Giorno: 20 Novembre 2014

Como civica per The Life Electric

comocivicalogoDopo le dichiarazioni alla stampa di Amici di Como, che garantiscono di accollarsi anche le spese per l’Iva, Como civica sostiene la costruzione del monumento a Volta.

 

«Adesso è ufficiale, il costo per il Comune sarà 0 (zero) euro. Il problema dell’Iva è stato risolto come previsto (gli Amici di Como se ne sono fatti carico). Neanche un euro sottratto alle casse del Comune o distolto dalla manutenzione ordinaria – affermano nella propria newletter gli esponenti della lista civica che sostiene la Giunta Lucini a Palazzo Cernezzi –. Prima dell’installazione partiranno i lavori di consolidamento della diga, danneggiata anni fa e mai completamente riparata. Lavori che resteranno e per i quali finora i finanziamenti non erano stati mai trovati. Il tondello verrà allargato e la base dell’installazione sarà una seduta vista lago e città (ai privati quindi spese di progettazione, sistemazione tondello, installazione, manutenzione ordinaria e straordinaria, Iva)».

«Considerazioni estetiche: difficili e soggettive. Solo serve ricordare il valore dell’architetto (magari citando il rifacimento di Ground Zero a New York e il museo dell’Olocausto a Berlino) e che l’architettura moderna sempre genera polemiche (esempi quasi abusati il Pompidou di Renzo Piano a Parigi e la piramide di vetro di Pei al Louvre, prima portatrici di grande discussioni, adesso entrati nell’immaginario parigino) – prosegue la nota sottolineando il favore alla edificazione del nuovo monumento –. Nessun danno irreversibile al paesaggio, non sbancamenti di colline, non deturpazioni permanenti. Se l’opera non dovesse piacere (ma non accadrà) fra cinque anni potrà essere spostata».

«Con che diritto decidiamo? – si chiedono gli esponenti di Como civica – Giusto: il decidere non è un diritto, ma un dovere verso chi ci ha dato il voto perché appunto decidessimo (e che ce lo toglierà se non sarà soddisfatto). In coda, il referendum».

«Per chiarire: nessuna critica allo strumento, ma al suo utilizzo in questo caso – termina recisamente lo scritto –. La valutazione dei costi (poco meno di 200mila euro, unica spesa per l’Amministrazione – perché questi no, nessun privato ce li regalerà!) e la tempistica poco congrua (voto a giugno con Expo che apre a maggio) potrebbero indurre i proponenti a qualche riflessione». [md, ecoinformazioni]

Salute e creatività per il “vecchio” Sant’Anna

Anche le aree dismesse (o quasi) hanno bisogno di cura. In tutti i sensi: cura come attenzione, cura come risanamento, cura come servizio.

È questa la morale, per quanto semplice, dell’incontro sul futuro del vecchio ospedale Sant’Anna organizzato il 19 novembre alla Sala Canonica del Teatro Sociale da un composito gruppo di enti e associazioni – Cittadella della salute, Azienda ospedaliera Ospedale Sant’Anna, Ordine degli architetti – che hanno affrontato il tema dai rispettivi punti di vista. Per quanto diverse, le voci non sono risultate stonate, tutt’altro: il riuso (riqualificazione o rifunzionalizzazione che dir si voglia) dell’area del vecchio (ma non vecchissimo: ricordiamo che in via Cadorna ci sono i resti di un’altra sede ospedaliera utilizzata fino agli anni Trenta del secolo scorso) ospedale è l’occasione per ricucire molti diversi aspetti. L’area del Sant’Anna di via Napoleona è infatti una cerniera nell’organizzazione urbana che abbandonata a se stessa rischia di mandare in blocco l’intera città, e che invece riattivata può servire non solo alla rivitalizzazione del quartiere di Camerlata, ma addirittura al rinnovamento della città storica, adagiata subito sotto, nella convalle. Ma soprattutto quell’area può servire a riconfigurare e “ricompattare” il sistema sanitario avventatamente destrutturato nei decenni scorsi e frammentato in una serie di competenze ultraspecialistiche e in una serie di entità fornitrici di servizi isolati, disperse sul territorio.

Il progetto di ricomposizione è al tempo stesso politico, organizzativo, sanitario, urbanistico e architettonico. Le differenti voci sentite nell’incontro del Teatro Sociale su questo hanno puntato, ripetutamente sottolineando che l’area del vecchio Sant’Anna è troppo importante per essere ignorata.

Per Cittadella della salute, il comitato formatosi nei mesi scorsi per la riqualificazione dell’area, questo incontro è stato solo una tappa nel percorso di approfondimento e discussione (proprio domenica scorsa si è svolta la visita guidata storico-botanica all’area dell’ospedale, che è stata per molte persone l’occasione di una autentica scoperta) che dovrebbe essere in grado di aggregare altre forze, altre voci, altre idee.

