Fatti non fregate
Non si deve cadere nella trappola bellica di Crosetto e Meloni che è bene ricordarlo recitano parti diverse di una stessa feroce commedia. Non aiuta la Flotiglia una nave da guerra, per salvare la faccia e dare all’opinione pubblica la sensazione che solo la violenza delle armi può mettere in sicurezza perfino una missione umanitaria. Il problema non è solo che la Fregata, corrispondendo al suo nome, lascerà la Flotilla quando entrerà nella acque che Israele considera, con al consueta violazione delle leggi internazionali, sue. Il problema è che al governo italiano non si chiede di giocare alla guerra fingendo di proteggerci qui e sul mare. La richiesta dei pacifisti, di noi dell’Arci che in quella flotilla abbiamo persone carissime non solo eroiche, ma esseri umani che affrontano il pericolo per il popolo palestienese e per tutti, è che Meloni e Crosetto, Taiani e gli altri complici del genocidio italiani e europei cessino la vendita di armi e l’appoggio indecoroso e criminale che permette al governo di Israele di compiere misfatti inauditi, crimini contro l’umanità. La Fregata la vendano per trasformarla in una nave disarmata e disarmante e per dare aiuto alla popolazione ovunque le guerre dei mercanti d’armi affamano, dilaniano, uccidono persone, popoli ambiente. [Gianpaolo Rosso, presidente Arci Como]
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