Perché è importante un presidio sanitario per i migranti transitanti

manostazioneI rischi per la salute dei migranti transitanti possono essere conseguenti alla situazione sanitaria del Paese di origine o di quelli attraversati prima di arrivare in Italia e anche alle condizioni igienico sanitarie presenti nei centri di prima accoglienza spesso sovraffollati. Anche se è previsto che vengano sottoposti a primi accertamenti in questi centri, non è dato di sapere se questo è davvero avvenuto perché a queste persone non viene rilasciata nessuna certificazione che attesti lo stato di salute e , inoltre, molti scappano prima che gli esami vengano effettuati. (altro…)

Emilio Russo/ Aree vaste: ha ragione Maroni

emilio russoEmilio Russo interviene nel dibattito talora effettivamente surreale sugli “smembramenti” territoriali e le difese all’arma bianca di brandelli di territorio che appassionano la politica e i media locali. Russo per una volta è con Maroni:  «Come il Presidente della Regione ha correttamente puntualizzato, prima del referendum del prossimo autunno non ci sarà nessuna legge sulle “aree vaste”. Chi vorrà esprimere un giudizio negativo sull’abolizione senza alternative delle Provincie e sulla creazione del “monstrum” della città metropolitana avrà la possibilità di usare l’arma del voto».  (altro…)

Emergenza stazione/ Finalmente risposte concrete: dalle 19 un riparo per i più fragili

Featured Image -- 51795Finalmente si aprirà alle  19 del 22 luglio un riparo coperto per i profughi costretti dalla pioggia ad abbandonare i loro giacigli nel parco della stazione per trovare rifugio sotto la pensilina esposti al vento e all’acqua. L’assessore alle Politiche sociali del Comune di Como Bruno Magatti ci ha confermato che alle 19, appena lo spazio sarà liberato dalle macchine, la Cri installerà una tenda nell’area comunale di Viale Innocenzo nei pressi della stazione della polizia municipale. (altro…)

Emergenza umanitaria/ Magatti: la speranza

brunomagattiUn passo avanti è stato fatto. La decisione, il 21 luglio,  del prefetto di Como di affidare al Comune  il coordinamento delle azioni sull’emergenza umanitaria alla Stazione San Giovanni, dando quindi maggiori possibilità d’azione all’assessore alle Politiche sociali Bruno Magatti permette almeno un’accelerazione delle procedure dando più possibilità a una persona sicuramente interna politicamente, idealmente e per storia di vita alla cultura dell’accoglienza e dei diritti umani.

Si tratta però di una missione difficilissima per la quale si corre il rischio che non basti né l’impegno dell’assessore (che peraltro non inizia ieri) né la disponibilità solidale della città che si è fatta sentire sia nella neonata Rete Como senza frontiere che nelle altre organizzazioni, da più tempo attive, parte della Rete dei servizi per la grande marginalità. La scelta fatta di non dichiarare lo stato di emergenza e di non far scattare l’intervento della Protezione civile espone i profughi accampati e il Comune che dovrà coordinare le azioni al rischio di mezzi e personale insufficienti, risorse inadeguate, tempi di intervento incompatibili con le necessità delle persone. Le soluzioni messe in campo dal Comune su cui sta lavorando Magatti sono opportune. Si pensa a un tendone della Croce rossa, allestito nello spazio vicino alla stazione, nell’area dei Padri Somaschi che già hanno assicurato di mettere a disposizione dell’emergenza bagni e docce della palestra del Collegio Gallio. Si parla (finalmente) dell’installazione a cura di Cento stazioni di una serie di servizi igienici veri collegati alla rete idrica e delle fogne. Si parla di soluzioni per le mense e  almeno a un primo passo per la tutela della salute grazie alla Caritas e alla Croce rossa. Magatti che ha esposto le sue intenzioni nell’incontro del 21 notte in stazione con il parlamentare di Sinistra italiana Franco Bordo non ha nascosto le difficoltà, ma si è detto convinto che sia possibile con l’impegno di tutti farcela invitando a percepire le istituzioni non estranee al tessuto di azione positiva della città. I tempi sono strettissimi, qualche rigurgito di razzismo e xenofobia già si è manifestato, non è mancata persino qualche provocazione fasciorazzista resa inoffensiva dalla preziosa presenza costante delle Forze dell’ordine, le condizioni di vita delle persone che vivono nel parco della stazione San Giovanni sono vergognose per una delle città più ricche del pianeta, ma vedere la determinazione con la quale Magatti si dimostra convinto che si possano trovare soluzioni deve far sperare che la sua missione non sia impossibile. Il nostro giornale pure nella sua modesta possibilità di azione non farà mancare, praticando il giornalismo partecipato che abbiamo scelto,   a tutti coloro che si occupano dell’emergenza (amministratori, reti, persone) il supporto di un’informazione libera, inossequiosa, laicamente schierata verso i deboli e contemporaneamente solidale verso tutte le azioni che cercano di risolvere i problemi. La stessa prospettiva dell’Arci di cui non casualmente la nostra impresa giornalistica è parte. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni] [Foto Marisa Bacchin]

Emergenza umanitaria/Franco Bordo (Si): Le istituzioni devono fare la loro parte

marcobordo celesteA Como per rendersi conto dell’emergenza umanitaria di Como San Giovanni il deputato di Sinistra italiana Franco Bordo ha denunciato la gravità della situazione, ringraziato i volontari e preannunciato un suo intervento sul ministro dell’interno perché agisca sulla Prefettura di Como per ottenere che le istituzioni facciano doverosamente la loro parte.  (altro…)

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