Unicef Como

10 novembre/ Opera Education Experience

Domenica 10 novembre, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19, come ogni anno, il Teatro Sociale ospita l’inaugurazione delle nuove edizioni dei progetti didattico-artistici di Opera Education, con la domenica tutta dedicata alle famiglie.

(altro…)

Il desiderio del migrante

44247837_363980141029603_2117228833215086592_n.jpg

La cosa ha del paradossale: mentre la parte oggi più popolosa (e, nostro malgrado, popolare) dello spettro politico fa riferimenti alle pretese dei migranti/ “clandestini” con una dedizione che ha qualcosa di isterico, i cosiddetti “buonisti” sembrano più spesso riferirsi ai bisogni dei migranti – qui intesi in senso lato, con quel participio presente ambiguo, scivoloso, non sempre gradito ai diretti interessati. Sorge allora spontaneo l’interrogativo: di cosa ha bisogno una persona che migra, e cosa costituisce, invece, un desiderio?

(altro…)

16 ottobre/ Il desiderio del migrante

43708879_493317514499889_4068966181308989440_o.jpg

Si parla spesso della questione migranti considerandoli profughi di guerra oppure vittime di una certa indigenza economica. Quali sono, però, le legittime aspettative di un migrante che lo spingono a trasferirsi ? Qual è il suo progetto esistenziale ? Qual è il suo desiderio come soggetto?
Due psicoanalisti, membri della segreteria di Milano/Lombardia della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi, nello spirito della psicoanalisi attuale che si trova nell’era della Movida Zadig (Zero Abjection Democratic International Group), ascolteranno le testimonianze di chi opera fattivamente sul territorio comasco con i migranti e dialogheranno con loro.

(altro…)

25 ottobre/ corso Unicef di educazione allo sviluppo

UNICEF-Logo

A partire da mercoledì 25 ottobre, l’Università degli studi dell’Insubria ospiterà Le sfide del fenomeno migratorio: chiusura o accoglienza?, terza edizione del Corso universitario multidisciplinare di educazione allo sviluppo [Cumes]. Di seguito il programma:

(altro…)

Minori non accompagnati: presentato in Tribunale il corso di formazione per tutori

DKp-Ct3WsAASDUy

Partecipatissima – quasi 80 presenze registrate – la presentazione del corso per tutori volontari di minori stranieri non accompagnati [profilo introdotto e regolamentato dalla legge del 7 aprile 2017, ndr], tenutasi mercoledì 4 ottobre nella sala Biblioteca del Tribunale di Como (largo Spallino 5). 
Tale iniziativa corona un percorso intrapreso già dal mese di maggio e portato avanti in sinergia dal Tribunale di Como (in interfaccia con il giudice tutelare), Avc-Csv, Osservatorio per i diritti del migrante e Comune di Como, con la collaborazione tecnica della ong internazionale Defence for Children (nell’ambito del progetto Elfo, co-finanziato dal programma Diritti, uguaglianza e cittadinanza della Commissione europea) e la partnership transfrontaliera con Service social international Suisse. Un percorso frutto di un’attenta riflessione sulle dinamiche territoriali locali in merito alla gestione del fenomeno migratorio, che gli enti proponenti intendono condividere e sviluppare insieme alla comunità locale.


Nello specifico, il programma di formazione vuole risolvere un aspetto particolarmente critico, a Como come in altre località: l’assistenza a migranti minorenni. La formazione di tutori consapevoli della specificità territoriale e individuale vuole prevenire l’assorbimento di questi giovani in un vuoto istituzionale, normativo e sociale, evitando che il compimento del diciottesimo anno comporti per loro una perdita non solo de facto, ma anche de iure, dei diritti di cui essi erano stati almeno formalmente titolari. Maria Luisa Lo Gatto, giudice e referente per i rapporti con il territorio del Tribunale di Como, ha perciò rimarcato in apertura all’incontro (introdotto dai saluti di Anna Introini, presidente del Tribunale) la necessità per i futuri tutori e tutrici di acquisire una conoscenza approfondita del contesto in cui si apprestano a operare. Fissato un chiaro obiettivo comune nella tutela dei diritti dei migranti minorenni da parte della comunità e dell’ente che li ospitano  – ed è quest’ultimo, per legge, a farsene carico  –  è opportuno che queste persone creino una rete operativa, non soltanto per ragioni di assistenza e di reciproco sostegno, ma anche per mantenere una relazione dialogica e costruttiva con l’amministrazione e la giustizia locali, chiamati ad assistere tutori e migranti con le proprie specifiche competenze e responsabilità.

