Giorno: 19 Novembre 2014

22 novembre/ AppXicena

appXicenaSabato 22 novembre
alle 20 a Annje Bonnje in via Borsieri 15 a Como, «incontro conviviale con cibi colorati in sintonia con le suggestioni dell’autunno, idea di EC, a cura di Andrea Pruneri e Loredana Minoretti operatori ed esperti del settore ristorativo» con «piccola degustazione di verdure in diverse cotture, assaggi di baccalà mantecato con polenta, riso ai due colori, tavolette di mela cotogna, dolce al mascarpone con caffè e cioccolato, vini della cantina Colterrae (loc. Alto Adige) “Santa Magdalener”» a 20 euro. Prenotazione obbligatoria al tel. 031.301419, e-mail info@annjebonnje.it.

Como cerca il fornitore per il Wi-Fi

wi fi zone«Sarà individuato attraverso un avviso pubblico il fornitore del nuovo servizio Wi-Fi che sarà attivato dall’amministrazione comunale – spiega una nota –. Il progetto, condiviso e cofinanziato da Regione Lombardia nell’ambito dei Distretti dell’attrattività, prevede la copertura dei seguenti luoghi: piazza Duomo, mercato coperto, passeggiata a lago (da piazza Cavour), giardinetti di via Vittorio Emanuele II, giardini a lago, piazza Martinelli, parco di Villa Olmo e Chilometro della Conoscenza».

Si va avanti sull’autosilo di viale Varese

parcheggio-viale-varese-interrato-2«All’indomani della presentazione da parte dell’impresa Nessi e Majocchi della proposta di un parcheggio in viale Varese, il Comune di Como ha avviato l’istruttoria tecnica sul progetto – spiegano da via Vittorio Emanuele II –. Come previsto dalla legge, l’amministrazione avrà tre mesi di tempo per la valutazione del pubblico interesse e potrà chiedere eventuali modifiche».

 

Il progetto, che era già stato prospettato dalle vecchie Giunte di centrodestra, prevede: «Un parcheggio da 394 posti, 164 in superficie e 230 interrati da realizzare lungo l’asse di viale Varese tra via Gallio/via Garibaldi e via Lucini/via Cattaneo. A fronte di investimento di 10milioni di euro l’impresa ha presentato la richiesta di concessione e gestione dell’area per 30 anni (al termine dei quali la proprietà passerebbe al Comune)». [md, ecoinformazioni]

Sopralluogo sul lungolago

lungolago-riaperto4.jpg_1010865195Palazzo Cernezzi valuta se riesce a riaprire almeno la corsia preferenziale. Lavori in corso nelle vie chiuse.

 

«Alle 18 di oggi [mercoledì 19 novembre] il lago registrava ancora un’altezza sullo zero idrometrico di 135.6 centimetri con un deflusso (portata in uscita dal lago) di 588.1 m3/s e un afflusso (portata in ingresso al lago) di 338.4 m3/s» spiegano dal Comune di Como. «Domattina alle 6 faremo un nuovo sopralluogo – dichiara Pietro Gilardoni, dirigente del settore Reti –. Se ci saranno le condizioni potremmo riaprire alle auto almeno la corsia preferenziale. Senza garanzie di sicurezza non possiamo rischiare. Domattina valuteremo tutte le condizioni».

Infatti a valutare la situazione, alle 6 del mattino, oltre ai tecnici e alla polizia locale, prenderanno parte anche esponenti di Aprica per le operazioni di pulizia e se tutto andrà bene la corsia preferenziale verrebbe riaperta per le 7.

Nel resto della città: «Per quanto riguarda le frane, in via Nino Bixio e in via Pannilani proseguono i lavori avviati dai privati per la messa in sicurezza dei versanti franati nei giorni scorsi. La via Pannilani resta comunque chiusa al traffico, mentre sulla Bixio si transita con il senso unico alternato regolato da semaforo. Restano chiuse la via Cardano, la via Valeria e la via Monte Caprino, dove i privati, proprietari dei terreni dove si sono verificati gli smottamenti, devono ancora iniziare i lavori. Visto il ritorno del sole, dai tecnici viene ribadita la raccomandazione a non avvicinarsi ai luoghi dove si sono verificate le frane perché potrebbe essere pericoloso».

