Partito democratico Como

Partito democratico/ Solidarietà con Veronica Proserpio

«Vogliamo esprimere la solidarietà del Partito Democratico di Como a Veronica che negli anni ha servito il proprio comune e la propria comunità. Siamo con Veronica perché il suo operato da amministratrice ne descrive perfettamente il valore, ma soprattutto perché per uno schietto scambio di battute è stata sottoposta a un’ingiusta gogna social totalmente immeritata, ripresa e alimentata poi dai media nazionali.
Non riteniamo concepibile che un’amministratrice comunale sia costretta a dare le proprie dimissioni per avere “osato” criticare il leader della Lega Matteo Salvini. Riteniamo tutto ciò inconcepibile perché un amministratore deve essere valutato per il suo operato sul territorio, per ciò che fa per la propria comunità.
Riteniamo inaccettabile l’epilogo di questa vicenda, frutto di tempi in cui il clamore mediatico scavalca ogni merito personale e professionale. Ci auguriamo che il clima di odio vero che invece si sta riversando su Veronica cessi immediatamente». [Partito democratico Como]

22 luglio/ Festa dell’Unità di Cantù/ Il Pd e la sanità di domani

Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, presenta in una nota l’incontro a tema sanità (ed i suoi possibili cambiamenti) che terrà insieme a Gian Antonio Girelli e Patrizia Lissi il 22 luglio durante la festa dell’Unità a Cantù.

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Partito democratico/ Propaganda leghista contro i senzatetto: nuovi livelli di bassezza

«I leghisti fanno propaganda su un problema che loro stessi hanno creato, con che faccia si raccolgono firme per negare i diritti» Con queste parole il consigliere comunale del Partito Democratico Patrizia Lissi denuncia le iniziative della Lega nella campagna contro le persone senza fissa dimora, volte a rimuovere il problema senza effettivamente risolverlo.

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Covid-19/ D come diagnosi

Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Partito Democratico, denuncia i ritardi della Regione nell’attuare una diffusione capillare di validi test sierologici su tutto il territorio lombardo, strumento necessario per impedire un nuovo aumento di contagi nella fase di riapertura.

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Covid-19/ Virus e burocrazia a braccetto in Lombardia

La situazione di pandemia globale ha portato ad una battuta d’arresto il mondo del lavoro, chiamando numerosi stati a misure di sostegno straordinarie, la cui applicazione tempestiva è cruciale per garantire l’efficacia delle stesse. Se questo appare – forse semplicisticamente – lineare sulla carta, nella realtà lombarda (così come, più in generale, in quella italiana) risulta ai limiti della fantascienza: come traspare dalle parole del consigliere regionale del Partito Democratico Angelo Orsenigo, guardando ad esempio all’intero processo di ottenimento della cassa integrazione in deroga per le aziende, l’iter burocratico risulta impossibile da affrontare in una situazione d’emergenza come quella attuale. Un paradosso inaccettabile che porta a dover scegliere tra tutela della salute (delle persone incaricate di svolgere ciascuno dei singoli passaggi dell’iter, molti dei quali impossibili da completare in smart working, e dei richiedenti) e salvezza economica, evitabile se si lavorasse concretamente per snellire una burocrazioa pachidermica.

«Troppa burocrazia e troppi ostacoli per far ottenere la cassa in deroga alle aziende in Lombardia. 
A dichiararlo è il consigliere regionale del Partito Democratico, Angelo Orsenigo, dopo aver lanciato un primo allarme a riguardo all’inizio di aprile: “Abbiamo bisogno di snellire la burocrazia regionale, a partire dalle procedure per attivare la Cassa Integrazione in deroga”.
“La modalità per presentare richiesta a Regione Lombardia, contrariamente a quanto accade sul portale dell’Inps, risulta particolarmente lunga e laboriosa: oltre ad essere incompatibile con lo stato emergenziale, costringerebbe, di fatto, gli studi professionali, sollecitati a favorire il lavoro da remoto dei propri collaboratori, al rientro degli stessi negli uffici per fare fronte all’enorme mole di adempimenti richiesti, nonché a richiedere sovente la presenza fisica dei clienti negli studi per raccogliere firme e deleghe. Il tutto, dunque, in evidente contrasto con le restrizioni in essere ai fini del contenimento di Covid-19”.
Il consigliere punta il dito contro le modalità imposte dalla Regione ai commercialisti e consulenti del lavoro per far accedere le aziende da loro assistite ai benefici stabiliti dal Cura Italia, come la Cassa in deroga appunto.

