Quasi 150 persone provenienti da diversi percorsi ed esperienze politiche si sono ritrovate alla cena di presentazione del candidato sindaco per il centro sinistra

Venerdì 9 marzo in un salone gremito al Birrificio di Camerlata di Como Mario Lucini ha ricevuto il sostegno delle varie formazioni, movimenti e gruppi che appoggiano la sua corsa alla poltrona di sindaco del capoluogo lariano, a meno di 60 giorni dalle elezioni.

Un incontro che ha ricordato le presentazioni e cene a sostegno all’”americana” in cui, fra gli organizzatori, era predominante l’arancione, divenuto ormai il colore del cambiamento per il centro sinistra da Sarfatti a Pisapia.

La conclusione di un percorso partito già prima delle primarie, un passaggio fondamentale, dato «che sono state una grande occasione di mobilitazione e messa i circolo di energie» ha detto la deputata del Pd Chiara Braga, un’energia che verrà riversata nella campagna elettorale.

«Abbiamo la possibilità di scacciare il centro destra, che ha così mal governato, fuori dall’Amministrazione – la speranza di Gisella Introzzi, candidata alle primarie che presenta ora una lista civica a sostegno di Lucini – bisogna recuperare il rapporto fra politica e cittadini».

«Non ho memoria di un momento come questo – ha dichiarato Bruno Magatti, altro candidato alle primarie, esponente della neonata lista Paco-Sel – un incontro di storie, non voluto all’ultimo momento, ma costruito nel tempo con una determinazione un po’ cocciuta».

Un clima che era effettivamente palpabile nell’aria della sala stipata di rappresentanti del centro sinistra comasco nelle sue più diverse sfaccettature.

La coesione era tangibile data anche la presenza di Marcello Iantorno, candidato anch’egli alle primarie, Tino Magni, coordinatore regionale di Sel, reduce dalla manifestazione della Fiom a Roma, mentre, per il momento, Italia dei valori sta a guardare con simpatia, senza però sciogliere la riserva per un eventuale apparentamento.

«Non voglio più questa amministrazione approssimativa e un po’ cialtrona – è il proposito per il futuro di Lorenzo Spallino, rappresentante della lista civica di esponenti della società civile che appoggia Lucini, prima di lasciar la parola al proprio candidato – voglio persone competenti preparate e appassionate».

«La differenza è stata già data dalla capacità di fare sintesi e coesione – ha affermato un emozionato Mario Lucini, ringraziando caldamente i presenti per il sostegno – noi siamo l’unica coalizione in competizione».

L’obiettivo è porsi in antitesi anche alle modalità di gestione della cosa pubblica del centrodestra, «che si è sempre ritenuto autosufficiente», con «un lavoro di squadra senza personalismi».

Le quattro liste che sosterranno Lucini cercheranno di allargare il proprio consenso senza rubarsi gli elettori fra loro, ma puntando a recuperare tutti coloro che si sono disaffezionati alla politica o si sono dati all’antipolitica.

Fondamentale è poi per Lucini non adagiarsi sugli allori, dopo gli ultimi sondaggi che davano in testa il centro sinistra, ma tenere un alto profilo: «C’è ancora una alta percentuale di indecisi».

«Bisogna smascherare i giochi truffaldini – ha detto il candidato del centro sinistra – Bordoli è il paravento di gruppi di potere vecchi, che hanno rovinato la città, mentre la Lega cerca di smarcarsi».

Stile, sobrietà, apertura e ascolto vogliono essere gli aggettivi che caratterizzeranno l’amministrazione Lucini: «Per coinvolgere le forze vive della città». [Michele Donegana – ecoinformazioni]

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