«Gli uffici della Polizia Locale, nel frattempo, hanno ripreso l’orario di apertura consueto, anche se potrebbero verificarsi disagi perché la maggior parte del personale continuerà ad essere impiegato sulle strade soprattutto nelle ore di punta – prosegue la nota –. In via per Civiglio, infine, oggi è stato effettuato un nuovo rilievo topografico di tutto il versante franato e delle zone circostanti e i rocciatori hanno provveduto a disgaggiare il nuovo materiale franato e rimasto intrappolato nelle reti». «La situazione della frana è piuttosto complessa e altrettanto importante l’intervento da mettere in atto – afferma Gilardoni –. Fino a che non avremo concluso tutte le indagini e le conseguenti valutazioni non saremo in grado di fare alcuna previsione». [md, ecoinformazioni]

24 novembre/ La nonpedagogia di Giuseppe Pontremoli

pontremolimilanoCon l’introduzione di Ivano Gamelli, che ospita l’incontro, un intervento di Alfonso Berardinelli e le testimonianze di Giovanna Benvenuti, Paolo Lagazzi, Francesco M. Cataluccio, Paolo Jedlowski, Alberto Melis, Angelo Petrosino, Cesare Pianciola, Andrea Rosso, Carlo Sala. Celeste Grossi presenterà Giuseppe Pontremoli, maestro, l’e-book di école, Idee per l’educazione. Scarica e diffondi l’invito.

Presto on line nello spazio telematico di école tutti i video della lezione del 24 novembre alla Bicocca.

Nessuna sfiducia per Iantorno

COMO COMUNE 3La maggioranza sostiene il proprio assessore. Nasce la Fondazione Alessandro Volta.

 

Preliminari

Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 17 novembre Luca Ceruti, M5s, ha ringraziato l’assessore Frisoni per le scuse per la posa delle luminarie che hanno ingolfato il traffico in città, mentre Mario Molteni, Per Como, ha segnalato buche e lampioni guasti in via Bontempelli e via Segantini, nei cui giardinetti «sono stati avvistati topi, ci sarebbe la necessità di una derattizzazione», oltre a furti in via Ennio Ferrari e le code «anche di 40 minuti che si formano in via Rienza». La proposta di un nuovo autosilo da 10 milioni di euro, in viale Varese da 394 posti, 164 in superficie e 230, presentata dall’impresa Nessi e Majocchi, che lo gestirebbe per 30 anni, al Comune è piaciuta a Giampiero Ajani, Lega, che ha proposto che se dovesse comparire qualche reperto archeologico «di fare come a Roma quando hanno fatto la metropolitana, prendiamo i sassi e li buttiamo via».

L’assessore Gerosa e il sindaco Lucini hanno quindi fatto il punto sulla situazione del maltempo e delle emergenze in città, ringraziando tutti quelli che hanno lavorato per limitare i danni e i disagi.

 

Sfiducia a Iantorno

La discussione è così ripresa sulla mozione di sfiducia presentata dalle opposizione contro l’assessore Iantorno con la replica di Diego Peverelli. «Lei ha parlato per 14 minuti e non ha detto nulla né ai consiglieri di minoranza, né a quelli di maggioranza – ha attaccato l’esponente leghista all’indirizzo dell’assessore, replicando anche alle accuse mossegli – non è una mozione ideologica o politica, ci sono i dati tecnici». Tutto è nato da dei lavori irregolari in un centro culturale islamico e dalla volontà leghista di non permettere l’apertura di nuovi luoghi di culto, «il Pgt non lo prevede».

Con voto segreto tutto i membri della maggioranza hanno bocciato la proposta di sfiducia, con 17 voti, sostenuta dai soli membri dell’opposizione, 10 voti.

