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Minori non accompagnati: presentato in Tribunale il corso di formazione per tutori

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Partecipatissima – quasi 80 presenze registrate – la presentazione del corso per tutori volontari di minori stranieri non accompagnati [profilo introdotto e regolamentato dalla legge del 7 aprile 2017, ndr], tenutasi mercoledì 4 ottobre nella sala Biblioteca del Tribunale di Como (largo Spallino 5). 
Tale iniziativa corona un percorso intrapreso già dal mese di maggio e portato avanti in sinergia dal Tribunale di Como (in interfaccia con il giudice tutelare), Avc-Csv, Osservatorio per i diritti del migrante e Comune di Como, con la collaborazione tecnica della ong internazionale Defence for Children (nell’ambito del progetto Elfo, co-finanziato dal programma Diritti, uguaglianza e cittadinanza della Commissione europea) e la partnership transfrontaliera con Service social international Suisse. Un percorso frutto di un’attenta riflessione sulle dinamiche territoriali locali in merito alla gestione del fenomeno migratorio, che gli enti proponenti intendono condividere e sviluppare insieme alla comunità locale.


Nello specifico, il programma di formazione vuole risolvere un aspetto particolarmente critico, a Como come in altre località: l’assistenza a migranti minorenni. La formazione di tutori consapevoli della specificità territoriale e individuale vuole prevenire l’assorbimento di questi giovani in un vuoto istituzionale, normativo e sociale, evitando che il compimento del diciottesimo anno comporti per loro una perdita non solo de facto, ma anche de iure, dei diritti di cui essi erano stati almeno formalmente titolari. Maria Luisa Lo Gatto, giudice e referente per i rapporti con il territorio del Tribunale di Como, ha perciò rimarcato in apertura all’incontro (introdotto dai saluti di Anna Introini, presidente del Tribunale) la necessità per i futuri tutori e tutrici di acquisire una conoscenza approfondita del contesto in cui si apprestano a operare. Fissato un chiaro obiettivo comune nella tutela dei diritti dei migranti minorenni da parte della comunità e dell’ente che li ospitano  – ed è quest’ultimo, per legge, a farsene carico  –  è opportuno che queste persone creino una rete operativa, non soltanto per ragioni di assistenza e di reciproco sostegno, ma anche per mantenere una relazione dialogica e costruttiva con l’amministrazione e la giustizia locali, chiamati ad assistere tutori e migranti con le proprie specifiche competenze e responsabilità.

Tale percorso di crescita, in cui ciascuno può imparare e insegnare qualcosa dagli altri,
spiega l’approccio transdisciplinare e “sperimentale” del corso presentato, orientato al confronto e all’interazione peer-to-peer, più che a una formazione di tipo frontale. La struttura di questa opportunità formativa, aperta per il momento a una classe di 25 persone, è stata illustrata più nello specifico da Pippo Costella, direttore di Defence for Children Italia. Previsti (a metà del mese di novembre 2017) tre giorni consecutivi di formazione focalizzati su quattro obiettivi: la conoscenza del contesto, la comprensione dello stesso (e del/la minore da tutelare) per poter elaborare e perfezionare pratiche ad hoc, l’applicazione di tali pratiche, e il “posizionamento” di migrante e tutore/tutrice rispetto alla realtà operativa. Non sono attesi particolari requisiti o competenze dai partecipanti al corso, se non quello di poter garantire al(la) minore preso/a in cura stabilità, reperibilità e costanza. Proprio per questo è previsto che a ogni tutore sia assegnato un unico individuo.

Nel 1991 – ventisei anni fa – la Convenzione internazionale dei diritti del fanciullo è stata adottata dall’ordinamento giuridico italiano: secondo l’art.2, di tale documento, ogni minorenne  – cittadino/a o meno dello Stato – è titolare dei medesimi diritti, libertà, obblighi e divieti, che gli Stati firmatari si impegnano a garantire.
Nel caso dei migranti minorenni, ciò non avviene in pratica: si pone l’accento sull’entrata e permanenza illecita nello Stato ospite, piuttosto che sulle violazioni subite dalla persona del migrante, magari da parte dello Stato stesso. Tuttavia, «garantire tutela ai migranti minorenni non è un atto di pietismo», ha chiarito Costella «ma in primo luogo un’opportunità e anzi un dovere civico, l’applicazione concreta dei princìpi di uno Stato di diritto che, pur chiaramente sanciti dalla Costituzione italiana, vengono spesso “accantonati” in situazioni dette, a volte impropriamente, “emergenziali”».

