A Lariofiere per la scuola

Sabato 25 ottobre a Lariofiere a Erba si svolgerà alle 9 un  presidio per dire “No allo sfascio” e proporre altre idee per la scuola. 

Sinistra unita e plurale di Como, Collettivo Iskra di Cantù, Arci, Pd, Italia dei valori, Cub Scuola, Cgil Flc, Cisl Scuola, invitano studenti, lavoratori della scuola, genitori, cittadini a partecipare all’iniziativa che «ha lo scopo di manifestare la contrarietà al progetto di distruzione della scuola pubblica attaccata dai tagli decisi dal governo Berlusconi».
Gli organizzatori hanno indetto la mobilitazione in occasione della prevista presenza della ministra Gelemini che appare del tutto improbabile, ma dichiarano che «la sua probabile assenza non renderà meno chiara l’azione unitaria a difesa della scuola pubblica».

Sono canturino non razzista

Presidio contro il telefono delatorio sabato 25 ottobre alle 15 in piazza XX settembre a Cantù.

Proseguiranno a Cantù le iniziative, dopo l’ottimo riscontro che ha avuto della raccolta firme Dico NO alla delibera della Giunta comunale di Cantù, che ha visto l’adesione di centinaia di cittadini seguendo lo slogan “Sono canturino NON razzista”, per “una chiara posizione contro il razzismo – come si legge nel testo comune redatto dalla trentina di associazioni aderenti alla campagna – Abbiamo deciso di esprimere la nostra contrarietà alla delibera del Comune di Cantù”.
“Nonostante ciò che dice il sindaco, buttare fuori di casa i migranti irregolari non favorisce “una opportuna regolarizzazione della loro situazione”” si legge nel comunicato diffuso che critica l’iniziativa del Comune perché “rischia di fomentare un’ondata di “razzismo” anonimo, alimentata dall’invito alla delazione e al sospetto reciproco” dato che “le problematiche legate all’immigrazione, al contrario di quanto dice la Giunta, non si risolvono denunciando, emarginando, reprimendo delle persone la cui unica “colpa” è quella di venire da un altro Paese, bensì permettendo loro di integrarsi all’interno della comunità locale e di costituire una risorsa per essa”.

Giovedì 30 ottobre congresso Auser

Auser: più volontari, più comunità, congresso provinciale dell’Auser comasca giovedì 30 ottobre al Cfp di Monte Olimpino – Como.

“Se uno sogna da solo, è solo un sogno. Se molti sognano insieme, è l’inizio di una nuova realtà” questo il motto, una frase di Friedensreich Hundertwasser, dell’evento dell’associazione comasca che ha in programma una intera giornata di lavori.
Dopo l’accoglienza degli invitati e accreditamento dei delegati alle 9 ci sarà un intervento della presidente provinciale Carla Massina con riflessioni e per il dibattito, aperto anche agli ospiti, sui progetti Filo d’argento, Università popolare, Abitare insieme, Solidarietà, Internazionale. Interruzione dei lavori alle 13.15 con buffet preparato dagli studenti del corso alberghiero e ripresa alle 14.30 per l’intervento dei delegati, le conclusioni del vice presidente Auser Lombardia Rino Campioni, e adempimenti statutari, con chiusura dei lavori alle 17.

Enti locali per la Pace

All’assemblea degli Enti locali per la Pace e i diritti umani della Lombardia Verso Ferrara, costruiamo le città dei Diritti umani di martedì 21 ottobre si è discusso di cosa possono fare gli Enti Locali per rispondere alla domanda di Pace, giustizia e serenità dei cittadini. Presente anche il Coordinamento comasco per la Pace.

