giovani

27 luglio – 4 agosto/ Lecco/ Fotografia sociale con Giulio di Meo,  lettura sociale con Alessandro Gallo

image004.pngFra formazione e eventi, venerdì 27 luglio prenderà il via la VI edizione del campo antimafia ATtivaTORI di Cittadinanza. Saranno 12 ragazzi e ragazze dai 16 ai 22 anni provenienti da Toscana, Liguria, Piemonte e EmiliaRomagna  i protagonisti della sesta edizione del campo antimafia ATtivaTORI di Cittadinanza organizzato da Arci Lecco insieme alel sedi lecchesi di Libera,  Spi Cgil, Cgil Auser Volontariato  e in collaborazione con Legambiente Lecco Onlus e AlmaFaber.

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Lissi/ Centri di aggregazione chiusi, niente assistenza ai minori, né psicologi a scuola. la giunta dimentica chi ha bisogno

 

logo2«Ho saputo casualmente e con profonda tristezza e stupore che i centri di aggregazione giovanili Oasi e lo Spazio Pineta sono chiusi. Eppure offrono servizi educativi che si occupano di socializzazione, informazione, orientamento, sostegno e accompagnamento di preadolescenti, adolescenti e giovani. Lavorano da anni sulla promozione del benessere della persona, sulla prevenzione dei fattori di rischio, sulla valorizzazione delle risorse, sull’offerta di spazi di incontri», lo ha denunciato Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd, l’altra sera durante le preliminari, in Aula. (altro…)

5 maggio/ Orizzonti inclinati: presentazione del corso di teatro per ragazze/i

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Sabato 5 maggio, Alla sede dell’associazione Carducci in viale Cavallotti 7 a Como, si terrà dalle 15 alle 18,30 la presentazione del corso di teatro e recitazione per ragazze e ragazzi curato dall’associazione artistica “Orizzonti inclinati”. Il corso si svolgerà dal settembre 2018 al maggio 2019 e si baserà su un progetto di teatro “gioco-recitazione”. “Il gesto, la voce, la fantasia…tradotti in realtà”. Guarda il video di anteprima.
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Fake news: come difenderci dalle sirene dell’era digitale?

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Un pubblico di circa trenta persone ha partecipato all’incontro che si è tenuto del pomeriggio di venerdì 6 aprile nella Grand’aula del Liceo classico-scientifico Alessandro Volta di Como. Introdotta dai saluti di Domitilla Leali, docente di lettere del liceo ospitante che ha curato l’organizzazione dell’incontro, e di Angelo Valtorta, dirigente dell’istituto, la discussione ha preso spunto da Fake Revolution (ed, Youcanprint, 2018), libro del giovanissimo autore ed ex “voltiano” Eros Robba che analizza il fenomeno, dilagante e preoccupante, delle fake news, notizie false, parziali e spesso inconsistenti che imperversano sul web distorcendo la percezione della realtà. Robba ha preso spunto per il suo lavoro (originato dalla sua tesi di laurea in Comunicazioni sociali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) dalla provocazione di un altro autore comasco, Alessandro Nardone alias “Alex Anderson”, la mente dietro il fasullo candidato repubblicano delle elezioni statunitensi del 2016 nonché autore della prefazione al libro di Robba e co-relatore dell’incontro, a cui sono intervenuti anche i giornalisti Guido Lombardi (in veste di moderatore) e Carlo Cattaneo, Marco Cremonesi, commentatore politico del Corriere della Sera, e Luca Gino Castellin, professore di Storia delle dottrine politiche all’Università cattolica di Milano, già relatore della tesi di Robba. (altro…)

Antimafie/ Don Merola: «Gli educatori stiano vicini ai ragazzi»

2018-03-16 09.50.25 2.jpgSala piena per l’ultimo dei tre incontri organizzati da Libera Como e Coordinamento comasco per la Pace con Don Luigi Merola in previsione del 21 marzo, Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. L’iniziativa si è svolta la sera del 16 marzo al Municipio di Lipomo (il primo incontro si era svolto ad Appiano Gentile la sera precedente, il secondo sempre a Lipomo nella mattinata del 16 marzo, all’auditorium dell’oratorio di San Vito, rivolto agli alunni di scuola media di primo grado). L’iniziativa è stata introdotta dai saluti di Alessio Cantaluppi, sindaco della cittadina, Mario Forlano, presidente del Coordinamento comasco per la Pace, e Michela Ratti, dirigente dell’Istituto comprensivo Como – Lora – Lipomo. (altro…)

26 – 28 gennaio/ Settimana dell’educazione: le iniziative della parrocchia di Rebbio

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In occasione della settimana dell’educazione, la parrocchia San Martino di Rebbio, in via Lissi 11,  organizza alcune iniziative rivolte alla comunità nel weekend compreso tra venerdì 26 e domenica 28 gennaio.

