Il Consiglio comunale di Como di lunedì 18 gennaio 2010

Attimi di sensatezza con la solidarietà ad Haiti nella seduta di lunedì 18 gennaio. Poi di nuovo inesorabilmente muro che intanto rimane al suo posto e paratie sempre più inutili, sempre più insensate.

«Come mai non si è attenuto all’obbligo di destituire il responsabile dei lavori delle paratie?» ha chiesto Roberta Marzorati, Per Como, al sindaco nelle preliminari al Consiglio comunale di lunedì 18 gennaio riferendosi alle dimissioni dell’ingegner Ferro votate dall’Assemblea di Palazzo Cernezzi.
Marcello Iantorno, Pd, ha presentato una mozione, depositata agli atti, per destinare a programmi di cooperazione con Haiti in seguito al disastroso terremoto che l’ha colpita bloccando nel «bilancio di previsione annuale 2010 un importo fino all’0,80 per cento della somma dei primi tre titoli delle entrate».
Il consigliere democratico ha quindi chiesto di rispettare un minuto di raccoglimento per le vittime haitiane.
Dopo il momento di silenzio è così ripreso il dibattito sulle mozioni sulle paratie.
Marco Butti, capogruppo Pdl, ha velocemente esposto la propria mozione per impegnare il sindaco a relazionare sull’avanzamento dei lavori. Giampiero Ajani, Lega, ha presentato il proprio emendamento parlando del problema della subsidenza, chiedendo inoltre di «valutare la soluzione di predisporre difese mobili contro le esondazioni». «Non trovo nulla di quanto dice Ajani nello scritto che ha proposto» ha precisato Mario Lucini, Pd, seguito da Donato Supino, Prc, «voi della Lega non potete stare in Giunta e poi fare opposizione!», che ha poi ribadito scherzosamente il concetto in dialetto comasco concludendo: «avete de assessori!». Vittorio Mottola, Pd, ha quindi letto l’emendamento Ajani sottolineando la scollatura tra quanto affermato pubblicamente e lo scritto, «non c’è scritto nulla. È una situazione paradossale» ha precisato Bruno Magatti, Paco.
«Quali sono le vere ragioni per cui non avete abbattuto il muro» ha domandato Vincenzo Sapere, Gruppo misto, che ha aggiunto avrebbe votato solo un emendamento contenente una sfiducia al sindaco.
Bruni è intervenuto per precisare che «le competenze del sindaco sono solo del sindaco», sottolineando la propria autonomia pur seguendo gli indirizzi assembleari.
Emendata dalla maggioranza la mozione è stata approvata mentre parte delle minoranze sono uscite, il Pd si è diviso in due, seguendo Lucini: «non parteciperò al voto perché si tratta di una questione interna alla maggioranza con una premessa indirizzata alla Lega a cui viene approvato un emendamento generico».
Il Consiglio è passato così alla mozione proposta dal Pd e dai banchi del Pdl Pasquale Buono ha chiesto una votazione per punti.
Il primo voleva «salvaguardata la eccellenza paesistica e ambientale del luogo», il secondo voleva «mantenere gli indirizzi di tenere unite e coordinate la fase della progettazione ed esecuzione con quella della ideazione degli arredi e quindi di voler procedere alla soluzione in modo globale e comunque coordinato», l’ultimo chiedeva di «comunicare in modo tempestivo al Consiglio le misure decise, i tempi e i costi delle loro realizzazioni».
Forte l’opposizione al documento, e alle sue premesse, di Butti che ha parlato di «utilizzo strumentale del parere del sovrintendente Artioli».
Dopo varie disquisizioni procedurali alla votazione la maggioranza si è presentata in ordine sparso nonostante le indicazioni di voto contrarie e la mozione è stata approvata.
«Si è creato un mostro giuridico – è stata la recisa reazione di Claudio Corengia, Pdl – da quando si è deciso di votare per punti singole parti delle mozioni, senza una votazione finale complessiva, passano degli elaborati in cui il singolo punto è condivisibile ma le premesse assolutamente no».
Viva la soddisfazione fra l’opposizione espressa per bocca di Luca Gaffuri: «è passato che la fase progettuale e esecutiva debbano essere affrontate in una maniera globale e coordinata, contro le indicazioni del presidente della Regione Lombardia». Concorde Butti «è stato sconfessato il giudizio ed il parere della Conferenza dei servizi».
Secco il parere contrario del sindaco alla proposta di Supino di eliminare le paratie e soprattutto per la richiesta di sostenere l’ingresso di un esponente del Comune all’interno del Consorzio dell’Adda per salvaguardare la città dalle piene del lago. «Una ridicola – per il primo cittadino, che ha aggiunto – il contenuto va al di là delle leggi vigenti e delle mie competenze e non potrò adempiere all’incarico». «È inaudito – ha esclamato Alessandro Rapinese, Area 2010 – il sindaco afferma di non voler eseguire quanto il Consiglio dispone!».
Gaffuri ha invece spiegato che la proposta è stata sostenuta in Regione anche da esponenti del Pdl.
Al voto la maggioranza ha bocciato le proposte di Supino.
L’assemblea ha quindi iniziato la discussione su un nuovo complesso immobiliare da edificarsi in via Muggiò a ridosso del’area di via Cumano, che ha già visto l’approvazione di un importante, per le volumetrie, intervento.
Nella presentazione il sindaco ha dato i numeri del’intervento: 24 mila mq, 7211 mc per due condomini di 14,70 m di altezza. Le aree standard, 1.296 mq, verrebbero monetizzate quasi completamente (ricavando poco più di 187 mila euro, tranne 143 mq utilizzati per creare un passaggio pedonale.
Data l’ora la discussione è stata rimandata alla prossima seduta consiliare. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Vergogna: mandano una portaerei da 1300 milioni ad Haiti