Tale percorso di crescita, in cui ciascuno può imparare e insegnare qualcosa dagli altri,
spiega l’approccio transdisciplinare e “sperimentale” del corso presentato, orientato al confronto e all’interazione peer-to-peer, più che a una formazione di tipo frontale. La struttura di questa opportunità formativa, aperta per il momento a una classe di 25 persone, è stata illustrata più nello specifico da Pippo Costella, direttore di Defence for Children Italia. Previsti (a metà del mese di novembre 2017) tre giorni consecutivi di formazione focalizzati su quattro obiettivi: la conoscenza del contesto, la comprensione dello stesso (e del/la minore da tutelare) per poter elaborare e perfezionare pratiche ad hoc, l’applicazione di tali pratiche, e il “posizionamento” di migrante e tutore/tutrice rispetto alla realtà operativa. Non sono attesi particolari requisiti o competenze dai partecipanti al corso, se non quello di poter garantire al(la) minore preso/a in cura stabilità, reperibilità e costanza. Proprio per questo è previsto che a ogni tutore sia assegnato un unico individuo.

Nel 1991 – ventisei anni fa – la Convenzione internazionale dei diritti del fanciullo è stata adottata dall’ordinamento giuridico italiano: secondo l’art.2, di tale documento, ogni minorenne  – cittadino/a o meno dello Stato – è titolare dei medesimi diritti, libertà, obblighi e divieti, che gli Stati firmatari si impegnano a garantire.
Nel caso dei migranti minorenni, ciò non avviene in pratica: si pone l’accento sull’entrata e permanenza illecita nello Stato ospite, piuttosto che sulle violazioni subite dalla persona del migrante, magari da parte dello Stato stesso. Tuttavia, «garantire tutela ai migranti minorenni non è un atto di pietismo», ha chiarito Costella «ma in primo luogo un’opportunità e anzi un dovere civico, l’applicazione concreta dei princìpi di uno Stato di diritto che, pur chiaramente sanciti dalla Costituzione italiana, vengono spesso “accantonati” in situazioni dette, a volte impropriamente, “emergenziali”».

Fornire assistenza a soggetti doppiamente isolati  – come migranti e come minorenni non accompagnati – diventa così il gesto di accoglienza e umanità più importante che si possa compiere nei loro confronti. Di questo parere è Lanciné Camara, mediatore culturale di origini ivoriane giunto in Italia nel 2011, oggi operativo nell’accoglienza per minori a Genova, dove collabora con Defence for Children Italia . Facendo riferimento al proprio vissuto, Camara (che ha chiesto e ottenuto l’asilo in Italia) ha parlato positivamente del ruolo svolto dalla comunità e dai tutori nell’assisterlo nel processo di integrazione, incoraggiando il pubblico a intraprendere un percorso formativo in tal senso.
Camara ha anche fatto riferimento al consistente turnover dei ragazzi ospitati nella struttura per la quale lavora. È infatti ben diverso occuparsi di una persona che intende rimanere in Italia (nella fattispecie) e avviarsi all’integrazione, oppure di un(a) migrante in transito che vorrebbe invece raggiungere altri Stati. In questo secondo caso, diventa fondamentale per i soggetti dell’accoglienza e dell’assistenza di migranti intraprendere e mantenere relazioni transfrontaliere e transnazionali che, nel caso di Como, interessano in primo luogo la vicina Svizzera. Proprio un’operatrice di Service social international Suisse intervenuta alla presentazione, Élodie Antony, ha riportato l’impatto positivo dei tutori assegnati a 200 migranti minorenni oltreconfine, ribadendo il bisogno per questi  di persone affidabili su cui poter contare e la necessità, per chi accoglie, di insistere maggiormente sull’aspetto del ricongiungimento familiare.