In che modo si possono fronteggiare le grandi sfide della povertà, della convivenza e dello sviluppo? Cosa devono fare gli Enti locali per assicurare il rispetto dei diritti umani nelle città? Come possono dare una mano alla costruzione di un mondo più giusto e pacifico senza perdersi nella retorica inconcludente? Il 21 ottobre 2008 se n’è discusso a Milano nella Sala Affreschi di Palazzo Isimbardi, per iniziativa della Provincia di Milano, componente della Presidenza nazionale del Coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace e i diritti umani. L’Assemblea Regionale degli Enti locali per la pace e per i diritti umani è stata convocata in previsione della 9a Assemblea nazionale degli Enti locali per la pace e i diritti umani che si terrà a Ferrara dal 13 al 15 novembre e ha avuto per tema Costruiamo le città dei diritti umani. L’Assemblea nazionale e le assemblee regionali precedenti si svolgono alla vigilia di un’importante consultazione elettorale, in un periodo contraddistinto da una grande incertezza internazionale e da forti preoccupazioni, tensioni ed episodi di intolleranza e violenza che esplodono nelle nostre città. Anche in Lombardia molti Comuni e alcune Province andranno alle elezioni nella primavera del 2009. Ed è anche di questo che, a partire dalla bozza di documento La giunta della pace e dei diritti umani (http://www.entilocalipace.it/) hanno discusso i partecipanti all’assemblea regionale ? alcuni Assessori alla Pace degli Enti locali della Lombardia tra cui le Amministrazioni provinciali di Milano, Mantova e Cremona e le Amministrazioni comunali di Brugherio, di Nerviano, di Inzago e il Coordinamento comasco per la Pace (sodalizio di 38 comuni e 48 associazioni del territorio provinciale) ?, dopo gli interventi introduttivi di Irma Dioli (Assessora alla Pace, Partecipazione, Politiche Giovanili e Cooperazione internazionale della Provincia di Milano; componente della vicepresidenza del Coordinamento nazionale degli Enti locali per la Pace e i Diritti umani), di Adriano Poletti, sindaco di Agrate Brianza e Vice Presidente delgi Enti locali per la Pace e i Diritti umani, di Felice Cagliani presidente del Consiglio comunale di Sestosangiovanni e vice presidente del Coordinamento Provinciale Milanese La Pace in Comune.
La mattinata è stata anche un’occasione per scambiarsi confrontarsi sulle esperienze delle attività in corso nei territori e per fare proposte per azioni future.

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 20 ottobre 2008

La maggioranza inciampa nella seduta del 20 ottobre durante l’approvazione dell’uscita dalla Fondazione dell’Autunno musicale comasco. Approvato il nuovo regolamento per la Biblioteca comunale.