Flavio lotti, coordinatore della Tavola peer la Pace: «L’Italia metta i suoi soldati a disposizione dell’Onu che deve coordinare e accelerare la distribuzione degli aiuti». «L’Italia deve rispondere immediatamente all’appello del Segretario Generale dell’Onu mettendo a disposizione 1000 soldati e carabinieri italiani per il rafforzamento della polizia delle Nazioni Unite e del contingente dei caschi blu presente ad Haiti. Lo deve fare subito e per tutto il tempo necessario».

Il governo italiano, ha dichiarato Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, deve rispondere subito all’appello del Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.
Ad Haiti è il caos e oltre alla tragedia umanitaria c’è un grande problema di sicurezza, ordine pubblico e distribuzione degli aiuti. Ban Ki-moon ha chiesto al Consiglio di Sicurezza 1500 poliziotti e 2.000 caschi blu in più e l’Italia deve agire almeno con la stessa rapidità con cui, rispondendo all’appello di Obama,  in un giorno ha deciso di mandare altri 1000 soldati in Afghanistan.
Mi domando invece, ha continuato Flavio Lotti, che senso abbia mandare ad Haiti una portaerei. A fare cosa? Con quale dirigente dell’Onu è stata presa questa decisione? Per eseguire quali ordini? Quanto ci costa inviare oltre l’atlantico una imponente macchina da guerra come la portaerei Cavour? Quanto tempo ci impiegherà ad arrivare? Per quanto tempo si fermerà ad Haiti? Quanto costerà il tutto? Con quali soldi si pagherà il conto? E ancora, da dove nasce la collaborazione con le forze armate brasiliane? Quali interessi nasconde?
Sulla portaerei Cavour viaggeranno un po’ meno di ottocento militari, 540 dei quali sono i membri dell’equipaggio. Non è più utile ed efficace mandare subito 1000 soldati per le strade di Haiti a sostenere la missione dell’Onu?
Vale la pena di ricordare agli italiani che questa portaerei, simbolo per eccellenza della proiezione di potenza delle nostre FFAA, ci è costata bel 1300 milioni di euro, tutti soldi prelevati dalle tasche degli italiani onesti che pagano regolarmente le tasse. Quante vite avremmo salvato se anche solo una parte di quei soldi fossero stati spesi nella lotta alla miseria ad Haiti prima del terremoto?
Quest’anno, il 2010, il governo italiano ha stanziato solo 326 milioni di € per la lotta alla povertà nel mondo e 23.500 milioni di € per la guerra….”

