Antifascismo

Forza Nuova a Lurate Caccivio/ La protesta dell’Anpi

Appreso che Forza Nuova terrà nella giornata di sabato 9 maggio un presidio a Lurate Caccivio, la sezione di Como dell’ANPI, ha diffuso il seguente comunicato:

“Apprendiamo dai siti internet che Forza Nuova terrà un presidio oggi sabato 9 maggio in una delle piazze principali di Lurate Caccivio (CO). Purtroppo ci troviamo di fronte all’ennesimo caso nel comasco di concessione di uno spazio pubblico ad una forza di estrema destra.

L’Amministrazione comunale di Lurate Caccivio, che ha dimostrato lo scorso 25 aprile di avere grande sensibilità democratica, oggi ha purtroppo scelto coscientemente di concedere una piazza del paese ad un movimento di estrema destra che si richiama a ideologie fasciste  e che apertamente diffonde messaggi xenofobi, omofobi, autoritari e razzisti in totale contrasto con i valori costituzionali e democratici.

Sig.ra Sindaco di Lurate Caccivio, non è in alcun modo nostra intenzione dare “lezioni” o “patenti” di antifascismo.
Tuttavia siamo convinti che l’antifascismo non sia un valore che appartiene al passato novecentesco, così come la Resistenza non è storia da relegare solo a rituali celebrativi.
Se giustamente l’Amministrazione comunale di Lurate Caccivio onora i valori della Liberazione, allora dovrebbe passare ai fatti concreti: ad esempio, non concedendo la piazza a chi, come Forza Nuova, non si riconosce in questi valori o peggio li disprezza nettamente.

Crediamo che le Istituzioni, anche periferiche, abbiano il dovere di tutelare la democrazia repubblicana, ponendo il valore costituzionale dell’antifascismo come limite preciso.
Concedere spazi pubblici a questi soggetti, non vuol dire garantire il principio della libertà di espressione, ma significa stravolgere il principio stesso, deformando lo spirito antifascista che pervade la Carta costituzionale, per cui lottarono donne e uomini della Resistenza.

Anpi sezione di Como Perugino Perugini”
wwww.anpisezionecomo.net

8 maggio/ Nazifascisti “una galassia in espansione”/ Intervista a Paolo Berizzi

locandina_8_maggioE’ di oggi la notizia dell’arresto, in Germania, di 4 persone facenti parte di un cellula terroristica di estrema destra, che progettava attentati anti-islamici. Bande nere che rappresentano una tendenza in aumento in tutta Europa. Per approfondire questa realtà, che è ancora così attuale a 70 anni dalla Liberazione, venerdì 8 maggio a Como si terrà una serata con il giornalista Paolo Berizzi, autore, nel 2009, di Bande nere- come vivono, chi sono, chi protegge i nuovi nazifascisti. Seguirà la visione del documentario Nazirock 2008, con la presenza del regista Claudio Lazzaro. Abbiamo contattato Berizzi per una piccola anticipazione dell’incontro. Il libro-inchiesta del 2009, ad oggi fuori catalogo, analizza il fenomeno delle bande nere, l’estrema destra che sta ottenendo incredibili livelli di consenso, soprattutto tra i giovani. Numericamente, il giornalista aveva censito 150 mila ragazzi sotto i 30 anni, che vivono nel culto del fascismo.
Dopo sei anni qualche cosa è cambiato?
 «E’ cambiato poco, perché le realtà dell’estrema destra sono molto diffuse, soprattutto tra i giovani, che hanno un forte appeal dell’estetica dell’odio, dell’intolleranza verso gli stranieri. Una forte tendenza ancora presente che si ispira al nazionalsocialismo, più che al fascismo italiano: c’è un rimando più forte al terzo reich di Hitler». L’estrema destra in Italia si sta ridisegnando, quali movimenti sono visibili in modo palese? «In Italia è chiaramente visibile un partito che sta tornando in ascesa: la Lega nord. Questo partito ha ufficialmente stretto un’alleanza con la destra radicale italiana, portando in piazza Casa Pound, una delle formazioni politiche di estrema destra più radicate e diffuse. Altre realtà della destra italiana, non avendo più un alveo di riferimento, sono finite per agganciarsi alla nuova Lega di destra, una lega nazionalista, che prima rivendicava il federalismo, mentre ora è un partito nazionalista, proibizionista e xenofobo. Con queste caratteristiche, ha trascinato con se tutta questa massa nera, che prima non aveva un punto di riferimento: dalla Fiamma alla Destra ad Azione Sociale, fenomeni che hanno con il tempo perso consenso popolare ed hanno visto un’opportunità nella Lega».
Dopo le devastazioni del primo maggio si parla molto di black bloc, possono essere considerate anche loro bande nere? «In questi giorni si parla di tute nere, ma il problema sono le tute nere che non stanno devastando vetrine o imbrattando muri, ma che stanno devastando, con i loro messaggi, con la simbologia di cui si fanno portatori, quello che già hanno devastato 70 o 80 anni fa, e cioè la storia». Come si colloca Como all’interno di questo quadro? «A Como c’è una Como nera, non tanto la città ma la provincia, con Cantù come luogo caro ai fascisti, con i raduni di Forza Nuova avvenuti negli ultimi due anni. Tutto ciò deve interrogare l’opinione pubblica, chi fa informazione e chi amministra la città; non si può restare indifferenti al fatto che nel 2015 si facciano ancora raduni di ispirazione neofascista, che si infrangano leggi della nostra Costituzione apertamente e palesemente, nel silenzio generale. Se le istituzioni tollerano, tutto ciò è intollerabile». Questi temi saranno approfonditi nell’incontro di venerdì 8 maggio nella sala civica di via Collegio dei Dottori 9, alle 18.30. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare per conoscere più in profondità queste tematiche. [Barbara Rizzi, ecoinformazioni]

