Il ricordo dei “folgorati dall’Europa” alla stazione Como San Giovanni
Nel pomeriggio del 28 febbraio alla stazione di Como San Giovanni si è tenuta una manifestazione della rete Como Senza Frontiere in ricordo delle persone uccise dalle poitiche della Fortezza Europa, come Youssuf Diakite e Mohamed Kouji. Con loro si ricordano anche migranti, profughi, rifugiati e tutte le vittime di un sistema di accoglienza discriminatorio.
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Dato che gli alberi non hanno bisogno di permesso di soggiorno, se ne stanno ancora lì, nei giardini di Como San Giovanni. Specialmente i cedri, davvero imponenti, intorno ai quali si svolgeva l’estate scorsa la vita quotidiana dei migranti. Per lo più i cedri sono alberi africani (marocchini, dei monti dell’Atlante), oppure mediorientali (i cedri del Libano). È un po’ come per i platani: o sono nordamericani (Platanus occidentalis) o asiatici (Platanus orientalis). E così per molte altre specie, importate un tempo da terre lontane e naturalizzate senza difficoltà. Una comunità multietnica allegra e plurilingue c’è ancora davanti alla stazione.