Nelle preliminari al Consiglio comunale del 20 ottobre Luca Gaffuri, Pd, ha letto un Dialogo semiserio tra due assessori e un sindaco a proposito di strade ferrate e non in cui l’assessore ai trasporti della Regione Lombardia dialoga col suo omologo provinciale ed il sindaco di Como in occasione dell’inaugurazione della nuova tratta ferroviaria Albate – Bellinzona. Un racconto in cui vengono poste in risalto le mancanze degli amministratori locali, quali la mancata individuazione e  edificazione di posteggi di interscambio nelle stazioni di Albate – Camerlata e a Ponte Chiasso, su un progetto che in prospettiva potrebbe diventare una reale metropolitana leggera per il capoluogo lariano. «Un intervento frutto della capacità politica economica e progettuale degli amici svizzeri – ha precisato Gaffuri – che mette in evidenza da parte nostra un’incapacità sconcertante».
Vittorio Mottola, Pd, ha invece criticato un articolo sugli Euro 0 de il Cittadino, il nuovo giornale del Comune, per cui non si possono demonizzare i veicoli di quella categoria «è una farsa! Il blocco degli Euro 0 c’è già da parecchio tempo, e solo ora si sono superati i limiti».
Luigi Bottone, Udc, ha chiesto al sindaco di dichiarare pubblicamente al Consiglio se concorrerà o meno per la Regione.
La seduta è quindi iniziata con la presentazione del nuovo regolamento per la Biblioteca comunale del presidente della Commissione cultura Roberto Tenace, An. Un lavoro durato un anno e mezzo su uno strumento precedente fortemente invecchiato anche a causa della rivoluzione informatica degli ultimi anni e dell’aumento dell’utenza. Un regolamento che ha sollevato pochi dubbi, tranne che sulla fruizione delle postazioni internet. Su cui è stato a larga maggioranza votato un emendamento presentato da Gianluca Lombardi, Fi, per un tempo di consulenza maggiore; un periodo più ristretto era stato prospettato per evitare il «malcostume», così l’assessore Gaddi, di alcune persone che “monopolizzavano” le postazioni disponibili al pubblico.
Bagarre in aula quando alla discussione successiva sull’uscita dalla Fondazione autunno musicale del Comune in una sala semideserta ai banchi della maggioranza Roberto Rallo, Fi, ha chiesto la verifica del numero. Le opposizioni sono uscite e la seduta è stata sospesa, causando le ire del sindaco Bruni. Come da regolamento, dopo un quarto d’ora, al riconteggio dei presenti la maggioranza è riuscita a ricompattare le fila anche se il numero legale è stato garantito dalla presenza in aula di Dario Valli, Area 2010. «Sin dal primo giorno ho chiarito che far mancare il numero legale è uno strumento che non condivido, anche se lo spettacolo che dà la maggioranza non è edificante».
Dispiacere sull’esito della vicenda Autunno musicale bipartisan definita da Rallo «un fiore all’occhiello internazionale, quando ancora non erano nati il Festival jazz di Lugano e il festival di Locarno», ma a tutti ha risposto l’assessore alla cultura spiegando come la trasformazioni in fondazione non ha risolto i problemi dell’ente culturale comasco. «Non basta fare una fondazione per gestire in maniera appropriata attività culturali» ha precisato. Nell’ottica della Giunta l’uscita del Comune permetterà all’Autunno musicale di poter chiedere finanziamenti pubblici e provare un rilancio. Proprio sulle cifre Gaddi è stato attaccato dalla sua maggioranza on Gianpiero Ajani, Lega, che ha affermato «usciamo dall’Autunno musicale perché abbiamo ripianato un bilancio di 311 mila euro in 4 anni, che sono solo la metà del buco fatto dall’ultima mostra dell’assessore Gaddi!».
Dopo la presentazione e la bocciatura di un ordine del giorno delle minoranze per una più stretta collaborazione con l’Autunno musicale, col solo voto della maggioranza è stato approvato il divorzio dall’associazione culturale comasca. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Salvare la scuola in Provincia

Renato Tettamanti (Prc), Rosangela Arrighi (Pd) e Cornelia Borsoi (Lista Territoriale) con una mozione urgente sulla scuola presentata da lunedì 20 ottobre in Consiglio provinciale chiedono che l’Amministrazione provinciale si impegni per limitare i danni ed affrontare i disastri determinati dalla politica del governo sulla scuola.

I capigruppo hanno assicurato che verrà discussa entro metà novembre e l’assessore  si è impegnato a monitorare la ricaduta sul nostro territorio di un’eventuale approvazione dei decreti Gelmini-Brunetta-Tremonti.  Il testo della mozione.

