La sinistra cerca casa
Per la casa della sinistra, che raccoglie uomini e donne già attive ne La Sinistra l’Arcobaleno, lancia l’idea di un luogo di confronto aperto e capace di iniziativa politica, un “luogo comune” dove avviare il percorso costituente bruscamente interrotto dalle elezioni.
Un «luogo sinistro», come definito con autoironia da alcuni partecipanti all’assemblea, per confrontare le anime della sinistra e lanciare la costituente. Questa l’idea del gruppo di una trentina di partecipanti Per la casa della sinistra, riunitosi giovedì 22 maggio alla Camera del lavoro. Un’idea da realizzare subito – hanno concordato tutti i presenti – senza attendere i tempi dei congressi dei partiti.
Una “casa” che dovrà essere luogo di confronto «a prescindere», perché mai come nella grave situazione politica odierna è necessario riattivare un percorso aperto a tutti, indipendentemente dalle appartenenze politiche personali. Quindi associazioni e movimenti che lavorano su precise tematiche territoriali, ma anche partiti esterni al percorso de La Sinistra l’Arcobaleno come i socialisti, che orfani di rappresentanza parlamentare, sono interlocutori privilegiati. Con la speranza che nella casa possa prendere corpo la costituente della sinistra, che per i partecipanti all’assemblea resta l’unica via percorribile dopo il tracollo elettorale. Per presentarsi pubblicamente e intercettare i futuri “inquilini”, i partecipanti all’assemblea hanno proposto un’iniziativa pubblica da svolgersi entro un mese sul diritto alla cittadinanza, tema di scottante attualità vista la persecuzione dei migranti che è in corso. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]




L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (
Le idee di Latouche e Pallante hanno trovato proseliti anche a Como. Sono ancora pochi, per ora si limitano a uno scambio di e-mail, ma sono intenzionati a fondare anche sul Lario un circolo del movimento per la decrescita, nato nel 2007 su proposta di Maurizio Pallante, teorico italiano della decrescita. Perciò lanciano il loro appello a tutti gli interessati ad approfondire temi ambientali, economici e sociali dal punto di vista dell’«avere meno per stare meglio», come sottolinea Giuseppe Leoni, coordinatore della lista Cercoffro de L’isola che c’è, tra i promotori del circolo.
nove asili, due spazi gioco, due spazi bimbo e un giardino dei piccoli. Al nuovo Regolamento sono state proposti ben dieci emendamenti e un ordine del giorno, sia di maggioranza che di minoranza.
In attesa dell’ospite della prima parte della serata i partecipanti alla chat hanno ampliamente commentato la decisione del Comune di Como di chiudere il dormitorio pubblico per i mesi estivi. «La nostra amministrazione non ha la minima intenzione di occuparsi del problema – ha sottolineato un partecipante alla Piazza virtuale – oltretutto sono obbligati per legge ad avere un dormitorio aperto tutto l’anno, ma evidentemente non se ne preoccupano. La mia idea è che questo fa parte della loro strategia per evitare che le persone possano aggregarsi e possano mettere in luce le contraddizioni di questa società». In altri interventi è stata lamentata la mancanza di luoghi dove incontrarsi fisicamente, discutere di queste problematiche e attivarsi non solo per sensibilizzare i cittadini, ma per approntare azioni concrete.
«Un’iniziativa simpatica, un bell’abbinamento tra sport e solidarietà, speriamo nella dovuta presenza della città». Parole del vicesindaco Paolo Mascetti, che ha presentato Un calcio… all’indifferenza, il triangolare calcistico che vedrà impegnate venerdì 23 maggio al centro sportivo Belvedere la squadra dei comici televisivi, la Como 2000 e la Seleçao Sacerdoti Calcio a partire dalle 20.30.
Alla presentazione dell’iniziativa, durante la foto di rito con l’assessore alla Sicurezza e i rappresentanti dell’arma, il sindaco Stefano Bruni ha scherzato coi giornalisti dicendo «Sembra che ci stanno arrestando, è un anticipo del futuro prossimo?». Ha affermato che «senza sicurezza non c’è libertà, in campagna elettorale questo è stato un tema decisivo, ora dobbiamo soddisfare le aspettative dei cittadini».
Inaugurata in biblioteca comunale a Como, alla presenza di una quarantina di persone, la mostra Quando piovevano bombe organizzata per il trentesimo anniversario dell’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta di Como.

