A La loco con De Lotto per Peltier

Leonard Peltier ha 77 anni, è in lotta per difendere i diritti calpestati dei nativi d’America. Il 6 febbraio  1976 viene arrestato per aver ucciso due agenti dell’Fbi. Nessuna prova a suo carico.  Si dichiara innocente. È in carcere da 46 anni.

Il 4 febbraio serà se ne è parlato all’ora dell’aperitivo all’Arci La loco di Osnago (lc). L’incontro in modalità mista (on line e dal vivo) ha coinvolto alcune decine di persone. Per portare in un circolo Arci la narrazione di questa storia assurda per stimolare una presa di posizione sulla grande ingiustizia a cui è sottoposto quest’uomo abbiamo invitato Andea De Lotto che da anni è impegnatissimo nel promuovere iniziative e riflessioni su Leonard.

Andrea, come un mare in burrasca, ci ha travolto con una narrazione sulla vita di quell’uomo e ne sono uscite date, frammenti di video di Amnesty International, il movimento indiano americanobombe lanciate da elicotteri, false testimonianze, attentati sventati, Fbi, nativi collusi, disgregazione di un popolo: alcool droga e casinò, lettere al papa, censure, giudici di parte, incidenti, evasioni, interessi nazionali, Desmond Tutu, libri bloccati, Dalai Lama, Nelson Mandela, il subcomandante Marcos, Rigoberta Menchu’, Robert Redford (che sulla vicenda di Peltier ha prodotto il documentario Incident at Oglala), Oliver Stone, Howard Zinn, Peter Matthiessen, il Parlamento europeo, sensazioni e sentimenti.

Ma per il governo americano il caso del prigioniero 89637-132 è chiuso, è la storia di una vendetta, come dice Moni Ovadia, verso un uomo simbolo della lotta di resistenza di  un popolo.

Andrea nel silenzio partecipe della sala riesce a farci sentire la sofferenza di un uomo innocente che in più occasioni ha sperato di essere vicino alla liberazione ma questa speranza è sempre precipitate nel nulla.

La rappresentazione di una scontro impari tra uno Stato, gli Usa, che dispone di ogni mezzo per costruire una realtà inesistente e un singolo uomo appartenente ad una minoranza etnica.

Che fare contro questa assurda dimostrazione di arroganza del potere? La risposta di De Lotto è «mi sono ripromesso che ogni giorno avrei fatto conoscere ad una persona in più la storia di Leonard». Informare quindi, preparare o partecipare a iniziative affinché non  venga mai meno la speranza che oggi potrebbe essere la fine dell’incubo.

Amara la conclusione: Il potere mangia e digerisce tutto, «Quando Leonard sarà morto, sicuramente qualcuno deciderà di trasformare la sua storia in un film». Sarà troppo tardi però. [Marta Gatti] [Foto jean François Milone] [Coordinamento Roberta Cinquegrani]. Presto on line il video dell’iniziativa.

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