Bob Dylan a Parolario

Il 20 giugno a Villa Olmo,  conferenza sul cantautore e premio Nobel per la letteratura Bob Dylan. Hanno parlato Alessio Brunialti, Pietro Berra e Alessandro Carrera, poeta, cantautore e insegnante all’Università di Houston in Texas.  Carrera ha tradotto e analizzato alcuni testi di Dylan, raccontando la storia che ha ispirato ognuno di essi. (altro…)

21 giugno – 14 settembre/ Torna 35mm sotto il cielo in piazza Martinelli

Mercoledì 21 giugno torna 35mm sotto il cielo, la rassegna cinematografica estiva organizzata dal circolo Arci Xanadù in piazza Martinelli a Como; l’appuntamento è alle 21.30 di tutti i mercoledì e i giovedì dell’estate comasca fino al 14 settembre.

Il programma:

21–22 giugno
Cafè society di Woody Allen

28-29 giugno
Libere, disobbedienti, innamorate di Maysaloun Hamoud

5-6 luglio
Io, Daniel Blake di Ken Loach

12-13 luglio
Sing street di John Carney

19-20 luglio
In guerra per amore di Pif

26-27 luglio
Arrival di Denis Villeneuve

2-3 agosto
La ragazza del treno di Tate Taylor

9-10 agosto
Smetto quando voglio 2 – Masterclass di Sidney Sibilia

16-17 agosto
Captain fantastic di Matt Ross

23-24 agosto
La la land di Damien Chazelle

30-31 agosto
Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali di Tim Burton

6-7 settembre
Il diritto di contare di Theodore Melfi

13-14 settembre
Lion – La strada verso casa di Garth Davis

Il film inizia alle 21.30, ma la biglietteria sarà aperta già dalle 21.
Ingresso: 7€ intero, 6€ soci Arci, 5€ under 18 e over 65.

 

ecoinformazioni 583

Il 583 del settimanale ecoinformazioni parla di ballottaggio ricordando che il sindaco di Como eletto (con grande probabilità da una minoranza degli elettori e delle elettrici) dovrà abbandonare le molte cattive anime delle rispettive coalizioni per recuperare la vergogna della mancata accoglienza che ha visto il momento più buio nell’estate del 2016 quando Comune e Prefettura si sono dimostrati incapaci di agire per assicurare il rispetto delle leggi sui Diritti umani in città e hanno lasciato sola la Bella Como delle associazioni e dei movimenti (insieme ai partiti della sinistra)  a farsi carico del problema. Il disastro del 2016, con i balbettii delle istituzioni impegnate quasi esclusivamente a dire cosa non poteva essere fatto, non può ripetersi anche quest’estate.  Allora ci vollero settimane per capire che servivano almeno dei bagni, oggi quasi un centinaio di persone  continuano a dormire in strada aiutate solo dalla Como solidale mentre le istituzioni sembrano attendere con serena disinvoltura che arrivi il primo morto e che il razzismo della Lega, delle destre tutte e non solo, manifesti il suo veleno contro la coesione sociale. (altro…)

Europa – il miraggio/Riflessioni tra poesia e politica a margine del festival di poesia di Berlino

Europa. Il miraggio. La “fata morgana”, come si dice in tedesco. Un volto doppio, una promessa e un inganno. Un miracolo e un maleficio. Un titolo così esplicito, per un festival di poesia – anzi, per il festival di poesia più grande d’Europa, capace di registrare sulle 10.000 presenze di pubblico pagante –, è già un programma preciso: far uscire il linguaggio poetico dal confino innocuo, di glossa a margine, in cui viene relegata, e renderla luogo privilegiato di riflessione politica. (altro…)

Sinistra italiana/ Grazie mille/ Nessuna indicazioni di voto per il ballottaggio

Con una nota, Sinistra italiana di Como ringrazia i circa 1000 elettori e elettrici che hanno scelto La prossima Como e sottolinea che ora la sinistra dovrà assumersi «il compito di dimostrare di essere utile e in grado di ridare speranza di cambiamento, in una città bifronte, sempre più ricca, ma con una povertà in aumento». Leggi nel seguito il testo integrale del comunicato. (altro…)

20 giugno/ l’Arci per la Giornata mondiale del rifugiato

Il 20 giugno si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale del rifugiato, l’appuntamento voluto dall’Assemblea generale dell’Onu, il cui obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo. Nello stesso giorno del 1951 l’Assemblea approvò la Convenzione di Ginevra.

