Mafia export
Le mafie, fenomeno economico globale, possono essere combattute sviluppando un nuovo senso democratico e civile contro la cultura dell’illegalità. Presentato giovedì 25 febbraio in biblioteca il libro Mafia export di Francesco Forgione.
Le mafie, fenomeno economico globale, possono essere combattute sviluppando un nuovo senso democratico e civile contro la cultura dell’illegalità. Presentato giovedì 25 febbraio in biblioteca il libro Mafia export di Francesco Forgione.
Sala Noseda piena il 25 febbraio, per l’incontro sulla «Gestione pubblica dell’acqua in provincia di Como» promosso dal Comitato comasco per l’acqua pubblica. Al centro della discussione le iniziative verso i tre referendum abrogativi delle norme che hanno privatizzato l’acqua, per rendere possibile la gestione pubblica di questo bene comune.
Grande partecipazione da parte dei cittadini *giovedì 25 febbraio all’incontro sull’acqua pubblica che si è svolto presso la Sala Noseda della Camera del Lavoro. La serata è nata per fare il punto della situazione sul quadro normativo sul quale si inserisce il referendum nazionale per l’acqua pubblica e sulla situazione a livello locale. Per quanto riguarda i referendum, sono stati presentati i tre quesiti (non ancora depositati definitivamente) per i quali ad aprile inizierà la raccolta firme. Il primo quesito, il più sostanziale, chiede l’abrogazione totale dell’articolo della legge votata a novembre 2009 che contiene il principio della privatizzazione dell’acqua. Il secondo quesito è contro l’introduzione di altri elementi alla privatizzazione, legati all’affidamento a società di capitali dell’acqua; il terzo quesito referendario infine concerne la rilevanza economica a chi gestisce l’acqua.
Il dibattito di ieri sera, al quale hanno preso parte anche alcuni amministratori locali, si è focalizzato molto su quest’aspetto, come spiega Roberto Fumagalli, presidente del Circolo ambiente “Ilaria Alpi”, ovvero sul «principio secondo il quale la tariffa deve coprire tutti i costi». Secondo i movimenti e le associazioni impegnate contro la privatizzazione dell’oro blu, questo principio va assolutamente contrastato: «spetta alla fiscalità generale risanare le opere e la rete idriche, i fondi non vanno coperti attraverso la tariffa». Come dire, basterebbe una “grande opera” inutile in meno, per riqualificare il sistema idrico nazionale.
A livello locale, nel frattempo, le acque sono ferme, è il caso di dirlo. La situazione di stallo attuale riguarda il percorso avviato a livello di ATO in merito alla suddivisione del servizio in due parti – gestione ed erogazione – da affidare a due società diverse, con l’obbligo di mettere a gara – e quindi di privatizzare – il servizio di erogazione: le associazioni comasche avevano paventato ai Comuni il rischio di incostituzionalità, così è stato e dunque tutto è stato azzerato. «I sindaci hanno sentito solo le sirene della Regione a favore della privatizzazione dell’acqua e hanno ignorato le mille voci della società civile che chiedevano che l’acqua restasse pubblica: abbiamo avuto ragione noi» commenta Fumagalli.
Si muove invece qualcosa sul fronte della mobilitazione verso il referendum, anche a Como. Ieri sera alcuni cittadini presenti all’incontro si sono presi l’incarico di seguire la raccolta firme sul territorio, organizzando iniziative, banchetti ma anche eventi e serate ad hoc. La campagna inizierà dopo le elezioni regionali e in particolare dal 10 aprile; in concomitanza di quella data si terrà a Como un’altra iniziativa pubblica per lanciare la raccolta firme verso il referendum per l’acqua pubblica. [Barbara Battaglia, ecoinformazioni]
Bocciata la mozione pro Haiti. I dipendenti della Cà d’industria vanno in Consiglio comunale.
Donato Supino, Prc, ha attaccato nuovamente, chiedendone le dimissioni, l’assessore al verde Peverelli per la gara d’appalto per la raccolta sui rifiuti da rifare dopo che l’unico partecipante, Econord, non ha raggiunto i requisiti minimi. Per il consigliere comunista il problema fondamentale è stato mettere la disponibilità della piattaforma ecologica già all’interno del bando: «qualcuno ha parlato di poter dare al vincitore della gara via Somigliana, ma è un deposito non una piattaforma ecologica».
Roberta Marzorati, Per Como, ha rilevato una situazione di possibile pericolo per la salute dei residenti nei pressi di un palazzo tra viale Masia e via Recchi da cui stanno per essere asportati pannelli di eternit.