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Fondazione Castellini pioniera delle nuove tecnologie

La Fondazione Castellini ha presentato giovedì 18 gennaio alla presenza di Anna Veronelli, presidente del Consiglio comunale di Como, e di Ferruccio Cotta in rappresentanza della Provincia di Como, nella sede in via Sirtori 10 a Como, il progetto La Castellini tra storia ed innovazione sviluppato per inaugurare il nuovo corso di studio Operatore alle vendite onlineche dall’anno scolastico 2018-2019 sarà a disposizione per gli studenti del primo anno. (altro…)

Dal 4, 6, 9 dicembre/ Corsi di danza e movimento a Rebbio (16-20 anni)

0001.jpgCooperativa Lotta contro l’emarginazione, Quinta generazione, N’gola Mbandi – Associazione degli angolani a Como, Casa vincenziana onlus, con il contributo di Fondazione provinciale della comunità comasca, offrono tre opportunità gratuite ai e alle giovani tra i 16 e i 20 anni.
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11 ottobre / Montrouge / Como partecipa alla mostra Jce

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Si trasmette il comunicato stampa emanato dall’assessorato alla Cultura del Comune di Como sulla partecipazione della città all’esposizione artistica Jce – jeune création européenne, la cui tappa di apertura è prevista per mercoledì 11 ottobre a Montrouge, cittadina francese poco distante da Parigi. Collaborano: Comune di Como  – Assessorato alla cultura, Jce – Jeune Création Européenne. Biennale d’art contemporain e Gai – Giovani artisti italiani.

BIENNALE D’ARTE CONTEMPORANEA
JCE JEUNE CRÉATION EUROPÉENNE
Al via l’edizione 2017 – 2019
Prenderà il via l’11 ottobre a Montrouge (Francia) la prima tappa della mostra JCE Jeune Création Européenne, la biennale d’arte contemporanea europea a cui partecipa anche la Città di Como.

La mostra presenta le opere di 56 artisti provenienti da sette paesi europei, che spaziano in tutte le forme dell’arte visiva: dalla pittura alla scultura, dall’installazione alla videoarte, dal disegno alla fotografia, in una molteplicità di linguaggi e tecniche.

La Città di Como, partner della biennale dal 2013, attraverso una selezione attivata
dall’Assessorato alla Cultura su scala nazionale tramite il GAI Circuito dei Giovani Artisti Italiani, ha scelto gli otto artisti italiani che partecipano con una loro opera alla biennale:
1. Enne Boi, pseudonimo di Niccolò Mascheroni, nato nel 1989 a Cantù, vive e lavora tra Gent (Belgio) e Como
2. Paolo Ciregia, nato a Viareggio nel 1987, vive e lavora a Massa Carrara
3. Andrea Fontanari, nato nel 1996, vive e lavora in provincia di Trento
4. Lorenzo Guzzini, nato a Recanati nel 1983, vive e lavora a Como
5. Francesco Levy, nato nel 1990 a Livorno, vive e lavora fra Livorno, Firenze e Venezia
6. Simone Mangione, nato nel 1988 a Como, vive e lavora tra Como e Milano
7. Jacopo Mazzonelli, nasce a Trento nel 1983, dove vive e lavora
8. Alba Zari, nata nel 1987 a Bangkok, vive e lavora a Trieste

Dopo Montrouge, la mostra si sposterà a Hjorring (Danimarca), Cesis (Lettonia), Cluj (Romania), per giungere poi a Como a febbraio 2019, continuare a Figueras (Spagna) e concludersi ad Amarante (Portogallo).

«Questa biennale rappresenta una realtà unica nel suo genere e un’opportunità peculiare per il nostro territorio – commenta l’assessore al Marketing territoriale del Comune di Como, Simona Rossotti – Si sviluppa su un circuito internazionale che mette in rete le città europee e le valorizza a partire dal comune denominatore dall’arte contemporanea. Tra gli obiettivi condivisi dalle città partner e di particolare interesse per Como, c’è l’apertura a una valorizzazione più ampia del territorio, che contemplerà nel prossimo futuro anche temi diversi».