Bruni antiesondazioni

Il progetto delle paratie era inutile lo scopriamo solo oggi grazie al comunicato stampa congiunto di Soprintendenza, Regione, Provincia e Comune di Como seguito alla Conferenza di servizio di lunedì 18 gennaio sul progetto del lungolago che recita: «La conferenza di servizio, esaminati i documenti, ha valutato positivamente la soluzione dello spostamento della linea di difesa idraulica dalla zona centrale della passeggiata a bordo lago in corrispondenza del parapetto». Viene ribaltata completamente la concezione di difesa dal lago pensata sino ad ora e vengono contestualmente buttati “a lago” i progetti redatti e pagati sinora.

Unica nota positiva «l’abbattimento del muro non appena si sarà completato l’iter procedurale necessario per l’approvazione della variante, iter la cui conclusione è prevista presumibilmente entro fine febbraio».
Viene  anche precisato cosa sarà di competenza degli architetti che saranno coinvolti nel concorso di idee per la passeggiata «pavimentazione, arredo urbano e a verde, impianto di illuminazione e strutture di servizio», di più dei soli cestini e panchine come aveva temuto parte del Consiglio comunale.
Sorprendenti le affermazioni del sindaco di Como Stefano Bruni, responsabile dello scempio del lungolago, «Tutto procede come da previsione» ha affermato a margine della conferenza, che si riunirà ancora i prossimi 28 gennaio e 8 febbraio, dimostrando la grande capacità autocritica.

Rapporto sul razzismo in Italia

L’associazione Ecoinformazioni invita alla presentazione del Rapporto sul razzismo in Italia a cura di Grazia Naletto che si svolgerà a Punto Einaudi in via Milano a Como venerdì 29 gennaio alle 20.30. Dialogherà con l’autrice Michele Donegana che presenterà anche il suo lavoro sul razzismo a Como nel 2009 ed il numero 399 di ecoinformazioni. L’iniziativa è parte della Campagna abbonamenti dell’associazione ecoinformazioni. Ingresso libero.

Alle 14,30 dello stesso giorno l’autrice incontrerà nella Grand’Aula del Volta di Como gli studenti e gli insegnanti del lei liceo classico.

Dopo l’ultimo testimone. La memoria e il suo uso pubblico

Alla Biblioteca comunale di Como l’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta giovedì 21 gennaio 2010 alle 20.30 invita all’incontro con David Bidussa che dialogherà con il sen. Luciano Forni e alcuni studenti delle scuole secondarie di secondo grado sul significato della memoria oggi, sul rapporto tra storia e memoria sul contributo dei testimoni e sull’uso politico della storia.

«Quello che si intendeva affrontare attraverso il Giorno della memoria tende immediatamente a tradursi in “uso politico del passato”. Ossia un’operazione che propone una lettura del presente attraverso la scelta di un particolare del passato, ma in relazione agli interessi che si hanno qui e ora.»
«Dunque la memoria va anche tutelata rispetto a se stessa, al suo oggetto, e non solo alla narrazione di quell’oggetto. La memoria è un “corpo fragile” – che rischia facilmente di distruggersi o di dissolversi se non si allestiscono convenienti strategie per la sua conservazione e per il suo trattamento, critico e analitico».  Per informazioni 031.306970.

Leggi l’intervento di David Bidussa sui provvedimenti della ministra Gelmini di discriminazione degli studenti “stranieri”. Leggi l’intervento di David Bidussa sul razzismo dopo i fatti di Rosarno.