«Il consiglio provinciale premesso che:
i recenti provvedimenti legislativi in materia di istruzione scolastica (art. 64 del D.L n.112/08 convertito dalla legge 6 agosto 2008; disegno di legge di conversione del D.L. n.137/08, con particolare riferimento ai contenuti  dell’art. 4; lo schema  di Piano Programmatico del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, di cui al citato art.64 D.L n.112/08) stanno suscitando proteste e  prese di posizioni da parte di diversi soggetti istituzionali e non, ivi comprese Upi, Anci e conferenza della Regioni;
in particolare per quel riguarda questa Ammistrazione per il vulnus all’autonomia delle Istituzioni Locali, costituito dai vincoli alle operazioni di dimensionamento degli istituti e di razionalizzazione della rete scolastica, già  impliciti  nella manovra finanziaria e nelle indicazioni del piano programmatico;  vincoli che, di fatto, impediscono  la redazione di un piano che tenga conto delle reali esigenze dei territori amministrati, fino al rischio della soppressione delle autonomie scolastiche, faticosamente fin qui garantite nelle situazioni di maggior isolamento o nelle zone a rischio di disagio; vincoli  che possono incidere  anche sulle politiche per l’istruzione degli adulti;
la frettolosità di provvedimenti, che secondo gli obiettivi esplicitati nel piano programmatico, intendono intervenire,  prima delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico, sul dimensionamento degli istituti e sulla  ridefinizione dei piani degli indirizzi di studio superiore, ovvero sul segmento del sistema di istruzione a maggior rischio di abbandono e più direttamente collegato ad una scelta che,  in molti casi, determina non solo il successo formativo degli studenti, ma anche il loro futuro percorso di vita;
la riduzione del tempo scuola, soprattutto nella scuola primaria, che  comporterà una  crescita qualitativa e quantitativa  della domanda di servizi alle famiglie, il cui onere,  anche solo organizzativo,  è destinato a ricadere sugli Enti Locali, impattando sulle politiche  sociali; misure   che rischiano di  determinare opportunità diseguali e diverse in ragione della storia e delle caratteristiche economiche e orografiche dei diversi territori, trasformando la ricchezza del tempo scuola destinato alle  attività integrative ed extracurriculari nella povertà del tempo di assistenza e di intrattenimento;
l’innalzamento del rapporto studenti docenti, anche in termini di ricadute organizzative e strutturali, ed il taglio netto dell’orario di  sostegno che interviene ad annullare ogni condizione per una reale integrazione  degli studenti disabili, tanto  dal punto di vista della didattica  quanto in termini di servizi;
le ricadute negative per le scuole e gli Istituti del nostro territorio (rischi chiusura) che dai dati forniti dall’Assessore regionale all’Istruzione risultano interessare diverse sedi e istituti della scuola dell’obbligo e superiore in almeno 15 comuni della Provincia di Como;
Tutto ciò premesso il consiglio provinciale impegna la giunta a:
sostenere le iniziative di già intraprese dai diversi organi istituzionali (Upi, Anci, Conferenza delle Regioni);
convocare rapidamente da parte dell’assessore competente un incontro con i comuni del territorio a rischio chiusura di sedi scolastiche e con i diversi soggetti del mondo della scuola, al fine di predisporre rapidamente iniziative e proposte secondo le indicazioni contenente nelle premessa della presente mozione;
riferire al consiglio provinciale gli sviluppi dell’intera vicenda prevedendo a riguardo una seduta ad hoc dello stesso».

Gelmini il 25 ottobre a Erba

Mariastella Gelmini inaugurerà la Mostra dell’artigianato che si svolgerà a Lariofiere a Erba. La presenza della ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca è prevista per le 10 di sabato 25 ottobre.

 

Per l’occasione la Sinistra unita e plurale di Como in una nota diffusa alla stampa «propone a studenti, lavoratori della scuola, genitori, organizzazioni sindacali e forze politiche di opposizione di manifestarle la contrarietà al progetto di distruzione della scuola pubblica attaccata dai tagli decisi dal governo Berlusconi. Per informazioni 333.7726655».

Cantù civile dice no al razzismo e alla delazione

Pubblichiamo il documento comune alle associazioni che saranno nelle piazze di Cantù a raccogliere firme contro la proposta del telefono delatorio intitolato Dico NO alla delibera della Giunta comunale di Cantù.

