No ai rifiuti bruciati nella Cementeria di Merone!
Il Circolo ambiente Ilaria Alpi afferma la propria contrarietà al protocollo d’intesa siglato tra le istituzioni e la Holcim.
Siglato un protocollo d’intesa per l’utilizzo dei rifiuti nei forni del cementificio meronese tra i Comuni di Merone e Monguzzo, le Province di Como e Lecco e la multinazionale svizzera che definisce il monitoraggio continuo delle emissioni dai forni, analisi quadrimestrali per alcune sostanze inquinanti e la creazione di una commissione tecnica, formata dai rappresentanti delle quattro istituzioni pubbliche e dalla Holcim stessa, non si fa attendere la risposta dell’ambientalismo comasco.
«Il Protocollo non aggiunge niente di nuovo a quanto già esiste» afferma Roberto Fumagalli, presidente Circolo ambiente «Infatti il monitoraggio continuo è imposto dalla legge e a Merone esiste già da anni. Le analisi quadrimestrali saranno eseguite da un laboratorio privato pagato dalla Holcim stessa! Anche la commissione tecnica esisteva già da anni (senza la Provincia di Lecco) e finora non ha prodotto alcun risultato».
Categorico il noto ecologista comasco ha aggiunto «per noi questo accordo è scandaloso: il protocollo non servirà a nulla, se non ad avallare l’incenerimento dei rifiuti» e ricordato che «la Regione ha autorizzato la cementeria di Merone a bruciare più di 100.000 tonnellate all’anno di “rifiuti” di diversa origine tra cui peci e oli provenienti dall’industria chimica, farine e grassi animali, fanghi da depurazione ed altri ancora. Con la stessa autorizzazione, la Regione ha concesso alla Holcim deroghe per alcuni inquinanti contenuti nei fumi emessi dal cementificio, che hanno permesso alla multinazionale di emettere in atmosfera alcuni inquinanti oltre i limiti prescritti dalla normativa europea, tra cui ossidi di Zolfo (quattro volte oltre il limite), ossidi di Azoto (50 per cento oltre il limite), Carbonio organico (cinque volte oltre il limite!)».
In conclusione Fumagalli ha dichiarato che «le istituzioni, anziché sottoscrivere questo inutile Protocollo, devono impedire l’incenerimento dei rifiuti. La Holcim non può continuare a bruciare i rifiuti in un territorio già pesantemente inquinato!».




Anche a Como è partita la campagna nazionale di mobilitazione del Partito democratico, che si svolge nelle giornate del 26, 27 e 29 settembre, sui temi della scuola. «Un’azione forte e di contrasto delle misure intraprese dal decreto Gelmini – ha dichiarato la deputata Chiara Braga – che è un vero e proprio attacco alla scuola pubblica ed in particolare alla scuola elementare».
Una quarantina di persone interessate ai temi della sanità si è ritrovata mercoledì 24 settembre alla Cooperativa di via Lissi a Como per un dibattito sulla questione ancora aperta dell’ospedale Sant’Anna. Antonio Muscolino ha svolto una breve cronistoria dell’ospedale. Il primo progetto di costruzione del nuovo ospedale nasce nel 1999 a firma dell’ex direttore generale Navone. La particolarità di questo progetto è la costruzione attraverso contributi di privati con il cosiddetto project financing.
Martedì 23 settembre il Consiglio di amministrazione del Coordinamento comasco per la Pace ha definitivamente scelto il nuovo direttore Mauro Oricchio. «Sono contento e mi ha fatto piacere la nomina anche per il riconoscimento dell’impegno e del lavoro svolto a partire dal 2000 quando svolgevo il servizio civile – ha dichiarato il neo – nominato – Ringrazio l’apporto dato da Claudio Bizzozero come direttore, anche per le opportunità di crescita che ci ha offerto». Il nuovo direttore ha poi precisato gli intenti per il futuro: «L’obiettivo attuale è quello di riorganizzare, affinare e sviluppare al meglio i rapporti fra le associazioni e i Comuni aderenti, tentando di creare maggiori occasioni di collaborazione. Puntiamo alla partecipazione e alla coprogettazione e speriamo di far crescere l’attività del Coordinamento con la sua équipe allargando ulteriormente il numero dei volontari». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