Abbiamo bisogno di un’altra cultura!

Partire dai diritti umani è l’obiettivo della Marcia per la pace Perugia-Assisi 2010 che si svolgerà il 16 maggio. Di fronte alla realtà di razzismo e discriminazione serve ripartire dai diritti umani per fermare la distruzione dei valori su cui si fonda il nostro paese. L’obiettivo è promuovere una cultura di pace, di diritti umani e di nonviolenza. Solo dall’accoglienza, il dialogo, la solidarietà, la condivisione e la giustizia sociale si può costruire un futuro migliore in Italia. Per aderire: segreteria@perlapace.it. Info: www.perlapace.it 

I viola di Como fanno un giornale

Informare la gente comune è la via scelta dal Popolo viola di Como che prosegue la sua attività dopo il No Berlusconi day.

A poco più di un mese dal No Berlusconi day  il Popolo viola Como si è riunito per discutere e proporre i passi futuri del movimento. Consapevoli di essere un “un gruppo eterogeneo di coscienze politiche” e con l’idea di “tornare ad osservare la politica con criticità costruttiva e indipendente”.
Informare le persone su fatti politici a livello provinciale, regionale e nazionale è la necessità primaria identificata con una scelta controcorrente: passare dalla rete alla carta stampata.
Il progetto di un eventuale giornalino gratuito, che raccolga una rassegna stampa da internet o altre fonti, è ancora in fase ideativa. Il popolo viola, nato e cresciuto on line, crede che “questo sia l’unico modo per mantenere la continuità e l’integrità morale che sta alla base del movimento” e che “un’informazione libera, vera e non faziosa sia il mezzo migliore per creare nuove coscienze politiche e far maturare un senso critico nei confronti della politica italiana”. Info: popoloviolacomo@libero.it.
 

Il 30 per cento della Gelmini è pericoloso

Critica la Cgil di Como sulla proposta forse solo propagandistica, ma comunque pericolosa, della ministra Mariastella Gelmini che vuole impedire oltre il 30 per cento la presenza degli alunni “stranieri” nelle classi degli istituti scolastici italiani. Occorrerebbe in primo luogo definire la popolazione degli allievi “stranieri”. È quanto sostiene Giacomo Licata, segretario Flc Cgil di Como, che si chiede appunto «come sia possibile considerare chi è nato in Italia uno “straniero”.