Fornire assistenza a soggetti doppiamente isolati  – come migranti e come minorenni non accompagnati – diventa così il gesto di accoglienza e umanità più importante che si possa compiere nei loro confronti. Di questo parere è Lanciné Camara, mediatore culturale di origini ivoriane giunto in Italia nel 2011, oggi operativo nell’accoglienza per minori a Genova, dove collabora con Defence for Children Italia . Facendo riferimento al proprio vissuto, Camara (che ha chiesto e ottenuto l’asilo in Italia) ha parlato positivamente del ruolo svolto dalla comunità e dai tutori nell’assisterlo nel processo di integrazione, incoraggiando il pubblico a intraprendere un percorso formativo in tal senso.
Camara ha anche fatto riferimento al consistente turnover dei ragazzi ospitati nella struttura per la quale lavora. È infatti ben diverso occuparsi di una persona che intende rimanere in Italia (nella fattispecie) e avviarsi all’integrazione, oppure di un(a) migrante in transito che vorrebbe invece raggiungere altri Stati. In questo secondo caso, diventa fondamentale per i soggetti dell’accoglienza e dell’assistenza di migranti intraprendere e mantenere relazioni transfrontaliere e transnazionali che, nel caso di Como, interessano in primo luogo la vicina Svizzera. Proprio un’operatrice di Service social international Suisse intervenuta alla presentazione, Élodie Antony, ha riportato l’impatto positivo dei tutori assegnati a 200 migranti minorenni oltreconfine, ribadendo il bisogno per questi  di persone affidabili su cui poter contare e la necessità, per chi accoglie, di insistere maggiormente sull’aspetto del ricongiungimento familiare.

Con la formazione di figure tutoriali, l’accoglienza e l’integrazione di migranti in Lombardia potranno beneficiare dell’esempio “pioniere” (in sede regionale) di Como, «dove, già l’anno scorso, cittadinanza attiva e volontariato comaschi hanno dato una splendida risposta in tal senso», ha ricordato Elena Zulli, responsabile progetti per Avc-Csv, segnalando il percorso gratuito di 40 ore – distribuite tra la fine di ottobre 2017 e gennaio 2018 – messo a punto da Avc-Csv per fornire strumenti di formazione e conoscenza territoriale agli operatori/trici dell’accoglienza e del volontariato; a questo seminario si aggiunge poi Le sfide del fenomeno migratorio: chiusura o accoglienza?, un corso di educazione allo sviluppo, organizzato da Unicef a partire dal 25 ottobre.

Visto il grande differenziale tra il numero di migranti minorenni e quello di tutori (formati e ancora da formare), su cui pesa anche una limitata disponibilità di strutture d’accoglienza operanti, sarà necessario investire su misure come l’affido familiare e un’assistenza di carattere provvisorio per migranti non stanziali, collaborando di concerto con operatori e amministrazioni locali, oltre che con il coordinamento delle comunità per minori non accompagnati. Tutto questo nella consapevolezza che una rete d’accoglienza insufficiente e malgestita favorisce l’assimilazione degli emarginati nella criminalità: la sfida è perciò dimostrare che l’inclusione (e non l’esclusione) di questi rappresenta l’antidoto più efficace a un clima di insicurezza e paura.
[Alida Franchi, ecoinformazioni]

Online sul canale YouTube di ecoinformazioni i video di Daniel Lo Cicero dell’iniziativa.

7 e 8 ottobre / micro – MACRO: seconda edizione del Side Festival

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Per la seconda volta, il Museo archeologico “Paolo Giovio” di Como (piazza Medaglie d’Oro, 1) ospiterà il Side Festival sabato 7 e domenica 8 ottobre, dopo la prima, fortunata edizione nel mese di maggio.

Inserito nell’ambito del progetto MusaiCO lanciato nell’aprile 2016 e patrocinato da Fondazione Cariplo, Side adotterà questa volta il tema micro MACRO, dando spazio a ogni contributo creativo a riguardo dalle 10 di sabato alle 23 di domenica. Poesia e design, musica e pittura, fotografia, teatro e letture: c’è spazio davvero per tutto, e per tutti.