Marcello Iantorno, Pd, ha segnalato alcune zone, come in via Dante, dove non funzionano gli impianti di illuminazione.
L’inizio della seduta è stata movimentato dalla presenza di una trentina di dipendenti della Cà d’industria con uno striscione, prontamente riavvolto dopo l’indicazione del presidente del Consiglio Pastore, con scritto «Giù le mani dalla Cà d’industria».
Nessun consigliere ha riportato nella preliminari la presenza dei lavoratori, che si sono spostati in Sala stemmi, assieme ad alcuni esponenti delle minoranze e il rappresentate per le opposizioni nel Consiglio di amministrazione dell’ente assistenziale comasco Romolo Vivarelli, che era stato interpellato dai consiglieri per alcuni chiarimenti.
Una riunione parallela a quella consiliare molto accesa che ha visto in alcuni momenti in difficoltà l’esponente del Cda aziendale quando ha riferito come altre realtà abbiano esternalizzato il servizio mensa «in realtà come l’Ospedale S. Anna è stato già fatto» ha dichiarato, «e come si fa senza cucina nel caso in cui un anziano soffra di dissenteria e abbia bisogno di un piatto di riso in bianco mettiamo alle quattro del pomeriggio?» è stata la risposta di uno dei lavoratori che temono per il proprio posto di lavoro (potrebbero essere 32 gli esuberi).
Il Consiglio comunale ha invece affrontato la mozione, presentata da Iantorno, che prevedeva di impegnare nel futuro Bilancio di previsione 2010 «un importo fino all’0,80 per cento della somma dei primi tre titoli delle entrate correnti per sostenere i programmi di cooperazione e gli interventi di solidarietà internazionale in favore della popolazione haitiana».
La maggioranza su pressione di alcuni suoi componenti in primis Massimo Serrentino, Pdl, si è ritirata per discutere il da farsi.
Rientrato in aula ha preso la parola Luigi Bottone, Liberi per Como, per dissentire dalla decisione presa, il voto contrario, «restituirò il gettone di presenza e me ne vado» ha dichiarato lasciando l’aula.
Marco Butti, Pdl, ha giustificato il voto contrario citando un documento «condiviso all’unanimità» dalla Commissione terza sulla solidarietà internazionale e gli interventi della protezione civile comasca, lasciando aperta una possibilità «un domani quando stileremo il Bilancio di previsione potremo sicuramente dare continuità a questa linea» oltre alla formazione di un tavolo di confronto.
«Io faccio parte di quella Commissione – ha recisamente comunicato Franco Fragolino, Pd – ma non ho messo la firma su nessun documento! Non è mai stato definito nessun documento…».
Iantorno ha presentato quindi un paio di emendamenti, bocciati entrambi.
Arrivati al voto finale, senza dichiarazioni, la mozione per Haiti, sostenuta dalle minoranze, è stata bocciata dalla maggioranza, salvo un paio di astensioni. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
Presentati nella Sala stemmi del Comune di Como i quattro comaschi nella lista della Federazione per la Sinistra. Il candidato presidente Vittorio Agnoletto si è dichiarato ottimista: «Supereremo il 3 per cento!».
I quattro rappresentanti comaschi della lista che sostiene Vittorio Agnoletto alle prossime elezioni regionali saranno lo studente universitario Edoardo Spolidoro, che si è espresso contro la cementificazione del lago e i tagli alla scuola pubblica, Marco Tenconi, segretario provinciale Pdci comasco, «è stato chiuso il Gandhi a Milano e aperte tre nuove scuole private di Cl a Crema, questo è il piano per la scuola formigoniano», Eugenio Morandi, consigliere comunale a Cermenate, che ha ricordato la tragica situazione dei precari, e Lina Annoni, segretaria provinciale di Rifondazione comunista, che ha posto in primo piano il problema della sanità. «L’obiettivo non è più la salute dei cittadini ma l’incasso – ha spiegato a proposito delle tariffe e i rimborsi per le prestazioni – molte persone non proseguono le indagini diagnostiche perché non hanno soldi per pagare i ticket» ha denunciato. Il consigliere comunale comasco Donato Supino ha invece messo in risalto il diverso approccio rispetto al Partito democratico in ambito locale mettendo dei distinguo sia sull’affaire muro «il Pd fa la campagna elettorale sull’abbattimento del muro, per me solo grazie al concorso dei cittadini e alle loro manifestazioni si è riusciti ad ottenere questo risultato, con la sola opposizione in Consiglio comunale non ce la si sarebbe fatta». Altro punto di rottura l’esternalizzazione della mensa della Cà d’industria «il rappresentante del Pd nel cda è a favore noi non siamo d’accordo sul risparmio a discapito della qualità e della tutela