comunicazione

17 e 18 febbraio/ Seminario di formazione alla facilitazione

ecof_seminariofacilitazione2018_web.jpgLa Cooperativa sociale Ecofficine di Como, in collaborazione con L’isola che c’è, organizza alla propria sede in via Regina Teodolinda 61 a Como un Seminario di facilitazione, che si terrà nei giorni sabato 17 e domenica 18 febbraio, dalle 9,30 alle 17 (pranzo condiviso).
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Seicento…e una volta grazie

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Sei blog (e relativi autori/ autrici) che vanno ad estendere ancora di più l’attività di ecoinformazioni nel promuovere l’informazione con le spine. Tante persone intervenute a dimostrarci il loro interesse e la loro simpatia, all’incontro da noi organizzato nel pomeriggio di giovedì 30 novembre al Centro civico in via Collegio dei dottori 9. Tanti nuovi soci e tante nuove socie di un circolo Arci che, per quanto piccolo, per vent’anni ha “alzato il volume senza alzare la voce”; che sta conoscendo in questi giorni una inauspicata (e, date le circostanze, inauspicabile) impennata di popolarità, ma che, in buona e in cattiva sorte, mantiene la qualità e la trasparenza come primi principi d’azione.
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VIII Festival della fotografia etica a Lodi. Impressioni quasi-istantanee

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Si è aperto sabato 7 e si concluderà domenica 29 ottobre il Festival della fotografia etica di Lodi, giunto quest’anno alla sua VIII edizione. Qui un accorato invito a posteriori a visitare l’evento:

Operatori e analisti del mondo dei media concordano nel riconoscere all’immagine il primato dell’impatto comunicativo in questa fase storica segnata, per non dire “governata”, dalla tecnologia del tempo reale. Tra campagne politiche condotte a raffiche incrociate di tweet, videostorie effimere sui social media e intere relazioni  – professionali o affettive – condotte sulle piattaforme di messaggistica istantanea, i contenuti si avvicendano rapidamente e senza soluzione di continuità. Per mantenere alta l’attenzione, diventa imperativo condensare “tutto e subito”, cercando – ottimisticamente – di trovare un punto di equilibrio tra la qualità e la quantità, tra la frequenza e la persistenza dell’informazione. Evitando, nel frattempo, spiacevoli fraintendimenti.

E l’immagine come medium comunicativo è, quasi per definizione, più accessibile del linguaggio verbale, parlato e soprattutto scritto.  I sensi, generalmente, processano uno stimolo esterno più velocemente dell’intelletto. Perciò, un’economia della comunicazione centrata sull’immagine rischia (intende?) cominciare ed esaurirsi in essa, assorbendo tutta l’attenzione, riducendo al minimo – intenzionalmente o meno –  la rielaborazione razionale, la ricerca di implicazioni che l’immagine suggerisce, senza mostrare apertamente, o viceversa veicolando significati estranei alla realtà.

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Un’iniziativa come il Festival della fotografia etica parte da tali presupposti per restituire coerenza nella relazione tra ciò che si vede e ciò che realmente è, attirando l’attenzione dell’occhio con fotografie tanto schiette ed eloquenti quanto esteticamente raffinate, consolidando la consapevolezza con la parola scritta, e avviando un percorso di riflessione, e magari di impegno personale, anche a osservazione avvenuta.
Questo il fil rouge che mette in relazione tra loro autori le cui estrazioni e sensibilità etica e artistica sarebbero altrimenti assai differenti le une dalle altre; autori tra cui vanno inclusi non soltanto i fotografi in quanto tali, ma anche chi si è occupato della documentazione didascalica dei lavori presentati nelle sedi del festival (le didascalie sono parte integrante e per nulla subordinata della rassegna) e di chi è stato capace di creare un percorso coerente nella sua ampiezza geografica, cronologica e tematica, che parte da un reportage sui “voli della morte” di cui furono vittima migliaia di desaparecidos argentini negli anni di dittatura militare per arrivare fino ai drammi contemporanei dell’individuo, del gruppo e della società, con qualche più raro e prezioso momento di felicità. Si tratti di appassionata denuncia o intima condivisione, l’obiettivo fotografico e la descrizione didascalica riescono, quasi senza eccezione, a creare un legame di empatia tra osservatore e soggetto, attraverso l’invisibile ma presente medium del fotografo.

