pericoli.
E’ una campagna che non ha un centro di organizzazione, e si propone unicamente di raccogliere e dare visibilità a tutte le iniziative di gruppi e singole persone che decideranno di attivarsi su questi temi, “manifestandosi” anche in assenza di un assembramento di piazza.
IL TESTO DELL’APPELLO
I bavagli non ci piacciono nemmeno quando sono tinti col nero del lutto, travestiti con una finta pieta’ che pretende il silenzio, mentre altre vite umane sono stroncate proprio dal silenzio sulle guerre, dalla propaganda che ha imbavagliato ogni dissenso, dall’informazione con l’elmetto ormai completamente “embedded” nei ranghi militari, funzionale alle strategie di pochi e non alla cultura di tutti.
E’ per questo che noi continueremo a manifestare e a manifestarci, anche senza raggruppare milioni di persone in piazza. Siamo cittadini liberi senza potere per guidare le folle, e anche se lo avessimo non vogliamo essere i leader di nessuno. 
Ci limitiamo a dire che sabato 19 settembre e’ importante fare qualcosa, qualsiasi cosa, per chiedere a gran voce un paese dove l’informazione sia talmente libera da prevenire le guerre future raccontando con onestà quali sono gli interessi nascosti dietro quelle passate e presenti.
Lanciamo un invito a tutte le persone che vogliono reagire: riunitevi nelle biblioteche di quartiere per declamare poesie contro la guerra, stendete bandiere di pace ai balconi, tappezzate le scuole con foto di guerra censurate dalla stampa perbenista, occupate i consigli comunali chiedendo ai vostri rappresentanti un dibattito pubblico sulla partecipazione italiana a guerre di aggressione, presentatevi nelle redazioni dei quotidiani e delle Tv locali con materiali pacifisti chiedendo che vengano trasmessi per rispetto di tutti i soldati vivi che potrebbero morire domani, portate le chitarre davanti alle sedi della Rai e suonate tutto il repertorio di Bob Dylan, armatevi di telecamere e fate domande su queste guerre ai politici di qualunque ordine e grado, suonate il campanello del vostro vicino guerrafondaio e regalategli un libro di Gandhi, insomma inventatevi qualcosa con creatività e libertà, anche se non ci sono leader o grandi organizzazioni a guidare la vostra protesta.
Oggi piu’ che mai, il destino di tante persone dipende dalla nostra capacità di reagire. Senza capi. Con fantasia. Con la forza nonviolenta della verità. Con l’impegno di tutti e il cuore di ciascuno.
E’ per questo che il prossimo 19 settembre, e anche nei giorni a venire, ci impegniamo pubblicamente per difendere con tutti i mezzi a nostra disposizione l’informazione libera che e’ il miglior antidoto a tutte le guerre.
Un gruppo di liberi cittadini e associazioni.
 
PER ADESIONI:
http://www.mamma.am/nobavagli

Pace e informazione insieme

paceLa Tavola della Pace con il documento “Morte a Kabul. Le espressioni di cordoglio, di solidarietà e di vicinanza non bastano più” afferma che «è giunto il tempo di cambiare strada. Pace e informazione sono due beni fondamentali a rischio».

