Monte San Primo/ Impatto ambientale del progetto

Il Coordinamento Salviamo il Monte San Primo ha ulteriormente analizzato alcuni aspetti del pessimo progetto per il cosiddetto ‘rilancio turistico della località San Primo’, sita in territorio di Bellagio e denuncia che  alcune delle opere previste avrebbero un pesante impatto ambientale sul territorio montano. A preoccuparemaggiormente sono gli interventi previsti per gli impianti sciistici e di innevamento artificiale, oltre che la realizzazione di nuovi parcheggi. Una sintesi di alcune considerazioni da parte di tre associazioni del Coordinamento.

Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”

 “Il Presidente della Comunità Montana e il Sindaco di Bellagio continuano ad affermare che il progetto per il San Primo non comporterà consumo di suolo. Eppure da nostre verifiche sui contenuti del progetto stesso, di consumo di suolo ce ne sarà, eccome! Soprattutto per gli sbancamenti di terreno naturale per ricavare le nuove piste da sci, per la realizzazione dei nuovi parcheggi e per le strutture di servizio.

Solo per la realizzazione del nuovo mega parcheggio da 100 posti auto, verrà deturpata una vasta area boschiva, con conseguente taglio di alberi e un consistente riporto di terra artificiale per livellare le forti pendenze. Il nuovo parcheggio coprirà un’area di oltre 2 mila metri quadri, una superficie simile a quella del parcheggio esistente al Ghisallo, posto però a servizio di luoghi di forte richiamo, quali il Santuario e il Museo. Nel progetto del San Primo sono poi previsti altri parcheggi per ulteriori 60 posti, che altrettanto comporteranno sbancamenti e taglio di alberi di pregio, come aceri-frassineto e faggeta montana!

Per la realizzazione delle piste da sci (in totale 3: Baby Pianone, Baby Park e del Borgo), si dovrà operare anche sui pascoli centenari, rimuovendo il manto erboso, intervenendo con sbancamenti, scavi, installazione di macchinari. Trasformando così terreni naturali in un luna park.  

Tutti questi interventi previsti per i parcheggi, per le piste e per i vari impianti, determineranno un notevole impatto sul suolo montano, un territorio molto delicato dal punto di vista ambientale e idrogeologico, che andrebbe preservato anziché deturpato!”

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Roberto Cerati, presidente del Gruppo Naturalistico della Brianza

 “L’andamento degli ultimi inverni testimonia come, anche nei mesi in cui dovrebbe essere piena ‘stagione sciistica’ (gennaio-febbraio), non ci siano sempre condizioni di temperatura per mantenere il manto nevoso. La misurazione dei dati meteorologici di temperatura, irraggiamento solare, pioggia, neve, potrebbe aiutare a capire la convenienza degli impianti sciistici. Una stazione meteorologica può raccogliere dati a scopo di ricerca, fondamentali per la gestione del territorio.  

Il paradosso è che all’Alpe di Borgo la stazione meteorologica c’è davvero, e appartiene proprio alla Comunità Montana Triangolo Lariano: purtroppo la stazione sembra sia guasta dal 2008 e la stessa CM forse non ha ancora trovato i fondi per ripararla.

Per il progetto della stazione sciistica al San Primo, la Comunità Montana ha però trovato oltre 2 milioni di euro (sistemazione delle piste, innevamento artificiale, tapis roulant, laghetto artificiale). Tra questi, 60mila euro sarebbero destinati alla ‘promozione e comunicazione a scopi turistici’. Nulla per la stazione di rilevamento dei dati meteorologici, che invece sarebbero necessari per una stima realistica dei costi e dei conseguenti impatti dell’innevamento artificiale. La gestione della stazione meteorologica non sembra interessare, forse perché la CM non vuole valutare se il progetto ‘OltreLario’ sia sostenibile nel tempo.”

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Veronica Vismara, presidente della Commissione Tutela Ambiente Montano – CAI Lombardia

 “Moltissimi studi scientifici attestano, con poche possibilità di dubbio, gli effetti negativi dei comprensori sciistici su habitat e specie, dovuti a un vasto numero di cause: frequentazione antropica, rumori diurni e notturni, compattamento della neve, alterazioni delle caratteristiche del suolo, fenomeni erosivi, sottrazione di acqua per l’innevamento artificiale, movimenti di terra, scarificazioni del suolo, inquinamento luminoso, etc..