dei cittadini». «Il nostro avversario è Formigoni – ha chiarito Vittorio Agnoletto che ha però aggiunto –, in cosa si differenzi da lui Penati non siamo riusciti a capirlo. Il nostro obiettivo è che in Lombardia continui ad esserci una forza di sinistra». Il candidato presidente ha presentato il proprio listino formato da esponenti del mondo culturale lombardo spaziando da Dario Fo a Moni Ovadia, sino a Paolo Rossi e Margherita Hack, oltre a rappresentanti delle lotte operaie e dei movimenti sociali (le loro videointerviste sono sul sito http://www.youtube.com/vittorioagnoletto). Candidature per la nascita di un unico contenitore di tutto quanto si muova a sinistra del Pd. Quattro i punti principali del programma. La difesa della sanità pubblica, della suola pubblica, «il 95 per cento delle risorse investite dalla regione vanno agli studenti delle scuole private con redditi fino a 200 mila euro, si tratta di selezione di classe», una maggiore difesa del lavoro. «Dall’inizio della crisi ci sono stati quasi 200mila posti di lavoro in meno nella nostra Regione – ha affermato Agnoletto – chiediamo garanzie per tutti, anche per i lavoratori a tempo determinato e a progetto, con un salario di cittadinanza che permetta di poter sostenersi durante il passaggio da un lavoro ad un altro». Anche la difesa dei luoghi di lavoro è importante per il candidato presidente della federazione della sinistra oltre che la salvaguardia dell’ambiente. «L’Expo si ridurrà ad una serie di grandi opere su gomma – sottolineato il candidato presidente della Federazione della Sinistra – noi vogliamo trasporti pubblici più efficienti, lo sviluppo delle linee ferroviarie. Qui al contrario mettono l’alta velocità e i treni per Malpensa ma tagliano quelli per i pendolari!». L’impegno è anche per la difesa dei beni comuni come l’acqua e contro il nucleare «non solo in Lombardia ma in tutta Italia». Recuperare quindi la disillusione a sinistra e quelli che non vanno più a votare è la meta prefissata «supereremo lo sbarramento del 3 per cento, la soglia minima, e potremmo avere 2-3 consiglieri in Regione». «Un presidio necessario – dopo gli scandali e gli arresti in Regione – in un momento in cui non ci sono solo delle mele marce, ma un sistema marcio servono delle sentinelle che possano dare l’allarme, una cosa che non succederebbe in un sistema consociativo alla Penati». [Michele Donegana, ecoinformazioni]
Appello alla mobilitazione per la salvezza della cascata della Vallategna che è diventata oggetto di una interrogazione parlamentare.
Il progetto di realizzazione di un supermercato ai piedi della cascata della Vallategna a Asso vede nuovi sviluppi con la diffida ai consiglieri comunali del Comune di Asso dal votare a favore fatta dal Circolo ambiente “Ilaria Alpi” per «possibili violazioni di leggi e norme: violazione della Legge Regionale sull’urbanistica (n. 12/2005); violazione degli strumenti urbanistici vigenti, sia comunali (Prg) che sovracomunali (Ptcp); violazione delle normative per la tutela idrogeologica, per la vicinanza ai corsi d’acqua e alla parete rocciosa».
Per gli ambientalisti brianzoli: «Il Comune di Asso deve rinunciare al progetto del supermercato. La costruzione a ridosso della cascata rappresenterebbe un danno ambientale e paesaggistico irreversibile. Al contrario la zona della cascata va tutelata dal punto di vista paesaggistico-ambientale».
La tutela della Vallategna è approdata anche in Parlamento con una interrogazione dei deputati del Partito democratico Chiara Braga e Ermete Realacci. «La cascata della Vallategna – ha affermato il ministro ombra per l’ambiente del Pd – fa parte del patrimonio paesaggistico e culturale della Brianza e dell’intero Paese, al punto da essere citata anche da Stendhal, nel diario del suo viaggio in Italia e per questo chiediamo al Governo quali azioni intende intraprendere salvare la cascata che verrebbe deturpata irrimediabilmente dalla realizzazione del supermercato in un’area paesaggisticamente così preziosa e per scongiurare il pericolo di dissesto e frane di un’area già precaria geologicamente come il territorio del Comune di Asso».
Se dovesse essere approvato il contestato Piano attuativo si «rischierebbe di deturpare per sempre la cascata della Vallategna, la cui bellezza è stata abilmente descritta da letterati come Cesare Cantù e Stendhal – ha dichiarato la deputata comasca – Oltre a compromettere per sempre il patrimonio paesaggistico e culturale della Brianza e dell’intero Paese, si verrebbe a generare una situazione di rischio per le caratteristiche geologiche dell’area».
