Intanto, in fondo al mare…

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Dead Migrants4.027 migranti o profughi sono morti finora nel 2016, dei quali almeno 3.120 scomparsi in fondo al Mediterraneo (dati aggiornati ad agosto 2016 diffusi dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni, Iom/Oim). Rispetto al 2015, un aumento del 26 per cento. Nel pianeta, oltre il 65 per cento delle morti tra i migranti avvengono nel Mediterraneo.

Emergenza umanitaria/ L’Arci: intervenga lo Stato

arcicomoL’Arci di Como chiede l’intervento del governo per l’emergenza umanitaria a Como San Giovanni. La solidarietà non può essere lasciata sola. La straordinaria dimostrazione di solidarietà dell’associazionismo, dell’attivismo politico dal basso e del volontariato comasco non può essere utilizzato dal governo per sfuggire alle responsabilità della gestione della gravissima crisi umanitaria in corso a Como con l’arrivo di migliaia di profughi in fuga da guerre, violenza e povertà. Ora anche il governo deve fare la sua parte. Como non può essere lasciata sola.

Il Comune ha fino ad ora coordinato gli interventi della Caritas, della Croce rossa, della Parrocchia di Rebbio, della Rete Como senza frontiere e degli innumerevoli altri e altre che generosamente si sono attivati organizzando ogni forma di azione positiva, mettendo a disposizione generi di prima necessità, attivando mense come quella della parrocchia di Sant’Eusebio che fornisce già più di 200 pasti alla sera o proponendo ai migranti occasioni di solidarietà culturale come con l’iniziativa animata da Filippo Andreani e da molti altri artisti con l’Arci e la rete Como senza frontiere alla Stazione San Giovanni il 27 luglio e il concerto di Fatoumata Diawara dell’1 agosto alla mensa della parrocchia di Sant’Eusebio. Persino dalla vicina Svizzera, il cui governo è responsabile della ulteriore chiusura delle frontiere in dispregio persino delle Convenzione di Ginevra, è venuto un essenziale contributo con l’associazione Firdaus che assicura quotidianamente un pasto ai migranti mentre anche da altre regioni italiane si è messa all’opera la rete della solidarietà.

L’Arci ha dato il suo pieno sostegno a tutte queste iniziative e alla più ampia informazione sull’emergenza umanitaria comasca e ora, proprio perché è parte di quel tessuto di società civile che fino ad ora ha evitato il disastro e ha dato della nostra città l’immagine positiva che merita, chiede che il governo finalmente si attivi e che venga affrontata la situazione con i mezzi e le professionalità che la crisi peraltro crescente in numero e necessità, richiede. Con lo stesso spiegamento di professionalità, competenza e umanità con cui il prefetto e il questore di Como hanno assicurato la sicurezza alla Stazione San Giovanni con il necessario impegno di uomini e mezzi e con l’ammirevole capacità di gestione di situazioni certo non facili dimostrato dalle forze dell’ordine ora è necessario che il governo rompa gli indugi e prenda atto della gravità della situazione disponendo l’intervento della Protezione civile nazionale. Infatti solo con un’adeguata assunzione di responsabilità del governo, che determinerà risorse e mezzi sufficienti a gestire la situazione, si potrà evitare che con il susseguirsi di arrivi si verifichino problemi sanitari e sociali e si assicureranno pienamente i diritti delle persone transitanti costrette da leggi europee sbagliate a soggiornare in bivacchi attorno alla stazione in cerca di vie di fuga verso il Nord Europa. Lo sviluppo dell’azione governativa non determinerà naturalmente il disimpegno della società civile lariana lasciandole però compiti più idonei di collaborazione, di supporto e di offerta di opportunità aggiuntive e innovative che realizzino pienamente l’accoglienza. I diritti primari chiediamo vengano assunti doverosamente dallo Stato. [Arci provinciale Como]

 

Luigi Nessi/ A Bologna il 2 agosto

orologio_bolognaAndare a Bologna il 2 agosto è ripercorrere la storia scritta con il sangue nel nostro Paese dai fine anni ‘60 alla metà degli anni ’80… pensate e riflettete… Piazza Fontana, Brescia,Il Treno a San Benedetto Val di Sambro, Moro,Ustica, Bologna 2 agosto, un’altro treno ancora… e il terrorismo nero e il terrorismo rosso… tanti morti innocenti,tante città martiri, una geografia del dolore. (altro…)

In rianimazione, condizioni stabili/ Forza Bruno!


BRUNO SALADINO 2.pngCondizioni stabili, ha superato la notte ed è in rianimazione. Bruno Saladino, personalità di spicco della politica e della cultura di Como, è rimasto seriamente ferito in un incidente stradale a Lora il 2 agosto sera ed è ricoverato in ospedale con prognosi riservata.  Forza Bruno!

