Il settimanale della Diocesi di Como

Video/ Intervista a Nello Scavo/ Buone notizie

Ottima l’idea della redazione de Il settimanale di svolgere l’incontro con Nello Scavo animandolo con un intervista a più voci al giornalista di Avvenire che nel salone del Collegio Gallio, il 19 dicembre sera, ha condiviso con un centinaio di presenti ricordi di anni di interviste e scoop, considerazioni su sicurezza, soccorso in mare, impegno di Francesco per i diritti dei migranti, aneddoti e qualche battuta per stemperare il racconto di drammi e problemi irrisolti.

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19 dicembre/ Nello Scavo con il Settimanale della diocesi

Il giornalista Nello Scavo, firma di punta del quotidiano Avvenire (di cui è inviato) e autore di libri e inchieste pubblicati in tutto il mondo, sarà il protagonista del “faccia a faccia” organizzato dalla redazione de “Il Settimanale della Diocesi di Como” che si terrà la sera di giovedì 19 dicembre nell’auditorium del Collegio Gallio di Como.

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“Dawla”/ Gabriele Del Grande indaga sullo Stato islamico


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Invitato all’oratorio di Sant’Orsola (viale Lecco 125) la sera di martedì 12 giugno in un incontro organizzato da Caritas Como, Symploké, Ipsia Como, Coordinamento comasco per la Pace, Paoline Como e “Il Settimanale della diocesi di Como”, Gabriele Del Grande ha riempito la sala con un pubblico di un centinaio di persone. (altro…)

24 maggio/ “Non abboccare. Come e perché nascono le fake news”

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In occasione della LII giornata mondiale delle comunicazioni sociali,le Diocesi di Como e Milano con l’organizzazione di Aiart Como propongono al pubblico, giovedì 24 maggio (dalle 21 alle 23) al cinema Astra (viale Giulio Cesare 3 a Como) una serata dal titolo “Non abboccare. Come e perché nascono le fake news”, inserita nell’ambito del progetto “Astra Hub – cinema e cultura in rete”.

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“Scatti migranti”/ Marcello Carrozzo e la sua Itaca

 “Un fotoreporter sociale”: così si definisce Marcello Carrozzo. Il suo intervento [evidentemente poco atteso nonostante la vastità del ventaglio degli organizzatori, nella grande sala, quasi vuota,  dello Spazio Gloria del circolo Arci Xanadù] la sera di venerdì 18 maggio (dopo essere intervenuto in mattinata all’istituto “Gabriele Castellini” e poi al liceo classico-scientifico “Alessandro Volta”), seguito alla presentazione di Leonardo argentieri (Aifo), ha animato l’iniziativa di Aifo, Arci ecoinformazioni e Il settimanale della Diocesi di Comorealizzata in collaborazione con la Caritas diocesana, il centro socio-pastorale “Cardinal Ferrari” di Como, il Csv Insubria, la rete Como senza frontiere e l’Opera Don Guanella: un corso, di fotografia sociale legata alla migrazione, articolato in quattro lezioni a cadenza settimanale (a partire da sabato 9 giugno) tenute da fotografi, fotoreporter e giornalisti già attivi sul territorio di Como in questo stesso ambito.  (altro…)

22 maggio/ “Repubblica centrafricana: la pace e la convivenza sono un sogno impossibile?”

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Martedì 22 maggio dalle 20,45, il centro “Cardinal Ferrari” (viale Battisti 8 a Como) ospiterà un incontro dal titolo “Repubblica Centrafricana: pace e convivenza sono un sogno impossibile”?, organizzato da Il Settimanale della Diocesi di Como, dalla Caritas di Como e dal centro missionario diocesano di Como, in collaborazione con  Amici del Centrafrica onlus. Interverrà come testimone Padre Aurelio Gazzera, missionario carmelitano  e direttore della Caritas di Bouar.
Per informazioni, telefonare allo 031 267421. [AF, ecoinformazioni]

18-25 ottobre/ “Minerali clandestini”

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È stata inaugurata mercoledì 18 ottobre Minerali clandestini. L’altra faccia dei nostri smartphone, mostra itinerante che sarà presente a Como da mercoledì 18 a mercoledì 25 ottobre; alla Fondazione cardinal Ferrari (via C. Battisti, 8) nei giorni feriali e in piazza Grimoldi durante il weekend. «L’intento [di questa doppia collocazione] è quello di portare questi temi all’attenzione di tutta la città», ha sottolineato Michele Luppi de Il settimanale della Diocesi di Como alla presentazione, avvenuta alle 20 di mercoledì 18 alla Fondazione Cardinal Ferrari, alla quale è intervenuta anche Donata Frigerio Bianchi, referente dell’associazione Chiama l’Africa e curatrice dell’aspetto “documentaristico” dell’esposizione.