Negli ultimi anni il diritto d’asilo è diventato oggetto di campagne diffamatorie e strumentali, col fine di legittimare la non applicazione della legislazione internazionale e di quanto stabilito dalla nostra costituzione. Governi dell’UE (fra questi i cosiddetti Paesi di Visegrad: Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia) hanno affermato  il loro diritto a bloccare i flussi di richiedenti asilo, negando così un principio cardine della Convenzione di Ginevra, cioè il diritto di ogni persona a chiedere Protezione Internazionale.

Allo stesso tempo l’Ue ha firmato un accordo con la Turchia di Erdogan per bloccare il flusso di richiedenti asilo dal medio oriente, proprio mentre i siriani, che rappresentano il principale gruppo di rifugiati al mondo, scappavano dalle bombe della coalizione internazionale e da quelle di daesh.

Una pagina vergognosa della storia nostro continente, che ha deciso di scaricare sui Paesi limitrofi l’onere dell’accoglienza e dell’eventuale respingimento, in cambio di soldi e sostegno politico.

E infatti l’Unione Europea, con l’Italia in prima linea, tenta di utilizzare lo stesso modello usato con la Turchia anche con altri Paesi, dove i diritti umani vengono regolarmente calpestati come in Libia. A un Paese dilaniato da una guerra civile che dura dal 2011 e con una territorio diviso per bande, viene chiesto di impedire le partenze e di bloccare le frontiere sud, mentre sono centinaia le testimonianze dei migranti trattenuti in quel paese sulle violenze e i ricatti che subiscono.

Le risorse per l’accoglienza dei profughi destinate all’Unhcr sono sempre di meno a fronte di quasi 70 milioni di persone nel mondo che fuggono in cerca di protezione: il numero più alto  dall’approvazione della Convenzione di Ginevra.

Il diritto d’asilo è dunque sotto attacco in nome della compatibilità economica e politica, in Europa come nel resto del mondo. In Italia è di recente approvazione il decreto Orlando-Minniti che non solo esclude la possibilità di appello per chi si vede rifiutata la richiesta, ma  addirittura la parte dibattimentale nel primo grado. Si crea quindi un diritto “etnico”, senza le garanzie previste per gli altri cittadini.

Bene ha fatto  l’Unhcr a ribadire che è importante in  questo 20 giugno, più che in passato,  stare dalla parte dei rifugiati #WithRefugees.

Intanto prosegue in tutta Italia, con l’impegno anche dell’Arci, la raccolta di firme per il superamento, fra l’altro, della legge Bossi-Fini promossa dalla Campagna Ero straniero. L’umanità che fa bene.

I diritti umani devono valere per tutti, e la battaglia perché vengano rispettati deve essere condotta con forza dalle associazioni che tutelano i diritti di migranti e rifugiati. [Arci Nazionale]

Beni culturali e sviluppo economico a Parolario

Nel pomeriggio del 16 giugno a Villa Sucota a Cernobbio, sede della Fondazione Ratti, su come i beni culturali italiani e i musei in particolare possano influire sullo sviluppo economico di un territorio. Relatori del dibattito Serena Bertolucci e Mauro Felicori, rispettivamente direttrice del Palazzo Reale di Genova e direttore della Reggia di Caserta, i quali hanno dialogato con Claudia Taibez, responsabile dell’area culturale del Comune di Cernobbio. (altro…)

Parada 2017: il mare attraversa la città

«Tutti al mare!» è il titolo della Parada par tücc 2017 e con zattere, pesci, anemoni, trampoli, capanne, balene, costumi, canti, balli e musiche, il mare ha davvero attraversato la città.

Non è mancato nemmeno un ricordo del mare attraversato dalle migrazioni, grazie a un pezzo di mostra fotografica “allestita” nei giardini di via Tokamachi, davanti alla stazione, simbolo ormai della vicenda dei migranti a Como, da dove è partita la Parada.

Favorito da una giornata tra le più limpide, il corteo – forse un po’ meno numeroso degli anni scorsi – ha comunque coinvolto tutte le persone presenti, tra divertimento e riflessione.

Qui di seguito una rapida sintesi in immagini. Guarda anche la galleria delle foto di Andrea Rosso.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Guarda anche la galleria delle foto di Andrea Rosso.

Gianfranco Garganigo: amico, attivista del sindacato, della politica, del volontariato – Il funerale civile al cimitero di Nesso lunedì alle 10.30

Lo scrivi tu il ricordo di Gianfranco, vero?