Artisti professionisti e non  – la condivisione e “contaminazione” tra diverse forme di espressione è proprio la mission di Allineamenti, il progetto sperimentale di giovani creativi alla base di Side  –  possono scrivere a sidefest@gmail.com per portare la propria “pArte” o proporre workshop aperti, in via del tutto gratuita, a tutti i partecipanti del festival.

26, 28, 30 settembre / “Ettore Majorana, Cronache di infinite scomparse” debutta al Teatro Sociale

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Un’opera giovane – in ogni senso – Ettore Majorana. Cronache di infinite scomparse (opera in n variabili), vincitrice del concorso Opera Oggi promosso da OperaLombardia (che dell’opera è dunque promotrice), che debutterà per la sua prima assoluta al Teatro Sociale di Como – di cui aprirà la stagione notte 2017/18 –  tra martedì 26 e sabato 30 settembre, prima di partire in tournée in Italia e in Europa, passando per Bergamo, Brescia, Cremona, Pavia, Trento, fino ad arrivare a Magdeburg nell’autunno 2018 e a Valencia nella primavera del 2019. L’opera è stata anticipata da Focus Majorana, un ciclo di eventi collaterali, gratuiti e aperti a tutti, sostenuti da enti e associazioni cittadine (Biblioteca comunale, Fondazione Alessandro Volta, Università degli studi dell’Insubria, Festival della Luce – Lake Como 2017, Ostello Bello Lake Como,  Allineamenti, Quartetto Artemisia e lo stesso Teatro Sociale),  inerenti alle tematiche da essa trattate, e in particolare sul connubio tra musica e scienza. Proprio la scienza, del resto, sarà il Leitmotiv della stagione teatrale 2017/18 del Teatro Sociale,

Giovani, giovanissimi, il librettista Stefano Simone Pintor, il compositore Roberto Vetrano, lo scenografo Gregorio Zurla e il direttore d’orchestra Jacopo Rivani (già alla pedana del Sociale con il Nabucco dei 200.com 2016/2017), tutti al di sotto dei 35 anni. Giovane il cast, composto dai vincitori del LXVIII concorso AsLiCo per giovani cantanti lirici d’Europa: Alessandra Masini (la Cantante, una Madre), Davide Paciolla (la Particella ombra), Federica Livi (la Fisica, parte condivisa tra Livi e Monica Tiberia Naghi), Lucas Moreira Cardoso (Majorana), Pietro Toscano (Dio, il Generale, il Frate), Roberto Capaldo (il Barbone), Ugo Tarquini (l’Antimajorana).

Giovane il protagonista di quest’opera “totale” a tinte noir che coniuga scienza, musica, bel canto e recitazione, il celebre fisico catanese Ettore Majorana, autore di importanti studi di fisica nucleare e meccanica quantistica (nonché uno dei “ragazzi di via Panisperna” a cui è dedicato l’omonimo film di Gianni Amelio), scomparso ad appena 31 anni sulla rotta marittima Napoli-Palermo (questa la versione più accreditata, ma le ipotesi della sparizione sono parecchie, spesso romanzate e assai improbabili). Correva l’anno 1938: da quel mese di marzo, di Majorana fu persa ogni traccia.

Alle soglie degli ottant’anni dalla sua prematura e misteriosa scomparsa – cita la pagina del sito web del Teatro Sociale dedicata all’opera imminente, il grande fisico siciliano assurto a mito nella scienza come nell’arte (tanto da ispirare un libro di Leonardo Sciascia) diventa il soggetto di questo progetto musicale totale, vincitore del concorso Opera oggi per la stesura di una nuova opera contemporanea. Un progetto ambizioso, ricco di effetti visivi ed uditivi (fisici, appunto!) molto particolari che porteranno l’ascoltatore a una dimensione ‘altra’ per far rivivere le infinite possibilità del ‘caso Majorana’, tutt’oggi ancora vivo e apertissimo.

Nelle parole degli autori dell’opera ‘Se è vero che il ‘900 ci ha portati verso il concetto di ‘frammentazione’, dove ci sta portando il XXI secolo? La nostra risposta a queste questioni è andata verso la nozione di ‘realtà aumentata’. In un mondo in cui il progresso tecnologico ci ha immerso in una realtà che va oltre a quella fisica classica che conoscevamo, non potevamo certo scegliere di fare un’opera che parlasse al pubblico odierno senza tenere conto di questo fondamentale aspetto della nostra contemporaneità. Proprio da questa considerazione derivano le nostre scelte, in primis quella del soggetto del nostro racconto: Ettore Majorana’.