2 agosto/ memoria della strage di Bologna/ il video

Il 2 agosto 1980, alle 10.25, una bomba fascista collocata nella sala d’aspetto della stazione di Bologna uccideva 85 persone e ne feriva 200. Tre di queste, Carlo Mauri, Annamaria Bosio e il loro piccolo figlio Luca, erano di Como, in viaggio verso una vacanza che non avrebbero mai trascorso.

Attraverso di loro, ogni anno, Como ricorda tutte le vittime della strage.

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Oggi, alla manifestazione a Bologna, la città di Como sarà rappresentata dai consiglieri comunali Luigino Nessi e Elide Greco.

NodoLibri ha dedicato alla memoria della strage di Bologna e della famiglia di amici di Carlo, Anna e Luca un video, tratto dal libro Diario doloroso di Gerardo Monizza.

Guarda qui il video.

Il cibo, la musica, la città

Alle 18.30 alla stazione e sul prato del piccolo giardino antistante è tutto tranquillo. Le persone arrivate da lontano per cercare di varcare la frontiera e ultimare il proprio viaggio fino in Germania sono molte, di più degli ultimi giorni, e si capisce che sono di più quelle che ci sono rispetto a quelle che si vedono.

Sono quasi tutte molto giovani. I ragazzi giocano: qualcuno tira un paio di calci al pallone, gli altri giocano a pallavolo (o qualcosa di simile); le ragazze sono per lo più sedute sul prato a chiacchierare, a riposarsi, a mettere in ordine le poche, pochissime cose che hanno.

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In molti, semplicemente, aspettano.

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Roberto Maggioni di Radiopopolare intervista i volontari, racconta la situazione in diretta, prepara il pezzo per il giornale della sera.

Nel frattempo alla mensa di S. Eusebio, in via Volta, a poche centinaia di metri, si prepara la cena. Ieri sera sono stati quasi 250 i pasti distribuiti, questa sera probabilmente di più.

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Alle 19 è quasi tutto pronto. A piccoli gruppi, arriva chi ha bisogno di un pasto. Ormai hanno imparato la strada – dicono. Ci mancherebbe altro: hanno fatto migliaia di chilometri per arrivare qui, senza perdersi, nonostante traversie drammatiche e blocchi di tutti i tipi… e si dovrebbero perdere per pochi centinaia di metri…

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Il clima generale è sereno. L’organizzazione quasi naturale. Non c’è efficientismo esagerato ma nemmeno approssimazione. Tutti hanno un ruolo, chi arriva al momento e non sa ancora cosa deve fare, chiede e ottiene risposta.

Il salone del “ritrovo giovanile” di S. Eusebio (così recita l’insegna) dove si mangia è in realtà una sorta di teatrino. Lì si sistema la maggior parte delle persone; al piano inferiore in una sala più piccola si raccolgono bambini e bambine con le madri.

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La sala si riempie in fretta e in fretta si crea la coda di attesa. Tutti sono ordinati, educati, pazienti. Le pentole vuote si sostituiscono, le brocche d’acqua si riempiono, i pezzi di pane continuamente ridistribuiti.

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Sul palco del teatrino una giovane donna con la chitarra elettrica suona e canta: è Fatoumata Diawara, star della musica maliana. Si ha l’impressione che la maggior parte dei presenti quasi non se ne accorga, l’esigenza di una cena calda è ben più impellente che quella di ascoltare della buona musica. Lei non sembra proprio offendersene: il suo sorriso è smagliante e la sua musica è convinta; è il sottofondo giusto per questa situazione singolare: un’assurda commistione di diritti negati, di umanità riaffermata, di esigenze materiali e di aspirazioni ideali, di ingiustizia e di serenità; non è una musica rasserenante, per i toni acidi della chitarra, eppure fa quasi da ninna-nanna per il ritmo ribattuto di questo blues delle origini.

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Intanto la coda aumenta, ma sempre senza nervosismo. Qualcuno trova modo di ingannare il tempo con una partita a calciobalilla.

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Tutte le persone e le realtà presenti, la Caritas, i volontari e le volontarie, stanno facendo quello che è giusto fare. La speranza è che questo impegno non venga inteso dalle istituzioni che dovrebbero fare la loro parte come un alibi per tardare ancora.

Questa parte di umanità non è qui per caso. Dovrebbe bastare un giro alla mensa di S. Eusebio (ma anche in altri posti) per capirlo.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Guarda la galleria delle foto di Andrea Rosso, ecoinformazioni.

Emergenza umanitaria/ Servono cibo e generi di prima necessità

comolakeprofughiFontanaJPGNuovo appello per la raccolta di cibo e generi di prima necessità. Ancora affidato alla buona volontà dei cittadini il compito di risolvere un’emergenza umanitaria che durerà a lungo e richiederebbe interventi strutturati delle istituzione e l’attivazione della Protezione civile. Riportiamo nel seguito l’appello per la raccolta cibo e generi di prima necessità. (altro…)

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