 

Fondazione Alessandro Volta

L’assessora Marelli ha quindi presentato la delibera di fusione fra UniverComo e Centro Volta che confluiranno nella nuova Fondazione Alessandro Volta, operativa dal primo gennaio prossimo, con sede a Villa del Grumello in via per Cernobbio a Como. Una realtà a cui contribuiranno, come nelle due associazioni preesistenti, Ance, Camera di commercio, Confartigianato, Unindustria di Como, Comuni di Como e Campione d’Italia, Cassa rurale ed artigiana di Cantù, Banca di credito cooperativo Alta Brianza, Cgil e Cisl. Gli organi componenti la Fondazione saranno un Consiglio di amministrazione, composto da 11 membri «diminuendo così dai 19, 33 potenziali attuali», tra cui il presidente, 3 del Comune di Como, 3 della Camera di commercio e 5 dall’assemblea, il collegio dei revisori, l’assemblea e il consiglio scientifico: «Che dureranno in carica per tre esercizi – spiega il Comune – e ai quali non sarà corrisposto alcun compenso, ad eccezione dei revisori e dell’eventuale rimborso delle spese sostenute nell’esercizio del mandato». Marelli ha ricordato anche il personale, il Centro Volta ha 4 persone part-tim e 2 a tempo pieno, UniverComo 2 part-time, che non verrà toccato dalla fusione.

«Non è un punto di arrivo, ma di partenza – ha affermato l’assessora alle Partecipate – prendendo atto di un contesto che si è modificato e in cui bisogna trovare sinergie». Uno degli obiettivi della Fondazione sarà quello di promuovere la presenza delle università come ricordato dalla vicesindaca Silvia Magni.

«È triste pensare che questa sia solo una presa d’atto, che non possiamo modificare, per oltre un anno siamo stati all’oscuro di quanto si stava decidendo» ha detto Anna Veronelli, Fi, lamentandosi anche di un mancato incontro fra la commissione competente e le due realtà comasche che convergono nella nuova struttura «così come avevo chiesto». Le minoranze hanno espresso perplessità sul futuro del nuovo ente vista le diminuzione di contributi pubblici, tra cui lo stesso Comune di Como «se è solo per razionalizzare ditelo chiaramente – ha preso la parola Laura Bordoli, Ncd –, e finiamo tutto in 5 minuti, se no bisognerebbe parlare di progettualità e indirizzo politico».

Un ordine del giorno, proposto da Marco Butti, Gruppo misto, perché venga discusso nelle Commissioni competenti l’indirizzo da dare ai futuri consiglieri in rappresentanza di Palazzo Cernezzi è quindi passato all’unanimità, mentre la delibera ha visto il favore di 20 consiglieri, maggioranza, Per Como, e Bordoli, con 6 astenuti. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Liberi dal gioco d’azzardo/ La campagna di Mettiamoci in gioco

Rotair bifacc cnca_Layout 1Liberi dal gioco d’azzardo. Con l’azzardo ti giochi la vita. Questo è lo slogan della campagna di comunicazione lanciata da Mettiamoci in gioco, la campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo promossa da Acli, Ada, Adusbef, Anci, Anteas, Arci, Associazione Orthos, Auser, Aupi, Avviso Pubblico, Azione Cattolica Italiana, Cgil, Cisl, Cnca, Conagga, Ctg, Federazione Scs-Cnos/Salesiani per il sociale, Federconsumatori, FeDerSerD, Fict, Fitel, Fp Cgil, Gruppo Abele, InterCear, Ital Uil, Lega Consumatori, Libera, Scuola delle Buone Pratiche/Legautonomie-Terre di mezzo, Shaker-pensieri senza dimora, Uil, Uil Pensionati, Uisp.

L’iniziativa si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica decostruendo i messaggi illusori di vincite facili diffusi dall’industria dell’azzardo.

