Mese: Marzo 2017

30 marzo/ Refugees welcome a Como

Il neo costituito Tavolo di Como dell’Associazione Refugees welcome invita giovedì 30 marzo alle 21 all’Accademia Galli, in via Petrarca 9 a Como, alla Serata di presentazione delle sue attività. Dopo una breve introduzione sul tema, verranno spiegate la storia di Refugees welcome e le modalità operative sul territorio di Como. Seguiranno testimonianze di famiglie che hanno già accolto rifugiati e che riporteranno le loro esperienze.  Ci sarà spazio per domande e curiosità e per proporre la propria candidatura, sia come volontari sia come famiglie ospitanti.

Guasto occidentale

Volete una notizia? La fontanella di Como San Giovanni funziona regolarmente. A settembre si era improvvisamente bloccata, non un goccio d’acqua. Un guasto, sicuramente. Un grave problema per tutti gli africani che allora bivaccavano lì intorno. Ora però la solidarietà ha vinto. L’acqua che finalmente scorre si farà strada nel lago e di qui, attraverso l’Adda, arriverà al Po e con il grande fiume padano sfocerà in Adriatico. Lo percorrerà verso sud per tutta la lunghezza e arriverà sulle coste sud-mediterranee, dove sarà estratta dai potenti depuratori israeliani. Qui sarà trafugata dai palestinesi di Hamas e riversata in piccoli contenitori trasportati a dorso di cammello fino in Eritrea. L’Occidente non vi lascia soli. Bevete a casa vostra. [A. R., ecoinformazioni] [Foto Saviana Camelliti, ecoinformazioni]

 

31 marzo/ Comunisti contro Stalin: presentazione del volume all’Arci Guernica

Il Circolo Arci Guernica di via Battisti 21 a Bulgarograsso, ospita venerdì 31 marzo alle 20.45 la presentazione del volume Comunisti contro Stalin. Il massacro di una generazione, l’ultimo lavoro di Pierre Broué per la prima volta in italiano [2003, 15 euro, disponibile scrivendo a redazione@marxismo.net].

« L’argomento centrale del libro è la storia dell’Opposizione di sinistra in Urss, diretta da Trotskij e da Rakovskij, dal 1923 al 1941. È un lavoro unico a livello internazionale e particolarmente utile in Italia. Nel nostro paese, infatti, l’egemonia esercitata nel movimento operaio dal Pci e dai suoi eredi ha cancellato, anche nelle università, l’esistenza stessa di quelle centinaia di migliaia di comunisti che negli anni ’20 e ’30 lottarono contro la degenerazione burocratica e nazionalista della rivoluzione d’Ottobre. E lottarono fino a pagare con la fucilazione e la morte nel Gulag la loro battaglia per la democrazia operaia e l’internazionalismo. La ricerca di Broué è basata su una intensa ricerca negli archivi ex sovietici durante gli anni ’90, quando il crollo del regime stalinista ne consentì una parziale accessibilità. L’indice biografico di circa 700 nomi in appendice al testo è un’ulteriore testimonianza dello scrupolo filologico col quale è stata condotta la ricerca.»

ecoinformazioni/ Finiti i cactus, non le spine/ ecoinformazioni 570

 

Grazie. Prima di tutto grazie agli straordinari musicisti che il 24 marzo sera al Gloria  hanno reso possibile la perfetta riuscita della seconda avventura di Cactus. Musica Spiccia, Belle di note-Carocoro, Trammammuro, Paolo Fan, Brisels. Quindi un grazie altrettanto riconoscente ai tecnici del suono e a tutto lo staff di Arci-Xanadù senza i quali i Suoni liberi non ci sarebbero stati. E grazie al nostro pubblico che ha riempito il Gloria per partecipare a una serata spumeggiante contro razzismo, xenofobia, semplicismo, violenza.  Il grande afflusso di amiche, amici e compagni di strada di ecoinformazioni ha determinato però l’esaurimento dei cactus offerti in omaggio agli spettatori e alle spettatrici insieme a un “cactus” di carta, il  numero 570 del nostro settimanale. Ma le spine non sono finite e rimangono simbolo della nostra informazione che  le rigenera per essere sempre pungente. Guarda  l’album delle foto  della serata di Enzo Mangalaviti. Già on line sul canale di ecoinformazioni tutti i video di Pietro Caresana. Sfoglia on line ecoinformazioni 570 speciale Cactus Suoni liberi.

Binari di confine

 

giocodellocaEsplicitati i termini della nuova politica di blocco alla frontiera sulla linea ferroviaria per Chiasso: «Gli individui dalle fattezze africane o nord-orientali sprovvisti di documenti saranno prelevati dai vagoni, tradotti negli uffici della polizia di frontiera e sottoposti a interrogatorio e perquisizione integrale». Così un documento firmato Regione Lombardia, Trenord, Rampinini, Tilo e Canton Ticino che precisa: «Le operazioni di rastrellamento prenderanno alcuni minuti, Ci scusiamo per il disagio e ringraziamo per la cortese indifferenza».