«Quelle che si presentano oggi per le strade della città sono realtà non partitiche del canturino, accomunate da una chiara posizione contro il razzismo e, in alcuni casi, impegnate da anni a lavorare  a stretto contatto con gli immigrati. Abbiamo deciso di esprimere la nostra contrarietà alla delibera del Comune di Cantù “Provvedimenti finalizzati ad accrescere la sicurezza urbana ed a contrastare la permanenza di stranieri clandestini sul territorio” e di raccogliere le firme dei cittadini che come noi non la condividono. La delibera prevede che il comando di polizia locale istituisca un ufficio per raccogliere le segnalazioni di alloggi di immigrati clandestini, che si possono fare “in forma riservata” attraverso un numero verde. Le persone che lavoreranno in questo ufficio saranno investite del ruolo di “agenti anti immigrazione”, con tanto di formazione professionale prevista. Saranno garantite una o due “ronde”, a cadenza settimanale, di verifica delle segnalazioni. A livello formale, questo provvedimento dovrebbe colpire chi affitta illegalmente gli alloggi agli immigrati irregolari, ma in realtà sono questi ultimi ad essere le sole vittime della delibera: infatti, mentre chi viene scoperto affittare abusivamente appartamenti a clandestini di solito se la cava con una multa, gli occupanti si ritrovano senza casa e con il rischio di espulsione. Nonostante ciò che dice il sindaco, buttare fuori di casa i migranti irregolari non favorisce “una opportuna regolarizzazione della loro situazione” né li sottrae alla “mercé di persone disoneste e pronte ad approfittare”, ma semmai li rende “particolarmente esposti a situazioni di pericolosità e di degrado sociale”, ottenendo così l’effetto contrario rispetto a quello che la delibera formalmente si propone. Inoltre la trovata del numero verde rischia di fomentare un’ondata di “razzismo” anonimo, alimentata dall’invito alla delazione e al sospetto reciproco. E per quanto il comune si sia affrettato a spiegare che le forze dell’ordine “prenderanno i riferimenti di chi chiama, ma ne tuteleranno l’identità”, qualcosa continua a non tornare. La realtà è che si vuole coinvolgere il maggior numero di cittadini in una malata caccia alle streghe, mascherando tale operazione dietro il fine di “creare rapporti sinergici con l’intera cittadinanza affinché la coscienza civica aiuti le istituzioni ad affrontare problematiche difficili e di grande impatto sociale”. Tutto questo dimostra come il reale intento del provvedimento sia rendere impossibile la vita ai migranti, secondo una tendenza comune a diverse forze politiche. Queste stanno creando in tutta Italia un clima di paura nei cittadini al fine di ottenere il consenso per un’opera di repressione nei confronti delle categorie a loro meno gradite, nella fattispecie quella dei migranti: l’equazione migrante = criminale giustifica azioni xenofobe e razziste. Il clima di intolleranza venutosi a creare emerge dalla cronaca più recente, costellata di episodi di razzismo: a Parma i vigili urbani hanno insultato e malmenato uno studente ghanese, a Roma un gruppo di ragazzini ha picchiato selvaggiamente un cittadino cinese, a Milano un giovane italiano di colore è stato ucciso a sprangate. Le problematiche legate all’immigrazione, al contrario di quanto dice la giunta, non si risolvono denunciando, emarginando, reprimendo delle persone la cui unica “colpa” è quella di venire da un altro Paese, bensì permettendo loro di integrarsi all’interno della comunità locale e di costituire una risorsa per essa. Per realizzare tutto questo, la delibera comunale non deve essere applicata, i cittadini devono fare proprio il principio dell’accoglienza nei confronti dei migranti e le istituzioni devono garantire loro il diritto alla salute, alla casa e al lavoro».

I primi firmatari sono: 20 marzo (ass. dei tunisini), 3 febbraio (ass. multietnica); A.S.D.C. (cittadini congolesi) di Cantù; Anolf; Anteas; Arci Cantù; Arci Como; Aspem; Ass. Burkinabè (ass. del Burkina Faso); Ass. dei ghanesi che vivono in prov. CO; Ass. Grembo; Assalam (ass. marocchini Co); Auser Canturium; Associazione del volontariato comasco; Centro di ascolto (Caritas); Cgil; Cisl; Collettivo Iskra; Comunità del pellegrino; Alcuni giovani della comunità S. Vincenzo; Il Ponte; Incontri; La Soglia; Moldova Doina (ass. dei moldavi); N’golambandi (ass. angolani); Soci Coop; Spazio donna; Teranga (ass. senegalese); Uai Como (Unione delle associazioni degli immigrati).
I luoghi a Cantù e gli orari per firmare sono: sabato 19 ottobre l.go XX settembre 14,30-18,30; cimitero 14,30-18,30; domenica 20 ottobre l.go XX settembre 14,30-18,30, Cascina Amata (chiesa) 10-13; mercoledì 22 ottobre, parcheggio grande ospedale 9-12.