8 maggio/ Bande Nere

locandina_8_maggioVenerdì 8 maggio alle 18.30 presso la sala civica di via Collegio dei Dottori 9 a Como, l’Anpi sezione di Como in collaborazione con Arci Como ed i circoli cittadini di Pd, Sel, Paco-Sel, Movimento 5 Stelle, Psi, PdCi e Amo la mia città, promuovono un serata di approfondimento sul mondo delle nuove destre. Paolo Berizzi, giornalista d’inchiesta di La Repubblica, presenterà il suo libro Bande Nere [2009, 224p., ed. Bompiani]; a seguire verrà proiettato il film-documentario Nazirock [2008, 75 min.] con la presenza del regista Claudio Lazzaro. La serata sarà moderata da Barbara Rizzi di ecoinformazioni. Nel corso dell’evento sarà offerto un aperitivo. L’iniziativa fa parte della campagna No Rogo di Arci book Lombardia.

Anpi/ Contro le sfilate dell’estrema destra

nazicestinoCon un comunicato, l’Anpi sezione di Como denuncia come anche quest’anno siano state permesse manifestazioni neofasciste in città.

«Denunciamo l’assordante silenzio di Istituzioni e forze democratiche nei confronti dell’estrema destra che lo scorso 26 aprile ha manifestato a Dongo e a Mezzegra esaltando la figura del Duce e oggi giovedì 30 aprile sarà a Como con l’ormai annuale parata dove, con il pretesto di commemorare la persona di Sergio Ramelli, verrà inscenata la solita fiaccolata a ritmo di tamburo, con l’utilizzo e l’esaltazione di simboli, slogan neofascisti e saluti romani, a cui abbiamo già purtroppo assistito negli anni scorsi. Crediamo che commemorare un giovane ragazzo vittima di un omicidio sia ovviamente umanamente legittimo. Tuttavia è necessario e doveroso opporsi alla bieca strumentalizzazione di questo tragico evento attraverso manifestazioni che nulla hanno a che vedere con la pietà umana.
Siamo convinti che tutto ciò non sia più tollerabile: chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche deve essere perseguito per il reato di apologia di fascismo. Non lo diciamo solo noi. Lo dice chiaramente la Legge 645 del 1952 (cosiddetta Legge Scelba).
Non è ammissibile che esponenti delle Istituzioni festeggino la Liberazione dal nazifascismo e nel resto dell’anno acconsentano che luoghi pubblici siano occupati da coloro che sono in aperto contrasto con la Costituzione e la democrazia repubblicana.
Se le belle parole che ogni anno sentiamo dai palchi del 25 aprile hanno un senso, allora sia dia seguito con fatti concreti e le Istituzioni preposte impediscano una volte per tutte ai neofascisti di scendere nelle piazze e di diffondere messaggi xenofobi, razzisti e autoritari. Crediamo sia dovere di tutte le forze democratiche e dell’Anpi richiamare gli organi istituzionali ed elettivi al ruolo che loro è assegnato da una Costituzione profondamente e nettamente antifascista: se i rappresentanti periferici dello Stato l’applicassero, se tutti i Sindaci facessero capire con chiarezza che nel territorio che amministrano, i fascisti e i nazisti, comunque si chiamino, non sono graditi, qualcosa comincerebbe a cambiare. Siamo inoltre profondamente convinti che si debba assolutamente superare quel muro di indifferenza e disimpegno che caratterizza tanta parte degli italiani, impegnando le forze sane della società nella diffusione e promozione della Memoria, della cultura antifascista e del rispetto dei diritti e delle libertà democratiche.» [Anpi sez. di Como]

