Lombardia

26 gennaio/ “Svuotiamo gli arsenali, riempiamo i granai”

Scegliamoci il futuro: venerdì 26 gennaio alle 21, al centro civico di via del Collegio dei Dottori, parleremo di com’è l’Italia e di come potrebbe essere se si riducessero le spese militari a favore di interventi di giustizia sociale, accoglienza, cooperazione internazionale e pace.

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Severino Proserpio con Leu ma per Gori

Severino Proserpio, dal Senegal dove svolge con I bambini di Ornella la sua infaticabile azione a sostegno dei Diritti umani della bambine e dei bambini, risponde alla lettera aperta di Emilio Russo confermando le ragioni della sua scelta elettorale per Liberi e Uguali e le ragioni della sua scelta di sostenere Gori con il voto disgiunto. (altro…)

Liberi e Uguali e Sinistra per la Lombardia/ Sinistre divise il 4 marzo

Si aprirà il 12 gennaio alle 18 a Cinisello Balsamo l’assemblea dei delegati e delle delegate di Liberi e Uguali che ufficializzerà il candidato di Mdp, Si e Possibile che si contrapporrà alle destre, al M5s e a Gori. Ieri è stato reso pubblico il candidato di Sinistra per la Lombardia che è Massimo Gatti. L’unità delle sinistre non si realizza mentre il dibattito viene in modo fuorviante sposato sulle ipotesi di inattuabili reincarnazioni del centrosinistra. (altro…)

Il Ticino analizzerà la mobilità transfrontaliera

doganaChiassoVerrà effettuato un conteggio del traffico veicolare e un sondaggio sulle abitudini di mobilità.

 

«A partire dal 30 settembre 2014, il Dipartimento del territorio, Sezione della mobilità, procederà ad un rilevamento statistico in prossimità dei valichi di confine del Canton Ticino – annuncia un comunicato stampa –. Il 30 settembre verranno effettuati i conteggi del traffico veicolare in entrata in tutti i valichi. Nei mesi di ottobre e novembre 2014 verrà realizzata un’inchiesta rivolta direttamente ai conducenti. Il rilevamento del volume di traffico in ingresso in Ticino, in programma martedì 30 settembre, verrà svolto presso tutti i valichi di confine (Madonna del Ponte, Dirinella, Camedo, Indemini, Gandria, Fornasette, Ponte Tresa, Ponte Cremenaga, Arogno, Cassinone, Brusino, Arzo, Ligornetto, San Pietro di Stabio, Stabio Gaggiolo, Brusata, Novazzano, Ponte Faloppia, Pedrinate, Chiasso Strada, Chiasso Autostrada e Pizzamiglio)».

«Oltre a definire il numero dei veicoli in transito presso tutti i valichi, il rilevamento fornirà i dati relativi all’immatricolazione, al grado di occupazione e alla tipologia dei mezzi – si specifica –. Questo accertamento ha quale obiettivo principale l’individuazione di soluzioni efficaci per contenere e ridurre il traffico veicolare alle frontiere e lungo i principali assi di penetrazione, con particolare riferimento alla mobilità aziendale. Gli addetti del Dipartimento del territorio rileveranno il traffico veicolare senza interromperne il regolare flusso. Il sondaggio (inchiesta “face to face”) si svolgerà durante i mesi di ottobre e novembre 2014 e ha come scopo quello di ottenere informazioni dettagliate riguardo alle abitudini di mobilità dei conducenti, in particolar modo dei lavoratori e degli studenti pendolari che, quotidianamente, valicano le principali frontiere del Canton Ticino».

«I veicoli verranno fermati a campione in collaborazione con le Guardie di confine e fatti accostare in modo idoneo per poter svolgere l’inchiesta – si rassicura –. Non sono previste turbative del traffico. Le domande, l’inchiesta durerà una manciata di minuti, verteranno in particolare su: paese di immatricolazione del veicolo, numero di occupanti, domicilio del conducente, origine del viaggio, destinazione del viaggio, scopo del viaggio, periodicità dello spostamento, motivo dello spostamento, eventuale disponibilità di parcheggio riservato, eventuale possesso di un abbonamento al trasporto pubblico svizzero, eventuale disponibilità del conducente a condividere l’auto o a seguire un piano di mobilità aziendale».