Guarda qui il video d’anteprima dello spettacolo.

Ai giovani, infine, è dedicata “la prima delle prime”, prevista per la sera di martedì 26 settembre alle 20,30: il pubblico di questa rappresentazione comprenderà infatti ragazze e ragazzi rigorosamente under 30; mentre le successive serate – giovedì 28 e sabato 30saranno aperte a un pubblico di ogni età.

Per tariffe e agevolazioni, oltre che per l’acquisto di biglietti, si può consultare il sito del Teatro Sociale o recarsi personalmente alla biglietteria negli orari d’apertura (indicati alla stessa pagina).

[Alida Franchi, ecoinformazioni]

10 maggio / Now Festival 2017: “Green jobs: la sostenibilità incoraggia i giovani e il lavoro”

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Il primo appuntamento dell’edizione 2017 di Now!Festival del futuro sostenibile  – il secondo dopo l’anteprima del 18 aprile –  sarà ospitato dalla Camera di Commercio di Como (via Parini, 16) alle 10 di mercoledì 10 maggio.
All’incontro moderato da Marilena Lualdi de La Provincia e intitolato Green jobs: la sostenibilità incoraggia i giovani e il lavoro, interverranno: Andrea Trisoglio (Fondazione Cariplo), alcuni studenti dell’Isis Paolo Carcano, che presenteranno il loro progetto di autoimprenditorialità nell’ambito del progetto Green Jobs, Immacolata Tina (coordinatrice del bando Idea Impresa della Camera di commercio di Como, del quale verrà resa testimonianza), Aurora Magni, docente incaricata di Ecoefficienza, materiali e processi a Liuc – Università Carlo Cattaneo.

Dal programma di Now! Festival 2017:

“L’impresa del futuro non potrà orescindere da figure professionali “verdi”. Nei prossimi 5 anni sono previsti 1 milione di nuovi occupati le cui mansioni richiederanno maggiori competenze green. Formatori, aziende e fondazioni collaborano per raccogliere la sfida di preparare tecnici e manager in grado di ridurre l’impatto ambientale sulle attività produttive. Una grande opportunità soprattutto per i giovani”.

Per il programma completo di Now! Festival 2017 si può consultare il sito: www.nowfestival.it .

29 aprile / Antonio Roma presenta “Oggi è un bel giorno” alla Libreria di Montano Lucino

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Alle 17 di sabato 29 aprile, alla Libreria di Montano Lucino (via Europa Unita, 1/B), sarà presentato il libro di Antonio Roma (Borgomanero, 1992),  dal titolo Oggi è un bel giorno (edito da Lampi di Stampa, 2016). A ispirare il giovanissimo autore è stata un’esperienza di volontariato in Bosnia-Erzegovina, paese con cui non ha mai più reciso i legami.

Il romanzo, di cui riportiamo la sinossi, “ […] racconta l’incontro di Ante, giovane uomo e scrittore, e di Anaïs, studentessa di pianoforte nella Sarajevo di oggi, vent’anni dopo la guerra. Due umanità ferite che cercano, in un continuo e delicato esercizio, di dare un significato profondo alle loro vite, segnate per sempre da un trauma incancellabile. Nella Sarajevo culla di “una umanità di luci e di ombre, miele e sangue”, i due guarderanno negli occhi il passato, s’impegneranno a non subire il presente e a costruire un futuro in cui poter essere vite il cui nerbo è stato esacerbato e incancrenito dall’odio che ha nutrito il macello balcanico.
I Balcani sono specchio d’umanità e fragilità. Raccontare del bisogno di ricucire, del desiderio dei bosniaci di #GuardareOltre è un’occasione per ognuno di noi per interrogarsi sulle relazioni di ogni giorno sul significato di parole come #perdono e #riconciliazione“.