Vorrei tanto poter dire di no. Non sono capace di fare queste cose, non so cosa raccontare delle tante cose che abbiamo fatto insieme, e delle tante che avremmo dovuto e potuto e voluto ancora fare.

Non ho nemmeno fatto in tempo a farmi raccontare qualcosa del suo ultimo viaggio negli Stati Uniti (in quegli Stati Uniti in cui anni fa, lui, dirigente comunista, non l’avrebbero nemmeno fatto entrare). Non ho (non abbiamo) nemmeno fatto in tempo a impostare il libro in cui lui avrebbe dovuto raccontare la sua vita, le sue tante storie, i suoi tanti impegni. E allora cosa scrivo, adesso?

Eppure non posso dire di no, non posso e non voglio. Perché Gianfranco è stato, è un amico vero, prima di tutto, per me.

Una persona a cui ho voluto, voglio molto bene, non “nonostante” ma proprio per la grande diversità che correva tra noi.

Chi è dunque, per me, Gianfranco, o “Gianfra” come lo chiamano i vecchi amici e compagni di Nesso, o “Garga” come sbrigativamente ogni tanto lo si sente chiamare a Como?

Gianfranco è il ragazzo che ancora adolescente ha cominciato a lavorare a Como, tutti i giorni, tutte le mattine presto, prestissimo, colmando la distanza da Nesso a Como, toccando con mano che l’oppressione di classe esisteva ed esiste. Che non è un’invenzione dei libri.

Gianfranco è il giovane che prende coscienza, che è in grado di riflettere sull’oppressione di classe dell’adolescente che è stato, che diventa sindacalista, che conosce la grande stagione delle lotte operaie degli anni Sessanta, che ne subisce anche i contraccolpi padronali e polizieschi (e dovrebbe essere lui a raccontarli, ancora una volta, con tutta la sua forza dialettica, le sue enfasi e le sue minimizzazioni, perché nessun altro può farlo al posto suo).

Gianfranco è un “pezzo di popolo” che si fa classe dirigente, che diventa parte del Partito (quel Partito Comunista ormai consegnato alla storia e la cui forza proteiforme è così difficile da raccontare, adesso), e che diventa parte del sindacato (della Camera del Lavoro di cui è, dal 1985 al 1995, segretario, e poi del Sindacato Pensionati).

Gianfranco è l’impegno nel mondo del volontariato, prima attraverso l’Auser provinciale (di cui non manca mai di ricordare l’origine nella proposta di Bruno Trentin e il significato del nome, di quell’acronimo Au+Ser, ovvero Autonomia+Servizi, per lui sempre carico di significato operante), poi anche attraverso la presidenza dell’Avc – Centro Servizi per il Volontariato (un onere, più che un onore, accettato per “spirito di servizio”, perché «come si fa a chiamarsi fuori?»).

Ma Gianfranco resta – sopra di tutto, prima di tutto – Nesso. Forse perché è su questo terreno che abbiamo imparato a conoscerci, a volerci bene, a lavorare insieme; forse perché tutte le volte che ricordava i libri che abbiamo fatto insieme su questo paese, sembrava illuminarsi; forse perché sulla tratta Como-Nesso, in auto, abbiamo veramente parlato di tutto, partendo da punti di vista così diversi, ma alla fine condivisi; forse perché è sullo sfondo del tratto di lago davanti a Nesso che  Luca e io e la troupe l’abbiamo costretto a stare ad arrostire mentre gli facevamo per ore e ore un’intervista (beh, almeno quella gliela abbiamo fatta, e resta a futura memoria); forse perché, davvero, c’è ancora tanto da fare… Ma soprattutto perché – ovviamente – Nesso è l’ombelico del mondo e chi viene da lì non può dimenticarsene.

E allora cosa dici a uno che viene da Nesso e non sai più dove sarà?

In questi casi, si usa dire: “Ciao Gianfranco”.

Come fai dire solo “ciao” a chi dovrebbe dirti ancora così tante cose?

Scusa, Gianfranco, questo non ce lo dovevi fare, e io non so più cosa dire.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

La foto è stata scattata durante la manifestazione del Primo Maggio di cinque anni fa: tra Auser e Cgil disegna un pezzo importante della storia politica di Gianfranco Garganigo.

Il rito civile di Gianfranco Garganigo si terrà lunedì, alle 10.30, al cimitero di Nesso. La camera ardente è, da sabato pomeriggio alle 15.00, in via Borgonuovo 19 nella casa.

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