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Impossibile riassumere in un elenco i reportages , i concorsi tematici e gli scatti (con didascalia) “più impressionanti”  (qui il programma completo di quest’anno), per evidenti questioni di quantità, equità e soggettività nel giudizio. Inammissibile la possibilità di osservare  – e ascoltare, poiché anche di incontri e di dibattiti si compone l’iniziativa – i contributi senza uscirne emotivamente e razionalmente scossi, senza il bisogno di denunciare e di correggere per quanto possibile i torti subìti dalla giustizia e perfino dalla logica ovunque nel mondo. Imperdibile l’evento, che val bene una giornata a Lodi, bella cittadina a meno di due ore da Como. Anche nella nostra città, peraltro, il concetto di “fotografia etica” ha trovato, soprattutto in tempi recenti, ampie e ammirevoli possibilità di espressione, a ulteriore incoraggiamento per una visita a questo meritevole “fuori porta”.
[Alida Franchi, ecoinformazioni – la foto a metà articolo è tratta dal reportage Destino Final di Giancarlo Ceraudo, in esposizione al festival di quest’anno]

Qui le informazioni su raggiungibilità, biglietti e tariffe

Qui i contatti utili

 

Ius soli / Cgil Como aderisce alla staffetta dello sciopero della fame

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Si trasmette il comunicato con cui Cgil Como comunica, sabato 7 ottobre, la propria decisione di aderire alla staffetta dello sciopero della fame per lo Ius soli:

«Como, 7 ottobre 2017
La segreteria della Camera del Lavoro di Como aderisce alla staffetta dello sciopero della fame per lo Ius soli.
Il segretario provinciale Giacomo Licata, Chiara Mascetti e Matteo Mandressi si daranno staffetta digiunando nei giorni 11-12-13 ottobre. “Ci sono battaglie di civiltà per noi irrinunciabili – spiega Licata – è arrivato il momento di cambiare anche il racconto pubblico sull’immigrazione, ostaggio di pregiudizi, luoghi comuni e vere e proprie bugie che, invece di contrastare, la politica spesso sceglie di cavalcare per guadagnare consenso. Il dibattito interno alla politica rischia spesso di avvitarsi sul nulla, in una spirale di autoreferenzialità che allontana dai temi veri e dalle persone. Noi non vogliamo rinunciare a una legge giusta e di civiltà: abbiamo deciso di aderire allo sciopero della fame di insegnanti e parlamentari per l’approvazione immediata dello ius soli. Siamo convinti che se si realizzano leggi giuste che riconoscono i diritti delle persone si rende più sicuro e più moderno il Paese, si rafforzano le istituzioni e la democrazia. Un bambino nasce in Italia, frequenta le nostre scuole, condivide con i suoi coetanei abitudini e stili di vita non può non essergli consentito di oltrepassare l’uscio della porta che gli darebbe accesso alla cittadinanza italiana”.»

 

Libera Como/ A proposito dei fatti della scorsa settimana a Cantù

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Si trasmette in forma integrale il comunicato emanato dal coordinamento Libera di Como:

La zona nera che è quella della criminalità organizzata, quella dove si fanno affari sporchi e dove si delinque. La zona bianca è quella dei buoni esempi. Quella di chi denuncia le malefatte altrui. Quella di chi non fa affari con la mafia e delle persone corrette che lottano tutti i giorni per un mondo migliore. La zona grigia è la zona che rappresenta chi, con il suo comportamento, favorisce l’insediarsi della criminalità organizzata. E’ il luogo dove tutti tacciono.”
Raffaele Cantone

Cari cittadini,
a seguito dei recenti avvenimenti abbiamo deciso di inviarvi questa lettera: non vogliamo tanto commentare quanto accaduto, quanto riflettere sullo stile che riteniamo necessario tenere di fronte agli atteggiamenti mafiosi che ogni giorno incontriamo ma non riconosciamo.
Sarebbe troppo semplice in questo momento arrabbiarsi e scendere in piazza dimenticando che la Mafia si deve combattere quotidianamente informandosi, ricordandosi di scegliere da che parte stare e testimoniandolo con gli atteggiamenti. Vi invitiamo ad informarvi per cercare di capire; vi invitiamo a non smettere di parlare di quanto accaduto in modo costruttivo, per far sì che sempre più persone si rendano conto di queste dinamiche; vi invitiamo a partecipare attivamente avendo a cuore il bene comune: solo in questo modo potremo cambiare le cose! Ci auguriamo che la vostra presenza possa essere numerosa ad incontri e occasioni che divulgheremo per approfondire l’argomento.