23 maggio/ Anteprima beCOMe

beomeIl primo appuntamento di beCOMe, l’iniziativa nella città di Como che avrà luogo dal 30 maggio al primo giugno, è venerdì 23 maggio. La giornata prevede  nell’auditorium della Biblioteca comunale di Como, in Piazzetta Venosto Lucati 1, dalle 9.30  fino alle 13.15 il convegno Sguardi sull’impegno delle donne nell’agricoltura dell’Alta Lombardia, organizzato dall’associazione Donne in campo Lombardia, donne legate all’agricoltura di montagna aderenti alla Cia (Confederazione italiana agricoltori). Interverranno molti rappresentanti del settore, qui l’elenco completo e i rispettivi argomenti che verranno trattati.

Nel pomeriggio, dalle 14 alle 16, l’aula magna del Politecnico di Milano – Polo territoriale di Como in via Castelnuovo 7, ospita la presentazione in anteprima di Vivaio Italia, organizzata da Padiglione Italia-Expo 2015 e curata da Paolo Verri, direttore Contenuti espositivi ed eventi di Padiglione Italia, finalizzata a «rendere i giovani protagonisti di Expo 2015».

Per ulteriori informazioni riguardo a questo e ai tanti altri appuntamenti di beCOMe potete consultare il sito ufficiale http://www.becomeincomo.it. [Presto online su ecoinformazioni]

Suoni e scatti dalla Mesopotamia

Locandina 'Suoni e scatti della Mesopotamia'Venerdì 7 febbraio e sabato 8 presso lo Spazio Pifferi in via Diaz 58 a Como si terrà la mostra Suoni e scatti della Mesopotamia, in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato di Como, Milena Ghielmetti, Agnese Selva e Piotr Rybicki. Si tratta di una mostra di audio e foto che racconta dell’esperienza di scambio internazionale a Bismil, nella Turchia sud-orientale che ha coinvolto sette giovani italiani. Il progetto si chiama Voiced Photographs e rientra nel progetto Youth in action finanziato dall’Unione europea. Prevede un soggiorno di 15 giorni in cui i partecipanti, i giovani tra i 18 e i 30, impareranno a costruire la propria macchina fotografica e ad usarla, realizzando scatti professionali e artistici a in una città interessante e multiculturale. 

L’inaugurazione della mostra avrà luogo venerdì alle 18,30, mentre sabato sarà aperta dalle ore 10 alle 18. [Clara Chiavoloni, ecoinformazioni]

Un migliaio di persone alla prima Street parade comasca

La pioggia non ferma i giovani e la loro voglia di riappropriarsi della città. La manifestazione, ancora in corso, animata da 15 carri musicali si concluderà al Tempio Voltiano verso la mezzanotte.

Inizio un po’ in sordina, alle 14 di sabato 24 maggio, per la Street parade di Como, la gente arriva alla spicciolata e si ripara dall’acqua sotto i rami dell’ippocastano. Intanto nel piazzale fervono i preparativi, si sistemano i camion e si provano gli impianti. Sono ben quindici i carri che “spareranno” musica fino a mezzanotte, dieci quelli comaschi, gli altri arrivano da fuori, uno addirittura da Napoli. Il numero di capannelli di persone sotto gli ombrelli o avvolte negli impermeabili cresce, ma aumenta anche l’intensità della pioggia. Alle 15.30 il tempo va migliorando e alle 16, sotto un cielo bianco fumo, la colonna di automezzi si mette in marcia verso il centro città e i Giardini a lago. Il numero di persone a questo punto è cresciuto molto, per una giornata iniziata almeno climaticamente con il piede sbagliato. Sono circa un migliaio i giovani che si muovono per le vie di Como, chi a passo cadenzato chi invece vorticoso seguendo la musica dei carri. Alcuni si accompagnano muovendo nell’aria gli strumenti di giocoleria, altri ancora camminano su e giù lungo il muro di suono chiacchierando o sorseggiando birra. La maggioranza dei partecipanti ha vent’anni. La popolazione di Como assiste un po’ in disparte: poche le persone alle finestre, quelle che incrociano il loro cammino con quello della festa itinerante tagliano dritto. Ma qualcuno si ferma ad ascoltare ed osservare. Certamente oggi qualcosa in città si è mossa, dei giovani si sono riappropriati di uno spazio pubblico che ci spetta di diritto. Qualcuno se la prenderà con l’eccessivo rumore, altri col degrado che vedranno in questa manifestazione, altri urleranno un categorico «Andate a lavorare!», molti protesteranno per l’inevitabile blocco del traffico. Ma per i giovani il capoluogo lariano ha una discreta necessità di essere scosso e movimentato per non morire ogni sera alle 18. [Francesco Vanotti, ecoinformazioni]

La Street parade cambia percorso, lo ha deciso Caradonna

Riduzione di percorso per la Como Street Parade che attraverserà le vie della città sabato 24 maggio: via Sirtori piuttosto che via Milano per salvaguardare il traffico. Gli organizzatori: «Siamo allibiti. Ma la riduzione del percorso non comprometterà l’esito e lo spirito della Street Parade».

