Luigi Nessi/ Polemica incomprensibile il tema è il carcere e coinvolge tutta la città

Permettetemi di dire che non comprendo le polemiche sollevate da alcune forze politiche riguardo alla serata di venerdì prossimo all’oratorio di Rebbio. Si parlerà di carcere: un tema che dovrebbe coinvolgere tutta la città e la sua società civile.

Ricordo che l’articolo 27 della nostra Costituzione afferma che Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Per chi crede, il Vangelo richiama tra le opere di misericordia anche quella di visitare i carcerati.

Venerdì sera si parlerà di diritti, di democrazia, di accoglienza e di dignità per le persone detenute.
Tra gli interventi previsti, c’è quello di Ilaria Salis che ricordo è un’europarlamentare eletta democraticamente dal popolo italiano. Don Giusto è da sempre una figura attenta all’accoglienza e ai bisogni dei più fragili e questo rappresenta anche un importante esempio educativo per tanti ragazzi, giovani e famiglie della sua comunità.

Da volontario aggiungo che la Caritas, espressione della Chiesa comasca di cui Rebbio è parte importante, spesso sopperisce – anche al Bassone – a ciò che dovrebbero garantire le istituzioni. Laura Molinari lavora in carcere da molti anni.

Spero che chi contesta sia presente venerdì sera a Rebbio, per capire, riflettere e poi agire di conseguenza. Come ci ricorda la nostra Costituzione — e, permettetemi, anche il Vangelo. [Luigi Nessi, Si, Avs]

27 febbraio/ Dongo/ Dal 28 al 28/ Battarino per il no

Il 22 e 23 marzo saremo chiamati a votare per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, che mira a modificare 7 articoli della Costituzione. Per capire meglio cosa cambierà, e quali effetti avrebbero le modifiche volute dalle destre, ne parleremo con il giurista Giuseppe Battarino, presso il centro polifunzionale di Dongo (in via Scalini, 22), venerdì 27 febbraio alle ore 20,45.

Villa Erba, una stagione di eventi culturali

A Cernobbio, il 12 febbraio, a Villa Erba presentazione della stagione estiva 2026 del progetto #CulturaVillaErba con il presidente di Villa Erba Claudio Taiana, il Teatro Sociale di Como AsLiCo con la vicepresidente Barbara Minghetti, Giampiero Canino fondatore di MyNina, il Comune di Cernobbio.

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ecoinformazioni 707

Ci affanniamo a tenere dietro alle infinite emergenze. Siamo in piazza il 15 febbraio per la Palestina e perfino ci dispiacciamo che non siamo in piazza nella contemporanea manifestazione a Milano contro la violenza del governo sulle donne.

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Reportage Massimo Borri/ Coriandoli sul genocidio

La presenza per la Palestina in piazza San Fedele a Como che si ripete ogni domenica per dare evidenza alla terribile realtà del genocidio che continua con la complicità di molti paesi tra i quali l’Italia si è sviluppata il 15 marzo in contemporanea con un’esibizione in costume, parte del Carnevale comasco. Così nella stessa piazza una trentina di attvist3 di Como senza Frontiere, delle Donne in nero e del Bds rappresentavano l’orrore per la realtà di violenza e morte in Palestina contro ogni codice internazionale mentre un nutrito gruppo di ballerin3, in stile veneziano, celebrava con musiche e balli in costume il Carnevale dove il distacco dalla realtà è d’obbligo.

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28 febbraio/ Mariano Comense/ Perché NO/ Effetti della riforma sulla lotta alla mafia

Incontro pubblico a Mariano Comense sabato 28 febbraio alle 17, nella Sala Civica di Piazza Roma 52 a Mariano Comense (CO), si terrà l’incontro pubblico dal titolo Referendum, perchè NO: gli effetti della riforma sulla lotta alla mafia.

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7 marzo/ Senza spegnere la voce/ eQua off

Presentazione, sabato 7 marzo alle 18,15 nella Sala Stefano Kovac dell’Arci in via Bellezza 16 a Milano, con l’autrice Giorgia Landolfo del libro Senza spegnere la voce. Introduce e modera Celeste Grossi, responsabile nazionale Arci Politiche di genere. Dialogano con l’autrice: Donatella Albini, responsabile nazionale salute di Sinistra Italiana e Barbara Rachetti, giornalista di Donna Moderna.

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A Mendrisio le rotte migratorie, tra responsabilità e speranze

Lo spazio al secondo piano del centro La Filanda (ovvero la Biblioteca cantonale di Mendrisio) venerdì 13 febbraio è pieno di gente, già prima che inizi l’incontro Le rotte migratorie dedicato al mondo delle migrazioni contemporanee, alle sue criticità, ma anche alle sue ricchezze e – soprattutto – alla sua umanità.
La serata è organizzata da Mendrisiotto Regione Aperta, associazione di volontariato impegnata in diverse forme di sostegno alle persone migranti, non solo in Ticino (è nota la partecipazione di Mra anche all’attività dell’oratorio di Rebbio, almeno una volta alla settimana e ormai da parecchi anni), e interessata anche a dare alle azioni “umanitarie” un respiro di consapevolezza aperto alla complessità del problema e del momento attuale. L’incontro si annuncia, quindi, di notevole interesse, e l’aspettativa risulta evidente anche solo volgendo lo sguardo sulle oltre 150 persone convenute, molte “veterane” di queste problematiche, così come molte palesemente animate da un “semplice” interesse. Gente comune – direbbe qualcuno – a fianco di chi è coinvolto in un impegno di lungo corso.

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Contro la repressione l’Arci c’è

L’intervista di Walter Massa, presidente nazionale dell’Arci, a L’unità: «Meloni usa la sicurezza come clava per intimidire chi dissente, vogliono abolire lo Stato di diritto Il tentativo è quello di abolire lo Stato di diritto e impadronirsi anche del potere giudiziario: il No al referendum è un No all’autoritarismo»

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Cgil/ L’Unione europea per i rimpatri contro i diritti

Il Parlamento europeo ha dato via libera al primo elenco UE di Paesi di origine sicuri stabilendolo per via normativa in riferimento agli Stati non UE. Il primo elenco di Paesi di origine sicuri comprende, in linea con la proposta della Commissione Europea già approvata dal Consiglio, Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia. Fra i Paesi di origine considerati sicuri rientrano anche i Paesi candidati ad aderire all’UE, salvo circostanze specifiche che giustifichino una valutazione diversa, come la presenza di contesti di violenze indiscriminate legate a conflitti armati, un tasso di riconoscimento dell’asilo a livello UE superiore al 20% o l’aver ricevuto sanzioni per violazioni dei diritti fondamentali. Questo primo elenco di Paesi d’origine sicuri non è definitivo ed è prevista anche la possibilità da parte degli gli Stati membri di designare ulteriori Paesi di origine sicuri a livello nazionale, ad eccezione di quelli sospesi dall’elenco UE.

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Ecoinformazioni è un circolo Arci

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