Stefano Tosetti, referente del coordinamento di Libera Como, aggiunge:

Dobbiamo riconoscere, una volta per tutte, che l’arma più potente che abbiamo è quella di essere cittadini informati e consapevoli. Informati per poter leggere la realtà che ci circonda e consapevoli che sono le nostre scelte quotidiane, anche quelle più semplici e apparentemente irrilevanti, a creare la società che abitiamo. Ciascuno con le proprie responsabilità, a seconda del proprio ruolo, è necessario che tutti abbiano una nuova consapevolezza della società in cui vivono a cominciare dalle classi dirigenti politiche, imprenditoriali e sociali. Solo così saremo in grado di contrastare efficacemente fatti gravi come quelli che oggi ci hanno sconvolto e indignato.

Coordinamento di Libera Como e Presidio “Gianluca Congiusta e Lollò Cartisano” di Libera in Cantù

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around_accademia_galli_miniCon Stefano Boeri, architetto e urbanista – già assessore alla Cultura, Expo, moda e design di Milano a Como, mercoledì 22 gennaio alle 18 nell’Aula Magna dell’Accademia Aldo Galli in via Petrarca 9 a Como per la rassegna a cura di Tommaso Sacchi «di incontri pubblici intorno ai temi della comunicazione e della produzione culturale contemporanea. L’hashtag per il live twitting utilizzato per l’incontro con Stefano Boeri sarà #FareDiPiuConMeno». Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Como social media

socialcomovLorenzo Spallino, l’assessore a pianificazione urbanistica, edilizia privata, informatizzazione e statistica del Comune di Como, presenta con un primo rapporto, Stato delle azioni di informatizzazione del Comune di Como in ambito social, un bilancio non trionfalistico che descrive ciò che è stato fatto senza negare la grandezza del percorso ancora da compiere e segna l’evidenza di un grande sforzo per realizzare innovazione con le risorse tecnologiche e con le professionalità presenti tra i dipendenti senza esternalizzare servizi o adire a costose consulenze di privati, ma valorizzando le capacità della pubblica amministrazione. (altro…)

Nono appuntamento on-line con La piazza virtuale organizzata da l’AltraComo

Dei quattro temi previsti ne sono stati affrontati solo due: Differenziata = Cemento e Trenta articoli veri, nasce un nuovo giornale antagonista, per lasciare spazio ai commenti dei partecipanti.

