28 febbraio/ Mariano Comense/ Perché NO/ Effetti della riforma sulla lotta alla mafia

Incontro pubblico a Mariano Comense sabato 28 febbraio alle 17, nella Sala Civica di Piazza Roma 52 a Mariano Comense (CO), si terrà l’incontro pubblico dal titolo Referendum, perchè NO: gli effetti della riforma sulla lotta alla mafia.

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7 marzo/ Senza spegnere la voce/ eQua off

Presentazione, sabato 7 marzo alle 18,15 nella Sala Stefano Kovac dell’Arci in via Bellezza 16 a Milano, con l’autrice Giorgia Landolfo del libro Senza spegnere la voce. Introduce e modera Celeste Grossi, responsabile nazionale Arci Politiche di genere. Dialogano con l’autrice: Donatella Albini, responsabile nazionale salute di Sinistra Italiana e Barbara Rachetti, giornalista di Donna Moderna.

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A Mendrisio le rotte migratorie, tra responsabilità e speranze

Lo spazio al secondo piano del centro La Filanda (ovvero la Biblioteca cantonale di Mendrisio) venerdì 13 febbraio è pieno di gente, già prima che inizi l’incontro Le rotte migratorie dedicato al mondo delle migrazioni contemporanee, alle sue criticità, ma anche alle sue ricchezze e – soprattutto – alla sua umanità.
La serata è organizzata da Mendrisiotto Regione Aperta, associazione di volontariato impegnata in diverse forme di sostegno alle persone migranti, non solo in Ticino (è nota la partecipazione di Mra anche all’attività dell’oratorio di Rebbio, almeno una volta alla settimana e ormai da parecchi anni), e interessata anche a dare alle azioni “umanitarie” un respiro di consapevolezza aperto alla complessità del problema e del momento attuale. L’incontro si annuncia, quindi, di notevole interesse, e l’aspettativa risulta evidente anche solo volgendo lo sguardo sulle oltre 150 persone convenute, molte “veterane” di queste problematiche, così come molte palesemente animate da un “semplice” interesse. Gente comune – direbbe qualcuno – a fianco di chi è coinvolto in un impegno di lungo corso.

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Contro la repressione l’Arci c’è

L’intervista di Walter Massa, presidente nazionale dell’Arci, a L’unità: «Meloni usa la sicurezza come clava per intimidire chi dissente, vogliono abolire lo Stato di diritto Il tentativo è quello di abolire lo Stato di diritto e impadronirsi anche del potere giudiziario: il No al referendum è un No all’autoritarismo»

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Cgil/ L’Unione europea per i rimpatri contro i diritti

Il Parlamento europeo ha dato via libera al primo elenco UE di Paesi di origine sicuri stabilendolo per via normativa in riferimento agli Stati non UE. Il primo elenco di Paesi di origine sicuri comprende, in linea con la proposta della Commissione Europea già approvata dal Consiglio, Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia. Fra i Paesi di origine considerati sicuri rientrano anche i Paesi candidati ad aderire all’UE, salvo circostanze specifiche che giustifichino una valutazione diversa, come la presenza di contesti di violenze indiscriminate legate a conflitti armati, un tasso di riconoscimento dell’asilo a livello UE superiore al 20% o l’aver ricevuto sanzioni per violazioni dei diritti fondamentali. Questo primo elenco di Paesi d’origine sicuri non è definitivo ed è prevista anche la possibilità da parte degli gli Stati membri di designare ulteriori Paesi di origine sicuri a livello nazionale, ad eccezione di quelli sospesi dall’elenco UE.

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Video e testi/ In centinaia a Voci per la Palestina

La Giornata contro il silenzio e la complicità animata per la Palestina a Noivoiloro di Erba il 14 febbraio ha raccolto molte presenze e ha fornito importanti spunti emotivi e di conoscenza per la lotta contro il genocidio. Le attività aperte a nome degli organizzatori da Francesca Pozzoli si sono susseguite dalle 16 fino a sera.

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Video/ All’oscenità razzista e fascista si contrappone la forza dell’umanità e della Costituzione

Al manipolo di una decina di persone che ha profanato il suolo della Città di Como Messagera di Pace con una proposta razzista e fascista di deportazione di una parte della popolazione violando Costituzione, buonsenso e umanità, si è contrapposta, per iniziativa di associazioni, partiti, sindacati e persone la presenza di antifascist3 che hanno partecipato al presidio indetto poche ore prima e ben animato con un centinaio di persone. Negli interventi svelata la natura xenofoba, razzista, fascista e inumana della proposta di deportazione voluta dalla destra eversiva e evidenziata la necessità di aprire l’Italia alla libera circolazione delle persone per accogliere finalmente chi fugge da guerre, violenza e povertà e devastazione ambientale spesso causata dal neocolonialismo dei paesi ricchi e chi viene nel nostro paese per realizzare un proprio progetto di vita. [Foto Dario Onofrio, ecoinformazioni]

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La Como che verrà in piazza contro la remigrazione

«Como è la città dell’estate 2016. Un’estate che non è stata soltanto una stagione, ma un passaggio storico, un banco di prova civile e morale. In quei mesi, lungo il confine e intorno alla stazione di San Giovanni, centinaia di persone in fuga da guerre, persecuzioni, fame e devastazioni ambientali cercavano una via di salvezza verso il Nord Europa. Erano donne, uomini, bambini che avevano attraversato deserti e mari, portando con sé storie di sofferenza e speranza. Como si è trovata al centro di una crisi umanitaria che interrogava le istituzioni e, soprattutto, le coscienze.

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ecoinformazioni on air/ accoglienza contro remigrazione

Il servizio di Camilla Pizzi nell’edizione del 13 febbraio delle 19,45 di Metroregione di Radio popolare. Diverse realtà associative, politiche e sociali comasche si uniscono e chiamano la città a prendere posizione contro un’iniziativa di propaganda annunciata per sabato 14 febbraio, a sostegno di una proposta di legge sulla cosiddetta “re-migrazione”.

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Comune No King/ Adesione storica allo sciopero contro Rapinese

«Sciopero comune di como. Sindaco, abbiamo fatto la conta: 51% d3 dipendenti in sciopero! Il dato definitivo confermato da Palazzo Cernezzi: 249 dipendenti in sciopero a fronte di 239 presenti a cui si sommano 23 dipendenti precettat3 (obbligat3 ad essere presenti). Piu di un3 dipendente su due ha deciso di rinunciare ad una giornata di paga per non rinunciare alla propria dignità lavorativa. Un’adesione altissima e mai vista prima, è il segnale forte e chiaro che le cose così non vanno, nel merito e nel metodo. L’amministrazione non può più ignorare * dipendenti e le loro richieste né perseverare con atteggiamenti ricattatori e di prepotenza». [Rsu, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Cobas Pi, Cse Flfp]

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