I problemi cominciano quando un consulente del lavoro cerca di registrarsi al portale, o di accedere dopo un lungo periodo di inattività: molti segnalano che il sistema online non invii la mail con le credenziali e che l’assistenza, sia telefonica che via web, non sia in grado di tenere il passo delle richieste.

Ma poi arriva la burocrazia, spropositata e ingiustificata. Per inserire le domande, infatti, occorre che il consulente inserisca i dati aziendali compilando e spesso correggendo il form presente online; caricare tre domande in formato p7m, tutte firmate digitalmente dal datore di lavoro o dal consulente; caricare l’atto di nomina del responsabile dei dati CIGD, che è un documento di 13 pagine non editabile online, ma va stampato, compilato dal consulente, fatto recapitare al datore di lavoro perché lo sottoscriva con firma e timbro e lo restituisca al consulente che lo deve scansionare, trasformare in formato Pdf non superiore ai 3 megabyte e caricarlo sul sito; caricare un file di Delega al consulente da parte del datore di lavoro, ovviamente firmato da questi (sul sito Inps basta che il consulente metta una spunta); caricare un file, questa volta in formato xls, che contenga per ogni lavoratore dell’azienda i seguenti dati: Cognome, Nome, Codice fiscale, Luogo nascita, Data nascita, Comune di residenza, Cap, Indirizzo di residenza, Recapito telefonico, Sesso, Titolo di studio, Comune domicilio, Indirizzo domicilio, Cap domicilio, Provincia domicilio, Email, Data assunzione, Tipologia, Contratto, Data inizio cig, Data fine cig, Ore tempo pieno settimanali, Ore tempo parziale settimanali.

E se ci fosse in tutto questo un errore o un dato mancante? La Regione ha anticipato che domande incomplete o inesatte verranno scartate.

“Se è questo il modo in cui Regione Lombardia pensa di poter aiutare le aziende in questo momento di emergenza siamo proprio messi bene. L’Inps ha procedure molto più semplici per l’erogazione del Fondo integrativo salari e per la Cassa integrazione ordinaria e i consulenti accedono al sistema senza né firme digitali né, tantomeno, deleghe sottoscritte dai datori di lavoro. Ma perché la Regione deve chiedere dati con modalità così complicate? E perché deve chiedere tante firme di moduli cartacei? In questo modo costringe i consulenti a tornare in ufficio, ad andare nelle aziende, a richiamare in sede il personale, violando le restrizioni richieste dall’emergenza” conclude Orsenigo». [Ufficio stampa Partito Democratico Como] 

20 maggio/ Le ragioni del sì con Maurizio Martina

Martina per il sì locandinaVenerdì 20 maggio a Como all’Hotel Continental in viale Innocenzo 11, dalle 21, Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, esporrà le ragioni del sì al referendum costituzionale del prossimo autunno.

A partire dalle ore 21 l’esponente del governo Renzi, insieme a Chiara Braga e Mauro Guerra, parlamentari comaschi, a Luca Gaffuri, consigliere regionale lombardo, e ad Angelo Orsenigo, segretario provinciale del Pd, incontrerà gli iscritti ed i simpatizzanti della Federazione provinciale del Partito democratico di Como per confrontarsi su un tema fondamentale per il futuro del nostro Paese.  Per maggiori informazioni è possibile contattare la sede provinciale del Partito Democratico al numero 031260311.

Camicia bianca trionferà: la Lariopolda

1453466_387670241384010_3898916166170986471_nA Villa Olmo a Como si è tenuta della giornata di sabato 29 novembre la Lariopolda, l’attesa kermesse organizzata tra gli altri dal sindaco di Albese con Cassano Alberto Gaffuri e da Salvatore Amura, direttore dell’Accademia Galli.

Alberto Gaffuri, camicia bianca, pantaloni sul marroncino e scarpe perfettamente coordinate. Salvatore Amura, camicia bianca, pantaloni sul verdognolo e scarpe perfettamente coordinate: sono loro i “padroni di casa” della Lariopolda, la partecipata risposta comasca alla celebre (famigerata?) kermesse fiorentina da cui partì la scalata dell’attuale Presidente del Consiglio. Un’iniziativa, nelle intenzioni degli organizzatori, nata con l’obiettivo di segnare un punto di svolta nella vita politica del capoluogo e della Provincia, un cambio di passo, come sintetizzato dal sottotitolo degno di primarie passate (anche se qui si è preferito il guarda avanti al cambia verso), per rilanciare l’azione della maggioranza che governa il territorio comasco.