Alle 21.30, come di consueto, gli organizzatori hanno aperto la serata salutando la ventina di presenti e presentando il primo ospite Paolo Sinigaglia appartenente al gruppo politico Paco (Progetto per amministrare Como), che da un paio di mesi sta denunciando i paradossi della raccolta differenziata comasca. «Le prime cose che ci hanno fatto arrabbiare – ha spiegato Sinigaglia – sono state le modalità di valutazione delle aziende che ora gestiscono il servizio (Acsm ambiente ed Econord in Ati, Associazione temporanea di imprese) alle quali la Giunta comunale ha prorogato la gestione del servizio integrato (raccolta, smaltimento dei rifiuti e pulizia delle strade) per due anni nel 2007, durante la campagna elettorale».
Il giudizio della commissione di funzionari del Comune di Como – ha continuato Sinigaglia – ha assegnato 65,45 punti su 70 all’Ati per la pulizia delle strade e 25 punti su 25 per raccolta e smaltimento rifiuti, con questi punteggi le due aziende dovrebbero fornire un servizio eccezionale. Alla fine del 2005 il Comune di Como ha deciso di sospendere la pulizia meccanizzata di 66 strade, il 58 per cento di quelle allora pulite con il sistema meccanizzato. Bruno Magatti, capogruppo di Paco, ha fatto diverse interrogazioni in Consiglio senza ottenere alcuna risposta soddisfacente, allora abbiamo deciso di indagare meglio. Magatti ha visitato, da gennaio a marzo, Acsm ambiente, Econord e la piattaforma ecologica della Guzza. Il capogruppo ha scoperto che Acsm ambiente si occupa solo della raccolta ed Econord dello smaltimento, ma una volta preso in carico il materiale non è tenuta a far sapere come lo utilizza. Gli addetti della piattaforma ecologica dividono il sacco viola, contenente carta, plastica e metallo e separano solo i contenitori di plastica, mentre il resto del materiale viene triturato e va a formare Cdr (Combustibile da rifiuti).
«Per 14 anni tutti a Como – ha sottolineato Sinigaglia – abbiamo pensato che tutto il materiale del sacco viola avesse uno smaltimento differenziato, mentre il 90 per cento viene impiegato come combustibile per alimentare altiforni e probabilmente la cementeria di Merone è uno di questi».
«Il punto è che se vuoi recuperare il materiale devi differenziarlo all’origine – ha continuato Sinigaglia – devi prevedere la raccolta differenziata porta-a-porta di almeno 5 categorie diverse di materiale, come fanno altri Comuni lombardi e prevedere la realizzazione di almeno altre 2 piattaforme ecologiche. Abbiamo proposto una delibera di indirizzo per il Consiglio comunale che impegnerà (se approvata) la Giunta a seguire i nostri criteri. Abbiamo proposto che ci siano dei meccanismi che vadano a scontare la raccolta differenziata dei cittadini sulla tassa rifiuti: più differenzi, più risparmi, sia in maniera individuale che collettiva».
La delibera di indirizzo dovrà passare per tutte le circoscrizioni e poi per i consigli comunali, fin’ora ha già raccolto sedici firme del Consiglio comunale (tutta l’opposizione più uno della maggioranza). «Questo è il massimo che potevamo fare dal punto di vista politico, dal punto di vista dell’informazione abbiamo già fatto due incontri uno ad Albate e uno a Lora e pensiamo di farne altri se magari ci aiutate anche voi». Per chi volesse approfondire Sinigaglia ha ricordato il link al sito di Paco www.paco.co.it.
Sabina Barca, responsabile per il nord Italia di T.A.V., Trenta articoli veri ha illustrato invece il progetto del «nuovo giornale antagonista». L’idea del giornale è stata lanciata il giorno del V-Day – ha spiegato Sabina – «il nostro vuole essere un progetto di informazione dal basso dove tutti concorrono al reperimento e selezione degli articoli per poi elaborarli con esperti del settore». L’obiettivo finale è quello di realizzare un mensile cartaceo a distribuzione nazionale a colori con un formato simile a L’Espresso cui si affiancherà un giornale web.
La linea editoriale del giornale è basata su sei punti: fare informazione a 360°; difendere la Costituzione e la legalità democratica; dire No ad ogni guerra; difendere i diritti sociali e civili dei cittadini; difendere l’ambiente e il territorio; difendere la laicità dello stato. L’editore è l’associazione di volontariato senza fini di lucro Mani Libere e il direttore è Luca Mattiucci, già collaboratore di Annozero. «Chiunque può partecipare – ha concluso Sabina Barca – sia come giornalista che come attivista, finanziando il progetto». [Greta Pini, ecoinformazioni]

Il Meet up di Como si presenta alla Piazza virtuale

Saltato l’intervento sulla Street parade, per la defezione all’ultimo momento dell’ospite, l’ottavo appuntamento con la Piazza virtuale di AltraComo, tenutosi lunedì 19 maggio, è stato incentrato sulla presentazione del Meetup di Como, che ha suscitato qualche polemica tra la ventina di partecipanti.

