Merone

4 aprile – 3 maggio/ Merone, Ponte Lambro, Erba, Eupilio/ “4 colpi alla ‘ndrangheta”


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Altri quattro “colpi”, alla ‘ndrangheta, altri quattro incontri curati dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” in collaborazione con Arci Xanadù e coi Comuni e Biblioteche di Merone, Ponte Lambro, Erba ed Eupilio, che metteranno a disposizione le sedi delle serate che avranno luogo a cadenza settimanale – fatta eccezione per la settimana del 25 aprile – da mercoledì 4 aprile a giovedì 3 maggio.  La rassegna è inserita nel progetto Creare una comunità alternativa alle mafie. Sostegno alle vittime della criminalità organizzata che vede come capofila il Comune di Como. 

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26 e 27 gennaio/ Merone/ Iniziative per la Giornata della Memoria

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Di seguito il programma di alcune iniziative che si svolgeranno a Merone i giorni venerdì 26 e sabato 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria.

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Mon Appétit 2015

mon appetit 2015 rectoMostra collettiva, curata da Ilaria Beretta, di Afran, Federica Amichetti, Emilio Antinori, Ilaria Beretta, Sandro Bisonni, Roberto Bonfigli, Giuseppe Cannistraro, Ivana Cerisara, Hernan Chavar, Letizia Ciccarelli, Cinquantalire, Francesco Diotallevi, Irene Dipré, Luigi Ferretti, Lisa Gelli, Francesca Gentili, Luigia Giovannangelo, Valentina Guerrini, Chiara Ludolini, Maurizio Meldolesi, Mario Migliorelli, Michele Mobili, Morden Gore, Hisako Mori, Federica Papa, Monica Pennazzi, Sara Perugini, Simona Scarpacci, Raffaella Tirabasso, Tomas, Giorgia Vlassich, inaugurazione venerdì 5 giugno alle 18 all’Oasi di Baggero, in via Mazzini a Merone con la presentazione del Michin de Bager, «un’assemblaggio dei prodotti di produzioni locali» (alla Galleria Ostrakon giovedì 10 settembre alle 18), aperta fino al 30 ottobre, organizzano Accademia delle arti di Macerata, Centro multimediale per la ricerca Cmr.

 

«L’appetito è una sirena – scrive Alessandro Seri –. Una parte di mondo ha scordato il suo assillo carnale, l’hamon appetit 2015 verso trasformato in un orpello pencolante tra tentazione e rinuncia, estetismo e ascesi. Il cibo, mangiato ma anche assimilato dalla mente, concreto e spirituale perde nel tempo e all’apparenza la sua funzione di necessità, la sua urgenza di condizione vitale. Se le prodezze alimentari non hanno mai smesso di essere simbolo di uno stato né di esercitare il loro fascino, oggi più di sempre certi contrasti si esprimono nella tensione tra la lusinga della privazione e l’orgia bulimica».

«Così è per tutte le voglie, per il loro rovesciarsi comico nel cavo del basso ventre o della testa, scavando il passo ai desideri – prosegue lo scritto –. E anche se sembra curata la fame che inchioda sulla croce dell’unica, ultima indigestione, non scema quella febbre dell’oro, del cibo, del sesso, della conoscenza che ignorata lentamente divora. La richiesta dell’appetito individuale può essere allora l’ultima sirena della fame, e la sensualità del corpo inappagato divenire una via potente e mistica verso la creazione. Provare ad espandere il processo creativo e mostrarlo in pienezza e vertigine, significa restituirne il ventre profondo, aumentare la realtà dell’opera, sottrarla al consumo immediato rendendola assimilabile in tutte le sue parti. Significa esporla per ciò che è: la solitudine che precede la comunicazione, il lungo digiuno che conduce al godimento, finché diventa impossibile distinguerli». [md, ecoinformazioni]

Patto per il territorio contro le alluvioni

alto lambroLo chiedono le associazioni ambientaliste dell’Alto Lambro per «un nuovo approccio al tema del dissesto idrogeologico».

 

«Dopo gli eventi alluvionali delle scorse settimane, le associazioni ambientaliste dell’Alto Lambro propongono un Patto per il territorio, basato sulla prevenzione e su una nuova gestione del territorio e dei fiumi. A proporlo: Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” di Merone, Le Contrade e L’Orrido di Inverigo – spiega un comunicato –. Le associazioni ritengono che la maggioranza delle opere di mitigazione del rischio idraulico finora realizzate sono risultate inefficaci (se non addirittura dannose). Infatti, nel caso specifico del bacino dell’Alto Lambro, il Contratto di Fiume si sta rilevando l’ennesima occasione persa: l’impostazione e la gestione date da Regione Lombardia e dal Parco della Valle del Lambro, con progetti “calati dall’alto” e blindati a qualsiasi alternativa, ne riducono sensibilmente la condivisione e l’effettiva utilità». Per gli ambientalisti solo con la cultura della prevenzione si possono: «Evitare i gravi danni alle abitazioni e alle attività, causati dalle esondazioni naturali del Lambro e dei suoi affluenti».