La domanda è: quali sono i reali problemi del sistema scuola in Italia, in Lombardia, a Como? La risposta governativa (in linea con molti provvedimenti recenti) punta il dito contro i migranti: è il caso dell’ultima “notizia” sulla scuola pubblica nel Belpaese, ovvero la decisione, anzi l’intenzione, del ministro Mariastella Gelmini di porre un limite pari al 30 per cento per la presenza degli alunni “stranieri” nelle classi degli istituti scolastici italiani. Ma occorrerebbe in primo luogo definire la popolazione degli allievi “stranieri”. È quanto sostiene Giacomo Licata, segretario Flc Cgil di Como, che si chiede appunto «come sia possibile considerare chi è nato in Italia uno “straniero”. Ho alunni figli di migranti, nati a Como, che sono molto più comaschi di me…». Quindi resta da capire come sarà concretamente calcolato il tetto del 30 per cento, considerato che non tutti i bambini e ragazzi interessati dal provvedimento hanno serie difficoltà linguistiche o necessità specifiche di mediazione linguistico-culturale. E la mediazione è uno dei problemi della questione, a detta di Licata: «il numero di ore svolte dai mediatori culturali è insufficiente; una delle prime cose da fare sarebbe alzare tale monte ore e rafforzare questa professionalità. Inoltre, si dovrebbe fare formazione agli insegnanti: al momento ce la facciamo per lo più da soli, e dunque il sistema scolastico non investe sulle risorse che ha già a disposizione, come sarebbe auspicabile. L’integrazione si fa con le figure professionali formate. In Italia invece – continua Licata – si va verso la riduzione del personale, si va verso il maestro unico: faccio fatica a comprendere quali siano, in questo quadro, gli strumenti per migliorare l’integrazione». Per questi motivi il provvedimento della Gelmini pare agli occhi di molti un annuncio, un proclama, più che una reale strategia per risolvere una questione reale. «Il ministro Gelmini – dichiara Licata – ci ha abituati alla politica degli annunci che hanno l’effetto di fare notizia sui giornali ma non risolvono i problemi delle scuole. Il risultato sarà che gli oneri del tetto del 30 per cento ricadranno, come mi hanno già spiegato alcuni dirigenti scolastici della provincia di Como, sui singoli istituti e direttamente sui presidi. Faccio un esempio: una famiglia straniera residente a Como vorrà iscrivere il proprio figlio alla scuola di via Viganò, che è la più vicina a casa e dove la presenza di alunni stranieri raggiunge il 50 per cento. Alla luce della nuova circolare Gelmini l’istituto negherà loro questa possibilità. E non si sa tra l’altro sulle base di quali criteri a una famiglia si dirà «sì» e ad un’altra «no»: forse si rispetterà l’ordine cronologico di presentazione delle domande, della serie “chi prima arriva meglio alloggia”?. A quel punto si rivolgeranno ad un’altra scuola, più distante dalla propria casa: ma il Comune metterà a disposizione dei bus navetta per chi sarà costretto a mandare il proprio figlio in una scuola lontana dalla propria abitazione? Non è possibile ragionare su politiche che scaricano tutta la responsabilità sulla scuola, è necessario coinvolgere Comuni ed enti locali e pianificare seriamente l’offerta scolastica sul territorio». A Como non si è mai aperto un vero e proprio tavolo di confronto nel quale fossero coinvolti tutti i soggetti interessati e ci si è fermati a proposte unilaterali e comunque non condivise dai vari attori della trattativa: insegnanti, dirigenti scolastici, famiglie, sindacati, Comune e Provincia. Nel frattempo, in compenso, nella provincia lariana, nell’anno scolastico 2009/2010, rispetto al 2008/2009, sono stati tagliati 318 docenti. «E tagli di questa portata – conclude Licata – ci saranno molto probabilmente anche nel prossimo anno scolastico: certamente non un grande aiuto per il sistema scolastico e tutte le sue sfide, inclusa l’integrazione». [Barbara Battaglia, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 11 gennaio 2010

 La maggioranza promette: il muro giù a febbraio. La Lega si smarca: quota di difesa più bassa e responsabilità. Le opposizioni si dividono: Dario Valli, Bruno Magatti e Donato Supino rimangono in aula e assicurano il numero legale,  mentre gli altri se ne vanno.