Il Circolo “laria Alpi” chiama nel frattempo alla mobilitazione i cittadini di Asso e della Vallasina con un presidio al Consiglio comunale di Asso di venerdì 26 febbraio dove verrà deciso del futuro dell’area.
Un grande presidio antirazzista dalle 17.30 alle 20 in largo XX settembre a Cantù e successivamente un consiglio comunale informale che permetta finalmente di dare voce agli immigrati. Il Comitato Primomarzo 2010 presenta le iniziative per la giornata nazionale di mobilitazione per i diritti di tutti.
Dopo l’assemblea del 7 febbraio alla Camera del lavoro di Como che ha visto nascere il Comitato Primomarzo2010 Como si è infittito il calendario delle iniziative promosse dalla nuova organizzazione a cui hanno aderito un vastissimo e variopinto cartello di movimenti, associazioni, sindacati forze politiche (A3F di Erba, Acli di Como, ACSI di Erba, Arci di Cantù, Arci di Como, Associazione La Soglia di Cantù, Associazione Il Viaggio di Menaggio, Associazione L’Isola che c’è, Associazione Ngola Mbandi di Como, Associazione per la Sinistra di Como, Associazione Teranga di Cantù, Associa.zione Trapeiros di Emmaus, Cgil Como, Cisl Como, Chiesa valdese di Como, Coordinamento comasco per la Pace, Emergency Como, Fai Cisl – Femca Cisl – Filca Cisl – Fim Cisl Como, Fiom Cgil Como, Forum immigrati del Pd, Giovani democratici Como, Lavori in corso Cantù, Aspem, Paco, Pd Como, Prc Erba, Sinistra Ecologia e Libertà Como, Spazio Donne Laboratorio Interculturale Cantù, Verdi Como).
«Limitare i diritti di cittadinanza a chi risiede, lavora, crea una famiglia in Italia e a Como, perché immigrato – afferma in una nota alla stampa il Comitato –, vuol dire non saper far conto su cosa significa e quanto sia necessaria e fondamentale questa presenza, in quanto parte importante per il presente e per il futuro dell’economia e della crescita della nostra società».
L’obiettivo è un grande presidio antirazzista, il primo marzo, dalle 17.30 alle 20 in largo XX settembre a Cantù e un successivo «Consiglio comunale informale che si terrà presso la sala consigliare del Comune di Cantù al fine di dare voce e ascolto a coloro che sono i veri ed unici protagonisti della iniziativa: i migranti e le loro associazioni». Bisogna che anche le persone meno capaci di cogliere le trasformazioni della società si preparino: non è più possibile negare diritti fondamentali ed è invece bene comprendere che non è affatto escluso – come ipotizza Alberto Zappa, uno dei promotori dell’iniziativa, che «il prossimo sindaco di Cantù sia nero».
Al di là di ogni strumentalizzazione politica tutti porteranno con un fiocco, o qualunque cosa, giallo: «Perché rappresenta il colore del cambiamento e per la sua neutralità politica: il giallo non rimanda infatti ad alcuno schieramento in particolare». Per simboleggiare il proprio sostegno all’iniziativa l’invito è anche a esporre «stoffe o drappi dai balconi e dalle finestre delle abitazioni o dei luoghi di lavoro».
Per informazioni tel. 348.9997263, e-mail primomarzo2010como@gmail.com, Internet www.primomarzo2010.it (oltre che su facebook).
L’appello lanciato dai fondatori del gruppo di Facebook “Salviamo la cascata Vallategna di Asso”.
Nasce alla Menaresta, sulle nostre montagne, è l’arteria vitale della Vallassina, ha conosciuto momenti di condivisione laboriosa con la nostra gente alimentando opifici con la sua forza, ne ha subito ingiurie infinite, passando per il “fiume più inquinato d’Europa”. Si stava riprendendo. Ancora veleni, petrolio, questa volta. A tutti: domenica 28 febbraio, sulle sue rive, insieme nelle forme che vorrete, con i vostri cari. Tieni duro, Lambro, noi siamo con te.
Gestione pubblica dell’acqua in provincia di Como, giovedì 25 febbraio alle 20.45 alla Sala Noseda della Camera del lavoro in via Italia Libera 23 a Como. Il testo del comunicato del Comitato comasco per l’acqua pubblica che invita all’incontro.