La fine del fascismo a Mezzegra: pietà, dignità, riconoscenza

L’invito dell’Anpi di ritrovarsi a Mezzegra in occasione dell’anniversario della fucilazione di Mussolini, con l’obiettivo di non lasciare spazio a nostalgici e falsità, è stato raccolto da più di un centinaio di persone di tutte le età e di molte provenienze.

In un clima assolutamente disteso, con la partecipazione di due piccoli gruppi di musicisti, è stata ricordata la fine del fascismo il 28 ottobre 1945 con l’esecuzione della condanna a morte di quello che era stato il “duce del fascismo” emessa dal Comitato di Liberazione Nazionale in nome del popolo italiano. Nel suo breve intervento, Corrado Lamberti dell’Anpi della Tremezzina ha scandito tre parole: pietà (che non deve mai essere dimenticata, nemmeno dopo la fine di un dittatore), dignità (che significa il riscatto del popolo e della nazione dopo un ventennio di dittatura con una lotta che ha saputo riprendere il controllo della propria storia), riconoscenza (nei confronti di quelle persone che hanno saputo mettere la propria vita e il proprio impegno al servizio di un alto ideale, e anche di quel piccolo nucleo che eseguì la condanna del dittatore, sopportandone poi gli oneri e non certo gli onori).

Dopo il presidio in piazza 28 prpile e il passaggio al cancello di villa Belmonte, dove la sentenza venne materialmente eseguita, la serata si è conclusa a Colonno, con una “pastasciuttata antifascista”, l’intervento di Valter Merazzi con una sintesi storica sulla Resistenza in territorio lariano, e ancora un po’ di musica. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Alcune immagini della manifestazione a Mezzegra.

 

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29 aprile/ Resistere per costruire la Pace/ Biacchessi, Cracolici e Tussi con Grossi alla Feltrinelli

2NEW VOL FELTRINELLI APR 15École, idee per l’educazione, Arci ecoinformazioni, Arci book e La Feltrinelli di Como invitano, mercoledì 29 aprile alle 18 a La Feltrinelli in via C. Cantù 17 a Como, all’incontro Resistere per costruire la Pace.
Daniele Biacchessi, caporedattore di Radio24 II Sole240re, presidente Arci Ponti di memoria, Fabrizio Cracolici, presidente Anpi Sezione di Nova Milanese, Laura Tussi, giornalista, PeaceLink, progetto Per non dimenticare, dialogheranno con Celeste Grossi, direttrice di école, a partire dai libri: Laura Tussi, Fabrizio Cracolici Dialogo per la pace. Pedagogia della Resistenza, contro ogni razzismo [Mimesis 2014]; a cura di Fabrizio Cracolici e Laura Tussi Giovanni Pesce. Per non dimenticare [Mimesis 2015], Daniele Biacchessi I carnefici [Sperling & Kupfer 2015].pedagogiaresistenzapesce

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Lomazzo/ Giannangeli: Ora e sempre Resistenza

25 aprile - 70°  della Liberazione - manifesto Lomazzo - v07 pic bL’appassionato intervento di Ugo Giannageli per l’Anpi alla manifestazione ufficiale del 25 aprile a Lomazzo. La Resistenza oggi: Costituzione, Pace, lotte contro la Tav ed il pareggio di Bilancio, per i diritti e il lavoro con Calamadrei e Zanotelli contro la Nato.  Leggi il testo integrale del discorso nel seguito dell’articolo. (altro…)