Movimentate preliminari al Consiglio comunale di lunedì 11 gennaio. Vittorio Nottola, Pd, ha lamentato il proliferare dei colombi a Sagnino chiedendo di prendere provvedimenti, «fanno i nidi anche nella canne fumarie con i disagi conseguenti», scatenando la reazione ed un battibecco con il padre del consigliere Luigi Bottone, Gruppo misto, che era fra il pubblico e che ha difeso i volatili esponendo un cartello, prontamente fatto togliere dalla polizia locale, che individuava nelle buche il vero problema del quartiere.
«Cosa è stato fatto per l’Abruzzo?» ha chiesto invece Marcello Iantorno sempre del Pd, che ha poi incalzato sulla situazione delle buche stradali causate dalla neve, anche dopo un grave incidente che ha visto coinvolta una persona in viale Giulio Cesare, «dovete intervenire immediatamente!».
Donato Supino, Prc, è ritornato alla gara d’appalto per la raccolta dei rifiuti dopo che l’assessore al verde gli aveva di rivolgersi alla magistratura se aveva notizia di quacosa d’irregolare: «Peverelli ha dichiarato in aula che non avrebbe presenziato ala gara di appalto, quindi qualche dubbio ce l’ha anche lui!».
Il Consiglio è così iniziato, in diretta televisiva, riprendendo il dibattito sulle mozioni presentate da maggioranza e opposizioni sul sistema di paratie a lago. Un ordine del giorno rispettato solo a tratti data la presentazione di una nuova variante di progetto da parte del sindaco nella seduta precedente che ha volente o nolente spinto molti consiglieri ad interrogarsi su questa nuova prospettiva o sulle paratie in generale, stimolando i consiglieri Vincenzo Sapere, Gruppo misto, e Massimo Serrentino, Pdl, a chiedere di ritornare all’ordine.
Il primo a prendere la parola è stato Alessandro Rapinese, Area 2010, che ha chiesto chi ha deciso le varianti e quanto è stato speso sinora, recriminando «nessuno ci aveva detto che ci avrebbero tolto la vista del lago».
«Quello presentato non può definirsi un progetto – ha dichiarato Giampiero Ajani, Lega – è una semplice dichiarazione di intenti», tra l’altro, ha rimarcato il capogruppo del carroccio, «non si vede chi è l’estensore. Non c’è la firma». Ajani ha così ribadito la necessità dell’abbattimento del muro «prima delle elezioni» e ha chiesto l’abbassamento della soglia di difesa da 200.30, una cretinata per il consigliere visti i livelli delle maggiori piene del lago, a 200,00.
Roberta Marzorati, Per Como, ha chiesto precisazioni sulla variante, chiedendo lumi soprattutto sull’assetto fognario e denunciando «si era detto che il direttore dei lavori sarebbe stato pagato alla fine a me risulta che abbia già ricevuto un compenso».
«A febbraio il muro verrà eliminato» ha affermato, tra l’altro, Gianluca Lombardi, Pdl, a cui è toccata la difesa del progetto e delle varianti.
Bruno Magatti, Paco, ha esposto la propria mozione che chiedeva l’impegno del Consorzio dell’Adda a rispettare un range di oscillazione del livello del lago, l’abbassamento della soglia dei 200.30 e il coinvolgimento nella riprogettazione «delle molte risorse culturali e progettuali presenti nel territorio comasco». A questa proposta il consigliere della rondine ha aggiunto quattro emendamenti, per un intervento modulare contro le esondazioni, per la salvaguardi dei tigli del lungolago, del molo di S. Agostino e per assicurare da eventuali problemi creati dalla subsidenza le strutture vicine al fronte lago perché «le modifiche della falda modificano la subsiidenza». Marco Butti, Pdl, l’ha poi definita «una mozione meritevole di approfondimento per alcuni punti».
Mottola, dopo una bagarre col presidente Pettignano su una livella, mostrata per spiegare delle rilevazioni sul cantiere fatte, ha precisato diverse “sbavature” dei rendering proposti come quello di non far vedere precisamente l’allaccio fra la passeggiata e la strada, coperto da persone e da macchine, oltre ai dossi per rallentare il traffico ipotizzati e già smentiti: «non sono anche questi cartoni animati, come il sindaco aveva definito quelli della Provincia?».
Mario Lucini, Pd, avvalendosi dell’ausilio di alcune slide ha chiesto alcune precisazioni, come i giorni di sospensione del cantiere, ribadendo la certezza delle lesioni agli edifici prospicienti, proponendo, se dovesse essere approvata l’ultima variante, di abbassare la “gobba” nel mezzo della passeggiata su cui erano inserite le paratoie a ventola per far meglio vedere il lago.
Chiarezza sulla variante è stata chiesta da Luca Gaffuri, Pd, «le varianti sono del 5 per cento, ma il responsabile Viola ha detto che si poteva arrivare al 70 per cento, presenteremo un’interrogazione per avere chiarimenti».
Contrariato anche Emanuele Lionetti, Lega, «io sapevo che il muro doveva già essere abbattuto, ora mi si dice a febbraio…», che ha chiesto di individuare le responsabilità per tutti gli errori commessi. Anche Pasquale Buono, Pdl, ha esordito con un «sarò critico finché non avrò visto abbattuto il muro».
Ha denunciato la sudditanza dalle decisioni milanesi Bruno Saladino, Pd, che ha denunciato «il marchingegno multimediale della scorsa seduta è costato 4 mila euro!».
Più circostanziato l’architetto Dario Valli, Area 2010, «Quale concorso di idee avete intenzione di fare? Il primo lotto quando sarà finito? Mi è stato risposto quando sarà stata posata la pavimentazione. Quindi sarà fatto un concorso internazionale per decidere quali panchine e cestini mettere? Una selezione per scegliere dal miglior catalogo i migliori cestini della spazzatura?».
Dopo la proposta del presidente Pettignano, in sostituzione dell’assente Pastore, il Consiglio ha votato di proseguire ad oltranza la seduta, con i soli voti della maggioranza.
Aperta la discussione sugli emendamenti alla mozione Magatti il sindaco si è detto favorevole ad alcuni, perché «non chiuso in una orgogliosa difesa, ma viceversa alla ricerca di soluzioni migliori», quello sulla modulazione e quello per la salvaguardia delle piante. Dopo un ulteriore modifica proposta da Supino. Sono stati votati, e sono passati, gli emendamenti, di cui uno risistemato per essere gradito al sindaco e la mozione definitiva per punti, bocciata la parte di premesse sgradita al primo cittadino.
Dato lo sfilacciamento tra le fila della maggioranza che aveva chiesto di rimanere ad oltranza le minoranze, tranne Paco, Prc e Valli, hanno abbandonato l’aula per far venire meno il numero legale.
I tre presenti hanno permesso di proseguire il dibattito e le votazioni sulla mozione Magatti. Alla fine della quale, quando avrebbero dovute essere affrontate le successive mozioni, il presidente del Consiglio, contrariamente alla decisone presa di proseguire la seduta ad oltranza ha dichiarato sciolta l’assemblea. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Pd concluso il percorso congressuale: Giusto presidente dell’Assemblea