In attesa dell’ospite della prima parte della serata i partecipanti alla chat hanno ampliamente commentato la decisione del Comune di Como di chiudere il dormitorio pubblico per i mesi estivi. «La nostra amministrazione non ha la minima intenzione di occuparsi del problema – ha sottolineato un partecipante alla Piazza virtuale – oltretutto sono obbligati per legge ad avere un dormitorio aperto tutto l’anno, ma evidentemente non se ne preoccupano. La mia idea è che questo fa parte della loro strategia per evitare che le persone possano aggregarsi e possano mettere in luce le contraddizioni di questa società». In altri interventi è stata lamentata la mancanza di luoghi dove incontrarsi fisicamente, discutere di queste problematiche e attivarsi non solo per sensibilizzare i cittadini, ma per approntare azioni concrete.
Dopo qualche minuto di attesa gli organizzatori hanno deciso, non avendo notizie dell’ospite che avrebbe dovuto parlare della Street parade, di passare al secondo argomento della serata, presentando Paolo, portavoce dei grillini della provincia comasca. «Il Meetup di Como è nato quasi un anno fa – ha spiegato Paolo – il 27 maggio 2007. Ho aperto il Meetup perché ero sorpreso che nella mia città non ci fosse un gruppo di questo tipo. L’ho fatto per scherzo e senza dire nulla a nessuno, poi come per magia sono iniziate le iscrizioni, ora siamo circa 230 anche se gli “operativi”, ovvero le persone che partecipano attivamente sono solo una ventina». «Dopo un annetto – ha continuato il portavoce – il gruppetto si è formato: l’idea è quella di parlare alle persone e fargli notare che c’è un’altra realtà rispetto a quella che ci mostra la televisione, ma anche di diventare una sorta di megafono attraverso il quale amplificare la voce di altre associazioni ed enti presenti sul territorio». Le parole di Paolo non devono aver convinto un partecipante alla chat che ha cominciato a provocare il grillino su vari temi (dalla chiusura del dormitorio, alla Notte bianca, alla mancanza di un centro sociale) per poi accusarlo di essere intervenuto «non per parlare del tema ma per pubblicizzare il Meetup e con tanti non so!».
«Secondo me Como è una città “appena appena” chiusa – ha ripreso Paolo, cercando di continuare la discussione – c’è gente tutto sommato buona, ma si fa incredibilmente e ostinatamente gli affari suoi. Bisogna riuscire a coinvolgere la gente, a sensibilizzarla. Non è facile, forse è impossibile, ma bisogna provarci. Le uniche difficoltà sono il tempo e le persone, su Internet è facile parlare, progettare, ma nel concreto, quando c’è da mettere la faccia, i soldi, e il tempo le cose cambiano». Dopo diversi minuti spesi per discutere sulla necessità di creare un centro di aggregazione e sul termine più idoneo da utilizzare per definirlo (centro sociale, punto d’incontro, centro giovanile, ecc.) il dibattito si è arenato sulla necessità, sostenuta da alcuni e non condivisa da altri, di cercare un confronto sulle problematiche locali a prescindere dall’appartenenza politica e dalla mediazione dei partiti.
Paolo ha poi ricordato che il Meetup sarà presente sabato 24 maggio a Porta Torre per raccogliere firme per il V-day informazione, a favore di tre referendum per l’abolizione dell’ordine dei giornalisti, la cancellazione dei contributi pubblici all’editoria e l’eliminazione del Testo unico Gasparri sulla radiotelevisione.
Gli organizzatori hanno chiuso la serata poco dopo le 23, ma hanno lasciato il canale a disposizione dei partecipanti, che ne hanno approfittato, proseguendo per oltre un’ora a dibattere. [Greta Pini, ecoinformazioni]

Elezioni e nuovo ospedale Sant’Anna i temi del settimo appuntamento con la Piazza virtuale

Cresce l’interesse per la Piazza virtuale organizzata da AltraComo, 53 i partecipanti alla serata di giovedì 17 aprile durante la quale sono stati analizzati i risultati elettorali e si è parlato delle problematiche connesse alla realizzazione del nuovo ospedale Sant’Anna.

