Genova 2001

G8 di Genova: alla scuola Diaz ci fu tortura/La Corte europea condanna l’Italia

(FILES) This file picture taken on JulyCon un comunicato stampa l’Arci nazionale torna a chiedere a gran voce l’introduzione del reato di tortura dopo la condanna impartita all’Italia dalla Corte europea per i fatti di Genova 2001.

«La Corte europea dei diritti umani ha condannato il nostro paese non solo per le violenze e torture commesse nel 2001 dalle forze dell’ordine alla Diaz, ma anche per la mancanza di una legislazione adeguata a punire il reato di tortura. Si sancisce così, finalmente, a 14 anni dal G8 di Genova che, come denunciò subito Amnesty International, in Italia si assistette alla più grave sospensione della democrazia in un paese occidentale. La democrazia formale e sostanziale venne sospesa con un atto di imperio dall’allora governo Berlusconi per dare via libera alla brutale repressione dei movimenti di protesta che portò alla uccisione di Carlo Giuliani, al ferimento di molti manifestanti, alle violenze continue sui fermati, alla messa in stato di assedio di un’intera città. La Corte di Strasburgo ci dice oggi che si è potuti giungere a queste conclusioni solo a diversi anni di distanza per la mancata collaborazione e il boicottaggio delle forze di polizia impegnate in quelle giornate, con la evidente copertura del ministeri competenti e del governo nel suo complesso. Quelle torture commesse alla Diaz e a Bolzaneto contro manifestanti pacifici e inermi non sono mai state punite, dal momento che nel nostro codice penale il reato di tortura non è contemplato, a differenza della maggior parte dei paesi europei che lo prevedono come fattispecie specifica per i pubblici funzionari. La proposta di legge che introduce questo tipo di reato è all’esame del Parlamento da più di due anni. Qualsiasi rinvio non è più accettabile. Quel che è successo a Genova resta, per chi vi ha partecipato e per il nostro sistema democratico, una ferita aperta e insanabile. Non può quindi essere dimenticata. Per questo da anni chiediamo verità e giustizia. Lo dobbiamo alle vittime della repressione e alle loro famiglie, lo dobbiamo alla salvaguardia della democrazia nel nostro paese. Perché non possa mai più accadere. Il tempo è adesso.» [Arci Nazionale]

Genova 2001: noi il futuro, loro la repressione

Una cronaca di quanto avvenuto a Genova dieci anni fa, scritta di getto appena tornata da Genova nel luglio 2001, da Clelia Tagliabue (Associazione Il Ponte di Cantù) e solo ora resa pubblica. Nel testo la gioia di essere parte di un movimento che con grande intuizione politica aveva dettato l’agenda per la trasformazione verso un nuovo mondo possibile, la paura e la rabbia per la repressione insensata e violenta. Un contributo alla storia di quelle giornate dal punto di vista del Commercio equo e solidale comasco, una delle componenti esenziali del movimento dei movimenti. (altro…)

Genova 10 anni dopo su Altraeconomia

La mattanza della Diaz, il carcere di Bolzaneto, la morte di Carlo Giuliani. A dieci anni dal G8 di Genova, Altreconomia dedica sul numero di luglio/agosto uno speciale di sei pagine a quelle giornate, “i giorni in cui il futuro ci colpì in testa”. Vittorio Agnoletto e Lorenzo Guadagnucci ricostruiscono le ragioni di un movimento che intuì la crisi in arrivo e suggerì (inascoltato) le modalità per affrontarla. Enrico Zucca, il pm che ha istruito i processi per la scuola Diaz e contro l’allora capo della polizia Gianni De Gennaro, analizza “la consegne del silenzio”, la rete di complicità istituzionali che ancora oggi impedisce di far luce sui fatti di Genova. Con un’intervista a Livio Pepino, magistrato, già membro del Csm, sull’inadeguata gestione della piazza. E tutte le info per tornare a Genova, dal 19 al 24 luglio, per celebrare il decennale del G8.

20 luglio 2001

Sono passati molti anni dal quel luglio 2001 nel quale la manifestazione nonviolenta di migliaia di donne e uomini impegnati per la costruzione di un Nuovo mondo possibile fu repressa dalla violenza delle “forze dell’ordine”. I processi hanno stabilito ormai con chiarezza che si sviluppò in quei giorni una trama reazionaria e violenta contro pacifici manifestanti con l’intenzione di costringere il movimento in una spirale di violenza. Non accadde, nonostante l’uccisione di Carlo Giuliani, nonostante la violenza squadrista della Diaz. In quei giorni ecoinformazioni era a Genova e fece a Como la sua parte di libera informazione.

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