Sul Monte San Primo troviamo il Complesso della Valle del Nose, boschi e pascoli, un’Oasi di Protezione, la presenza di caprioli, cervi, galli forcelli, e tanto altro.

La rivitalizzazione turistico-ricettiva del Monte San Primo dovrebbe quindi porre al centro le politiche per l’ambiente, l’uso sostenibile delle risorse naturali e la valorizzazione dei servizi ecosistemici, delle nuove agricolture e del turismo sostenibile. Le comunità dei territori rurali e di montagna dovrebbero essere protagoniste di questa visione, come sperimentato con successo in altre regioni italiane. Inoltre, l’incentivo di attività agro-silvo-pastorali rispettose dell’ambiente, oltre a favorire il mantenimento della biodiversità, rappresentano la chiave per uno sviluppo duraturo della vita in un’area montana.

Non da ultimo, è fondamentale ricordare l’escursionismo come attività che mantiene vivo un ambiente e il suo paesaggio 365 giorni all’anno con un turismo lento, non motorizzato e che non necessita di interventi infrastrutturali pesanti. L’area del Monte San Primo è attraversata dal Sentiero Italia, oltre che da un’ampia rete sentieristica di qualità che permette a persone di ogni provenienza ed estrazione di fruire della bellezza del territorio.”

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Anche alla luce di queste considerazioni, il Coordinamento ‘Salviamo il Monte San Primo’ ribadisce le richieste di stralcio dal progetto di tutta la parte relativa agli impianti sciistici e ai nuovi parcheggi.

Per maggiori informazioni: https://bellagiosanprimo.com/   –  email: info@bellagiosanprimo.com

Servizio civile/ 2 progetti per giovani 18-28/ 507 euro al mese

Hai tempo fino alle ore 14 del 18 febbraio 2025 per candidarti a prestare un anno di servizio civile in Auser! Investi su di te: con Auser potrai aiutare molte persone e intanto vedrai crescere le tue capacità, le tue conoscenze e la tua autostima giorno dopo giorno! Scrivi a serviziocivile@auser.lombardia.it per chiedere ogni ulteriore dettaglio che possa esserti utile. 

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Testi/ Anna Kuliscioff al Brandt

Testi degli interventi svolti allo Spazio Diaz il 31 gennaio per la prima iniziativa dedicata a Anna Kuliscioff del ciclo Il socialismo nel ‘900 italiano del Circolo Willy Brandt di Como, a cura di alliev3 della Scuola Castellini, impegnati in uno stage al circolo Arci ecoinformazioni di Como. I testi NON RIVISTI DAGLI AUTOR3 sono stati ottenuti da trascrizioni automatiche e migliorate con intelligenza artificiale. I numeri alla fine dei titoli si riferisco ai video pubblicati nel canale youtube di ecoinformazioni. Qui si trova la playlist dei video.

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Scandalo letti covid abbandonati/ Si e Pd denunciano

A sinistra sgomento e rabbi per lo scandalo letti covid, danno alla sanità danno erariale, incapcità gestionale e adesso l’idea di mandarli in Ucraina. Necessaria chiarezza e trasparenza e l’intervento della Magistratura. Le dichiarazioni di Gianluca giovinazzo, segretario provinciale di Sinistra Italiana e di Angelo Orsenigo consigliere regionale lombardo del Pd.

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Cave cavam

Interesse a partecipazione dei dittadin3 per l’iniziativa del gruppo politico Bulgaro anchio sul tema della cava di Bulgarograsso con prima di tutto un’analisi ambientalista offerta da Enzo Tiso, presidente di Legambiente Como. I video della serata di Nicola Tirapelle, ecoinformazioni]

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Gornalismo in tempi di conflitti

Nella sala della Comunità di Eba affollata da oltre 150 persone, i relatori Alfredo Luis Somosa e Duccio Facchini, moderati da Paolo Moretti hanno parlato dele criticità della comunicazione e di quanto sia difficile essere realmente informati. L’icontro Ti racconto il mondo, tra verità e fake news. Giornalismo in tempo di conflitti del 5 febbraio per il ciclo Custodi di Speranza del Mese della Pace 2025.