La Piazza virtuale è comiciata con qualche minuto di ritardo, protagonista della prima parte della serata è stato Riccardo Lisi, laureato in statistica, che ha analizzato per mezzo di tabelle e grafici i risultati delle elezioni.
«Ci sono delle cose sorprendenti – ha esordito Lisi, facendo riferimento ai dati da lui elaborati – Veltroni, ad esempio, ha guadagnato circa un milione e mezzo di voti rispetto al 2006, lo stesso dicasi di Berlusconi. Sono i fenomeni di cannibalizzazione degli altri partiti che in buona parte hanno funzionato. Se si considerano i voti relativi al Senato, in termini di voti veri e non di percentuali, Veltroni è salito di un milione e seicento mila e Berlusconi di un milione e seicentotrentuno mila». Lisi ha chiarito che i dati sono complicati da ricavare perché il nostro sistema elettorale «è come il vestito di Arlecchino», bisogna sommare al totale dell’Italia i dati relativi alla Val d’Aosta e al Trentino Alto Adige, che hanno sistemi basati sulle «beneamate preferenze» e i seggi all’estero, di prevalenza del centrosinistra.
«Queste elezioni hanno mostrato che l’Italia ha ormai, come del resto già avveniva in Lombardia, un elettorato poco fedele, molto fluido, tranne con un partito, il cui leader è mitizzato dai suoi, la Lega appunto. I partiti sono strutture rigide per natura, ma nelle schede forse proprio la Lega è l’unico simbolo costante». Alcuni partecipanti alla chat hanno fatto notare a Lisi che anche il «fattore Grillo» ha avuto la sua importanza «ha fatto presa su una parte dell’elettorato della Sinistra l’Arcobaleno inducendolo all’astensione». Lisi si è trovato d’accordo con questa considerazione e ha aggiunto che le proposte di Grillo hanno convinto soprattutto gli elettori di sinistra perché più autocritici e che un altro aspetto da non sottovalutare è stato il ruolo dei media e degli opinion leader che hanno spinto verso un sistema di tipo americano.
Il problema principale è il sistema di voto – ha continuato Lisi – che in Italia prevede sia il premio di maggioranza che alte soglie di ingresso. «Una certa carenza matematica c’è sempre stata tra i politici e in genere tra i cittadini italiani – ha sottolineato il relatore – ma stavolta davvero si è giocato senza badare alle regole, che sono strane ed eterogenee. È come se una partita di calcio avesse regole differenti se si svolge ad Aosta o se due squadre italiane giocano in Germania. Le regole sono uguali per tutti, io sono contro il maggioritario da sempre, mi sembra poco democratico». Dopo varie riflessioni dei partecipanti alla chat sul possibile futuro della Sinistra l’Arcobaleno, gli organizzatori hanno chiuso la prima parte della serata ringraziando Riccardo Lisi per la disponibilità.
Antonio Muscolino di Medicina democratica, è stato invitato per illustrare le problematiche connesse alla realizzazione del nuovo ospedale Sant’Anna, che sta per sorgere fuori dalla città di Como. Muscolino ha spiegato che i fondi per la costruzione della struttura si stanno reperendo tramite un sistema di project financing, che prevede il coinvolgimento di soggetti privati, in questo caso una cordata guidata da Pirelli real estate, nella realizzazione, nella gestione e soprattutto nell’accollo totale o parziale dei costi di questa opera in vista di guadagni futuri. «Ovviamente Pirelli e Telecom non lo fanno per il loro buon cuore – ha sottolineato Muscolino – e neanche per migliorare le condizioni sanitarie della provincia di Como. La cordata avrà in gestione tutti i servizi cosiddetti no-core, non strettamente sanitari, per 25 anni e 8 mesi».

Questa esternalizzazione, controllata dalla cordata – ha continuato il relatore – metterà a rischio i posti di lavoro di 118 lavoratori e di 108 ausiliari che prestano oggi servizio al Sant’Anna e avrà notevoli conseguenze sul futuro della sanità a Como. «Si lascerà “campo libero” in città – ha continuato Muscolino – all’ospedale Valduce e il Sant’Anna sarà ancora più spinto ad entrare in concorrenza con le altre strutture regionali, dimenticandosi ancora di più dei bisogni sanitari del territorio».
Durante le varie fasi del progetto – ha spiegato il relatore – non sono stati mai coinvolti né i dipendenti, né la popolazione, né tanto meno le organizzazioni sindacali, nonostante le continue richieste. «In questi anni sono state organizzate manifestazioni, scritti documenti e un “libro bianco”, – ha concluso Muscolino – ma il tutto è stato sopito poiché troppo “politico”. Credo sia opportuno invece cercare di “uscire dall’ospedale”. All’interno vige un forte corporativismo, per cui le professionalità non toccate difficilmente si mobiliteranno per le altre figure e cercare un coinvolgimento della società civile e credo che questa Piazza virtuale sia una buona occasione per far conoscere queste problematiche». [Greta Pini, ecoinformazioni]

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