Con la formazione di figure tutoriali, l’accoglienza e l’integrazione di migranti in Lombardia potranno beneficiare dell’esempio “pioniere” (in sede regionale) di Como, «dove, già l’anno scorso, cittadinanza attiva e volontariato comaschi hanno dato una splendida risposta in tal senso», ha ricordato Elena Zulli, responsabile progetti per Avc-Csv, segnalando il percorso gratuito di 40 ore – distribuite tra la fine di ottobre 2017 e gennaio 2018 – messo a punto da Avc-Csv per fornire strumenti di formazione e conoscenza territoriale agli operatori/trici dell’accoglienza e del volontariato; a questo seminario si aggiunge poi Le sfide del fenomeno migratorio: chiusura o accoglienza?, un corso di educazione allo sviluppo, organizzato da Unicef a partire dal 25 ottobre.

Visto il grande differenziale tra il numero di migranti minorenni e quello di tutori (formati e ancora da formare), su cui pesa anche una limitata disponibilità di strutture d’accoglienza operanti, sarà necessario investire su misure come l’affido familiare e un’assistenza di carattere provvisorio per migranti non stanziali, collaborando di concerto con operatori e amministrazioni locali, oltre che con il coordinamento delle comunità per minori non accompagnati. Tutto questo nella consapevolezza che una rete d’accoglienza insufficiente e malgestita favorisce l’assimilazione degli emarginati nella criminalità: la sfida è perciò dimostrare che l’inclusione (e non l’esclusione) di questi rappresenta l’antidoto più efficace a un clima di insicurezza e paura.
[Alida Franchi, ecoinformazioni]

Online sul canale YouTube di ecoinformazioni i video di Daniel Lo Cicero dell’iniziativa.

13 settembre/ Unicef: giornata Internazionale dei Lasciti

unicef«Scegliendo di fare un lascito all’Unicef si può veramente fare la differenza per quei tanti, ancora troppi, bambini i cui diritti più elementari vengono completamente disattesi, primo fra tutti il diritto a nascere e crescere sani» – ha dichiarato Giacomo Guerrera, Presidente dell’Unicef Italia in occasione della Giornata Internazionale dei Lasciti che si celebra il 13 settembre. «In questa Giornata speciale vogliamo porgere un ringraziamento particolare a tutti gli straordinari donatori che hanno voluto sostenerci attraverso un lascito all’Unicef nel proprio testamento e anche invitare tutte le persone che hanno a cuore i bambini a considerare che con un lascito all’Unicef possono veramente cambiare il loro destino». I lasciti testamentari in favore dell’Unicef si traducono in azioni concrete a sostegno dell’infanzia nel mondo: vaccinazioni, programmi per la nutrizione, l’istruzione e la protezione di tutti i bambini, ovunque essi siano e di cui l’Unicef si prende cura, con particolare attenzione ai più vulnerabili, come ad esempio i bambini siriani, vittime ormai da ben cinque anni di un conflitto che sembra non avere mai fine. Tutte le informazioni e la presentazione di progetti realizzati grazie ai lasciti testamentari di donatori italiani sono disponibili sul sito http://www.unicef.it/web/lasciti/; oppure rivolgendosi al Comitato provinciale di Como per l’Unicef  in Via Bellinzona 149: 031.571174,  comitato.como@unicef.it.

4-5 ottobre/ Tazze dei Diritti

lino-banfi-e-unicefCampagna di raccolta fondi per il 40° anniversario del Comitato italiano per l’Unicef sabato 4 e domenica 5 ottobre.