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Sindacati/ Como non perda il treno per il futuro

«Appello al territorio per non perdere il treno per il futuro. Cgil di Como, Cisl dei Laghi, Uil Lario chiedono che Como lavori per il domani di residenti e lavoratori. I cittadini meritano programmazione e politiche che aiutino a scegliere di continuare  a vivere nel Lario.

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Mal’Aria/ Ridurre il traffico privato e migliorare il trasporto pubblico

Rapporto Mal’Aria 2025, Legambiente commenta: «La situazione in Lombardia è impietosa». Como si salva sulle polveri sottili (Pm10); insufficiente e rimandata per quanto riguarda il biossido di azoto (NO2). Enzo Tiso, Legambiente Como: «Un monito per chi amministra la nostra città e i comuni vicini perchè intervengano con decisione sulla mobilità: ridurre il numero di mezzi in circolazione migliorando il trasporto pubblico e incentivando la mobilità dolce».

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«La fotografia di Mal’Aria 2025 – dati 2024, fonte Arpa – mette in evidenza la distanza tra le attuali politiche regionali e locali sulla diminuzione delle emissioni inquinanti e gli obiettivi europei, da raggiungere entro il 2030. La situazione in Lombardia e impietosa: tra le nove citta capoluogo su dodici lontane dai nuovi limiti per il Pm10 solo Como non dovrà ridurre la concentrazione di Pm10 di un valore superiore al 20%, mentre per l’NO2 Como e Milano dovranno trovare strategie utili a superare un gap del 40%. Questo relativamente alla media annua, mentre per ciò che riguarda il giornaliero la franchigia, nel 2024 superata da sei capoluoghi, passera da 35 a 18 giorni per tutti gli inquinanti misurati (Pm 10 e 2,5, NO2).

Nel 2024 sei capoluoghi (Milano, Cremona, Brescia, Monza, Lodi, Pavia) hanno superato i 35 giorni di franchigia per il PM10, con Milano seconda a livello nazionale. Cremona è seconda in Italia come media annuale per lo stesso inquinante (evidente la natura zootecnica di questo dato), mentre Milano e terza per l’NO2 (qui pesa invece la congestione da traffico motorizzato, in crescita come anche il tasso di motorizzazione pro capite).

La qualità dell’aria, un diritto dei cittadini che le amministrazioni devono garantire, in Lombardia e ancora una volta sacrificata in nome di una logica di business as usual (“tutto come al solito”) poco utile a innovare l’economia e a salvaguardare i criteri minimi di salute pubblica.

Oltre alla qualità dell’aria e ancora all’ordine del giorno il dossier mobilita: la ‘pagella’ della campagna Citta2030 su Milano evidenzia il livello di mobilita insostenibile (il tasso di motorizzazione cresce in modo ormai costante a Milano, arrivata a toccare le 520 auto per 1000 abitanti, con importanti conseguenze su congestione e inquinamento) nonostante un’offerta di TPL ai massimi livelli europei (5 linee di metropolitana, 18 tramvie, 1279 bus, collegamenti ferroviari) e un notevole panorama di sharing mobility (4 car sharing, 4 tra monopattini e biciclette).

Questa contraddizione sottolinea la necessita di riformare la governance e la concorrenza nel campo dei collegamenti ferroviari metropolitani e regionali, la cui scarsa affidabilità condiziona l’efficienza del più vasto ecosistema della mobilita milanese, e l’urgenza di intervenire sulla sosta su suolo pubblico, sia regolare sia tollerata, per ridurre il ricorso indiscriminato all’automobile privata. Gli effetti più evidenti sono, a parte la qualità dell’aria, un preoccupante quadro della sicurezza stradale e una ciclabilità se non depressa nei confronti delle sue potenzialità certamente in conflitto con le altre modalità.

“Mal’Aria e Citta 2030 delineano un quadro poco incoraggiante sia per gli obiettivi condivisi a livello europeo sia per la salute dei cittadini,” commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “La qualità dell’aria continua ad essere un territorio inesplorato da parte della politica regionale, mentre per ciò che riguarda la mobilita la notevole offerta di trasporto collettivo non riesce a scardinare il modello automobile-centrico, ormai sopravvivente oltre ogni ragionevolezza. È necessario un cambiamento sia culturale sia amministrativo, se si vuole innovare l’economia e la società al passo con la necessaria transizione ecologica». [Legambiente Lombardia]

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