Una Leopolda in salsa missultin, verrebbe da dire, che ha fatto registrare nei giorni scorsi alcuni piccoli grandi sommovimenti interni al Pd, con il sindaco di Albese, principale ispiratore del tutto, “sospettato” di voler spaccare in più pezzi il partito, un vero e proprio atto d’accusa soprattutto verso chi siede nelle più importanti poltrone di Palazzo Cernezzi. E che questa fosse un’esigenza realmente sentita dagli interessati lo prova lo stesso Gaffuri, che nella location di Villa Olmo si è rivolto direttamente al sindaco Lucini e alla neo presidente provinciale Maria Rita Livio, invitandoli a vedere che «non vogliamo spaccare nulla, siamo qui per unire. Possiamo quindi offrire un contributo per lavorare assieme». Una dichiarazione d’intenti quindi, ripetuta più volte e in diverse forme nel corso dei 25 interventi, di fronte ad una nutrita platea di curiosi ed addetti ai lavori, tra mezza giunta comunale, ex (Pusterla, Introzzi) ed attuali assessori, consiglieri regionali, sindaci di altri comuni in gran numero, Cna, Cl ed altre sigle, con anche, coincidenza delle coincidenze, alcuni esponenti di quel Nuovo centrodestra “partner” romano del padre della sorella maggiore toscana.

La fredda cronaca del pomeriggio, quindi. Fin dalla sistemazione del palco si possono capire le esigenze comunicative di cui la manifestazione si vuole fare interprete: su un piccolo scaffale si possono vedere alcuni oggetti simbolo del Made in Italy, come una bottiglia di vino rosso, un pallone da calcio, un barattolone di nutella e il caffè espresso, in piena sintonia con quello spirito pop da sempre punto di forza dell’ex primo cittadino fiorentino. Con una piccola concessione “locale”,  una sciarpa del Calcio Como.

Un modo per dare “colore” probabilmente, ed il sospetto aumenta vedendo il filmato d’inizio dell’evento, poco prima delle 15: un cambio gomme ad una formula 1 di decenni in bianco e nero, seguito da un pit stop di una Ferrari dei giorni nostri, come a rafforzare l’intento di cambiare i “connotati” alla vita pubblica lariana.

L’interventi successivi si susseguono velocissimi, 5 minuti a persona, con una campanella a segnare il cambio (parola che sta tornando spesso) tra i vari relatori. Tra questi un’umanità piuttosto varia, tra imprenditori di successo e giovani geni, Terzo Settore d’assalto e promesse dello sport, insegnanti, scrittori ed esperti di cinema, tanti esempi di quello che i due presentatori definiscono «l’antidoto alla rassegnazione». Esperienze diversissime, accomunate dalla stretta di mano conclusiva del dinamico duo e dal regalo di un t shirt rossa con il simbolo della manifestazione, oltre al simpatico intermezzo musicale di “Alive”, scelta sicuramente non casuale, del gruppo australiano Empire of the Sun.

Sopravvissuti quindi, alla crisi e al clima del Paese e del territorio, a cui hanno assistito oltre agli habitué della cosa pubblica anche un certo numero di “estranei”, ragazzi e meno ragazzi, andati scemando nel corso delle ore ma presenti in buon numero nella battute iniziali, a significare comunque un certo interesse della cittadinanza.

Tanti in camicia bianca, ormai divisa del renzismo e  di questo culto, con un piccola grande eccezione: il nutrito servizio d’ordine, composto da giovanissimi e studenti in rigorosa tenuta rossa, volontari e militanti ma, come hanno tenuto a specificare alcuni, non del Partito democratico. Coincidenze? [Luca Frosini, ecoinformazioni]

 

26 maggio/ Partito democratico in festa

pdpseIl Partito democratico comasco festeggia con un aperitivo  il trionfale esito delle elezioni europee (40,8 per cento in Italia, 44,0 per cento nella città di Como) il 26 maggio alle 19 alla Trattoria Romeo in via Lissi 6 di Como Rebbio.

 

9 e 11 aprile/ Opportunità di finanziamento per i Comuni e Jobs Act

CS  Fondi e europei e Jobs Act, mercoledì On. Antonio Panzeri e venerdì Filippo Taddei a ComoDue incontri pubblici con Antonio Panzeri e Filippo Taddei organizzati dal Pd comasco.

 

Finanziamenti europei: un’opportunità per i Comuni, con Antonio Panzeri, europarlamentare, mercoledì 9 aprile alle 21 al Cna, in viale Innocenzo XI 70 a Como;

Jobs Act: creare lavoro, far ripartire il Paese, con, responsabile economia Segreteria nazionale Pd, venerdì 11 aprile alle 21 all’Hotel Continental, in viale Innocenzo XI 15 a Como. [md, ecoinformazioni]

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