«Incontro pubblico sugli scenari di gestione del servizio idrico integrato nell’ATO di Como, alla luce dell’evoluzione legislativa nazionale (art. 23 bis legge 133/2008, come modificato dall’art. 15 della legge 166/2009) e regionale (legge 26/2003 e sentenza Corte Costituzionale n. 307/2009).
L’incontro servirà a fare il punto della situazione in merito alla legislazione esistente e alla possibilità che in provincia di Como la proprietà, la gestione e l’erogazione dell’acqua vengano mantenute in mani totalmente pubbliche.
Durante l’incontro si procederà ad avviare il percorso di costituzione del Comitato Provinciale di Como a sostegno del Referendum nazionale per l’abrogazione delle leggi che obbligano alla privatizzazione dei servizi idrici.
Sono invitati: la cittadinanza tutta, i sindaci e i consiglieri dei Comuni della provincia di Como e i comitati locali. Per informazioni e-mail info@circoloambiente.org o attacchighi@tiscali.it».
Tante splendide voci e festosa partecipazione del pubblico il 23 febbraio allo Spazio Gloria per CORIandoli per ecoinformazioni.
Il coro Le belle di note diretto da Mariateresa Lietti, Macramè diretto da Marco Belcastro e Schiacciavoci diretto da Vittorio Liberti hanno regalato a ecoinformazioni e al pubblico una serata di spensierato impegno civile. Un concerto che si è concluso dopo più di due ore di spettacolo con una straordinaria esibizione di tutti e tre i cori inseme che ha suscitato non solo gli applausi dei presenti, ma la loro partecipazione intensa e felice. Per ecoinformazioni una serata davvero spledida che ha permesso alla redazione di constatare con soddisfazione quanto ampia sia la condivisione del progetto di libera informazione a Como.
Si terrà lunedì 1 e martedì 2 marzo, a Cernobbio, il VII Congresso provinciale della Cgil di Como. Al centro della due giorni le possibili soluzioni per uscire dalla crisi. Si chiudono venerdì 26 febbraio i congressi di categoria: successo della mozione Epifani, solo la Fiom si schiera con la mozione «La Cgil che vogliamo».
210 delegati sindacali parteciperanno l’1 e il 2 marzo al VII Congresso provinciale della Cgil di Como, in occasione del XVI Congresso nazionale della Cgil. Al centro della due giorni, che si terrà a Cernobbio, allo Shed di via Manzoni (lo spazio che ha ospitato Sbilanciamoci, ndr), ci saranno i temi della crisi. «Sarà un momento di riflessione importante sulla situazione del nostro territorio – dichiara Alessandro Tarpini, segretario generale della Camera del Lavoro comasca, che interverrà con una sua relazione lunedì 1 alle 9.30 – e sulle possibili uscite da tale crisi, oltre a un’occasione di confronto sulla politica, nazionale e locale». Al congresso prenderanno parte rappresentanti sindacali provenienti principalmente dai luoghi di lavoro, in proporzione rispetto alle categorie sindacali: ci saranno 35 rappresentanti del settore edile-legno, 16 della Fiom, 19 per la Filtea, 17 per la Funzione pubblica, 59 per i pensionati dello Spi e così via. Il programma del primo marzo prevede l’accoglienza dei delegati alle 8.30, alle 9 l’apertura del congresso e successivi elezione e insediamento delle commissioni, la relazione del segretario, gli interventi e il dibattito che riprende dopo la pausa alle 14.30 e termina alle 17.30. Martedì si ricomincia alle 8.30, alle 12 vi sarà l’intervento conclusivo di Fulvia Colombini della Segreteria regionale Cgil Lombardia, mentre nel pomeriggio saranno votati i documenti e discusse le relazioni delle Commissioni. Nel frattempo si sono svolti i congressi di categoria: venerdì l’ultima assemblea sarà quella dei pensionati.
Come sono andati i congressi delle varie categorie? «La mozione Epifani ha totalizzato l’83,3 per cento dei voti, mentre la mozione «La Cgil che vogliamo» il 16,7 per cento – spiega Tarpini – . Sono stati coinvolti circa 25mila lavoratrici e lavoratori e hanno votato poco meno di 10mila iscritti. Nonostante le difficoltà, considerato ad esempio che molte aziende sono in cassa integrazione, abbiamo dunque ottenuto un risultato positivo in termini di partecipazione e una grande espressione di democrazia». La mozione Epifani ha ottenuto dunque la larga maggioranza in tutte le categorie eccetto la Fiom, l’unica in cui ha vinto la mozione di minoranza. Giuseppe Donghi è stato eletto nuovo segretario provinciale dei metalmeccanici, succede a Marco Fontana.