 

Finalmente delle scuse per i disagi che i pendolari subiscono sulle tratte per la Svizzera. Il consueto gioco di guardie e ladri con inseguimenti vari nei vagoni a ridosso del confine; il pittoresco giocare a nascondino con anche l’utilizzo dei tetti, come sui caratteristici treni indiani; l’esperienza quotidiana di chi prende i treni diretti verso la Confederazione elvetica, sono finalmente esplicitati. I volantini plastificati, appesi con fascette su poltrone e appendini sui treni locali fra Ticino e Lombardia, precisano che i fermati: «Una volta riconsegnati alle autorità italiane, verranno rilasciati a Ponte Chiasso con un decreto di espulsione o caricati sui pullman forniti dalla ditta Rampinini S.r.l. e deportati a Taranto». E come il Gioco dell’oca ci insegna: «Da lì potranno riprendere il viaggio verso nord per ripresentarsi nell’arco di pochi giorni oppure essere sfruttati nelle colture locali».

Niente “buonismo”, alla fine le autorità hanno esplicitato la politica ufficiale nei confronti dei disperati che premono sulla frontiera svizzera. Basta con intellettualismi vengono disvelate le reali condizioni e da ultimo viene riconosciuto l’impiccio che lo stato attuale delle cose crea ai poveri pendolari.

Ma davvero? Fortunatamente no. Si tratta di una provocazione di un gruppo denominato 6 senza frontiere che, copiando la grafica ufficiale e unendo enti pubblici e società private, ha voluto scuotere le coscienze di chi prende i treni fra Milano e la Svizzera, destando dal torpore e dall’indifferenza chi ormai si è assuefatto alla situazione drammatica di chi cerca, rischiando anche la vita e a volte perdendola, di passare il confine sperando in un futuro migliore.

24 marzo/ “Suoni liberi”: Musica spiccia, Belle di note – Carocoro, Trammammuro, Paolo Fan, Brisels

Il 17 per “Donne palestinesi raccontano” eravamo in cento contro i muri dell’occupazione israeliana, venerdì 24 marzo alle 21 allo Spazio Gloria  saremo insieme contro ogni muro, ogni frontiera che violentemente mortifica vita,  diritti e dignità delle persone. Lo faremo con voci, immagini e suoni per la seconda parte di Cactus: Suoni liberi. A tutte e tutti sarà regalato un cactus, simbolo della nostra informazione con le spine. Ingresso libero.

Bruno Magatti Civitas Progetto città

Alla fine Bruno Magatti, assessore alle Politiche sociali e all’Ambiente della Giunta Lucini, ha scelto di essere nuovamente candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative con una lista, formata insieme ai consiglieri uscenti ex Pd Raffaele Grieco e Guido Rovi e dalla ex Amo la mia città Eva Cariboni, che si chiamerà Bruno Magatti Civitas Progetto città. Nella conferenza stampa di presentazione del 24 marzo [sul canale di ecoinformazioni già on line tutti i video] è stato spiegato il significato della parola Civitas fondamentale per la lista dando grande rilievo anche alla parola transizione utile per definire il percorso della nuova formazione politica, presentata non casualmente il giorno prima delle primarie del Pd per «evidenziare che non c’è solo quella scelta e che ci sono anche altre offerte». (altro…)

Arte+musica/ A Chiasso un secolo di jazz

La musica è da ascoltare, ma spesso anche da vedere. Il jazz, in particolare, ha una fortissima valenza visiva, determinata non solo dalla potenza delle performances dei vari musicisti sui palco, ma anche da tutti gli aspetti comunicativi connessi a questa forma di espressione sonora.

Non ci si può quindi stupire se, tra tutti i generi musicali, il jazz è forse quello a cui più frequentemente sono dedicate esposizioni.

Questa è la volta dello Spazio Officina di Chiasso che celebra il centenario della prima incisione discografica di un’orchestra dixieland proponendo un’ampia selezione di immagini e oggetti: fotografie, copertine di dischi, manifesti, filmati e documentari, fonografi, giradischi e qualche strumento musicale. La varietà della proposta visiva è forse la caratteristica saliente della mostra, che stimola diverse riflessioni proprio secondo i materiali presentati.

La parete d’ingresso, per esempio, è dedicata al centenario della prima incisione discografica, realizzata a New York dall’Original Dixieland Jass Band, un complesso di New Orleans guidato dal trombettista italo-americano Dominic James “Nick” La Rocca. E il fatto che il primo documento registrato di questo genere musicale considerato l’espressione più alta della cultura afroamericana sia opera di un’orchestra bianca (così come bianchi sono tutti i musicisti ritratti nelle fotografie che aprono la mostra di Chiasso) non può non suscitare qualche riflessione. Il jazz, in effetti, è musica meticcia per eccellenza, in cui gli apporti di tutte le culture importate nel continente americano (e non solo quelle “deportate” dall’Africa) svolgono un ruolo significativo; ma non si deve nemmeno dimenticare che questa musica, da subito immessa nel e condizionata dal circuito discografico-commerciale, si è spesso dovuta confrontare con dinamiche di esclusione che hanno fatto sì che fino a tempi recenti le più dirette espressioni della cultura popolare (afroamericana in particolare) siano state marginalizzate a vantaggio delle versioni un po’ più “educate”. Non è quindi un caso che la prima incisione jazz sia “bianca” e che il primo film sonoro The Jazz singer metta in scena la passione di un “bianco” per il jazz fino al punto da travestirsi da “nero”. D’altra parte questa musica ha generato una grande fascinazione sulla cultura europea, con numerosi esempi di incontro fra tradizione “classica” e modelli musicali jazz. E, ancora, ha intrattenuto con la cultura afroamericana una relazione dinamica, fino al punto che alcuni musicisti avrebbero voluto abbandonare la dizione “jazz” per adottare quella di “great black music”.