Tu non sai le colline/ Parole e musiche

Tu non sai le collineTra gli appuntamenti in programma per le celebrazioni del 70ennale della Liberazione, Figino Serenza ha scelto di allontanarsi dalla retorica, proponendo alla cittadinanza una serata poetica e musicale. Grazie all’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta, il Comune ha organizzato, insieme alla biblioteca, un recital pensato proprio per il 25 aprile. Tu non sai le colline –dove si moriva per la libertà-, un testo scritto da Gabriele Penner (fondatore dell’associazione di promozione sociale Teatro d’acqua dolce), da lui interpretato insieme ad Arianna Di Nuzzo. Narra la resistenza attraverso la letteratura italiana, per una visione d’insieme del percorso umano che ha caratterizzato la vita di chi ha scelto di resistere, perché come scriveva Pavese: “Chi lascia fare e s’accontenta, è già fascista”. Testo nato lo scorso anno, ma in versione inedita grazie al coinvolgimento musicale di Fabrizio e Mauro Settegrani; una collaborazione dal forte impegno civile che ha lo scopo dichiarato di nutrire la memoria. Si sono alternate letture e canzoni, la colonna portante di tutto il recital è stata La casa in collina di Cesare Pavese, pubblicato nel 1949. La calda voce di Penner e quella fragile di Di Nuzzo non hanno mai perso il ritmo, anzi, proprio alternandosi ai brani interpretati con passione dai Settegrani, hanno permesso al numeroso pubblico presente di mantenere alto il coinvolgimento emotivo. Sono entrati come pura luce i versi di Pier Paolo Pasolini, così come quelli di Salvatore Quasimodo hanno mostrato la disperazione di una mano che cerca tra la polvere, la città morta. I Settegrani hanno interpretato pezzi propri e canzoni note: se Nutri la memoria è un loro classico, Ma mì di Strehler e Carpi, ha fatto cantare tutto il pubblico; diversa la sorte toccata a La pianura dei sette fratelli, un silenzio partecipe per ricostruire la vita dei fratelli Cervi. La poesia più popolare è stata sicuramente Se questo è un uomo di Primo Levi, che è sempre capace di descrivere minuziosamente tutto il dolore provato. Altre letture hanno narrato di una guerra, dove nel silenzio implacabile si covava vendetta, lucide le parole del poeta Franco Fortini: “Il nostro cuore non è più d’uomini”.
E alla fine di tutto c’è stata un po’ di retorica, ma di quella che non stanca: ora e sempre resistenza, sulle note di Bella Ciao, cantata da tutti con grande trasporto. [Barbara Rizzi, ecoinformazioni]

Un settantesimo degno della Liberazione

Nonostante un po’ di pioggia, la celebrazione ufficiale del settantesimo 25 aprile si è svolta degnamente: con molta gente, ricordi appassionati e approfondimenti meditati, il doveroso omaggio al Monumento alla Resistenza Europea (finalmente riportato a una condizione adeguata alla sua importanza ideale, grazie anche alla collaborazione di molti enti e associazioni antifascisti), l’inaugurazione della targa commemorativa degli internati e degli “schiavi di Hitler” e soprattutto il ringraziamento alle persone che concretamente hanno operato per la Liberazione (tra le altre, oltre al comandante partigiano Mario Tonghini, che ha parlato dal palco, erano presenti, circondate dall’affetto della città, Ines Figini e Rosalinda Zariati).

Ecco alcune immagini della mattinata, a cominciare dalla cerimonia di Rebbio, in ricordo di Alfonso Lissi, per continuare con quella del Monumento alla Resistenza Europea di Como. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Rebbio: omaggio ad Alfonso Lissi.

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Como: la deposizione delle corone al Monumento alla Resistenza Europea.

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Como: l’inaugurazione della targa ai deportati e agli “schiavi di Hitler”.

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Mario Lucini, sindaco di Como.

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Giovanni Bianchi.

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Mario Tonghini, nome di battaglia “Stefano”.

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Ines Figini e Rosalinda Zariati.

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Valter Merazzi, Centro studi “Schiavi di Hitler”.

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Carlo Della Torre, deportato in Germania.

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In alta uniforme al Monumento alla Resistenza Europea.

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25 aprile/ La festa della libertà con l’Anpi a Como e a Milano

70anniresistenzaA Como le celebrazioni del 70° della Liberazione, preparate da una vastissima serie di iniziative nei giorni precedenti, alle quali seguiranno altri appuntamenti anche dopo il 25 aprile [vedi post specifici di ecoinformazioni], si apriranno sabato 25 aprile  alle 8,45 per avere il momento istituzionale e corale con la manifestazione al Monumento alla Resistenza europea alle 10,30 ai Giardini a lago a Como, e concludersi alle 14 a Milano con la grande manifestazione nazionale. (altro…)

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