JCE Jeune Création Européenne è un grande progetto internazionale, ideato nel 2000 dalla città francese di Montrouge al fine di creare opportunità di condivisione e confronto fra gli scenari artistici dell’Unione Europea. Fra gli obiettivi principali vi è quello sostenere la rete fra le città che promuovono il lavoro di giovani artisti emergenti, contribuire a scoprire nuovi talenti e a difendere la libera circolazione d’idee.

Il principio ispiratore della JCE è quello di offrire un’occasione di visibilità per gli artisti all’inizio della carriera, attraverso l’esposizione delle proprie opere in una mostra collettiva biennale itinerante nei paesi europei partner, coadiuvata da residenze artistiche, un catalogo e un sito internet pensato come una galleria virtuale evolutiva.

Per informazioni
Assessorato alla Cultura
Comune di Como
tel. 031 252057
cultura@comune.como.it

Consulta il comunicato stampa in pdf

Minori non accompagnati: presentato in Tribunale il corso di formazione per tutori

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Partecipatissima – quasi 80 presenze registrate – la presentazione del corso per tutori volontari di minori stranieri non accompagnati [profilo introdotto e regolamentato dalla legge del 7 aprile 2017, ndr], tenutasi mercoledì 4 ottobre nella sala Biblioteca del Tribunale di Como (largo Spallino 5). 
Tale iniziativa corona un percorso intrapreso già dal mese di maggio e portato avanti in sinergia dal Tribunale di Como (in interfaccia con il giudice tutelare), Avc-Csv, Osservatorio per i diritti del migrante e Comune di Como, con la collaborazione tecnica della ong internazionale Defence for Children (nell’ambito del progetto Elfo, co-finanziato dal programma Diritti, uguaglianza e cittadinanza della Commissione europea) e la partnership transfrontaliera con Service social international Suisse. Un percorso frutto di un’attenta riflessione sulle dinamiche territoriali locali in merito alla gestione del fenomeno migratorio, che gli enti proponenti intendono condividere e sviluppare insieme alla comunità locale.


Nello specifico, il programma di formazione vuole risolvere un aspetto particolarmente critico, a Como come in altre località: l’assistenza a migranti minorenni. La formazione di tutori consapevoli della specificità territoriale e individuale vuole prevenire l’assorbimento di questi giovani in un vuoto istituzionale, normativo e sociale, evitando che il compimento del diciottesimo anno comporti per loro una perdita non solo de facto, ma anche de iure, dei diritti di cui essi erano stati almeno formalmente titolari. Maria Luisa Lo Gatto, giudice e referente per i rapporti con il territorio del Tribunale di Como, ha perciò rimarcato in apertura all’incontro (introdotto dai saluti di Anna Introini, presidente del Tribunale) la necessità per i futuri tutori e tutrici di acquisire una conoscenza approfondita del contesto in cui si apprestano a operare. Fissato un chiaro obiettivo comune nella tutela dei diritti dei migranti minorenni da parte della comunità e dell’ente che li ospitano  – ed è quest’ultimo, per legge, a farsene carico  –  è opportuno che queste persone creino una rete operativa, non soltanto per ragioni di assistenza e di reciproco sostegno, ma anche per mantenere una relazione dialogica e costruttiva con l’amministrazione e la giustizia locali, chiamati ad assistere tutori e migranti con le proprie specifiche competenze e responsabilità.

Tale percorso di crescita, in cui ciascuno può imparare e insegnare qualcosa dagli altri,
spiega l’approccio transdisciplinare e “sperimentale” del corso presentato, orientato al confronto e all’interazione peer-to-peer, più che a una formazione di tipo frontale. La struttura di questa opportunità formativa, aperta per il momento a una classe di 25 persone, è stata illustrata più nello specifico da Pippo Costella, direttore di Defence for Children Italia. Previsti (a metà del mese di novembre 2017) tre giorni consecutivi di formazione focalizzati su quattro obiettivi: la conoscenza del contesto, la comprensione dello stesso (e del/la minore da tutelare) per poter elaborare e perfezionare pratiche ad hoc, l’applicazione di tali pratiche, e il “posizionamento” di migrante e tutore/tutrice rispetto alla realtà operativa. Non sono attesi particolari requisiti o competenze dai partecipanti al corso, se non quello di poter garantire al(la) minore preso/a in cura stabilità, reperibilità e costanza. Proprio per questo è previsto che a ogni tutore sia assegnato un unico individuo.