A seguito della strage di Kabul, Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace ha diffuso la seguente riflessione: «Mi unisco al dolore dei familiari dei soldati italiani e di tutti i civili innocenti uccisi oggi a Kabul. Non sappiamo ancora quanti sono. Di molti non sapremo mai neanche il nome. Sappiamo solo che i loro corpi sono stati dilaniati da una bomba nel centro della capitale dell’Afghanistan. L’ennesima bomba per l’ennesima strage. Seduto davanti alla tastiera del mio computer sento che nessuna parola, nessuna espressione riesce a dire quello che i miei occhi esprimono con le lacrime. E chiudendo gli occhi, vedo chi, proprio in questo momento sta piangendo, con disperazione, i corpi straziati dei propri cari.
Ma non è che l’ennesima volta. E allora sento che le espressioni di cordoglio, di solidarietà e di vicinanza non bastano più. E mi domando: Come possiamo tollerare che queste cose accadano? Come possiamo fingere di non sapere che queste stragi in Afghanistan, sono cosa di tutti i giorni? Che questa storia continua da ben otto anni senza aver risolto uno solo dei problemi che pretendeva di risolvere?
Il dolore che oggi unisce tanti italiani ci deve spingere a fare qualcosa per fermare e non per continuare a combattere questa guerra.
Il dibattito non può essere, ancora una volta, sulle iniziative da assumere per aumentare la sicurezza dei nostri soldati ma sulle iniziative che dobbiamo assumere per mettere fine a questa guerra e per aumentare la sicurezza degli afghani. Invece di continuare con i bombardamenti dei Tornado che fanno stragi di civili innocenti, forse è giunto il tempo di cambiare strada.
La società civile italiana e la Tavola della pace hanno avanzato da tempo precise proposte sia ai responsabili della politica che al mondo dell’informazione. Ma il silenzio è assordante.
È tempo che anche in Italia, come accade negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, si discuta in modo chiaro e aperto su quello che l’Italia e gli altri paesi della coalizione stanno facendo in Afghanistan. È tempo che si faccia un bilancio serio e rigoroso degli otto anni di guerra che ci stanno alle spalle e del disastro che hanno provocato. È tempo che si discuta cosa l’Italia deve fare per aiutare gli afgani ad uscire da questa trappola mortale. Lo deve fare immediatamente il Parlamento. Lo deve fare la politica. Ma lo deve fare anche l’informazione e la Rai, servizio pubblico, che non ha mai organizzato un solo serio dibattito per aiutare gli italiani a capire cosa è accaduto, cosa sta succedendo e come si può fare per evitare di continuare a piangere inutilmente.
Anche per questo avremmo partecipato alla manifestazione per la libertà d’informazione del 19 settembre e ora rinviata per la strage di Kabul. Perché pace e informazione sono due beni fondamentali a rischio. Perché la pace si nutre di un’informazione e di una comunicazione libera, attenta al bene comune, vicina ai diritti e bisogni della persona e rispettosa della sua dignità. Perché senza un’informazione di pace non c’è neanche una politica di pace. La manifestazione di Roma per la libertà d’informazione che verrà presto riconvocata [fissata per il 3 ottobre n.d.r.] dovrà ricordarlo a tutti».

Rinviata la mobilitazione del 19 settembre

servenonservaIn accordo con la decisione della Federazione nazionale della stampa che ha rinviato la manifestazione di sabato 19 settembre a Roma, anche la mobilitazione programmata a Como è rinviata.

Il Comitato promotore mobilitazione in difesa della libertà di stampa, in accordo con la decisione presa dall’Fnsi di rimandare di qualche settimana la manifestazione di sabato 19 settembre per esprimere lutto e rispetto delle vittime dell’attentato a Kabul ed evitare strumentalizzazioni, comunica che l’iniziativa comasca La stampa serve, non serva è rimandata alla data che sarà scelta per la manifestazione nazionale.

Continua la raccolta di adesioni.
Per aderire a titolo personale o in rappresentanza di un’organizzazione vai sul sito http://www.ecoinformazioni.it o invia una e-mail a ecoinformazioni@tin.it
info: 338.6004019

Comitato promotore mobilitazione in difesa della libertà di stampa

Adesione di Battè e Berra del Cdr de La Provincia di Como

Aderiamo volentieri a una mobilitaservenonservazione per la difesa della libertà di stampa.

Un bene prezioso di cui ci si ricorda, giustamente,  in questi giorni, dopo che è stato messo a repentaglio dai pesanti attacchi di chi ricopre incarichi istituzionali,  ma che a nostro parere andrebbe maggiormente considerato, e difeso, nella quotidianità del lavoro delle redazioni, da tempo costrette a fare i conti con un depauperamento di risorse umane, e una precarizzazione dei contratti, che rischiano di rendere i giornalisti più deboli e potenzialmente più ricattabili. Temi, quelli legati ai mutamenti della professione giornalistica e alle loro ricadute sulla società, che meriterebbero un approfondimento anche a livello locale.

Pier Carlo Battè, Pietro Berra
del Cdr “La Provincia” di Como

Presidio a Porta Torre a Como alle 15,30 sabato 19 settembre

servenonservaLa stampa serve non serva. Questo lo slogan dell’iniziativa comasca alla quale hanno già aderito associazioni, sindacati, gruppi politici, movimenti, centinaia di cittadine e cittadini.  Sabato 19 settembre, in contemporanea con la manifestazione di Roma, appuntamento a Porta Torre alle 15,30.

Dalla mattina di sabato, alla Casa dei popoli dell’Arci alla Fiera de L’isola che c’è nel Parco comunale di Villa Guardia, autocostruzione di cappelli fatti con fogli di quotidiani simbolo dell’adesione alla mobilitazione.

Alla mobilitazione comasca insieme a cittadini e cittadine impegnati per la libertà di stampa hanno già aderito Acli, Aged, Anpi, Arci, Associazione per la sinistra, Auser, Cgil, Comitato per la difesa della Costituzione, Comunità cristiane di base Nord-Milano, ecoinformazioni, école, Emergency, Fondazione Avvenire, Geniodonna, Movimento per la decrescita felice, Paco, Pd, Prc, Rosa bianca, Verdi.