E accanto agli interventi del Comitato Cittadella della Salute (Antonella Pinto e Manuela Serrentino) hanno favorevolmente colpito il pubblico quelli di Fabio Banfi, direttore delle attività cliniche del territorio dell’Azienda ospedaliera Sant’Anna, e di Giovanni Franchi, membro della commissione Urbanistica dell’Ordine degli architetti di Como, particolarmente efficaci nell’indicare i possibili obiettivi verso cui muoversi.

La presentazione della tesi di laurea magistrale in Progettazione architettonica di Michele Gaspa e Riccardo Rossoni, intitolata Nuovi spazi tra città, parco e infrastruttura – progetto di ri-uso creativo dell’ex ospedale Sant’Anna – Como, discussa al Politecnico di Milano con i realtori Michele Roda e Pietro Macchi Cassia (pure presenti) ha evidenziato come l’area si presti sia a voli di fantasia che a interventi strutturali essenziali per il futuro del comparto urbano comasco (a nessuno è sfuggita la centralità nella proposta dei due giovani architetti dell’interscambio fra trasporto privato su gomma e trasporto pubblico su rotaia collocata proprio in corrispondenza del vecchio Sant’Anna, vagheggiata da ormai tre o quattro decenni).

Per l’area del vecchio Sant’Anna la cura c’è. Ora servono le decisioni.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Ikat|Chiné, decorare il tessuto

ikat_home-300x196Mostra, a cura di Margherita Rosina e Francina Chiara, alla Fondazione Antonio Ratti, a Villa Sucota in via per Cernobbio 19, aperta fino al 21 giugno, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30
 (dal 21 novembre al 30 aprile) e dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30, sabato e domenica dalle 11 alle 18 (dal 1 maggio al 21 giugno).

 

«Ikat e chiné sono due termini forse enigmatici per un pubblico non specializzato, che identificano disegni bellissimi dai contorni “sfumati”. Questo particolare effetto trae origine da un’antica tecnica di tintura dei tessuti utilizzata in Paesi lontani tra loro – spiega la presentazione –. Dopo la mostra Damaschi. Contrasti di luce dello scorso inverno, che presentava la tecnica di realizzazione dei tessuti operati con pezzi dal Cinquecento ai primi del Novecento, il MuST propone un allestimento per conoscere l’ikat, tecnica di tintura per riserva di antica origine orientale e lo chiné, la sua moderna interpretazione europea.
Nell’ikat i disegni dai contorni sfuocati sono ottenuti proteggendo parzialmente con una stretta legatura i fili di ordito o di trama. I successivi bagni di colore, che interessano solo le aree non protette dei fili, costituiscono un tipico esempio di tintura “a riserva”. Solo allora si procede alla preparazione del telaio utilizzando i fili che risultano quindi già “disegnati”.
Lo chiné europeo del Settecento riprende questa tecnica; a partire dal primo Ottocento, per ridurre tempi e costi di esecuzione senza rinunciare al fascino dell’effetto sfuocato, si ricorre alla stampa diretta dei fili d’ordito, procedendo poi nella tessitura».

«Dalle collezioni del MuST provengono – prosegue la nota –: sontuosi capi maschili dalle sgargianti fodere di cotone stampato, testimonianza di autentici tessuti ikat afgani della fine dell’Ottocento; taffetas lionesi del Settecento in cui la medesima tecnica, chiamata in Francia chiné a la branche, crea motivi floreali dai delicati colori molto in voga alla corte di Maria Antonietta; campioni di tessuto, oltre ad abiti provenienti da collezioni private, che rappresentano la produzione francese e italiana della fine dell’Ottocento e del Novecento. Lavoro di infinita pazienza manuale alle sue origini, interpretato in chiave industriale in Europa a partire dall’Ottocento, lo chiné é oggi vanto di alcune manifatture comasche che per l’occasione presteranno alla mostra tessuti stampati su ordito, realizzati negli ultimi decenni, per rispondere alle esigenze dell’alta moda internazionale. Alcuni filmati illustreranno al pubblico il procedimento di realizzazione dell’ikat, ancor oggi praticato a livello artigianale in alcuni paesi orientali».

Per informazioni tel. 031.3384976, e-mail info@fondazioneratti.org. [md, ecoinformazioni]

Renzi e Poletti dimezzano il taglio al fondo, per i patronati non è sufficiente

7602_777374918985578_1684510253909668014_nLo scrivono in un comunicato i patronati del CE -PA (Acli, Inas, Inca, Ital):«Il presidente del consiglio aveva assunto pubblicamente, confermato anche dal ministro Poletti, l’impegno le risorse per salvaguardare l’esistenza di un servizio di pubblica utilità indispensabile per tutti i cittadini».