«Il messaggio che lanciamo con questa campagna di sensibilizzazione – spiega don Armando Zappolini, portavoce di Mettiamoci in gioco – è molto chiaro: attenzione, non fatevi abbindolare dalla pubblicità dei giochi d’azzardo. Non avete “quasi vinto” e non “vincerete facile”. Anzi, è vero piuttosto che più giochi più perdi, è matematico, come diciamo nei nostri materiali di comunicazione. Il consumo di azzardo può dar luogo ad abuso e dipendenza, con conseguenze molto negative per sé, per le persone che ci sono accanto, per la società».

«L’impegno che mettiamo in questa campagna di comunicazione – continua don Zappolini – è però anche un appello lanciato alle Istituzioni e alla politica: suona la campanella, è ora di prendere decisioni precise e coraggiose, a cominciare dall’approvazione della prima legge quadro sul gioco d’azzardo in Italia, da quanto sarà contenuto in materia nella legge delega fiscale e dal riconoscimento, finalmente, del gioco d’azzardo patologico nei livelli essenziali di assistenza garantiti dallo stato, per i quali vanno stanziate risorse economiche aggiuntive rispetto a quelle ora previste nel fondo sanitario.»

Scarica e diffondi le locandine della campagna: locandina e locandina2
[jl, ecoinformazioni]

I numeri del non profit a Como

Rapporto_NonprofitUna ricerca della Camera di commercio, Confcooperative Insubria e Associazione volontariato comasco, curato da Ufficio studi camerale, Consorzio Eureka e Consorzio Abc.

 

All’incontro con Luigi Bobba, sottosegretario del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di venerdì 14 novembre organizzato da Forum comasco del terzo settore è stato presentato il Rapporto sullo stato del non profit nel Comasco: «A dicembre 2011, le istituzioni non profit attive in provincia di Como risultano 3.054 (+40,2% rispetto al 2001). Un incremento importante che riguarda tutti i settori di attività: dalla cultura allo sport, dall’istruzione alla sanità, dalla coesione sociale all’ambiente».

«Lo scopo è stato quello di poter dare finalmente una dimensione quantitativa a questo variegato e magmatico universo, raccontandone le peculiarità – spiega una nota –. A differenza di altri settori, collaboratori, volontari no profit como 2001-11monitorabili con continuità attraverso le fonti amministrative, poco si sa veramente del non profit che, a causa della sua disomogeneità, difficilmente viene colto nella sua interezza. Non sono poche le sorprese che emergono dall’indagine: il non profit non è rilevante solo in termini sociali – si pensi al volontariato – ma anche economici e occupazionali. Non sono poche le sorprese che emergono dall’indagine: il non profit non è rilevante solo in termini sociali – si pensi al volontariato – ma anche economici e occupazionali. Le 3.464 unità locali presenti in provincia di Como, danno lavoro a 9.754 dipendenti, 2.643 collaboratori esterni e godono del contributo attivo di 53.205 volontari, tutti dati in forte crescita rispetto a quelli di 10 anni prima. In media ogni unità può contare su 2,8 addetti, 0,8 collaboratori e 15,4 volontari con forti differenze a seconda del settore e della forma giuridica.