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 16 ottobre 2008

Sfiduciato l’assessore Centiempo. Nel cuore della notte terremoto a Palazzo Cernezzi, l’assessore al patrimonio cade per mano della sua maggioranza, mentre il grosso del Pd sta a guardare.

Problemi alle strutture pubbliche nelle preliminari del Consiglio comunale di giovedì 16 ottobre, dopo la richiesta del consigliere Gianni Imperiali, Pd, di procedere con i lavori di sistemazione della scuola materna di via Brambilla, dove un’aula è chiusa da prima dell’estate per infiltrazioni d’acqua, Mario Molteni, Per Como, ha annunciato che si sta tenendo una raccolta firme a Sagnino per la ristrutturazione della palestra di Mognano. L’assessore Scopelliti, a margine del Consiglio, ha chiarito che i lavori a Mognano, dove è già andato in sopraluogo, stanno per essere intrapresi.
«Quando si consultano i cittadini non sono mai soldi sprecati» ha dichiarato Donato Supino, Prc, a proposito dei due referendum cittadini sui quali verranno interrogati i comaschi dei quali sono stati evidenziati i costi su alcuni articoli della stampa locale.
A proposito della querelle assessore Gaddi – Montini, presidente Csu, sul buco nel bilancio dell’ultimo evento a Villa Olmo Pasquale Buono, Fi, ha affermato «tutti teniamo alle mostre» e si è chiesto «quali sono i fatti reali?». Il capogruppo di Forza Italia ha perciò pacatamente chiesto al sindaco di chiedere ai due interessati di relazionare al Consiglio per fugare ogni dubbio.
Marcello Iantorno, Pd, ha invece chiesto con forza la sospensione della nomina del vicesindaco Cattaneo, fino a quando le vicende giudiziarie che lo hanno interessato non si siano chiarite.
Il Consiglio è quindi entrato nel pieno dei lavori e ha ascoltato la relazione del consigliere Luigi Buono, Udc, sulla sua mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore al patrimonio Enrico Cenetiempo. «Non un atto di offesa della dignità personale o della figura dello stesso», per il consigliere centrista, ma un provvedimento volto a rispettare il patto di coalizione elettorale che vedeva la nomina di un assessore Udc in Giunta. Cenetiempo poco dopo la nomina ha abbandonato il partito per seguire il movimento dei Popolari liberali di Giovanardi che alle ultime elezioni ha aderito, contrariamente al partito di Casini, al centro-destra.
Affermazioni recisamente definite «una guerra intestina ad un partito che non c’è più» da Claudio Corengia, An.
Per il sindaco Bruni l’adesione ad un altro movimento «non è uno spostamento di un singolo, ma una scelta politica a livello nazionale», e inoltre il primo cittadino ha dichiarato di avere «piena fiducia in Cenetiempo». Un voto di  sfiducia «deve essere nel merito, per degli atti gravi» ha aggiunto Bruni, che si è detto sicuro del voto: «Su tutte le votazioni significative la maggioranza è sempre stata blindata e coperta».
Dall’opposizione, anche se in disaccordo con le premesse, «la mozione di sfiducia avrebbe dovuto essere indirizzata al sindaco – ha dichiarato Supino – voto a favore per mettere una zeppa negli ingranaggi di questa Giunta». Dario Valli, Area 2010, ha espresso perplessità sulla mozione perché non incentrata su «problematiche specifiche sull’operato di Cenetiempo», esprimendo anche la contrarietà alle logiche di spartizione partitiche lontane dal suo agire politico come esponente di una lista civica.
«Prescindendo da queste sette, otto righe che non condivido – ha affermato Iantorno – ben venga un atto che causa difficoltà alla maggioranza» e ha aggiunto «l’opposizione ha il dovere, l’obbligo politico, quando si pone la fiducia, di esprimersi». Un’opinione non condivisa dalla maggioranza del suo gruppo che ha deciso di non votare la mozione.
«Ci è stato spiegato dal consigliere Bottone come fare l’opposizione – ha esordito Luca Gaffuri, Pd – noi la facciamo nel merito delle questioni e non ci sono elementi di illeciti» e ha continuato l’avvicendamento di un’assessore è «una decisone che va presa all’interno della maggioranza».
Dopo le spinte per “entrare nel merito” durante il dibattito Bottone ha preparato un emendamenti con critiche all’assessore sull’alienazione dell’ex Intendenza di finanza in via Diaz, ma dopo vari propositi espressi da più parti per ritornare prossimamente sull’argomento e per riuscire ad arrivare ad una votazione in serata, gli ha ritirati.
Avvicinatasi la mezzanotte e dopo la decisione di continuare la seduta ad oltranza pur di arrivare ad un esito sono iniziate le operazioni di voto a scrutinio segreto.
Con 15 voti favorevoli, 12 contrari, una nulla e una bianca, l’assessore Cenetiempo è stato sfiduciato. Un brutto colpo per il sindaco che ha abbandonato l’aula visibilmente contrariato, all’incontrario degli esponenti dell’area liberal di Forza Italia di tutt’altro aspetto. Facce tirate anche all’opposizione dove la maggioranza del gruppo del Pd ha deciso di astenersi, il voto degli unici due “ribelli, Iantorno e Mottola, può essere stato quello determinante per gli esiti della votazione, dato che il quorum da raggiungere era appunto di 15 voti. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Firme di civiltà a Cantù

