L’apologia del fascismo è reato
Enzo D’Antuono, presidente dell’Arci di Como, prende posizione sui disordini determinati a Bergamo dalla volontà di aprire una sede di Forza Nuova.
Il presidente dell’Arci in una nota diffusa oggi denuncia l’azione delle destre neofasciste che creano le condizioni perché avvengano scontri e atti di violenza: «Siamo in una Repubblica nata dalla Resistenza, dove l’apologia di fascismo è ancora reato, eppure si permette tranquillamente a formazioni dichiaratamente fasciste di operare, aprire sedi, randellare ogni volta che sia possibile».
Riferendosi ai fatti di Bergamo D’Antuono afferma che «le cariche della polizia sono avvenute in assenza di atti che le legittimassero mentre non si capisce come mai qualche centinaio di fascisti possa esibirsi con caschi, spranghe, saluti romani e inni al duce senza che nessuno delle forze dell’ordine intervenga». E aggiunge: «Segnalo che la via Quarenghi ospita la sede provinciale dell’Arci della Uisp e altre associazioni e soprattutto è una via a forte insediamento di immigrati; credo sia doppiamente folle avere permesso l’apertura di una sede di forza nuova proprio in quella zona, chi ha autorizzato questo o è un irresponsabile oppure spera che così una via centrale della città possa essere liberata dal “fastidio” degli immigrati».
Critiche anche per la stampa: «Esiste un gioco per cui la stampa si concentra tutta sugli episodi eclatanti perché fanno audience, per cui una bandiera israeliana bruciata oscura decine di migliaia di persone che manifestano per la Palestina, o una scritta insultante sui muri o una vetrina spaccata oscurano la marcia pacifica di tante persone. Questo è un gioco che andrebbe cessato se si vuole informare».


L’editoriale del numero 391 del mensile ecoinformazioni in distribuzione nelle librerie, nelle botteghe equo-solidali e nelle sedi delle principali organizzazioni del terzo settore.
Sabato 28 febbraio alla Circoscrizione 6 è stata presentata alla stampa l’Associazione per la sinistra di Como, una nuova realtà che si propone di creare unità a sinistra.
Le grandi mostre s’hanno da fare. Dopo otto sedute, di cui una andata deserta, alle 4.30 del mattino di martedì 17 febbraio è stata approvata grazie ai voti della maggioranza del Pd e dei Socialisti la delibera sulle grandi mostre. La città può finalmente vivere serena, riprendere a respirare superare il groppo alla gola che le impediva di deglutire pensando che la Delibera non passasse. Si consuma l’ultimo atto di una farsa vissuta con uguale capacità teatrale da maggioranza e opposizioni.