«La realizzazione simultanea di ben tre censimenti, quello sul non profit, sulle imprese e sulle istituzioni pubbliche, ha permesso di fotografare i macro cambiamenti avvenuti in provincia tra il 2001 e il 2011 – variazione addetti comasco 2001-11precisa il comunicato –. Solo le unità locali delle istituzioni non profit presenti sul territorio hanno visto aumentare il numero dei dipendenti, passato da 6.832 persone a 9.754 (+42,8%; 2.922), mentre imprese e istituzioni pubbliche hanno perso rispettivamente 4.271 e 2.395 addetti. Questi dati non si traducono necessariamente in un aumento della disoccupazione visto che parte della forza lavoro residente a Como viene attratta dai vicini poli di Milano e del Ticino. Alcuni, inoltre, lavorano come collaboratori. Tra le risorse umane retribuite infatti, non vanno contati solo gli addetti ma anche i lavoratori esterni, che nel non profit sono ben 2.643, più che raddoppiati rispetto al 2001. In parte vi è stata una riconversione tra i tre diversi ambiti, grazie a cambiamenti della forma giuridica del datore di lavoro. Il travaso tuttavia non ha potuto avere luogo in tutti i comparti viste le diverse attività in cui, per loro vocazione, sono specializzati i tre soggetti economici. Basti pensare che la contrazione maggiore è ascrivibile al manifatturiero (quasi 20.000 posti di lavoro in meno). Il non profit può contare su oltre 53.000 persone che in provincia di Como prestano la loro opera senza alcuna remunerazione se non i rimborsi spese. Sono i volontari, che a volte dedicano poche ore al mese, a volte intere settimane, a questa finalità. Il nostro territorio si mostra molto attivo e sensibile al richiamo sociale: ci sono 9,1 volontari ogni 100 abitanti (ovviamente chi presta il proprio servizio in più istituzioni viene contato più volte), valore ben superiore a quella registrato in Lombardia (8,2%) o in Italia (8,0%). Quello che colpisce è anche l’esplosione del fenomeno, aumentato del 53% in 10 anni» (il Rapporto non profit).

«È sempre più evidente che se esiste qualcosa che, nonostante la crisi terribile che stiamo attraversando, può tenere insieme il nostro territorio e le nostre comunità è proprio la capacità di intessere relazioni, di costruire risposte partecipate ai bisogni, di accrescere coesione e inclusione sociale. Di trasformare queste motivazioni in “buona” economia, in occupazione e sviluppo – afferma Mauro Frangi, presidente di Confcooperative Insubria –. La crisi economica e le difficoltà di finanza pubblica rendono evidente a tutti la falsità dell’idea secondo cui lo Stato e il Mercato possono garantire tutto ciò che serve alle persone e generare risposte efficaci e efficienti ai loro bisogni. Prima dello Stato e del Mercato viene la Società, vengono i cittadini, vengono le comunità. E, allora, avere un volontariato, un associazionismo, una cooperazione sociale e più in generale un sistema cooperativo e mutualistico forti contribuisce a far camminare il territorio, la sua economia e la sua ricchezza». [md, ecoinformazioni]

L’Arci riconosce lo stato di Palestina

Palestina-COPE’ con profonda determinazione e convinzione di essere nel giusto e di agire per la giustizia e per la pace che il consiglio nazionale dell’Arci dichiara simbolicamente e solennemente di riconoscere lo Stato di Palestina, e chiede che anche il  Governo ed il Parlamento italiano riconoscano lo Stato di Palestina così come hanno già fatto 134 paesi nel mondo ed in Europa, da ultima la Svezia.