«Si richiede la massima collaborazione da parte degli automobilisti – precisa e conclude la nota –. I conteggi e le inchieste ai valichi di confine sono necessari e fondamentali per gestire il traffico transfrontaliero e attuare una corretta pianificazione dei trasporti (trasporto pubblico, mobilità aziendale). I risultati del Sondaggio 2014 saranno resi noti al pubblico nei primi mesi del 2015 e faranno da utile supporto statistico per i Programmi di agglomerato di terza generazione». [md, ecoinformazioni]

Coldiretti contro il consumo di suolo

coldirettiSabato 18 luglio «in tanti a Milano per il blitz a difesa delle campagne contro il cemento killer». Negli ultimi 8 anni in Provincia di Como le terre agricole sono diminuite del 4-5 per cento.

 

«Campagne lombarde addio. In cinquant’anni, dal 1955 al 2011, le superfici agricole utilizzate sono diminuite di oltre il 25,4% passando da 1.322.017 ettari a 986.853 ettari – spiega un comunicato di Coldiretti Como – Lecco –. È quanto emerge dal dossier Terra tradita diffuso questa mattina [sabato 18 luglio] dalla Coldiretti Lombardia in occasione della protesta degli agricoltori contro il cemento killer. Dalle ore 9 in centinaia circondano la sede di Infrastrutture Lombarde con cartelli e trattori per denunciare il consumo selvaggio di suolo, e la scomparsa di cibo e di agricoltura: presenti anche moltissimi imprenditori agricoli delle due province di Como e Lecco (interessate, come noto, dalla realizzazione della Pedemontana), insieme al direttore interprovinciale di Coldiretti Francesco Renzoni».

«Secondo i dati del dossier, la Lombardia soffoca sempre più tra strade, case e capannoni – denunciano –. In cinquant’anni il suolo urbanizzato è aumentato del 235%. Una colata di cemento che dagli anni Cinquanta ha continuato a ingrandirsi rubando suolo agricolo e naturale, facendo strage di fiori e animali e mettendo a rischio la stabilità idrogeologica del territorio. Una situazione che è destinata a peggiorare complice la costruzione di nuove arterie autostradali. Pedemontana, Teem e si mangeranno oltre 4mila ettari di suolo, coinvolgendo alcuni dei territori più urbanizzati della regione, da Como a Varese, a Milano, Bergamo, Brescia e Monza e Lodi. Nelle province di a Como e Varese, in particolare, negli ultimi otto anni si è registrata una diminuzione di terre agricole compresa tra il 4% e il 5%».

«Milano si conferma la provincia con più aree urbanizzate (62.618,8 ettari nel 2007), e proprio su questo territorio si sta realizzando una delle nuove grandi opere viabilistiche che stanno interessando la nostra regione – aggiunge la nota –: la Tangenziale Est Esterna di Milano. Trentadue chilometri lineari più altri trentotto di opere connesse, la Teem coinvolgerà – secondo le stime della Coldiretti Lombardia – circa 150 aziende agricole e occuperà una superficie complessiva di 10 milioni di metri quadrati. Altra grande infrastruttura che interessa l’area del Milanese è la nuova autostrada Brescia Bergamo Milano (Brebemi), in procinto di essere inaugurata: una lingua d’asfalto di 62 Km che ha occupato circa 1.000 ettari di suolo».

«In Lombardia è in atto un continuo consumo selvaggio di suolo – afferma Ettore Prandini, presidente Coldiretti Lombardia –. Non si vuole capire che meno campi e meno terreni non significa solo meno cibo e meno agricoltura, ma anche più inquinamento e meno sicurezza contro gli eventi meteorologici estremi che sempre più spesso si verificano anche nella  nostra regione. Siamo scesi in piazza per denunciare questo trend negativo e per manifestare contro un atteggiamento ingiusto che si sta perpetrando verso gli agricoltori interessati dalla costruzione delle nuove autostrade. Oltre a dover subire il danno della perdita dei terreni, devono affrontare anche la beffa di vedersi negati, in tutto o in parte, i risarcimenti degli espropri subiti. È come se qualcuno entrasse in casa vostra sfondando la porta, la occupasse, vi offrisse quattro soldi e poi vi dicesse di arrangiarvi se non siete d’accordo. Ma vi pare possibile?». [md, ecoinformazioni]

Ricchezza prodotta dalla cultura?

Io sono Cultura 2014 16 giugno_1402935181Lombardia quarta regione in Italia e Como quarta per imprese e nona per ricchezza fra le province italiane, secondo il Rapporto cultura Symbola di Unioncamere.

 

«La cultura muove 214 miliardi di euro, il 15,3% della ricchezza prodotta l’export culturale è cresciuto del 35% durante la crisi e il settore ha raggiunto un surplus commerciale con l’estero di 25,7 miliardi di euro – rileva una nota alla stampa di Fondazione Symbola e Unioncamere –. I dati di Io sono cultura: Studio Symbola e Unioncamere che “pesa” cultura e creatività nell’economia nazionale».