Il dimezzamento dei tagli al Fondo Patronati non è sufficiente a scongiurare il rischio di mettere in ginocchio la tutela gratuita assicurata dai patronati. E’ questo il commento a caldo di Acli, Inas, Inca e Ital rispetto alle notizie che annunciano l’intenzione del governo di ridurre da 150 a 75 milioni di euro i tagli al Fondo patronati, contenuti nella legge di Stabilità.
«75 milioni di euro – continua i comunicato – continuano ad essere una cifra enorme, insopportabile per una rete che ogni anno assicura a milioni e milioni di persone la gratuità dei servizi di tutela e assistenza in ambiti che vanno dalla previdenza alle prestazioni socio-assistenziali. Per questa ragione, Acli, Inas, Inca e Ital continueranno la loro campagna di sensibilizzazione verso le istituzioni e il Parlamento, fino a quando non verrà cancellata del tutto una norma inaccettabile sia sotto il profilo economico, sia per ciò che riguarda il merito e il metodo.I patronati del Ce.Pa. sottolineano ancora una volta che il Fondo dei Patronati è alimentato da una quota dei contributi previdenziali obbligatori versati ogni anno da lavoratori e imprese e non può e non deve rientrare nelle disponibilità del bilancio dello Stato. Se le indiscrezioni di stampa dovessero essere confermate, il Governo, di fatto, si renderebbe responsabile di introdurre una tassa occulta a carico delle persone più bisognose che, pur continuando a pagare integralmente la contribuzione previdenziale, dovranno rinunciare alla gratuità dei servizi offerti dal sistema patronati, vedendosi sottrarre una parte dei propri soldi.
Già 700.000 persone hanno firmato la petizione “ No ai tagli ai Patronati” e si moltiplicano le dichiarazioni di sostegno ai patronati da parte di enti ed istituzioni.
Per Acli, Inas, Inca e Ital, la partita, quindi, non è chiusa. Ci auguriamo – affermano i quattro patronati – che l’annuncio sia solo un indizio positivo della disponibilità del governo a rivedere l’orientamento espresso nella legge di Stabilità, un primo passo verso la cancellazione dei tagli». [aq, ecoinformazioni]

21 novembre/ La buona scuola di iniziativa popolare

buonascuolaVenerdì 21 novembre alle 17.45 nell’ex Circoscrizione 6 in via Grandi 21 a Como si svolgerà l’incontro Legge di iniziativa popolare La buona scuola. Il titolo è lo stesso della proposta di Renzi ma la legge proposta da Sel è pensata per realizzare  una  «scuola di tutti per tutti, è la scuola della Costituzione, è la scuola che alla competizione preferisce la cooperazione, è la scuola che stimola le intelligenze, il pensiero critico e le diverse forme del sapere, senza lasciare nessuno per strada…. È la buona scuola». Interverranno: Alessia Petraglia (senatrice Sel, 7° commissione Istruzione e Beni culturali), Giacomo Licata (segretario provinciale Cgil Flc), Salvatore Anzaldi (segretario provinciale Cub scuola), Anna Toffoletti (dirigente scolastica Istituto comprensivo di Galbiate), Marco Lorenzini (coordinatore provinciale Sel).

 

22 novembre/ La rivincita della mamma imperfetta

rivincita mamma imperfettaPresentazione del volume (Piemme Editore) di Annalisa Strada, che dialogherà con Paoletta, conduttrice radiofonica di Radio Italia Solo Musica Italiana, sabato 22 novembre alla 17.30 ala Libreria Colombre, in va Plinio 27 a Erba. Per informazioni Internet Libreria Colombre.

25 novembre/ Prima nazionale di L’Esperimento allo Spazio Gloria

attivamenteMartedì 25 novembre, lo Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como, ospiterà la prima nazionale del cortometraggio L’Esperimento. «La fedeltà ha valore se non hai occasione di tradire?» Questa la domanda che trasforma una semplice serata tra due coppie di amici in un pericoloso “esperimento”. Il corto è una produzione Diplomacy Production per la regia e il montaggio di Marco Red Fusari e Alessando Di Federico e la sceneggiatura di Jacopo Boschini. I protagonisti sono Alessia Melfi, Stefano Dragone, Titti Nuzzolese e Davide Marranchelli. L’ingresso alla proiezione è gratuito con offerta libera. Alla serata sarà presente tutta la produzione e al film seguirà il djset di Bibliodj.

Inizia la discussione sul Bilancio

8 COMOCOMUNEPalazzo Cernezzi affronta, come ogni anno, l’assestamento dei propri conti economici.

 

Preliminari

Giampiero Ajani, Lega, ha chiesto di avere il punto sulla situazione degli stabili comunali dopo le precipitazioni degli ultimi giorni, la scuola Massina di monte Olimpino in particolare, e, nuovamente, l’accesso a diversi atti, per cui non ha avuto risposta, «se non sapete ditemelo, non è un problema?», sempre sull’accesso agli atti è intervenuto anche Francesco Scopelliti, Ncd, su BeCome e la Cooperativa Corto circuito per cui ha avuto come risposta solo la stampa dei siti Internet.