«Questa mostra non intende colpevolizzare nessuno», ha chiarito subito Luppi «tutti noi facciamo costante uso di smartphone e altri apparecchi tecnologici con componenti minerali, che sono oggi praticamente imprescindibili per chiunque. L’obiettivo è piuttosto quello di informare il pubblico della provenienza di tali materie prime, che arrivano fino a noi attraverso una filiera lavorativa, produttiva e commerciale che spesso vìola i confini dell’etica e della legalità».
Entrano più nello specifico i pannelli orizzontali che compongono la mostra («una scelta ben precisa, che costringe visitatori e visitatrici a guardare a terra, da dove i minerali incriminati provengono», ha puntualizzato Frigerio Bianchi; completano la mostra due specchi verticali su cui figura, accanto al nostro riflesso, la mezza silhouette di una donna ed un uomo africani con smartphone in mano, a ricordarci un’analogia con una zona del mondo che tendiamo a percepire come remota, perfino antitetica alla nostra, in parte a ragione, in parte no). Su ognuno di essi, è descritto il metodo estrattivo e distributivo di un diverso materiale, il più delle volte legato a sfruttamento, pericolo, drammatiche sperequazioni sociali, contrabbando, crimine, guerra.

Uno dei centri nevralgici dell’estrazione mineraria mondiale è la Repubblica Democratica del Congo, vastissimo paese africano a cui Frigerio Bianchi è assai legata. Proprio in Congo, vuole la leggenda, Dio disperse i minerali che portava in un secchio, che lì sarebbero rimasti. E come già discusso nell’intervista a Emanuele Pini (qui il link alla versione sintetica, qui il settimanale con l’intervista completa, pp. 22-29), le miniere congolesi sono concentrate nelle zone marginali del paese, e sono legate a doppio filo alla corruzione, alle disparità socio-economiche, all’instabilità e alla pressoché totale assenza di welfare nel paese, il cui indice di sviluppo umano figura tra gli ultimissimi al mondo.

Di questi tempi, ci preoccupiamo molto dell’origine di ciò che mangiamo, in termini di produzione e di distribuzione. Eppure, non poniamo altrettanta attenzione sulla provenienza di altri tipi di beni dei quali facciamo uso quotidiano, e in particolare dell’alta tecnologia. Questa è la lacuna che Minerali clandestini intende colmare, invitando a una riflessione approfondita sulle nostre abitudini di consumatori e di cittadini e, auspicabilmente, all’adozione di provvedimenti più equi e responsabili a livello internazionale: alcune misure sono già state adottate ma, perché possano avere ricadute positive, ci sarà bisogno di incoraggiare l’attenzione e la responsabilità del grande pubblico. L’invito è perciò quello di prendersi una mezz’ora di tempo per visitare la mostra e riflettere sui suoi contenuti, e sulle implicazioni di essi.
[Alida Franchi, ecoinformazioni]

Promuovono l’allestimento di Minerali clandestini a Como: Aifo Como, Asci Don Guanella onlus, Caritas diocesana di Como, Centro missionario guanelliano, Centro missionario diocesano di Como, Il settimanale della Diocesi di Como, Coordinamento comasco per la pace, Fondazione cardinal Ferrari, Medici con l’Africa Como onlus, Cooperativa Garabombo.

Orari e luoghi di visita: 9-12,30, 14-18,30 da mercoledì 18 a venerdì 20 e da lunedì 23 a mercoledì 25 ottobre alla Fondazione cardinal Ferrari di Como (ingresso a offerta libera), via C. Battisti 8; sabato 21 e domenica 22 ottobre la mostra sarà visibile al pubblico in piazza Grimoldi, dalle 10 alle 17.

Per info e prenotazioni:  telefono 031 296787 ‐ 333 9299792, e‐mail: ascicomo.segreteria@guanelliani.it.

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