 

L’iniziativa: «Consisterà nella cessione di una tazza dell’Unicegf, decorata con il famoso personaggio della Pimpa disegnata da Altan. La tazza, contenuta all’interno di un colorato salvadanaio, sarà ceduta a fronte di una donazione minima di 10 euro. I fondi raccolti saranno destinati ai nostri programmi di lotta alla mortalità infantile, quest’anno con un’attenzione speciale alla malnutrizione». I volontari saranno presenti nelle piazze di Albese con Cassano, Appiano Gentile, Bregnano, Cantù, Canzo, Capiago, Como, Dongo, Erba, Faloppio, Fino Mornasco, Grandate, Intimiano, Lanzo d’Intelvi, Lurate Caccivio, Olgiate Comasco e Tavernerio.

Per informazioni tel. 031.571174, e-mail comitato.como@unicef.it, Internet www.facebook.com/comitatounicefcomo. [md, ecoinformazioni]

L’Unicef per i bambini di Gaza

unicefI bambini di Gaza hanno bisogno di tutto, I bambini di Gaza hanno bisogno di noi! l’appello lanciato dal Comitato comasco dell’Unicef.

 

«Nella striscia di Gaza il bilancio degli scontri è drammatico: dall’inizio delle operazioni militari e dell’invasione di terra, si stima che la popolazione coinvolta nel conflitto sia di oltre 1,5 milioni di persone, di cui quasi la metà sono bambini – afferma un comunicato dell’Unicef comasca –. In questi territori l’allarmante escalation delle violenze ha colpito le famiglie e causato più di mille morti e centinaia di feriti anche tra i bambini, molti di loro hanno subito danni fisici e psicologici a causa delle operazioni militari, degli attacchi aerei e dei bombardamenti. I nostri operatori si trovano nell’area di crisi e ci riferiscono storie drammatiche».

«L’Unicef ha lanciato subito un piano di intervento per portare ai bambini della Striscia di Gaza medicine, kit di pronto soccorso, cibo e acqua e per avviare la ricostruzione di infrastrutture essenziali come scuole e ospedali. Proprio in queste ore i nostri operatori stanno supportando squadre di emergenza per l’assistenza e il sostegno psicosociale e stanno potenziando gli aiuti per interventi strutturali, come la riparazione della rete idrica e fognaria che è stata danneggiata durante i bombardamenti – prosegue la nota –. Per rispondere ai bisogni umanitari della popolazione abbiamo urgente bisogno di fondi ecco perché il Comitato provinciale di Como per l’Unicef lancia un appello: “I bambini di Gaza hanno bisogno di tutto, I bambini di Gaza hanno bisogno di noi!”.

Per versamenti BANCA PROSSIMA – IBAN: IT 60 H 03359 01600 100000101440, con causale “Emergenza Gaza”. [md, ecoinformazioni]

27 maggio/ Obiettivi del millennio: curiamo il nostro futuro

unicef 27-05-14Incontro martedì 27 maggio alle 10 alla Biblioteca comunale di Como, in piazzetta Venosto Lucati 1 organizzato dal Comitato provinciale di Como per l’Unicef.

 

Programma:

Saluti, Enrico Ganzerla, presidente Comitato provinciale di Como per l’Unicef; Saluto delle autorità; 2015: raggiungeremo gli obiettivi di sviluppo del millennio? Francesco Grassotti, volontario Unicef; Nascere e crescere sani, protetti e in buona salute negli anni degli Obiettivi del Millennio, Marco Onofri, direttore generale Azienda ospedaliera S. Anna; La “Pigotta in Divisa”: diario di viaggio Manuela Bovolenta, segretaria Comitato provinciale di Como per l’Unicef; Consegna Pigotte ai comandanti delle forze dell’ordine e ai vigili del fuoco, Enrico Ganzerla; I 40 anni di Unicef Italia, Giuseppe Veca, volontario onorario Unicef. Per informazioni tel. 031.571174, e-mail comitato.como@unicef.it, Internet www.facebook.com/comitatounicefcomo.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: