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20 ottobre/ Roba da non credere! Dialogo fra uno scettico e una giornalista su come sopravvivere alle fake news

 

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Sabato 20 ottobre, dalle 17 alle 20 presso la sala dell’Associazione Alfonso Lissi, via Ennodio 10 a Como (zona Rebbio), si terrà l’incontro Roba da non credere! – Dialogo fra uno scettico e una giornalista su come sopravvivere alle fake news. Parteciperanno la giornalista e scrittrice Martina Fragale e lo scettico Giorgio Testanera. A seguire, ci sarà un piccolo aperitivo.

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15-17 giugno/ Albese con Cassano/ Lambrock Festival

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Da venerdì 15 a domenica 17 giugno, all’area feste di Albese con Cassano, torna  il Lambrock festival per la sua settima edizione, organizzato per gli amanti delle belle cose dall’associazione culturale Mondo Delle Uova nel terzo weekend di giugno. Ingresso gratuito. Di seguito la line-up degli artisti che si esibiranno nel corso dell’iniziativa.

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Venerdì 15 giugno
Twerkit
HornytooRinchos
Five Quarters:

Sabato 16 giugno
lactis fever
Gecofish
Circus Collision
LaScimmia

Domenica 17 giugno
Manetti!
Les Enfants
Amandla
Janaki’s Palace

Non solo musica al Lambrock Festival: anche quest’anno ci sarà la possibilità di partecipare ai workshop di alcune associazioni e realtà territoriali.

In particolare, ìsaranno presenti: Diario di viaggio – DIY al Lambrock!A queer Culture – illustrated guide al Lambrock!, Aperisegno al Lambrock, Nono – Alla scoperta dei sintetizzatori al Lambrock Festival,  Aspem al Lambrock con giochi e laboratori per bambini!,  Vimen – L’arte di intrecciare at Lambrock Festival!
Con loro, ci saranno diverse associazioni che presenteranno i loro progetti:: Gruppo giovani Avis ErbaAssociazione Gruppo AppartamentoAbilìtiamoEmergencyBergamo Pride.

Lambrock aderisce alla Rete Festival Como, promossa da Party Con Noi nell’ambito del progetto “Notti sicure”. Allo stand di riduzione dei rischi sarà possibile trovare: informazioni su alcool e sostanze, preservativi e prova etilometro gratuita.

L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Albese con Cassano.

Seguici su instagram: @lambrockfest
Consulta la mappa per la collocazione del Lambrock Festival
 Visita il sito internet dell’iniziativa
Visita il sito internet de Il mondo delle uova
Vai alla pagina Facebook del Lambrock Festival
[AF, ecoinformazioni]

24 maggio/ “Non abboccare. Come e perché nascono le fake news”

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In occasione della LII giornata mondiale delle comunicazioni sociali,le Diocesi di Como e Milano con l’organizzazione di Aiart Como propongono al pubblico, giovedì 24 maggio (dalle 21 alle 23) al cinema Astra (viale Giulio Cesare 3 a Como) una serata dal titolo “Non abboccare. Come e perché nascono le fake news”, inserita nell’ambito del progetto “Astra Hub – cinema e cultura in rete”.

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Fake news: come difenderci dalle sirene dell’era digitale?

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Un pubblico di circa trenta persone ha partecipato all’incontro che si è tenuto del pomeriggio di venerdì 6 aprile nella Grand’aula del Liceo classico-scientifico Alessandro Volta di Como. Introdotta dai saluti di Domitilla Leali, docente di lettere del liceo ospitante che ha curato l’organizzazione dell’incontro, e di Angelo Valtorta, dirigente dell’istituto, la discussione ha preso spunto da Fake Revolution (ed, Youcanprint, 2018), libro del giovanissimo autore ed ex “voltiano” Eros Robba che analizza il fenomeno, dilagante e preoccupante, delle fake news, notizie false, parziali e spesso inconsistenti che imperversano sul web distorcendo la percezione della realtà. Robba ha preso spunto per il suo lavoro (originato dalla sua tesi di laurea in Comunicazioni sociali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) dalla provocazione di un altro autore comasco, Alessandro Nardone alias “Alex Anderson”, la mente dietro il fasullo candidato repubblicano delle elezioni statunitensi del 2016 nonché autore della prefazione al libro di Robba e co-relatore dell’incontro, a cui sono intervenuti anche i giornalisti Guido Lombardi (in veste di moderatore) e Carlo Cattaneo, Marco Cremonesi, commentatore politico del Corriere della Sera, e Luca Gino Castellin, professore di Storia delle dottrine politiche all’Università cattolica di Milano, già relatore della tesi di Robba. (altro…)

6 aprile/ Al Volta si parla di fake news

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Dalle 17,30 di venerdì 6 aprile, La Grand’aula del Liceo classico-scientifico statale “Alessandro Volta” ospiterà una tavola rotonda sul tema delle fake news e sull’esperienza da finto candidato alla Casa Bianca del comasco Alessandro Nardone, dalla quale è nato il libro Fake Revolution (ed. Youcanprint, 2018) scritto da Eros Robba, ex studente del liceo. 

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Seicento…e una volta grazie

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Sei blog (e relativi autori/ autrici) che vanno ad estendere ancora di più l’attività di ecoinformazioni nel promuovere l’informazione con le spine. Tante persone intervenute a dimostrarci il loro interesse e la loro simpatia, all’incontro da noi organizzato nel pomeriggio di giovedì 30 novembre al Centro civico in via Collegio dei dottori 9. Tanti nuovi soci e tante nuove socie di un circolo Arci che, per quanto piccolo, per vent’anni ha “alzato il volume senza alzare la voce”; che sta conoscendo in questi giorni una inauspicata (e, date le circostanze, inauspicabile) impennata di popolarità, ma che, in buona e in cattiva sorte, mantiene la qualità e la trasparenza come primi principi d’azione.
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VIII Festival della fotografia etica a Lodi. Impressioni quasi-istantanee

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Si è aperto sabato 7 e si concluderà domenica 29 ottobre il Festival della fotografia etica di Lodi, giunto quest’anno alla sua VIII edizione. Qui un accorato invito a posteriori a visitare l’evento:

Operatori e analisti del mondo dei media concordano nel riconoscere all’immagine il primato dell’impatto comunicativo in questa fase storica segnata, per non dire “governata”, dalla tecnologia del tempo reale. Tra campagne politiche condotte a raffiche incrociate di tweet, videostorie effimere sui social media e intere relazioni  – professionali o affettive – condotte sulle piattaforme di messaggistica istantanea, i contenuti si avvicendano rapidamente e senza soluzione di continuità. Per mantenere alta l’attenzione, diventa imperativo condensare “tutto e subito”, cercando – ottimisticamente – di trovare un punto di equilibrio tra la qualità e la quantità, tra la frequenza e la persistenza dell’informazione. Evitando, nel frattempo, spiacevoli fraintendimenti.

E l’immagine come medium comunicativo è, quasi per definizione, più accessibile del linguaggio verbale, parlato e soprattutto scritto.  I sensi, generalmente, processano uno stimolo esterno più velocemente dell’intelletto. Perciò, un’economia della comunicazione centrata sull’immagine rischia (intende?) cominciare ed esaurirsi in essa, assorbendo tutta l’attenzione, riducendo al minimo – intenzionalmente o meno –  la rielaborazione razionale, la ricerca di implicazioni che l’immagine suggerisce, senza mostrare apertamente, o viceversa veicolando significati estranei alla realtà.

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Un’iniziativa come il Festival della fotografia etica parte da tali presupposti per restituire coerenza nella relazione tra ciò che si vede e ciò che realmente è, attirando l’attenzione dell’occhio con fotografie tanto schiette ed eloquenti quanto esteticamente raffinate, consolidando la consapevolezza con la parola scritta, e avviando un percorso di riflessione, e magari di impegno personale, anche a osservazione avvenuta.
Questo il fil rouge che mette in relazione tra loro autori le cui estrazioni e sensibilità etica e artistica sarebbero altrimenti assai differenti le une dalle altre; autori tra cui vanno inclusi non soltanto i fotografi in quanto tali, ma anche chi si è occupato della documentazione didascalica dei lavori presentati nelle sedi del festival (le didascalie sono parte integrante e per nulla subordinata della rassegna) e di chi è stato capace di creare un percorso coerente nella sua ampiezza geografica, cronologica e tematica, che parte da un reportage sui “voli della morte” di cui furono vittima migliaia di desaparecidos argentini negli anni di dittatura militare per arrivare fino ai drammi contemporanei dell’individuo, del gruppo e della società, con qualche più raro e prezioso momento di felicità. Si tratti di appassionata denuncia o intima condivisione, l’obiettivo fotografico e la descrizione didascalica riescono, quasi senza eccezione, a creare un legame di empatia tra osservatore e soggetto, attraverso l’invisibile ma presente medium del fotografo.