«Milano seconda provincia italiana per incidenza di imprese culturali e ottava tra le province italiane in cui il sistema produttivo culturale produce più ricchezza – si precisa –. Bene anche Como, quarta per imprese e nona  per ricchezza. La Lombardia quindi è rappresentato più che bene, con 2 province nelle prime 10, nella graduatoria di Fondazione Symbola e Uniocamere della ricchezza prodotta in Italia dalla cultura. Non a caso la Lombardia è la quarta regione del Paese per valore aggiunto del comparto culturale e creativo».

valore aggiunto culturale 2013I dati si evincono dallo studio Io sono cultura – L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi prodotto da Symbola e Unioncamere con la collaborazione e il sostegno dell’Assessorato alla cultura della Regione Marche: «L’unico studio in Italia che annualmente quantifica il peso della cultura nell’economia nazionale. Con risultati eloquenti: l’intera filiera culturale italiana ha mosso nel 2013 il 15,3% del valore aggiunto nazionale, equivalente a 214 miliardi di euro. Un dato comprensivo del valore prodotto dalle industrie culturali e creative, ma anche da quella parte dell’economia nazionale che viene attivata dalla cultura, il turismo innanzitutto. Le industrie culturali e creative si confermano un pilastro del Made in Italy. Tanto che durante la crisi l’export legato a cultura e creatività è cresciuto del 35%».

«Nonostante il calo generalizzato del complesso delle ‘sponsorizzazioni’ registrato negli ultimi anni, infatti, quelle destinate alla cultura sono cresciute tra il 2012 e il 2013 del 6,3% arrivando a quota 159 milioni – continua la nota –. Entrando nel dettaglio dello studio emerge che dalle 443.458 imprese del sistema produttivo culturale, che rappresentano il 7,3% delle imprese nazionali, arriva il 5,4% della ricchezza prodotta in Italia: 74,9 miliardi di euro. Che arrivano ad 80 circa, equivalenti al 5,7% dell’economia nazionale, se includiamo anche istituzioni pubbliche e realtà del non profit attive nel settore della cultura. Ma la forza della cultura va ben oltre, grazie ad un effetto moltiplicatore pari a 1,67 sul resto dell’economia: così per ogni euro prodotto dalla cultura, se ne attivano 1,67 in altri settori. Gli 80 miliardi, quindi, ne “stimolano” altri 134. Cifre che complessivamente arrivano, come anticipato, alla soglia di 214 miliardi di euro. Una ricchezza che ha effetti positivi anche sul fronte occupazione: le sole imprese del sistema produttivo culturale – ovvero industrie culturali, industrie creative, patrimonio storico artistico e architettonico, performing arts e arti visive – danno lavoro a 1,4 milioni di persone, il 5,8% del totale degli occupati in Italia. Che diventano 1,5 milioni, il 6,2% del totale, se includiamo anche le realtà del pubblico e del non profit».

«La cultura è la lente attraverso cui l’Italia deve guardare al futuro e costituisce il nostro vantaggio competitivo – afferma Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola –. È grazie alla creatività e alla cultura, che nel nostro Paese si incrocia con la qualità, l’innovazione e le nuove tecnologie, se le imprese sono state capaci di incorporare bellezza e valore nel Made in Italy. Così, mentre tutti dicevano che il nostro manifatturiero sarebbe morto sotto i colpi della concorrenza cinese, le imprese italiane sono riuscite a presidiare la fascia alta del mercato e aumentare il valore aggiunto dei prodotti. E il grande successo di eventi come il Salone del mobile o Vinitaly lo testimonia. Ecco perché una vetrina globale come Expo 2015, se vuole guardare al bene del Paese e offrire al mondo uno sguardo rivolto al futuro, dovrà dare voce alle esperienze più avanzate di questo settore: puntando più sulle idee che sul cemento».

«Anche quest’anno, l’analisi condotta da Unioncamere e Symbola dimostra che la cultura è e deve continuare ad essere il miglior combustibile per la ripresa – aggiunge Ferruccio Dardanello, presidente Unioncamere –. I territori e le imprese, che di quelle tradizioni e di quella cultura sono espressione, rappresentano l’immagine del nostro Paese nel mondo intero: il nostro primo giacimento, capace di produrre ricchezza, lavoro e benessere per le comunità locali. Per ritrovare il suo spazio nel mondo, l’Italia deve perciò puntare sui suoi talenti, cogliere il potenziale delle nuove tecnologie per rilanciare i territori e il loro saper fare, investire sulla bellezza e sulla coesione che aiutano a competere, potenziare la ricerca per sostenere quella tensione innovativa che arricchisce di valore le nostre tradizioni produttive e le rende così un potente fattore competitivo».