«Le associazioni ambientaliste propongono la prima applicazione del Patto nella zona di Merone, dove negli ultimi anni si sono verificati gravi eventi di “dissesto idrogeologico”: esondazioni del lago di Pusiano, allagamenti (con conseguenti evacuazioni di alcune abitazioni) nelle frazioni di Ponte Nuovo e di Baggero, smottamenti in località Stallo – precisa la nota –. A partire dagli anni passati, sempre nella zona di Merone, sono stati eseguite alcune opere di dubbia utilità come i lavori anti-esondazione a Ponte Nuovo o addirittura di nessun beneficio (con relativa dissipazione di denaro pubblico) come la vasca di laminazione a Baggero. In questo difficile scenario si devono aggiungere i lavori in corso al cavo Diotti. Per questo le associazioni si rivolgono direttamente alle amministrazioni comunali, ai cittadini, al mondo produttivo imprenditoriale e agricolo, a chi vive il territorio, per stringere un Patto al fine di uscire dalla “cultura dell’emergenza” e di ritrovare l’equilibrio tra esigenze oggi contrapposte: garantire la necessaria sicurezza agli insediamenti, compatibilmente con il mantenimento e/o il ripristino della qualità ambientale, territoriale e paesistica del sistema fluviale». [md, ecoinformazioni]

10 ottobre/ Rilanciare la ferrovia Como-Lecco

INCONTRO FERROVIA COMO-LECCO 2014Incontro pubblico venerdì 10 ottobre alle 20.45 a Palazzo Isacco in via Isacco 1 a Merone organizzato dal Circolo ambiente Ilaria Alpi e Comitato pendolari Ferrovia Como-Lecco, saluti del sindaco di Merone, La metropolitana dell’Alta Brianza a cura del Circolo ambiente, Le criticità attuali della Como-Lecco a cura del Comitato pendolari, Proposte di miglioramento e di rilancio della Como-Lecco a cura dei Comitati pendolari della Lombardia, dibattito con l’intervento dei sindaci e della Regione Lombardia. Per informazioni e-mail pendolari_comolecco@ymail.com.

No ai rifiuti bruciati nella Cementeria di Merone!

Il Circolo Ambiente Ilaria Alpi chiede di non concedere il triplicamento della quantità di Cdr bruciato dalla Holcim: «Le istituzioni devono vietare l’incenerimento del Cdr nei forni della Holcim». Leggi il comunicato

No ai rifiuti bruciati nella Cementeria di Merone!

Il Circolo ambiente Ilaria Alpi afferma la propria contrarietà al protocollo d’intesa siglato tra le istituzioni e la Holcim.

Siglato un protocollo d’intesa per l’utilizzo dei rifiuti nei forni del cementificio meronese tra i Comuni di Merone e Monguzzo, le Province di Como e Lecco e la multinazionale svizzera che definisce il monitoraggio continuo delle emissioni dai forni, analisi quadrimestrali per alcune sostanze inquinanti e la creazione di una commissione tecnica, formata dai rappresentanti delle quattro istituzioni pubbliche e dalla Holcim stessa, non si fa attendere la risposta dell’ambientalismo comasco.
«Il Protocollo non aggiunge niente di nuovo a quanto già esiste» afferma Roberto Fumagalli, presidente Circolo ambiente «Infatti il monitoraggio continuo è imposto dalla legge e a Merone esiste già da anni. Le analisi quadrimestrali saranno eseguite da un laboratorio privato pagato dalla Holcim stessa! Anche la commissione tecnica esisteva già da anni (senza la Provincia di Lecco) e finora non ha prodotto alcun risultato».
Categorico il noto ecologista comasco ha aggiunto «per noi questo accordo è scandaloso: il protocollo non servirà a nulla, se non ad avallare l’incenerimento dei rifiuti» e ricordato che «la Regione ha autorizzato la cementeria di Merone a bruciare più di 100.000 tonnellate all’anno di “rifiuti” di diversa origine tra cui peci e oli provenienti dall’industria chimica, farine e grassi animali, fanghi da depurazione ed altri ancora. Con la stessa autorizzazione, la Regione ha concesso alla Holcim deroghe per alcuni inquinanti contenuti nei fumi emessi dal cementificio, che hanno permesso alla multinazionale di emettere in atmosfera alcuni inquinanti oltre i limiti prescritti dalla normativa europea, tra cui ossidi di Zolfo (quattro volte oltre il limite), ossidi di Azoto (50 per cento oltre il limite), Carbonio organico (cinque volte oltre il limite!)».
In conclusione Fumagalli ha dichiarato che «le istituzioni, anziché sottoscrivere questo inutile Protocollo, devono impedire l’incenerimento dei rifiuti. La Holcim non può continuare a bruciare i rifiuti in un territorio già pesantemente inquinato!».

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