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Impossibile riassumere in un elenco i reportages , i concorsi tematici e gli scatti (con didascalia) “più impressionanti”  (qui il programma completo di quest’anno), per evidenti questioni di quantità, equità e soggettività nel giudizio. Inammissibile la possibilità di osservare  – e ascoltare, poiché anche di incontri e di dibattiti si compone l’iniziativa – i contributi senza uscirne emotivamente e razionalmente scossi, senza il bisogno di denunciare e di correggere per quanto possibile i torti subìti dalla giustizia e perfino dalla logica ovunque nel mondo. Imperdibile l’evento, che val bene una giornata a Lodi, bella cittadina a meno di due ore da Como. Anche nella nostra città, peraltro, il concetto di “fotografia etica” ha trovato, soprattutto in tempi recenti, ampie e ammirevoli possibilità di espressione, a ulteriore incoraggiamento per una visita a questo meritevole “fuori porta”.
[Alida Franchi, ecoinformazioni – la foto a metà articolo è tratta dal reportage Destino Final di Giancarlo Ceraudo, in esposizione al festival di quest’anno]

Qui le informazioni su raggiungibilità, biglietti e tariffe

Qui i contatti utili

 

12 ottobre/ Lo scienziato ambientale nel terzo millennio



Chi è e cosa fa uno scienziato ambientale? Rappresentanti del mondo accademico e del lavoro ne dibatteranno giovedì 12 ottobre 2017, nell’aula magna del chiostro di Sant’Abbondio a Como (via S. Abbondio 12), dalle 9 alle 16,30, al convegno  Lo scienziato ambientale nel terzo millennio: esperienze a confronto. Incontri e sinergie tra il mondo produttivo, dei servizi e dell’innovazione con la ricerca e la formazione nel settore ambientale.

Interverrà Costanza Rovida, Reach Mastery (Project Manager)

Lo scienziato ambientale moderno è un professionista con una forte propensione alla risoluzione dei problemi complessi e al lavoro multidisciplinare basato su competenze ecologiche, naturalistiche, chimiche, tossicologiche ed ecotossicologiche, geologiche. Compie procedure di valutazione di impatto ambientale e del rischio chimico, di gestione e valorizzazione della biodiversità, oltre che di valutazione della pericolosità geologica cui è esposto un sempre più  fragile territorio.

Il convegno, organizzato dai corsi di laurea triennale in Scienze dell’ambiente e della natura, e di laurea magistrale in scienze ambientali dell‘Università degli studi dell’Insubria di Varese e Como, a cui prenderanno parte dei rappresentanti del mondo imprenditoriale locale (Chemservice, Comodepur, Team Mastery, Tecnologie d’Impresa, GRAIA, La Filippa, Shelter e OsGEO), si pone l’obiettivo di istituire un tavolo di confronto e di scambio, volto a creare un canale di comunicazione tra i giovani e la realtà produttiva, che tenga conto e delle aspettative e dell’evolversi del mercato del lavoro e delle esigenze che esso pone.

L’incontro, quindi, si configura come un reale momento di confronto e scambio utile per chiarire le prospettive di impiego professionale per i giovani in formazione presso i corsi a indirizzo ambientale, corsi caratterizzati da una formazione, di tipo problem solving, che rende lo scienziato idoneo alla gestione dei rischi ambientali.

L’iniziativa si propone infine di rafforzare la collaborazione tra l’Università degli studi dell’Insubria con le realtà produttive, e con gli Istituti e le Associazioni sia nazionali (Ispra – Istituto superiore per protezione e la ricerca ambientale, Aidii – Associazione italiana degli igienisti industriali, Sci– Società chimica italiana, Aisa – Associazione italiana scienze ambientali), sia internazionali  (Setac Italian Branch – Society of Environmental Toxicology and Chemistry) patrocinanti l’evento, al fine di proseguire nell’opera di costante adeguamento dell’offerta didattica, in particolare in campo ambientale, per offrire agli studenti l’opportunità di poter usufruire di percorsi formativi sempre all’avanguardia e rispondenti alle esigenze del mondo produttivo, delle imprese e dei servizi.

L’ingresso è gratuito al pubblico.

Per informazioni rivolgersi ai membri del comitato organizzativo dell’evento:

Dr. Franz Livio franz.livio@uninsubria.it

Prof.ssa Ester Papa ester.papa@uninsubria.it

Dr. Andrea Cattaneo cattaneo.andrea@uninsubria.it

Prof.ssa Nicoletta Cannone nicoletta.cannone@uninsubria.it

Sig. Graziano Rilievo grilievo@studenti.uninsubria.it

 

 

 

 

14 ottobre / “Io non rischio”

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Si trasmette il comunicato stampa dell’iniziativa Io non rischio. Buone pratiche di protezione civile, che per la data di sabato 14 ottobre prevede una campagna di informazione nelle piazze dei capoluoghi di provincia italiani (a Como, i volontari e le volontarie della protezione civile saranno presenti in piazza Cavour).