Ovviamente, tutti questi discorsi, e altri ancora, restano sottotraccia nell’esposizione di Chiasso, ma possono effettivamente fare da sfondo alla visione delle centinaia di copertine di dischi e delle decine di fotografie. In particolare, le copertine meritano una considerazione che non si limiti al compiacimento estetico (alcune, peraltro, sono davvero di una straordinaria qualità) ma ricerchi gli elementi espressivi dell’incontro di tante culture e tante esigenze diverse. Ci si può applicare per esempio a trovare i punti di incontro tra le avanguardie musicali e visive (Josef Albers, tra gli altri, sperimentò in più di un progetto grafico una sorta di trascrizione visuale del ritmo musicale), ma anche quelli tra culture popolari (tra i grafici italiani è nota l’opera di Guido Crepax, più conosciuto dal grande pubblico per le sue storie a fumetti, dove peraltro spesso sono distribuiti richiami al jazz che evidentemente l’architetto-disegnatore amava moltissimo), oppure ancora tra esigenze commerciali e aspirazioni culturali. Ma non bisogna mai dimenticare che queste immagini sono le “copertine” delle musiche, e quindi ci si può divertire a cercare i rapporti tra generi musicali e grafici (alcuni artisti e alcune collane discografiche, per esempio, decisero una propria linea particolarmente individuabile).

Di fronte alle copertine e ai manifesti sono presentate le immagini fotografiche di Roberto Polillo (collaboratore del padre Arrigo, uno dei più noti critici jazz italiani) e di Maurizio Ruggeri: anche qui la varietà degli approcci e degli esiti è notevole.

Per finire una piccola raccolta di documenti sonori-visivi e di strumenti musicali, tra cui non mancherà di suscitare interesse la fisarmonica di Gorni Kramer, notissimo per le sue esibizioni televisive dei decenni passati, ma altrettanto importante per la sua opera di promozione del jazz in Italia (e non si dovrebbe fare a meno di chiedersi qualcosa sul rapporto ideale tra questo strumento così poco “africano” ma così tanto popolare e la musica jazz).

In mostra c’è quindi un pezzo significativo della cultura della contemporaneità, assai meno estemporanea di quanto il titolo potrebbe far credere.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Un secolo di jazz. La creatività estemporanea
Spazio Officina
Chiasso, via Dante Alighieri 4

19 marzo – 30 aprile 2017

Orari: martedì-venerdì ore 14.00-18.00, sabato-domenica 10.00-12.00 14.00-18.00, lunedì chiuso
Ingresso: CHF/Euro 7.-, ridotti CHF/Euro 5.-

Informazioni: http://www.centroculturalechiasso.ch

Prc Como/ Nuova segreteria provinciale

Il Comitato politico federale del Prc/Se  di Como ha eletto a stragrande maggioranza (solo un voto contrario) la nuova segreteria provinciale che è cosi composta: Pierluigi Tavecchio, segretario e responsabile dipartimento scuola e formazione; Fabrizio Baggi, segretario organizzativo e responsabile dipartimento lavoro; Monica Valore, tesoriera; Giulio Russo, responsabile dipartimento antifascismo, antimafia, e immigrazione (con Stefano Rognoni); Gianluca Giovinazzo,  responsabile dipartimento sanità e politiche sociali; Stefano Rognoni,  responsabile tesseramento e immigrazione (con Giulio Russo). I’Assemblea ha eletto ad unanimità anche il Presidente del Comitato politico federale Manuel  Guzzon.

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24 marzo/ 20 anni di Medici con l’Africa

Lo confessiamo: in questi primi 20 anni di vita di Medici con l’Africa anche noi qualche volta abbiamo sbagliato scrivendo Medici “per” l’Africa. Un errore grave perché la caratteristica delle persone che con generosità e professionalità danno vita e azione ai Medici con l’Africa è simbolizzata proprio da quel “con”. Infatti vedendo gli ospedali in Uganda, seguendo le azioni di sensibilizzazione e di informazione a Como, verificando la capacità dell’associazione di essere sempre sinergica abbandonando ogni colonialità, anche quella dell’aiuto che dall’alto in basso viene concesso, si comprende che ci vuol il “con”, non il “per” anche perché con l’Africa è anche per l’Europa e per Como. La festa dei primi 20 anni di attività con un rinfresco si svolgerà il 24 marzo alle 20,30 all’Enaip di Como in via Dante 127 a Como.

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