L’isola che c’è 19 e 20 settembre

isolalogoSabato 19 e domenica 20 settembre 2009 nel Parco comunale di Villa Guardia si terrà la sesta edizione de L’isola che c’è, fiera provinciale delle relazioni e delle economie solidali.

Torna in mostra la solidarietà comasca che nasce dallo stile di produzione, di consumo, di relazione, per mettere al centro equità e sostenibilità. Sono oltre 150 le realtà espositrici, di cui ben 45 nuove, oltre 200 le realtà che collaborano alla realizzazione di questa manifestazione, e 330 quelle complessivamente censite ad oggi nelle Pagine arcobaleno.
Sul sito dell’associazione (www.lisolachece.org) tutte le informazioni sulla Fiera, il programma culturale, con incontri e seminari in cui si parlerà di cooperazione internazionale e migranti, filiere corte e consumo responsabile, produzione e consumo democratico dell’energia, co-housing, scuola e creatività, donne e cooperazione.

Libertà di stampa: il volantino del comitato

servenonservaIl Comitato promotore  della manifestazione a difesa della libertà di stampa ha preparato un volantino ed invita a  riprodurlo e distribuirlo in vista dell’appuntamento di sabato 19 settembre alle 15.30 a Porta Torre a Como.

Scarica il volantino libertà di stampa

Como il 19 per la Libertà di stampa c’è

servenonservaNella  riunione di mercoledì 9 settembre alla Camera del lavoro di Como il Comitato promotore della mobilitazione in difesa della libertà di stampa ha stilato l’elenco delle adesioni che sono numerosissime e comprendono singoli cittadini e cittadine, sindacati, partiti, movimenti, associazioni.

 Evidentemente l’appello proposto da Alessandro Tarpini, Bruno Saladino, Marcello Molteni perché anche a Como si manifesti il 19 settembre ha colto un’esigenza generale di tutti i democratici.
Nell’incontro di mercoledì sera si è deciso di incoraggiare la partecipazione alla manifestazione di Roma e di organizzarne la mobilitazione a Como.
Per la giornata del 19 sono quindi in programma:
– dalla mattina a Villa Guardia, con punto di riferimento alla Casa dei Popoli dell’Arci e presso gli stand degli altri aderenti all’iniziativa presenti alla Fiera de L’isola che c’è, la diffusione di materiali sulla libertà di stampa e l’autocostruzione di un simbolo di adesione all’iniziativa indetta dalla Fnsi
– nel pomeriggio a Como a Porta Torre un presidio dalle 15,30.
Per illustrare le ragioni e le modalità della mobilitazione a Como sarà indetto un incontro con la stampa mercoledì 16 settembre alle 11 nella sala Stemmi di Palazzo Cernezzi.

Le adesioni si raccolgono sul sito di ecoinformazioni: http://www.ecoinformazioni.it.

 

Avvocati per la libertà di stampa

pace«L’Associazione culturale e senza scopo di lucro di avvocati e operatori del settore denominata Giustizia e Democrazia (A.G.e D.) ritiene estremamente pericolosi i conflitti che da qualche anno investono il sistema dei media e che negli ultimi tempi sono diventati sempre più aspri fino a concretarsi nelle ultime settimane nella citazione in giudizio per diffamazione che il Presidente del Consiglio ha inviato a Repubblica, le querele all’Unità e le vicende che hanno coinvolto il direttore di Avvenire.

I recenti fatti mostrano chiaramente che l’Italia corre il serio rischio di non essere più completamente un paese libero e che la sua stampa come il suo sistema dei media risulti seriamente minacciato essendo divenuto il campo di battaglia nel quale il conflitto rischia di travolgere istituti fondamentali della democrazia.
Per questi motivi l’associazione Aged aderisce all’appello lanciato da tre grandi giuristi come Cordero, Zagrebelski e Rodotà e pure firmato da intellettuali, giuristi, amministratori ma soprattutto da numerosi cittadini, nonché all’appello e alla iniziativa indetta per il prossimo 19 settembre dalla Federazione Nazionale della Stampa a difesa di principi e valori irrinunciabili, primo tra tutti la libertà di informazione. AG e D aderisce altresì a Como alla iniziativa del costituito comitato avente la medesima finalità assicurando anche il proprio intervento alla riunione indetta mercoledì 9 settembre, alle ore 20,30, nella sala Noseda in via Italia Libera 23».
Per AGeD Marcello Iantorno, Giorgio Livio, Gianfranco Procopio.

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