Io non rischio: campagna nazionale per le buone pratiche di protezione civile
14 ottobre volontari in piazza a Como
Il volontariato di protezione civile, le istituzioni e il mondo della ricerca scientifica si impegnano insieme per comunicare sui rischi naturali che interessano il nostro Paese. Il 14 ottobre volontari e volontarie di protezione civile allestiranno punti informativi Io non rischio nelle piazze dei capoluoghi di provincia italiani, per diffondere la cultura della prevenzione e sensibilizzare i propri concittadini sul rischio sismico, sul rischio alluvione e sul maremoto.

Il cuore dell’iniziativa – giunta quest’anno alla settima edizione – è il momento dell’incontro in piazza tra i volontari formati e la cittadinanza. Ma l’edizione 2017 sarà un’occasione speciale, perché le piazze si arricchiranno di iniziative ed eventi: i volontari, infatti, accompagneranno la cittadinanza in un percorso legato alla conoscenza dei rischi specifici del territorio e alla memoria dei luoghi.
Sabato 14 ottobre, in contemporanea con le altre città in tutta Italia, anche Como partecipa alla campagna Io non rischio. Per scoprire cosa ciascuno di noi può fare per ridurre il rischio alluvione, l’appuntamento è in piazza Cavour e dintorni. Oltre al punto informativo, quest’anno i volontari invitano i comaschi ad una speciale caccia al tesoro (ulteriori informazioni sulla pagina facebook IO NON RISCHIO PIAZZA COMO).

L’edizione 2017 coinvolge volontari e volontarie appartenenti a oltre 700 realtà associative, tra sezioni locali delle organizzazioni nazionali di volontariato, gruppi comunali e associazioni locali di tutte le regioni d’Italia.
Io non rischio – campagna nata nel 2011 per sensibilizzare la popolazione sul rischio sismico – è promossa dal Dipartimento della protezione civile con Anpas-Associazione nazionale pubbliche assistenze, Ingv-Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e Reluis-Rete dei laboratori universitari di ingegneria sismica. L’inserimento del rischio maremoto e del rischio alluvione ha visto il coinvolgimento di Ispra-Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Ogs-Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale, AiPo-Agenzia interregionale per il fiume Po, Arpa Emilia-Romagna, Autorità di bacino del fiume Arno, CamiLab-Università della Calabria, Fondazione Cima e Irpi-Istituto di ricerca per la protezione idro-geologica.
Sul sito ufficiale della campagna, www.iononrischio.it, è possibile consultare i materiali informativi su cosa sapere e cosa fare prima, durante e dopo un terremoto o un maremoto.

Per informazioni sulla piazza, pagina facebook “IO NON RISCHIO PIAZZA COMO”

Consulta la locandina dell’iniziativa

Jsc15.it: Il magazine di SistemaComo2015

jsc15On-Line un nuovo portale, iniziativa di NodoLibri: «Strumento di informazione e di comunicazione legato alla rete di enti, aziende, eventi, prodotti, associazioni, persone… che si è costituita dal 2011 per collegare il territorio comense con Expo 2015 e le 147 nazioni partecipanti alla grande Esposizione universale».

 

Un comunicato spiega che si tratta di: «Un magazine colorato per un territorio complesso
Como, la Brianza, il Lario sono parti di un unico territorio complesso; un luogo talvolta persino difficile da comprendere.
Eppure ricco di suggestioni e di soluzioni che lo mettono ai primi posti in Italia per “bellezza” e “produttività”; anche per ricchezza. 
Jsc15 nasce dall’unione di queste parti “positive” che non sempre si trovano in armonia tra loro.
Tuttavia, quando accade (e accade più di quanto non si pensi) il risultato è appunto quella ricchezza non solo economica, ma anche creativa, fantasiosa, innovativa».

«Jsc15 vuol dar conto di tutto ciò – aggiunge lo scritto –: della complessità del sistema (SistemaComo2015!) e della volontà di unione delle forze migliori,
quelle positive, quelle sostenute dalla volontà di cercare soluzioni (perché i problemi ci sono) senza negarsi alla fatica del lavoro,
senza ridursi al piagnisteo costante, ma cercando di trovare – nei punti comuni tra persone, imprese, enti – la forza necessaria per superare le difficoltà».

«Jsc15 è risultato del lavoro di una redazione, ma anche e soprattutto della collaborazione degli operatori, delle imprese,
degli enti, delle associazioni che costantemente progettano novità e lavorano per il territorio – specifica la nota –.
Sono persone e imprese che in buon numero fanno già parte del SistemaComo2015 attivo dal 2011
e che insieme hanno mantenuto costante il contatto con Expo nell’intento di ricavarne benefici economici e culturali.

Dunque non solo affari, ma anche la consapevolezza (comune) che ragionare e lavorare contro
lo sfruttamento della Terra (Energia per la vita) e per dare cibo a tutti (Nutrire il pianeta)
non restino due slogan, ma siano il vero impegno di tutti».

Per informazioni Internet www.jsc15.it. [md, ecoinformazioni]

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