Pietro Caresana

eQua 2024/ 14 marzo/ Che genere di mondo?

eQua, terza edizione: cambia la cornice (quest’anno è il complesso Base di Milano a ospitare l’iniziativa, oramai un appuntamento fisso per Arci), ma non la sostanza. Tre giorni di incontri e dibattiti per fare il punto su disuguaglianze e sui lavori, come associazione e come persone impegnate ogni giorno per costruire un mondo diverso, smantellando un sistema sempre più opprimente, vorace, disumano.
Lo chiede la situazione politica mondiale a più latitudini (in cui il capitalismo guerrafondaio schiaccia innumerevoli popolazioni in spregio a situazioni di emergenza umanitaria, ambientale e sociale), compresa quella nazionale, sempre più – è il caso di dirlo – a tinte nere.
Ritrovarsi per esaminare un sistema di problemi – diversi, ma collegati tra loro in maniera indissolubile – non è impresa semplice, ma eQua del 2024, soprattutto grazie al lavoro coordinato della commissione nazionale Diseguaglianze, diritti sociali e libertà e del gruppo Politiche di genere, sceglie di guardare al quadro generale proprio secondo le prospettive di genere, fil rouge trasversale che attraversa ciascun panel e il lavoro dei futuri workshop; un punto di vista forse non così immediato, ma capace come pochi altri di rinnovare e rendere vive le energie per «mettere al mondo un mondo migliore».

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Contro la censura di IsRaiele

Nel tardo pomeriggio di mercoledì 14 marzo, almeno 1500 persone si sono radunate sotto la sede della Rai di Milano per protestare contro le posizioni censorie e filo-sioniste espresse dall’a.d. Roberto Sergio a seguito delle allusioni pacifiste di Dargen D’Amico e Ghali sul palco del festival di Sanremo.
Un presidio partecipato ed arrabbiato, che dice tanto delle meccaniche mediatiche e di potere dell’Italia del 2024 quanto sulla necessità di un ulteriore innalzamento del conflitto sociale contro una classe politica sempre più marcatamente reazionaria e complice di genocidi e soprusi a livello globale.

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Un podcast per raccontare la violenza di ogni giorno

A day in a female life – Racconti di ordinaria violenza, è un podcast bilingue nato da meno di un anno che raccoglie testimonianze di ragazze e donne vittima di molestia. Silvia Protino e Angelica Pirro, due tra le ideatrici di questa serie, sono state ospiti del secondo incontro di Decostruiamola, la rassegna femminista organizzata da FuoriFuoco, Donne della porta a accanto e Strade e pensieri per domani; l’iniziativa si è tenuta sabato 13 gennaio al TeatroGruppo popolare.

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L’economia delle disuguaglianze

Nella serata di venerdì 12 gennaio si è tenuta al Museo della barca lariana di Pianello del Lario la serata Fiscalità e disuguaglianze, organizzata all’interno della serie Dal 28 al 28 dall’Anpi di Dongo, Cgil-Spi Dongo, Arci Como, Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti, Istituto di storia contemporanea “Pier Amato Perretta” e Centro studi Schiavi di Hitler. A discutere con il moderatore Danilo Lilia sono intervenuti Annamaria Variato, docente di economia politica all’università di Bergamo, Giulio Marcon di Sbilanciamoci! e Andrea Di Stefano, figura di spicco dell’informazione economica radiofonica e giornalistica. Già online tutti i video dell’iniziativa.

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Marea transfemminista a Roma

Non poteva essere un 25 novembre come tutti gli altri: l’omicidio di Giulia Cecchettin ed il conseguente clamore mediatico avevano creato un clima di tensione troppo alto per pensare ad una manifestazione rituale. Infatti, i numeri del corteo contro la violenza sulle donne dicono che circa mezzo milione di persone ha attraversato Roma da Circo Massimo a piazza di Porta san Giovanni in una delle due iniziative femministe nazionali (l’altra è stata a Messina); cinquecentomila donne, ragazze, soggettività non conformi, ma anche uomini e ragazzi che, animati da amore e rabbia, hanno tinto di rosa e nero le strade della capitale d’Italia.

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Fallimento del maschile e rabbia femminista

A una settimana esatta dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza di genere, la società italiana ha appreso quello che tutte già sapevano: Giulia Cecchettin, ragazza e laureanda scomparsa pochi giorni prima, è stata uccisa da Filippo Turetta, “solo” ventiduenne ma evidentemente già intriso di patriarcato. Parlarne, in un quadro drammatico come quello del contesto della violenza di genere, è un piccolo tentativo di rompere una complicità che si manifesta nel credere di “fare abbastanza”, laddove di fronte alla violenza sistemica non esiste abbastanza che tenga, nemmeno rivendicando il proprio tansfemminismo.

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Fuocoammare non interessa Como

[Video Beatriz Travieso Pérez, ecoinformazioni]

Nella serata di giovedì 26 ottobre allo Spazio Gloria dell’Arci è stato proiettato Fuocoammare, di Gianfranco Rosi. La proiezione conclude la rassegna Diritti umani Oltre lo sguardo organizzata dalla Scuola diritti umani Gabriele Moreno Locatelli, CcP, Arci, Arcigay e Como senza frontiere. Nonostante un ventaglio così ampio di organizzatori della proiezione del docufilm, introdotta da Fabio Cani, portavoce di Como senza frontiere, hanno goduto poche persone. Un peccato. Purtroppo, un’altra prova della sostanziale inesistenza, a Como, di una platea davvero interessata ai diritti delle persone migranti. Presto on line il video dell’intervento di Cani e le foto di Beatriz Travieso Pérez.

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Corteo a Milano per la Palestina libera

Nel tragico contesto di una guerra dichiarata contro un popolo oppresso da oltre 70 anni e scatenata dalla scelta scellerata di un gruppo armato, Hamas, di minare simbolicamente il paradigma securitario israeliano, una (piccolissima) parte di Europa ha deciso di schierarsi dalla parte sbagliata della storia: quella che probabilmente non sarà mai scritta.

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200mila a Roma per la Costituzione

Come si è già scritto altrove, chi pensava che una chiamata “per la Costituzione” fosse troppo generica è stato smentito: quella di sabato 7 ottobre, a Roma, è stata la più grande manifestazione degli ultimi anni. Una manifestazione cromaticamente prevalentemente rosso-Cgil, ma sono tantissime le associazioni che hanno aderito. Presente in forze anche l’Arci, anche con un drappello comasco.

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Milano tenta la resistenza climatica

Fridays for future, almeno a Milano, continua a scendere in piazza. Nel primo venerdì successivo a quello che passerà alla storia come il mese più caldo di sempre, il 6 ottobre, almeno duemila persone hanno attraversato le vie milanesi in occasione della mobilitazione nazionale ecologista. 

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Ecoinformazioni è un circolo Arci

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