Mario Bianchi

10 febbraio – 1 aprile/ “Pinocchio” di Ettore Antonini in mostra al Chiostrino Artificio

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Sabato 10 febbraio sarà inaugurata al Chiostrino Artificio di Como (piazzolo Terragni 8) Pinocchio, mostra artistica a ingresso libero realizzata da Ettore Antonini che rimarrà esposta al Chiostrino fino a domenica 1 aprile (Pasqua). (altro…)

Doppio appuntamento teatrale in dicembre con Il giardino delle ore

 


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Questo dicembre,  Il giardino delle ore porta in scena due spettacoli teatrali, entrambi diretti da Simone Severgnini che ne ha anche firmato (o co-firmato) la sceneggiatura.

Presso l’ex tribunale di Erba (via Alserio 2), nuova sede della compagnia, da venerdì 16 a martedì 20 dicembre alle 21, Severgnini dirige e interpreta – solo –  Leonardo. Diverso da chi? , spettacolo che affronta la più che attuale questione  del bullismo nell’era dei social, con la conseguente difficoltà di un adolescente nel riconoscersi e apprezzarsi in quanto “diverso” dai coetanei, eppure simile, sotto molti aspetti, a qualche grande genio del passato.

Dalla recensione di Mario Bianchi, 25° Festival Una città per gioco, Vimercate 2016, pubblicata da Eolo-rivista online di teatro ragazzi:

“(…)Simone Severgnini, aiutato da un mobilissimo marchingegno scenico che gli consente come Leonardo di inventare ambienti e spazi nuovi, interpretando di volta in volta Leonardo e Franciulli (vittima e carnefice), propone nello spettacolo un viaggio commosso e commovente verso l’accettazione di sé e nello stesso tempo un omaggio alla diversità, come bene prezioso da conservare e proteggere.”

Il biglietto costa 7 euro,  per gli associati 5 euro. Si raccomanda di prenotare via mail, scrivendo a info@ilgiardinodelleore.com.

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Sabato 10 dicembre, ore 21, presso il teatro “San Giovanni Bosco” di Busto Arsizio (via Bergamo 12), Il giardino delle ore porta invece in scena La zona Cesarini (una povera commedia all’italiana), interpretato da Matteo Castagna, Paolo Grassi, Filippo Antonio Prina e Antonio Romelli, mentre la sceneggiatura è stata scritta a quattro mani da Simone Severgnini e da Filippo Pozzoli.

In un bar qualsiasi del Nord Italia quattro disperati del XXI secolo sognano il riscatto da una vita vissuta da eterni sconfitti. Il calcio offrirà loro l’occasione di svoltare, di diventare finalmente qualcuno.
Riusciranno all’ultimo minuto a ribaltare il risultato e a vincere la partita della loro vita?

Dal debutto sul palcoscenico lo scorso anno, La zona Cesarini è stato selezionato dal festival Il giardino delle esperidi 2015, dal Torino Fringe Festival 2016, dal festival I luoghi dell’Adda 2016, classificandosi semifinalista nel bando Inbox blu 2016.
A questo link si possono trovare ulteriori informazioni, mentre si può prenotare scrivendo a prenotazioni@viandantiteatranti.it.

 

Un itinerario per Pasolini nel video-omaggio di Mario Bianchi

Nel video-omaggio di Mario Bianchi presentato al Broletto di Como nell’ambito delle manifestazioni pasoliniane organizzate dall’Arci è racchiuso un possibile itinerario di orientamento nell’opera di questo grande protagonista della cultura italiana del Novecento.

Un itinerario che ovviamente non è banalmente neutrale; nelle scelte delle sequenze da riproporre, e della parole da riascoltare, si fa evidentemente tesoro di un rapporto privilegiato con l’autore, tanto che Mario Bianchi lo chiarisce fin da subito: “Il Vangelo secondo Matteo è l’opera che mi ha cambiato la vita”. Ma se al centro dell’omaggio c’è proprio il Vangelo, con la scena della crocifissione poi reiterata nella drammatica “parodia” dell’episodio La ricotta (dal film RoGoPaG), attorno ci sono altri “miti” del cinema pasoliniano di cui non è difficile rintracciare un possibile asse centrale nella “relazione”: il rapporto con la madre (sottolineato da una bella sequenza, a sua volta omaggio pasoliniano, da I cento passi di Marco Tullio Giordana), il rapporto tra generazioni, il rapporto tra mondi (con la straordinaria visione profetica di Alì dagli occhi azzurri). L’esplicitazione metaforica di questo è – ci pare – nella lunga sequenza di Franco Citti/Edipo guidato da Ninetto Davoli.