«L’Italia nell’Assemblea delle Nazioni Unite ha votato a favore della risoluzione per l’ammissione della Palestina quale stato membro osservatore, si tratta ora di essere coerenti e di rendere effettiva quella decisione: l’ Italia dichiari il riconoscimento dello Stato di Palestina. Lo hanno chiesto anche 636 autorevoli esponenti della Società Israeliana in una lettera pubblicata sul giornale quotidiano Haaretz, lo ha chiesto direttamente all’Italia, Yael Dayan, figlia del generale Moshe Dayan ed importante voce della politica israeliana.
E’ dal 1980 che l’Unione Europea afferma che la soluzione a questo cruciale conflitto sia quella di arrivare a “due popoli e due stati”, ma quello che abbiamo visto finora è solo la crescita della colonizzazione dei territori palestinesi occupati dal 1967 da parte di Israele.
Il 15 Novembre del 1988 con la dichiarazione d’indipendenza della Palestina, i palestinesi hanno riconosciuto lo Stato d’Israele ed accettato che il loro stato sorgesse solo sul 22% del territorio storico palestinese, quello dei territori occupati del 1967. Israele non ha invece ancora riconosciuto lo Stato di Palestina e neppure i propri confini. La motivazione che viene addotta da diversi rappresentanti politici per il non riconoscimento è che questo nuocerebbe ai negoziati, ma noi pensiamo esattamente l’ opposto; i negoziati saranno ritenuti necessari da Israele nella misura in cui la comunità internazionale mostrasse, con il riconoscimento dello Stato di Palestina seppur atto simbolico, il suo deciso e chiaro impegno per il rispetto della legalità e per la soluzione politica del conflitto nel quadro delle risoluzioni delle Nazioni Unite e dei “due popoli, due stati”.
Per chi dice che il riconoscimento dello Stato di Palestina sarebbe un gesto unilaterale, vorremmo ricordare che lo fu anche il riconoscimento e l’ammissione all’ Onu dello Stato di Israele. Ci auguriamo e chiediamo che il nostro governo sappia agire con onestà e coraggio oltre che rispetto per la giustizia e la legalità Internazionale, riconoscendo lo Stato di Palestina. Da parte nostra continueremo ad agire affinché i due popoli possano coesistere in pace e sicurezza, praticando principi e valori universali di giustizia e di democrazia.» [Arci, consiglio nazionale]

Maltempo a Como

lungolago-riaperto4.jpg_1010865195Lago in calo ma per riaprire la strada serviranno giorni, chiuse ancora le vie Cardano, Valeria, Monte Caprino e Pannilani. 16 sfollati.

 

«Sono già stati contattati tutti i privati che dovranno intervenire per le frane che si sono verificate nei giorni scorsi e che hanno comportato la chiusura di alcune strade cittadine – spiega il Comune di Como –. Alcuni dei proprietari hanno già iniziato i lavori di messa in sicurezza, come ad esempio in via Pannilani, tutti gli altri interventi (via Cardano, via Valeria, via Monte Caprino) devono ancora essere definiti. In particolare per via Valeria dovrà essere deciso come intervenire. Tuttora chiusa anche via per Civiglio, la cui situazione resta complicata e dove i tecnici dovranno decidere come intervenire».

«Per quanto riguarda gli sfollati, sono tuttora fuori casa 3 famiglie residenti in via Pannilani (per un totale di 7 persone) e 3 famiglie residenti in via Maestri Campionesi (per un totale di 9 persone) – prosegue la nota –. Visto il ritorno del sole, dai tecnici è arrivata oggi la raccomandazione a non avvicinarsi ai luoghi dove si sono verificati gli smottamenti perché potrebbe essere pericoloso».

Per l’esondazione: «Sul fronte del lago, il livello registrato dal Consorzio dell’Adda, alle 18 [di martedì 18 novembre] segnava un’altezza sullo zero idrometrico di 147.3 centimetri, con un deflusso (portata in uscita dal lago) di 622.5 m3/s e un afflusso (portata in ingresso al lago) di 452.8 m3/s. Le corsie del lungolago restano, quindi, ancora chiuse e si potranno riaprire quando si sarà scesi a 110 cm (a questo livello potrebbero essere riaperte una forse due corsie). Sulla base dei livelli delle prossime ore, forse, sarà possibile indicare con maggiore precisione la data di riapertura. Al momento auto e bus possono transitare lungo il percorso piazza Roma-piazza Cavour-via Fontana-via Cairoli oppure lungo l’asse via Dante-via Dottesio-Briantea. In caso di necessità, vengono aperte dalla Polizia Locale anche le corsie preferenziali dei bus di via Nazario Sauro, viale Battisti, via Milano».

«Gli uffici della Polizia Locale da domani riprenderanno l’orario di apertura consueto, anche se potrebbero verificarsi disagi perché la maggior parte del personale continuerà ad essere impiegato sulle strade – termina il comunicato –. La via Nino Bixio, infine, resta a senso unico alternato in attesa della conclusione dei lavori, privati, per la messa in sicurezza del versante». [md, ecoinformazioni]

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