Fotostoria e Video/ Sciopero unitario vigilanza e sicurezza

Con lo slogan Fermiamo tutto, lavoratrici e lavoratori della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza della provincia di Como hanno scioperato e partecipato al presidio corteo il 26 settembre. «La nostra pazienza ha un limite. E quel limite è stato superato. Nonostante gli sforzi profusi per l’avvio tempestivo del tavolo per il contratto integrativo provinciale, le associazioni datoriali hanno opposto un secco rifiuto alle rivendicazioni sindacali. Dopo il fallimento delle procedure di raffreddamento, alle organizzazioni sindacali non resta che mobilitare lavoratrici e lavoratori del settore, in una protesta divenuta ormai inevitabile. La responsabilità dello sciopero è di chi si è dimostrato sordo al grido di aiuto di un intero settore, in sofferenza da anni ed ormai privato di ogni dignità» [Cgil Filcams, Cisl Fisascat, Uiltucs].

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Elisir di Pace per la Palestina al Sociale

Al termine della prima dell’Elisir d’amore che apriva la stagione lirica del teatro Sociale è apparsa la bandiera palestinese ed è stato letto un comunicato condiviso dal teatro in tutte le sue componenti. È stato ricordato che Como è città messaggera di pace, gemellata anche con Nablus e Netanya. ( ndr. Como è una delle prime città al mondo ad essere stata riconosciuta dall’ Onu con il titolo di “Città messaggera si pace”.

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26 settembre/ Giornata internazionale per l’eliminazione delle armi nucleari

Venerdì 26 settembre dalle 20 le mura di Como saranno illuminate di rosso in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione delle armi nucleari. L’iniziativa del Comune di Como intende sensibilizzare sul tema della messa al bando di tali armi.

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Fatti non fregate

Non si deve cadere nella trappola bellica di Crosetto e Meloni che è bene ricordarlo recitano parti diverse di una stessa feroce commedia. Non aiuta la Flotiglia una nave da guerra, per salvare la faccia e dare all’opinione pubblica la sensazione che solo la violenza delle armi può mettere in sicurezza perfino una missione umanitaria. Il problema non è solo che la Fregata, corrispondendo al suo nome, lascerà la Flotilla quando entrerà nella acque che Israele considera, con al consueta violazione delle leggi internazionali, sue. Il problema è che al governo italiano non si chiede di giocare alla guerra fingendo di proteggerci qui e sul mare. La richiesta dei pacifisti, di noi dell’Arci che in quella flotilla abbiamo persone carissime non solo eroiche, ma esseri umani che affrontano il pericolo per il popolo palestienese e per tutti, è che Meloni e Crosetto, Taiani e gli altri complici del genocidio italiani e europei cessino la vendita di armi e l’appoggio indecoroso e criminale che permette al governo di Israele di compiere misfatti inauditi, crimini contro l’umanità. La Fregata la vendano per trasformarla in una nave disarmata e disarmante e per dare aiuto alla popolazione ovunque le guerre dei mercanti d’armi affamano, dilaniano, uccidono persone, popoli ambiente. [Gianpaolo Rosso, presidente Arci Como]

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Reportage di Alle Bonicalzi/ Presidio per Gaza

Bandiere, striscioni, cartelli, volti, riflessi e la presenza inopportuna e pericolosa di automobili che hanno attraversato il partecipatissimo presidio in via Volta documentate nelle immagini di Alle Bonicalzi, ecoinformazioni.

Reportage di Massimo Borri/ Presidio per Gaza

In via Volta, avanti alla Prefettura, il 25 settembre a riempire la strada che pure non è stata chiusa la traffico, le attivste e gli attivisti per Gaza, per la Flotilla perché la guerra si messa fuori dalla storia. Le immagini di Massimo Borri, ecoinformazioni.

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ecoinformazioni on air/ Como con Gaza e la Flottilla

Il servizio di Camilla Pizzi nell’edizione delle 19,45 del 25 settembre di Metroregione di Radio popolare. Stasera a Como, davanti alla Prefettura, si è tenuto un presidio di quasi due ore per la Palestina e a sostegno delle navi della Global Sumud Flotilla dirette verso Gaza, già prese di mira da continui attacchi con i droni.

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