C’è poi il Pasolini politico, con la sua lucida invettiva contro la società dei consumi e la sua un po’ meno convincente sopravvalutazione della cultura rurale; c’è il Pasolini teorico, con la sua spiegazione delle caratteristiche linguistiche del cinema; c’è il Pasolini poeta, con i suoi versi, ma anche con le sue visioni (e la musicalissima “straziante bellezza del creato”). C’è l’Africa e ci sono le borgate di Roma.

E la complessità dell’opera e della personalità di Pasolini è sottolineata dall’autorappresentazione del regista-autore come Giotto nel Decamerone: un Giotto che prima di dipingere è impegnato nell’ideare.

Tutto questo in circa mezz’ora di immagini e parole. È un itinerario, certo, e sicuramente non completo. Ma davvero non è poco. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

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Mario Bianchi durante la presentazione del suo video-omaggio a Pasolini

Scuole al Gloria per Comizi d’amore

comizi d'amore2Circa duecento studenti delle scuole medie superiori di Como e provincia, hanno partecipato nella mattinata di mercoledì 8 ottobre, all’iniziativa dedicata principalmente agli istituti di istruzione superiore della rassegna su Pier Paolo Pasolini Una disperata vitalità. Presenti il liceo classico Volta e l’istituto Da Vinci-Riapamonti di Como ed il liceo scientifico G. Terragni di Olgiate Comasco. Gli studenti hanno assistito alla proiezione del videomaggio Cinema in forma di mito. Miti e mitologie nel cinema di Pasolini presentato dall’autore Mario Bianchi e successivamente alla proiezione del film-documentario Comizi D’amore di Pasolini introdotto dalla professoressa Nora Calzolaio. Prima del termine, è interventuto anche Roberto Villa, fotografo ed esperto di comunicazione che lavorò con Pasolini sul set del film Il fiore delle mille e una notte. La rassegna Una disperata vitalità è parte del progetto L’Albero del cinema di Arci Xanadù, ecoinformazioni ed Associazione i Lunedì del cinema realizzato con il contributo di Regione Lombardia. [Jlenia Luraschi, ecoinformazioni]

8 ottobre/ Comizi d’amore

comiziContinuano le proiezioni di Una disperata vitalità, la rassegna organizzata da Arci Xanadù, sull’arte ed il pensiero di Pier Paolo Pasolini. Mercoledì 8 ottobre alle 9 allo Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como verrà proiettato, in una mattinata dedicata principalmente agli studenti delle scuole medie superiori, Comizi d’amore. Un film inchiesta di Pasolini, costituito da scene e interviste girate in tutta Italia, negli ambienti più vari e in tutti i livelli sociali. Il regista ha interrogato centinaia di persone su argomenti considerati tabù, come il significato del sesso, il problema dello scandalo, il rapporto tra sesso e società, il matrimonio, l’onore sessuale, il divorzio, la prostituzione. Prima del film sarà proiettatto il videomaggio dedicato all’artista prodotto da Mario Bianchi, direttore artistico della compagnia Teatro città murata e attento conoscitore di cinema dal titolo Cinema in forma di mito – miti e mitologie nel cinema di Pasolini. Saranno presenti Roberto Villa, fotografo ed esperto di comunicazione che lavorò con Pasolini e Mario Bianchi.

Il videomaggio Cinema in forma di mito, sarà riproposto per la cittadinanza giovedì 9 ottobre alle 21 al Broletto di Como, in piazza Duomo, dove è ancora in corso la mostra L’Oriente di Pasolini.

Altre utopie dopo i fallimenti novecenteschi

zoja pubblicoLuigi Zoja ha presentato il suo ultimo libro Utopie minimaliste il 21 giugno alla Feltrinelli di Como dialogando con una trentina di partecipanti. L’incontro è stato proposto da Territori – natura arte cultura e coordinato da Fausta Bicchierai.

Zoja è un noto psicanalista junghiano che da molti anni pubblica saggi sull’osservazione e la comprensione delle dinamiche sociali e culturali del nostro tempo, saggi caratterizzati da una documentazione precisa, vastissima e multidisciplinare. Bibliografia e sitografia, che comprendono autori, studi, rapporti di economia, sociologia, storia, filosofia, politica, occupano infatti molte pagine anche nel suo ultimo volume Utopie minimaliste [Chiare Lettere, 2013, 232 pagg, euro 13,90; disponibile anche e-book]. Un percorso di lavoro del resto coerente con la natura stessa della psicologia analitica di Jung, lo studioso della psiche collettiva e degli archetipi.

L’autore ha illustrato alcuni degli elementi e delle contraddizioni che hanno ispirato il suo lavoro: il fallimento storico, ed etico, dei massimalismi novecenteschi, che hanno rappresentato il tentativo di realizzare utopie appunto massimaliste; il vuoto di ideali condivisi della società di oggi; l’analisi di una realtà socio-economica e ambientale tanto disperante quanto scarsamente contrastata.