Per quanto riguarda la Lombardia: «Milano è la seconda provincia italiana per incidenza delle imprese culturali sul totale delle imprese presenti nella provincia. Milano e Como inoltre sono rispettivamente ottava e nona nella classifica delle province che più producono ricchezza con cultura e creatività. Un risultato raggiunto grazie all’intreccio tra bellezza, cultura, innovazione, creatività e manifattura che ha saputo rilanciare il Made in Italy e restituire all’economia lombarda una prospettiva al di là della crisi. Nella provincia di Milano, infatti, il valore aggiunto creato dalla cultura è l’ottavo più alto d’Italia: il 7% della ricchezza complessiva del sistema economico locale. In valore assoluto si tratta di oltre 9,3 miliardi di euro. E sempre la cultura impiega quasi 142mila persone, il 7,6% del totale degli occupati dell’intera provincia. Il contributo maggiore arriva della industrie culturali propriamente dette 64% (film, video, radio e tv, videogiochi e software, musica, libi e stampa), seguite dalle industrie creative (architettura, comunicazione e branding, design e produzione di stile, artigianato) con circa il 30% del valore aggiunto del settore. Da performing arts e intrattenimento e patrimonio storico-artistico arriva insieme un contributo di circa il 6%. Como produce il 6,9% della propria ricchezza complessiva grazie alle industrie culturali. In questo territorio la ricchezza prodotta dalla cultura arriva a 940 milioni di euro e il settore impiega 17mila persone, ossia il 7,8% di tutti gli occupati del sistema economico locale. A trainare il valore aggiunto delle industrie culturali sono le industrie creative, alle quali si deve oltre la metà del valore aggiunto del settore. Dalle performance delle province a quella della regione il passo è breve. E infatti la Lombardia si è classificata al quarto posto nella graduatoria delle regioni che più producono ricchezza con la cultura e la creatività. Il valore aggiunto creato dal sistema produttivo culturale qui è il quarto più alto d’Italia: il 6,2% della ricchezza complessiva del sistema economico locale. In valore assoluto si tratta di oltre 18,5 miliardi di euro. Una cifra alla quale contribuiscono in modo preponderante libri e stampa, la produzione di beni e servizi creative driven, videogiochi e software e l’architettura. Nell’insieme la cultura impiega quasi 290mila persone, il 6,4% del totale degli occupati dell’intera regione». [md, ecoinformazioni]

«Garantire rapporti di buon vicinato tra la Lombardia ed il Canton Ticino»

regionelombardia2Questo l’obiettivo di Maroni dopo un incontro con il presidente del Cantone Beltraminelli: «Partendo dal presupposto che non è detto che Roma e Berna abbiano i nostri stessi interessi».

«Quello con il presidente ticinese Beltraminelli è stato un incontro molto utile e peraltro già programmato da tempo – ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni sull’incontro avuto a Varese con il presidente del Consiglio di stato della Repubblica e Cantone del Ticino Paolo Beltraminelli in una conversazione con i giornalisti all’inaugurazione del Milan Club “LombarDiablo” al 19° piano di Palazzo Pirelli martedì 18 febbraio –: è stata un’occasione per discutere, scambiarci delle opinioni su quanto successo e sulle iniziative da prendere per garantire rapporti di buon vicinato tra la Lombardia ed il Canton Ticino, partendo dal presupposto che non è detto che Roma e Berna abbiano i nostri stessi interessi».

«Insieme al Canton Ticino vogliamo sviluppare un’iniziativa comune – ha proseguito Maroni –. Per quanto ci riguarda, a tutela dei frontalieri e dei Comuni di confine che ricevono i ristorni; mentre il Canton Ticino deve dare soddisfazione alle richieste che arrivano dai cittadini ticinesi. Sembrano posizioni in contrasto le une con le altre ma il nostro compito è quello di trovare una soluzione che sia utile e soddisfacente sia per noi che per loro. Non è facile ma ci vogliamo riuscire». [md, ecoinformazioni]

Riprendiamoci il campo

Una manifestazione regionale contro il «degrado e la negazione di futuro cui siamo condannati da un governo screditato nel mondo e che ha fallito in Italia». La mobilitazione lombarda, che si terrà sabato 12 novembre a Milano, è stata promossa da un “cartello” di più di sessanta tra intellettuali e personalità del mondo della cultura, delle istituzioni, dello spettacolo, del sindacato e della società civile. Tra i tanti sostenitori dell’iniziativa anche Giorgio Bocca, Dario Fo e Franca Rame, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e i rappresentanti di Cgil, Arci e Acli. (altro…)

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