Sisme

Sisme/ continua lo sciopero

SismeContinua a oltranza la protesta e la moblitazione  dei 494 operai della fabbrica di Olgiate Comasco cominciata mercoledì. L’azienda ha annunciato l’esubero di 223 persone. L’incontro fra azienda e sindacati non è servito a trovare l’intesa su quarto anno di solidarietà e mobilità volontaria incentivata

Sisme/ Braga e Guerra preoccupati per la rottura delle trattative alla

SismeSulla vicenda della fabbrica metalmeccanica di Olgiate Comasco intervengono i due deputati democratici: «Preoccupazione per la rottura delle trattative. Insieme al Ministero e a Regione Lombardia percorriamo tutte le strade per non sprecare la possibilità di mantenere il lavoro sul territorio»

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Sciopero e mobilitazione permamente alla Sisme

SismeDoppio presidio dei lavoratori nella giornata di mercoledì 6 novembre, dall’alba fuori dai cancelli della fabbrica e davanti alla sede di Confindustria. Fumata nera dopo l’incontro fra azienda e sindacati: «Insufficiente dal punto di vista economico per gestire l’emersione della volontarietà», scrivono i rappresentanti dei lavoratori, che proclamano da giovedì 7 novembre sciopero e mobilitazione permanente. 

Sisme: presidio davanti alla Sisme

300768_4743280_20111121_1_16042604_mediumDopo la tardiva comunicazione dell’azienda della chiusura dell’azienda per tre giorni, sindacati e Rsu hanno organizzato alle 8 di giovedì 26 settembre un presidio davanti ai cancelli della fabbrica. «Il piano industriale di Sisme va riscritto», tuonano le parti sociali

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Sisme: i sindacati rifiutano il piano proposto dall’azienda

300768_4743280_20111121_1_16042604_mediumAltro capitolo della vicenda Sisme. I sindacati contestano il piano proposto dall’azienda che prevede, nel 2014, 226 esuberi su 494 occupati attuali. «Si vanificano gli sforzi fatti fino ad ora – scrivono Cgil, CIsl, Uil, Cobas – è necessario convocare un tavolo presso il ministero del Lavoro». Richiesto anche l’intervento di Regione e rappresentanze parlamentari

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Sisme: La Fiom spiega la propria posizione

«La soluzione è un piano industriale credibile – per il sindacato metalmeccanico della Cgil –. Se Fim e Uilm acconsentono alla riduzione di premi e diritti, significa che si assumeranno anche la responsabilità di un accordo separato» (altro…)

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