A partire da questi elementi, Zoja propone di considerare l’emergere di un altro tipo di utopia, irrinunciabile per chi non si rassegna a una vita passiva, che chiama appunto minimalista, e che si traduce in compito personale. In primo luogo guidato da una continua sorveglianza e comprensione di sé e del consenso che inconsapevolmente ciascuno fornisce a una dimensione sociale malata, a un’economia predatoria verso gli uomini, gli animali e l’ambiente della Terra.

Una chiamata all’assunzione di responsabilità oltre che delle proprie azioni anche del proprio pensiero e addirittura del proprio inconscio. Ha sottolineato come proprio intorno alla questione ambientale e al rapporto con le altre forme di vita della Terra, l’egocentrismo umano trova il suo limite oggettivo, rischiando l’autodistruzione, e insieme trova anche una nuova possibilità di partecipazione, composta di pensiero rinnovato e di comportamenti coerenti. A questo proposito ha richiamato i suggerimenti di altre culture, dalle costituzioni di Equador e Bolivia che contemplano i “diritti della natura” in sé, la Pacha Mama, non più oggetto ma soggetto di diritto, alle filosofie e religioni orientali che promuovono il rispetto di tutte le forme di vita.

Tra gli interventi, Mario Bianchi con un’osservazione sui gravi mali che hanno accompagnato la storia sia del cristianesimo che del comunismo, entrambi pure ispirati a ideali umanistici; Massimo Lozzi ha contribuito con un’osservazione sulla utilità e la necessità della passione per un obiettivo, considerata anche nelle teorie dello yoga e Andrea Taiana con una nota sui comportamenti collettivi autolesionistici e “illogici”, testimoniati per esempio dall’esito del referendum svizzero sul tetto alle retribuzioni dei manager.

L’incontro si è concluso con una nota positiva circa l’introversione costruttiva di una certa nuova generazione critica, che cerca identità, tempi, luoghi e condizioni di vita in controtendenza rispetto alla società dei consumi, e più coerenti con bisogni naturali. [Fausta Bicchierai per ecoinformazioni] [Foto La Feltrinelli, Como]

Il paese dei raccontatori 2014

paese raccontatorio 2014Quindicesima edizione a Mariano Comense, direzione artistica Mario Bianchi e Raffaella Vaghi, da venerdì 20 giugno a venerdì 11 luglio, in collaborazione con Associazione Teatro Città Murata di Mariano Comense.

 

«Ormai Il paese dei raccontatori di Mariano è diventata un’occasione teatrale importante non solo per la nostra regione ma segnalata anche in campo nazionale capace di ospitare quello che c’è di meglio nel settore in Italia – dichiara la presentazione –.Quest’anno ospiti del Festival saranno due giovani narratori assai diversi tra loro ma che si sono già affermati per la loro capacità di raccontare la loro terra rendendo le loro parole visibili agli spettatori: il siciliano Alessio Di Modica ed il pugliese Luigi D’Elia.Alessio Di Modica della compagnia Area teatro di Augusta incarna oggi l’antica figura del cuntastorie, il narratore che pesca le storie che racconta sia dalla tradizione sia da avvenimenti storici presenti immettendoci l’antica arte del cunto che serviva per narrare le vicende dei paladini. In questo modo ogni sua parola diventa epica. In Etna, venerdì 4 luglio a Villa Sormani, riusciremo letteralmente a vedere la lava che ribolle nel famoso vulcano e seguiremo gli amori niente meno che di Polifemo.Luigi D’Elia della Compagnia Thalassia invece vive e lavora nella oasi naturale di Torre Guaceto nel Salento dove assorbendone l’humus e la storia, ha creato negli ultimi anni con Francesco Niccolini un grumo di storie legate al rispetto della natura Storie d’amore e di alberi, La grande foresta, Aspettando il vento di grande suggestione che racconta in uno stile limpido ed evocativo. E quale posto migliore della Cascina Mordina per sentirlo narrare il 5 luglio?»

«L’apertura della sezione adulti come sempre dedicata alla musica d’autore con la cantautrice genovese Giua accompagnata dal chitarrista Armando Corsi – prosegue la nota –.Poi avremo gli spettacoli per bambini con due compagnie specializzate nel narrare storie ai più piccoli, Ortoteatro con la fiaba agita da attori e pupazzi, Pierino Pierone e la strega bistrega (21 giugno) e Teatro Daccapo (11 luglio) che in occasione dell’Expo illustrerà ai bambini presenti come si debba mangiare in modo giusto e salutare.Per l’anteprima festival gradito ritorno del marianese Davide Tagliabue impegnato a raccontarci la grande guerra con la narrazione Il fantaccino, il soldato che vivo o morto non tornò» (il programma).

Per informazioni tel. 031.757.268, e-mail cultura@comune.mariano-comense.co.it, Internet www.marianoeventi.it. [md, ecoinformazioni]

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