Nel 1991 – ventisei anni fa – la Convenzione internazionale dei diritti del fanciullo è stata adottata dall’ordinamento giuridico italiano: secondo l’art.2, di tale documento, ogni minorenne  – cittadino/a o meno dello Stato – è titolare dei medesimi diritti, libertà, obblighi e divieti, che gli Stati firmatari si impegnano a garantire.
Nel caso dei migranti minorenni, ciò non avviene in pratica: si pone l’accento sull’entrata e permanenza illecita nello Stato ospite, piuttosto che sulle violazioni subite dalla persona del migrante, magari da parte dello Stato stesso. Tuttavia, «garantire tutela ai migranti minorenni non è un atto di pietismo», ha chiarito Costella «ma in primo luogo un’opportunità e anzi un dovere civico, l’applicazione concreta dei princìpi di uno Stato di diritto che, pur chiaramente sanciti dalla Costituzione italiana, vengono spesso “accantonati” in situazioni dette, a volte impropriamente, “emergenziali”».

Fornire assistenza a soggetti doppiamente isolati  – come migranti e come minorenni non accompagnati – diventa così il gesto di accoglienza e umanità più importante che si possa compiere nei loro confronti. Di questo parere è Lanciné Camara, mediatore culturale di origini ivoriane giunto in Italia nel 2011, oggi operativo nell’accoglienza per minori a Genova, dove collabora con Defence for Children Italia . Facendo riferimento al proprio vissuto, Camara (che ha chiesto e ottenuto l’asilo in Italia) ha parlato positivamente del ruolo svolto dalla comunità e dai tutori nell’assisterlo nel processo di integrazione, incoraggiando il pubblico a intraprendere un percorso formativo in tal senso.
Camara ha anche fatto riferimento al consistente turnover dei ragazzi ospitati nella struttura per la quale lavora. È infatti ben diverso occuparsi di una persona che intende rimanere in Italia (nella fattispecie) e avviarsi all’integrazione, oppure di un(a) migrante in transito che vorrebbe invece raggiungere altri Stati. In questo secondo caso, diventa fondamentale per i soggetti dell’accoglienza e dell’assistenza di migranti intraprendere e mantenere relazioni transfrontaliere e transnazionali che, nel caso di Como, interessano in primo luogo la vicina Svizzera. Proprio un’operatrice di Service social international Suisse intervenuta alla presentazione, Élodie Antony, ha riportato l’impatto positivo dei tutori assegnati a 200 migranti minorenni oltreconfine, ribadendo il bisogno per questi  di persone affidabili su cui poter contare e la necessità, per chi accoglie, di insistere maggiormente sull’aspetto del ricongiungimento familiare.

Con la formazione di figure tutoriali, l’accoglienza e l’integrazione di migranti in Lombardia potranno beneficiare dell’esempio “pioniere” (in sede regionale) di Como, «dove, già l’anno scorso, cittadinanza attiva e volontariato comaschi hanno dato una splendida risposta in tal senso», ha ricordato Elena Zulli, responsabile progetti per Avc-Csv, segnalando il percorso gratuito di 40 ore – distribuite tra la fine di ottobre 2017 e gennaio 2018 – messo a punto da Avc-Csv per fornire strumenti di formazione e conoscenza territoriale agli operatori/trici dell’accoglienza e del volontariato; a questo seminario si aggiunge poi Le sfide del fenomeno migratorio: chiusura o accoglienza?, un corso di educazione allo sviluppo, organizzato da Unicef a partire dal 25 ottobre.

Visto il grande differenziale tra il numero di migranti minorenni e quello di tutori (formati e ancora da formare), su cui pesa anche una limitata disponibilità di strutture d’accoglienza operanti, sarà necessario investire su misure come l’affido familiare e un’assistenza di carattere provvisorio per migranti non stanziali, collaborando di concerto con operatori e amministrazioni locali, oltre che con il coordinamento delle comunità per minori non accompagnati. Tutto questo nella consapevolezza che una rete d’accoglienza insufficiente e malgestita favorisce l’assimilazione degli emarginati nella criminalità: la sfida è perciò dimostrare che l’inclusione (e non l’esclusione) di questi rappresenta l’antidoto più efficace a un clima di insicurezza e paura.
[Alida Franchi, ecoinformazioni]

Online sul canale YouTube di ecoinformazioni i video di Daniel Lo Cicero dell’iniziativa.

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