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Inverigo / Giornata della Memoria

“…E’ bello vivere…” è il titolo della rappresentazione teatrale messa in scena dalla compagnia Ibuka Amizero venerdì 26 gennaio per la giornata della memoria.

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Organizzata dall’Assessorato alla Cultura e dalla Commissione Biblioteca di Inverigo, è stata una serata al femminile: donne le cinque componenti della compagnìa, donne in grande maggioranza tra il pubblico. L’introduzione è stata dell’Assessora Alessandra Trevisani, che in un breve ma efficace intervento ha ricordato la recente nomina a Senatrice a vita di Liliana Segre (i cui nonni furono arrestati nel palazzo tuttora esistente a pochi metri dal Municipio di Inverigo, per essere deportati ad Auschwitz da cui non fecero ritorno), e messo in guardia rispetto a una immagine “bonaria” del fascismo che si va diffondendo grazie appunto all’affievolirsi della memoria, sottolineando come guerra e leggi razziali non siano state incidenti di percorso ma tratti distintivi del fascismo; da qui l’importanza di iniziative come queste, che tengano viva la Memoria.

L’esibizione delle Ibuka Amizero è senza dubbio di quelle che lasciano il segno, emotivamente toccante e coinvolgente. Con il solo ausilio scenografico di sei cassette di legno, di alcuni fogli di carta, di abiti del tutto simili, e con un sapiente uso delle voci,  dei corpi, dei suoni e del movimento, hanno coinvolto gli spettatori in una narrazione da cui è letteralmente emersa tutta la banalità del male.

Storie di donne brutalmente catturate e strappate ai propri affetti in paesi a noi vicini, per la “colpa” di essere ebree ma anche collaborazioniste, o amiche di partigiani, o semplicemente di non piegarsi alla disumanità di una ideologia per cui appunto guerra e leggi razziali erano il pane.

Storie raccontate non dal campo di concentramento, non in un ipotetico “dopo”, ma durante il trasporto, dall’interno di vagoni partiti dal binario 21 della stazione Centrale, per viaggi durati giorni e giorni in condizioni disumane di sovraffollamento, freddo, mancanza di alimenti, di servizi igienici, e diretti verso un destino ignoto e ancora peggiore.

Viaggi che erano l’occasione per ripensare al passato, alla “causa” della deportazione, al futuro che avrebbe potuto essere ma non sarebbe stato, in condizioni di degrado volte a disumanizzare le persone, rendendole una indistinta massa di esseri non più individui; situazioni in cui tuttavia le stesse persone seppero “restare umane” praticando i piccoli gesti di solidarietà, di pietà verso i compagni di viaggio più deboli, ammalati, i bambini.

Uno spettacolo toccante che merita di essere visto, e ce ne sarà occasione nella replica prevista sabato 27 a Mariano, presso la sala S. Carlo in via D’Adda 17. Merita di essere visto perché del tutto esente da retorica e invece intriso di umanità; uno spettacolo sicuramente utile a nutrire la Memoria, merce rara di cui c’è un gran bisogno.   [Federico Brugnani, ecoinformazioni]

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 27 gennaio 2018 da in memoria, teatro.

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