 

Bilancio

L’assessore competente Paolo Frisoni ha quindi presentato l’assestamento di Bilancio, annunciando di voler portare in aula il Preventivo entro i primi 3 mesi del 2015. L’assessore ha ricordato le nuove entrate derivate dai ristorni dei frontalieri, molto utili anche a fronte delle minori entrate 4 milioni in meno dalle alienazioni, 2,2 milioni in meno dalle monetizzazioni, 1 milione in meno fra forno crematorio, 800mila del Codice della strada, piani di zona. Un problema poi è dato dall’Iva sul monumento di Libeskind, un punto su cui molti consiglieri di opposizione hanno chiesto chiarezza: «Per ora non si pone il problema, che potrebbe sorgere al ricevimento della fattura per il monumento e quando emetteremo la fattura per le sponsorizzazioni. Ma non è un problema per l’assestamento attuale». Come sempre molte le domande di chiarimento dell’opposizione per cui l’assessore si è ritirato in consulta con i tecnici e gli altri assessori per tre quarti d’ora. Le risposte si sono articolate in un passaggio fra diversi assessori e il sindaco, ma non hanno soddisfatto le minoranze. Ai fondi tolti a diverse opere Daniela Gerosa ha replica che si è deciso di portare avanti «solo alcuni progetti da chiudere entro fine anno» e per quanto è in sospeso l’obiettivo è «di impegnare tutto entro fine anno e chiudere la parte di progettazione». Lorenzo Spallino ha ricordato che i fondi della ex Trevitex entreranno nel Bilancio 2015, mentre l’unico intervento importante, come oneri di urbanizzazione che sono leggermente aumentati rispetto alle prospettive, è quello dell’ex S. Gottardo. Per ultimo Mario Lucini ha ribadito di ritenere adeguato il fondo rischi, la paura dell’opposizione è di una vertenza con Sacaim per il blocco cantiere, ha confermato 1,8 milioni di euro dalla Regione nel 2015 per il cantiere, e riepilogato l’esito delle alienazioni «560mila euro per lo stabile di viale Geno, 80mila per quello di via Milano, si è alla seconda asta per piazza della Tessitrice e alla terza per gli altri stabili di via Milano».

«I ristorni sono come una partita di giro, servono a far quadrare il mancato incasso della vendita degli immobili» ha detto Mario Molteni, Per Como, negli interventi, che ha poi chiesto chiarimenti sulla risistemazione di Villa Olmo, «senza fondi per la scalinata a lago, la darsena e l’immobile, è così necessario un orto botanico?». «Perché inserire il monumento di Libeskind quando per ora c’è solo una manifestazione di interesse?» ha chiesto poi Scopelliti, mentre Luca Ceruti, M5s, reduce da un incontro a Bruxelles ha chiesto maggiore attenzione nella ricerca di fondi europei. Data l’ora la seduta è stata quindi aggiornata. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

22 novembre/ Musica per Korogocho

musica spiccia per korogochoConcerto dei Musica Spiccia, musiche tradizional-popolari dall’Italia e dal mondo, sabato 22 novembre alle 21 alla Sala Musa dell’Istituto Carducci in via Cavallotti 7 a Como, ingresso libero, offerte a sostegno del Napenda Kuishi Rehabilitation Program del Centro di riabilitazione per bambini di strada di Korogocho.

20 novembre/ Proprietà comunale di via Volta

via Volta 83Incontro pubblico, rivolto agli operatori del terzo settore, imprese e cooperative sociali, con l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Como Bruno Magatti e la dirigente dell’area Politiche attive per i cittadini, Franca Gualdoni, sul futuro della proprietà comunale di via Volta, giovedì 20 novembre alla e 17 in Sala stemmi a Palazzo Cernezzi, con presentazione degli obiettivi e del percorso che il Comune seguirà attraverso la co-progettazione.

 

«Per l’edificio, situato al civico 83, l’amministrazione intende promuovere un nuovo modello di utilizzo attraverso il cosiddetto strumento della co-progettazione» dichiarano da Palazzo Cernezzi, mentre l’assessore Magatti precisa: «In attuazione del programma di mandato intendiamo farne un esempio di cambiamento e innovazione sociale, capace di innescare una contaminazione positiva e costruttiva per la città e creare nuovi modi di abitare, accogliere, lavorare, produrre e crescere. Finalmente il percorso da seguire è stato definito e adesso siamo pronti per partire. Entro la fine di novembre verrà pubblicato un avviso che invita i soggetti interessati a presentare la propria proposta». [md, ecoinformazioni]

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