La società civile di Cantù avvia la raccolta delle firme per il ritiro dei provvedimenti razzisti adottati dalle destre al Comune di Cantù. Da sabato 19 a mercoledì 22 Buongiorno a tutti si può firmare in vari punti della città. Il 25 è previsto un raduno che si svolgerà con tutta probabilità il Largo XX Settembre.

Un ampissimo ventaglio di soggetti si mobilita per al difesa dei diritti umani a Cantù. Promuovono la raccolta di firme contro il telefono delazione e le altre iniziative razziste della Giunta della sindaco Tiziana Sala moltissimi soggetti unti dalla comune intenzione di difendere la civiltà. I primi firmatari sono: 20 marzo (ass. dei tunisini), 3 febbraio (ass. multietnica); A.S.D.C. (cittadini congolesi) di Cantù; ANOLF; ANTEAS; Arci Cantù; Arci Como; ASPEm; Ass. Burkinabè (ass. del BurkinaFaso); Ass. dei ghanesi che vivono in prov. CO; Ass. Grembo; Assalam (ass. marocchini CO); Auser Canturium; Associazione del volontariato comasco; Centro di Ascolto (Caritas); Cgil; Cisl; Collettivo Iskra; Comunità del Pellegrino; Alcuni giovani della comunità S. Vincenzo; Il Ponte; Incontri; La Soglia; Moldova Doina (ass. dei moldavi); N’golambandi (ass. angolani); Soci Coop; Spazio donna; Teranga (ass. senegalese); Uai Como (Unione delle Associazioni degli Immigrati).
I luoghi a Cantù e gli orari per firmare sono: sabato 19 ottobre l.go XX settembre 14,30-18,30; cimitero 14,30-18,30; domenica 20 ottobre l.go XX settembre 14,30-18,30, Cascina Amata (chiesa) 10-13; mercoledì 22 ottobre, parcheggio grande ospedale 9-12.

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