A poco più di 24 ore dall’avvio della manifestazione, cambio di percorso per la Como Street Parade: via Sirtori al posto di via Milano. Il festoso corteo quindi scenderà dal parcheggio Ippocastano direttamente in viale Cesare Battisti passando dalla stazione Nord, per poi sfilare davanti al Comune e in piazza Cavour, prima di raggiungere i Giardini del Tempio Voltiano, dove animerà la serata con musica e spettacoli di giocoleria. L’ordine è arrivato la mattina di venerdì 23 maggio dall’assessore Caradonna per problemi viabilistici. Gli organizzatori hanno accettato la proposta di modifica per scongiurare la prescrizione del percorso che sarebbe altrimenti scattata da parte della questura. «Siamo allibiti nell’apprendere la variazione solo oggi – hanno dichiarato gli stessi – un giorno prima dell’evento. Siamo disgustati dall’essere considerati solamente un problema viabilistico, soprattutto se a farlo è l’assessore Caradonna, che ha dimostrato varie volte la sua incompetenza in materia. La variazione, comunque, non comprometterà l’esito e soprattutto lo spirito della Street Parade: sarà una grande festa della città e per la città».

Como street parade

Si svolgerà sabato 24 maggio la prima edizione della Como Street parade che animerà le strade della città con suoni e colori frutto della creatività dei giovani comaschi, lecchesi, varesini e milanesi.

Il corteo della Street parade partirà sabato 24 maggio dal parcheggio dell’Ippocastano alle 15, si snoderà per le vie del centro cittadino (via Cesare Cantù, via Milano, piazza della Pace – già piazza Vittoria, via Cesare Battisti, viale Lecco, Lungolario Trento), con probabile sosta davanti al palazzo comunale per ribadire l’esigenza dei giovani comaschi di disporre di spazi di espressione, per poi fermarsi al Tempio Voltiano dove l’iniziativa proseguirà fino alle 24. Una decina di carri (quattro comaschi, due varesini, due lecchesi e due milanesi) diffonderanno musica di diversi generi, dal reggae all’hip hop fino alla techno, mentre artisti, giocolieri e teatranti completeranno il clima di festa.
Riferendosi alle polemiche sollevate da alcuni amministratori comunali nelle scorse settimane gli organizzatori hanno chiarito che si esse sono state determinate da un problema di comunicazione interna al Comune, in quanto il permesso per lo svolgimento della manifestazione è stato rilasciato dalla Questura il 5 febbraio e prontamente comunicato alla Polizia locale, che ha dato però conferma definitiva solo il 28 aprile, dopo il sollecito degli organizzatori.
Altri problemi sono sorti questa settimana quando dal Comune è arrivata la richiesta di versare, applicando una delibera del 2004, una cauzione di cinquemila euro per l’occupazione del suolo pubblico nella zona del Tempio Voltiano. «Sembra che il comune stia cercando dei cavilli per metterci i bastoni tra le ruote – sottolinea Gianalberto [i promotori dell’iniziativa hanno preferito non dare alla stampa i cognomi], uno degli organizzatori – abbiamo riscontrato molta più disponibilità al dialogo da parte degli uffici competenti». Grazie ad un accordo con il dirigente dell’ufficio tecnico la cifra da versare sarà ridotta a circa cinquecento euro. «L’iniziativa – ha spiegato Marco, dell’organizzazione – è completamente autofinanziata, senza sponsor e senza profitto, i 500 euro verranno raccolti facendo una colletta tra il centinaio di persone impegnate nell’organizzazione». «Verrà garantito un presidio medico del 118 e la pulizia finale degli spazi occupati – conclude Marco – vigileremo inoltre affinché non si verifichino eccessi e la manifestazione si svolga tranquillamente». Per informazioni Internet www.fotolog.com/24maggio. [Greta Pini, ecoinformazioni]

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