L’Assemblea provinciale del partito ha confermato Luca Corvi segretario provinciale del Pd e ha eletto il presidente dell’assemblea e l’ufficio di presidenza.

Lunedì 11 gennaio 2010 si è concluso il percorso congressuale del Partito democratico a Como. I membri della nuova Assemblea provinciale eletti durante l’ultima consultazione nei circoli nel mese di dicembre hanno confermato l’elezione del segretario provinciale Luca Corvi, eleggendo Domenico Giusto nuovo presidente dell’Assemblea, l’Ufficio di presidenza composto dai due vice Paolo Ortelli e Maria Pia Tagliabue, oltre ad Andrea Pollastri e Giulia Cuter e la nuova Direzione provinciale che comprende Eva Allevi, Franca Anzani, Rosalba Benzoni, Diego Butti, Luigi Caldera, Gigliola Canepa, Paolo Casartelli, Piera Cipolla, Cristina Civati, Mario Clerici, Marina Consonno, Marco Cozza, Maria Luisa Cribioli, Giuseppe D’Arrigo, Pasquale De Feudis, Filippo Di Gregorio, Stefano Fanetti, Gioacchino Favara, Paolo Furgoni, Riccardo Gagliardi, Carla Gaiani, Roberto Gallo, Cosetta Garavaglia, Marcello Iantorno, Gianni Imperiali, Davide Magaton, Elena Merazzi, Armando Messineo, Mirella Nalin, Francesca Nieto, Roberta Pagani, Gabriella Pintacuda, Francesca Preatoni, Benedetta Re, Bruno Saladino, Maria Pia Tagliabue, Alessandro Vergari, Licia Viganò, Romolo Vivarelli e Chiara Zecchetto. Sono stati eletti inoltre il Tesoriere Carlo Bonetti e il Consiglio dei Garanti composto da Beppe Livio, Fernando Impellizzieri, Bruno Galati, Stefano Poltronieri e Colondrina Poncia.

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